Secondo quanto emerso dagli esami tossicologici sul corpo di Alex Marangon, deceduto tra il 29 e il 30 giugno 2024, è stata riscontrata l’assunzione di ayahuasca. E nuovi test hanno stabilito l’assunzione di cocaina
Treviso – Cosa è successo davvero quella tragica notte di inizio estate, dello scorso anno? Alex Marangon è morto tra il 29 e il 30 giugno ma il suo corpo è stato ritrovato su un isolotto nel fiume Piave, il 2 luglio.
Il luogo del ritrovamento dista circa quattro chilometri dall’Abbazia sconsacrata di Vidor, nella marca, dove Alex aveva partecipato a un rito sciamanico. Le indagini sono state aperte in un primo momento per omicidio volontario ma senza nessun indagato.
L’autopsia ha rivelato che Alex aveva riportato ferite incompatibili con una semplice caduta o un suicidio, suggerendo l’ipotesi che fosse stato vittima di un’aggressione. I genitori di Alex hanno più volte ribadito che il figlio è morto a causa dei colpi ricevuti e non per le sostanze assunte.
Le novità
È stato confermato dagli esami tossicologici che Alex aveva assunto ayahuasca, una sostanza psicotropa illegale in Italia. Alcune fonti menzionavano da tempo che ci fosse anche la presenza di tracce di cocaina. L’assunzione di tali sostanze potrebbe aver alterato il suo stato, e alcune testimonianze riferiscono che Alex si era allontanato dal gruppo in preda a un’agitazione.
Secondo nuovi esiti di test tossicologici eseguiti dal Burlo Garofolo di Trieste, sarebbe confermata anche l’assunzione di cocaina, da parte di Alex.
Fu solo droga?
Si trattò dunque solo di un tragico incidente causato dal mix letale di sostanze allucinogene, o si tratta di omicidio? Due “curanderos” colombiani, Jhonni Benavides e Sebastian Castillos, che erano presenti al rito e avevano seguito Alex per un tratto prima di perderlo di vista, sono stati indicati come testimoni chiave. I due avrebbero lasciato l’Italia dopo i fatti.
Le indagini sono ancora in corso per chiarire la dinamica esatta della morte e individuare eventuali responsabili. I genitori hanno fatto un nuovo appello per avere la verità sulla morte del loro figlio Alex.
Il ritrovo all’Abbazia di Santa Bona a Vidor, dove ha avuto luogo il rito sciamanico a cui Alex Marangon ha partecipato, è stato organizzato da Andrea Zuin e Tatiana Marchetto del progetto Zumusic Project.
L’Abbazia di Vidor
Il proprietario dell’Abbazia di Vidor è il Conte Giulio Da Sacco, che ha assunto la gestione dell’azienda agricola e dell’abbazia, trasformandola in un luogo per eventi e visite guidate, dove lui stesso fa da narratore, svelandone i segreti.
Fu fondata tra il 1107 e il 1110 da Giovanni Gravone, che vi portò le reliquie di Santa Bona dalla Terra Santa. Nel corso dei secoli ha subito varie vicissitudini, tra cui una quasi completa distruzione durante la Prima Guerra Mondiale, per poi essere ricostruita negli anni ’20, in parte grazie alla volontà di Alfonsa Miniscalchi Erizzo.
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