Verona la provincia più colpita. Un lavoratore su quattro è straniero. L’Osservatorio Vega: “Serve più formazione e più investimenti sulla sicurezza”
VENEZIA – Crescono in maniera drammatica le morti sul lavoro in Veneto. Nei primi sette mesi dell’anno si contano 63 vittime, contro le 37 registrate nello stesso periodo del 2024: un aumento del 70,3%. Quasi il 40% dei lavoratori deceduti è straniero. La regione si conferma al secondo posto in Italia per numero di decessi complessivi, subito dopo la Lombardia, e rimane in zona arancione per incidenza di mortalità, con un indice pari a 19,3 morti per milione di occupati, superiore alla media nazionale (18,3).
La distribuzione territoriale
A guidare la triste classifica è Verona, con 16 decessi totali, seguita da Padova (12), Vicenza e Venezia (11 ciascuna), Treviso (9), Rovigo (3) e Belluno (1).
Per quanto riguarda i soli decessi “in occasione di lavoro”, Verona e Vicenza contano 9 vittime ciascuna, seguite da Padova (8), Venezia (7), Treviso (6), Rovigo (3) e Belluno (1).
A livello di incidenza, Rovigo registra il dato peggiore (30,1), collocandosi in zona rossa insieme a Vicenza (23,1). In zona arancione ci sono Verona (20,7) e Venezia (19,0). Padova (18,0) e Treviso (14,9) si trovano in zona gialla, mentre solo Belluno rientra in zona bianca (11,1).

L’analisi dell’Osservatorio Vega
«L’immagine è drammatica per i lavoratori che quotidianamente si trovano ad affrontare, spesso senza un’adeguata formazione, i rischi nelle proprie professioni», commenta Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre. «Siamo convinti che solo una formazione efficace e maggiori investimenti per la tutela dei lavoratori possano invertire davvero la rotta».
L’Osservatorio sottolinea che l’aumento riguarda soprattutto le morti in occasione di lavoro, quasi raddoppiate: da 23 nel 2024 a 43 nel 2025.
Infortuni e settori più colpiti
Parallelamente, crescono anche le denunce di infortunio: 42.431 da gennaio a luglio 2025, rispetto alle 41.921 dello stesso periodo del 2024. Verona si conferma “maglia nera” anche per il numero di denunce (8.457), seguita da Padova (8.382), Vicenza (7.910), Treviso (7.579), Venezia (7.184), Belluno (1.655) e Rovigo (1.264).
A livello settoriale, il primato negativo spetta alle attività manifatturiere, con 7.699 denunce in occasione di lavoro, seguite da costruzioni (2.651), commercio (2.339), trasporti e magazzinaggio (2.074) e sanità (1.942).
Le vittime per genere e nazionalità
Tra i deceduti, 4 sono donne (2 in occasione di lavoro e 2 in itinere) e 25 sono lavoratori stranieri (di cui 17 in occasione di lavoro). Le denunce complessive degli stranieri ammontano a 11.155 (9.369 per incidenti sul luogo di lavoro).
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui
