Al 2° Festival dell’Umano Tutto Intero, il Presidente della Rete AnimAzione riflette sul ruolo dell’animazione cristiana per rigenerare comunità autentiche e vitali
ROMA- Nel cuore di Roma, durante il 2° Festival dell’Umano Tutto Intero, Salvatore Martinez, Presidente della Rete AnimAzione, ha lanciato un appello chiaro e appassionato: riconoscere all’amore il suo posto centrale nella vita pubblica e sociale. Non un sentimento privato o retorico, ma una forza rigeneratrice, capace di ricostruire comunità reali, incarnate e solidali.
“Bisogna ridare cittadinanza all’amore”, ha affermato Martinez, richiamando il pensiero di don Luigi Sturzo, che parlava già all’inizio del Novecento di una “crociata dell’amore”. Un messaggio ancora più attuale oggi, in un tempo in cui le relazioni sociali rischiano di frantumarsi nella solitudine digitale e nella frammentazione identitaria.
Secondo Martinez, l’animazione e la partecipazione cristiana sono strumenti vivi di rigenerazione sociale perché partono da una visione profonda della persona e della comunità: “L’amore è il vincolo sociale. Se vogliamo ricostruire comunità vere, dobbiamo partire da questo legame che unisce, che dà senso alle relazioni e alla convivenza.”
Rifacendosi alla dottrina sociale della Chiesa e al magistero di Paolo VI, Martinez ha rilanciato l’idea di una “civiltà dell’amore”, da costruire insieme, riconoscendo i talenti e le peculiarità di ciascuno non come motivo di divisione ma come ricchezza condivisa. “Anima e azione devono tornare a camminare insieme – ha detto – perché l’anima è l’intelligenza, il pensiero, la fede. E senza anima, l’azione perde senso.”
In questo contesto, l’Italia può e deve giocare un ruolo speciale: per storia, cultura e tradizione, è il luogo dove l’umanesimo cristiano può rinascere e ispirare nuove forme di testimonianza. “Non esiste altro Paese al mondo – ha dichiarato – che possa interpretare una nuova stagione di testimonianza dei cattolici associati come il nostro.”
Il suo appello è chiaro: generare una nuova classe di giovani leader cristiani, capaci di raccogliere l’eredità spirituale dei padri e di viverla nel presente con coraggio e creatività. “Sta a noi – ha concluso – essere padri capaci di generare il loro impegno.”
Il contributo di Salvatore Martinez al 2° Festival dell’Umano Tutto Intero ci ricorda che la rigenerazione delle comunità non passa solo da progetti e strutture, ma da una nuova cultura del dono, della condivisione e della responsabilità. Una cultura in cui l’amore torna ad avere cittadinanza, come principio e fine dell’agire personale e collettivo.
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