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Vince chi resta

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Sembrerebbe un assurdo, eppure molti fatti portano a ritenere che nella vita la staticità prevalga sul dinamismo. Innovazione è la spinta che dà a qualsiasi impresa senso e valore. L’energia va spesa mai conservata. Perché comunque è destinata ad esaurirsi. Solo nell’investimento si può aumentare la produttività e la ricchezza

ITALIA. Ma l’energia è destinata ad esaurirsi, prima o poi. I due estremi sono un consumo rapido ed immediato, come avviene nei razzi che devono superare la gravità e l’atmosfera per portare navicelle nello spazio, oppure una sua conservazione, con una lenta e periodica dispersione, come avviene in biologia. La vita è possibile sul pianeta solo se l’energia viene conservata. Ho visto in rete un brevissimo documentario. Siamo in un paese tropicale. Giovani zoologi provvedono al mantenimento di alligatori. Grandi rettili, predatori formidabili che vivono nella palude.

Un giovane si avvicina ad uno di questi grossi animali, ovviamente sulla coda inizia ad accarezzarlo, abbraccia la sua coda e parla all’animale dolcemente. E’ molto contento perché non ha paura e sembra che il grosso rettile sia compiaciuto per le sue carezze. Improvvisamente l’animale si rivolta e spalanca la bocca dalla terribile dentatura. Il giovane ovviamente si ritrae prudentemente, l’animale lo insegue determinato per predarlo.

A questo punto il giovane scappa spaventato. L’animale desiste dall’inseguimento della buona preda, e si tuffa velocemente nell’acqua della palude. Questa è la vita! Quella vera che non è fatta di stupide moine e dalla presunzione che noi umani possiamo fare qualunque cosa, perché siamo unici padroni del tutto.

Pensiamo che la nostra umanità prevalga sulla ferocia, che la nostra mente prevalga sull’istinto. E’ così che ci immaginiamo a pezzi, di qua il corpo, di là la mente e lo spirito, ogni organo che vive per suo conto e non risponde al tutto, padroni dell’ambiente e delle stagioni, profeti del clima e dei suoi cambiamenti, destinati a preservare il pianeta. Per fortuna, il pianeta si difende da solo e non ha bisogno di noi, che siamo malvagi o buoni a seconda di come vogliamo.

Tutto ciò che accade, in noi e fuori di noi, avviene secondo un disegno perfetto, del quale siamo attori, ma non protagonisti. La violenza non la spieghiamo se non ponendola al di fuori dell’umanità. Riteniamo che sia qualcosa di alieno che non ci appartenga, una sorta di devianza dal nostro destino che ci ha reso naturalmente buoni e responsabili.

Perché la guerra si domandavano Freud e Einstein nella loro corrispondenza. E, incredibilmente, Einstein, il fisico che si occupava della materia era più ottimista e antropofilo di Freud, lo psicologo, esperto di umanità e dell’universo interiore. Ritrovare il senso della staticità e della prossimità ci aiuterebbe a trasformare ciò che ci sembra alieno, in qualcosa che inesorabilmente è nostro, e ci appartiene. E di questo, solo di questo dobbiamo andare fieri.    

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