Al Museo Gypsotheca Antonio Canova un viaggio inedito tra i capolavori della Collezione Gemin e i progetti per la Biennale di Venezia
POSSAGNO (TV) – Dal 22 giugno il Museo Gypsotheca Antonio Canova dedica a Carlo Scarpa (1906‑1978) la mostra “Carlo Scarpa e le arti alla Biennale. Opere e vetri dalla Collezione Gemin”, a cura di Mario Gemin e Orietta Lanzarini. Per la prima volta in un’unica sede vengono riuniti oltre sessanta pezzi – dipinti, disegni, sculture e una ventina di vetri muranesi Cappellin e Venini – che illuminano il lungo sodalizio fra l’architetto veneziano e la Biennale di Venezia, cui collaborò dal 1934 al 1972 firmando decine di allestimenti, dalla biglietteria dei Giardini al Padiglione del Venezuela.
Il percorso, suddiviso nelle sezioni Gli Artisti, I Vetri e La Biennale, intreccia i riferimenti culturali di Scarpa con le opere dei maestri che animarono le rassegne veneziane: dagli acquerelli di Paul Klee e i disegni di Gustav Klimt agli oli di Giorgio Morandi, fino ai bronzi di Arturo Martini e alle sculture di Alberto Viani. Spiccano anche tre pezzi esposti alla Biennale del 1968, quando Scarpa si mise in gioco come artista con le proprie sculture. Tutto proviene dalla collezione dell’architetto trevigiano Luciano Gemin (1928‑2023), allievo e amico del maestro, al quale la mostra rende un tributo parallelo.
«È un orgoglio per la comunità ospitare una rassegna che racconta quasi quarant’anni di architettura espositiva veneziana» dichiara il sindaco Valerio Favero, mentre il direttore del museo Moira Mascotto sottolinea «l’occasione di scoprire Scarpa non solo progettista ma artista poliedrico». La Fondazione Canova annuncia, in concomitanza, un intervento di restauro sull’ala progettata dall’architetto negli anni Cinquanta, finanziato dal MIC.
Il calendario si completa con laboratori per scuole e famiglie, conferenze e la pubblicazione del catalogo SAGEP. Aperta fino all’11 gennaio 2026, la mostra osserva orario 9.30‑18.00 nei giorni feriali (19.00 nel weekend); tutte le informazioni su www.museocanova.it.
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