Una prima di eccellenza per il festival di Rossini a Pesaro
Pesaro – I musicofili, almeno una volta nella vita devono, provare l’emozione di assistere ad uno spettacolo al Festival di Rossini , che si tiene ogni estate a Pesaro, casa natale del grande musicista , famoso in tutto il mondo per le sue opere celeberrime: il Barbiere di Siviglia, la Gazza Ladra, Stabat Mater, nonché la famosissima ouverture del Guglielmo Tell, che ha accompagnato i telespettatori della RAI, dall’esordio delle trasmissioni televisive negli anni ‘50 fino agli anni ‘80.
Il Rossini Opera Festival, comunemente indicato con la sigla R.O.F., è un festival musicale lirico che dal 1980 si tiene annualmente ad agosto. È anche il nome della Fondazione costituita nel 1994 per appoggiare la Fondazione Rossini nell’attività di recupero teatrale, musicologico ed editoriale della produzione rossiniana.
Tra queste, l’opera in questione, “Zelmira”, viene rappresentata raramente, sia per la complessità dell’intreccio, ma soprattutto perché richiede ai cantanti una escursione vocale molto impegnativa, che non tutti potrebbero affrontare.
E proprio per questo sono stati selezionati dei “pezzi da novanta”, delle eccellenze nel panorama della lirica, che hanno reso questa edizione unica e probabilmente irripetibile.
Tra queste, proprio l’interprete principale, Zelmira, è stata interpretata magistralmente da Anastasia Bartoli, figlia d’arte, in quanto la madre è Cecilia Gasdia, un tempo famosissima soprano, oggi invece sovraintendente della Fondazione dell’Arena di Verona.
Tra gli altri interpreti, senz’altro da segnalare Marina Viotti, mezzo soprano svizzero-francese interprete di Emma, già conosciutissima all’estero, non solo per il repertorio lirico, ma anche per quello metal.
Tra gli interpreti maschili, non si sa quale nominare per primo, perché tutti eccellenze.
Il magnifico tenore Enea Scala ha interpretato Antenore, che insieme a Leucippo, Gian Luca Margheri, cercavano di usurpare il trono a Polidoro, interpretato dallo stupendo basso Marko Mimica. Applauditissimo anche il personaggio di Ilo, interpretato dal tenore statunitense Lawerence Brownlee.
In merito all’allestimento, curato dal regista teatrale spagnolo Calixto Bieito, totalmente innovativo, perché pensato per essere goduto dallo spettatore a 360 gradi, con la buca dell’orchestra al centro del palcoscenico, e alcuni fiati messi in posizione defilata, sopra gli spalti, si può dire che abbia stupito senz’altro lo spettatore, che si è trovato piacevolmente spiazzato ed è stato perciò maggiormente coinvolto nel fruire lo spettacolo.
Ciò ha portato ha valorizzare non solo l’ambientazione, ma anche gli attori, anche con le loro caratteristiche fisiche. Ad esempio Leucippo, interpretato da Gian Luca Margheri, ha calcato alcune scene a torso nudo, mettendo in evidenza la sua muscolatura prominente, quasi fosse una statua greca.
Per quel che riguarda l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, partner consueto del ROF insieme al coro del Teatro Ventidio Basso, con i loro rispettivi direttori, Giacomo Sacripanti e Pasquale Veleno, hanno saputo sostenere magistralmente uno spettacolo altamente complesso.
Per non parlare del parterre degli spettatori celebri che sono intervenuti: prima da tutti da citare e la senatrice a vita Liliana Segre, legata affettivamente a Pesaro perché lì ha conosciuto il marito; ma anche l’arrivo d involontaria per l’eleganza la presidente degli amici del Rossini Opera Festival Paola Tittarelli e l’ereditiera Cecilia Matteucci, collezionista di moda e indimenticabili pezzi di haute couture. Che dire, concludendo? Un evento musicale e mondano da non perdere
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