La prima impressione di chi vi scrive arrivando in “Villa Venturali Fanna”, luogo prescelto dalle giornate FAI d’autunno domenica pomeriggio intorno alla primissima ora del dopo pranzo è di stupore ma neanche troppo.
Tanto pubblico, ordinatamente in coda che attende il proprio turno, paziente e mite.

Con quello stato d’animo che prenotabellezza e sa di trovarla, perché il FAI da sempre ci ha abituato bene, invitandoci a pranzo con i camerieri in livrea.
Quest’autunno tocca a questo splendida villa situata in un contesto dove il tempo sembra essersi fermato e le guide ci accompagnano abilmente nello scenario costruito agli inizi del Settecento per volontà dei fratelli Venturali, abbienti commercianti veneziani.
La villa veneta è qui rappresentata in tutti i suoi canoni tradizionali con le tre ampie aperture ad arco sovrastate dal rialzo centrale con timpano.
L’oratorio nel retro della villa stupisce con garbo e gradevolezza scoprendo il campanile a vela, il soffitto a volta e la presenza delle sepolture di quasi tutti i membri delle famiglie.
Ma non è finita fino a quando non è finita e quando ci troviamo al cospetto dell’atelier che diventa museo dell’artista Mariapia Fanna Ronconi artista milanese vissuta in Svizzera e Argentina ci brillano occhi e anima grazie al suo innato talento poliedrico.












Perla finale che suscita la nostra ammirazione per coraggio e impeto creativo è il nucleo residenziale costruito nel 1975 su progetto degli architetti Bandera e Facchini che nella perfetta dicotomia architettonica rendono credibile un’antitesi stilistica ardita, accostando contemporaneità e tradizione.
Ripercorrendo l’immenso parco a ritroso con l’emozioni vissute ben riposte nel nostro zaino l’ultimo nostro ringraziamento va ad un maestoso cedro che sembra incerto tra il congedarci e il chiederci di restare, ma tant’è.
Grazie FAI
22/21Eventi di Mauro Lama
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