L’ex G-I.L. di Treviso è stata rinnovata in una realtà inclusiva che unisce il passato al presente
TREVISO. Far “rinascere una grande arte che può essere al tempo stesso tradizionalista e moderna”. È questa l’ispirazione del fascismo di dare vita ad un’architettura che rappresentasse la fusione tra tradizione e modernità. Gli architetti che operarono durante il ventennio realizzarono nelle loro opere delle sintesi edificatorie unendo i vari stili.
La storia dell’edificio
Treviso-Possiamo verificare ciò anche nelle opere che costituiscono gli edifici pubblici a Treviso, tra cui l’ex G.I.L, allora “La casa del Balilla”, oggi recuperata come biblioteca di Città Giardino.
La “Casa del Balilla” venne progettata dall’ingegner Pietro Motta (sindaco di Mogliano e Podestà, successivamente vicepreside dell’Amministrazione Provinciale) che realizzò nel territorio trevigiano diverse case del Balilla e scuole.
Costruita nel 1933,sviluppando un precedente fabbricato della seconda metà dell’Ottocento, La “Casa del Balilla” di Treviso era la sede delle attività ludico-sportive della gioventù fascista. Essa comprendeva una palestra, un cinema teatro ed uno spazio all’aperto per le manifestazioni e l’addestramento dei giovani Balilla.
L’edificio ha mantenuto nel tempo nella sua parte anteriore un grande atrio ornato da un pronao, a cui si uniscono due parti laterali alleggerite da archi finestrati. Esso cambierà il suo nome da “Casa del Balilla” a “Gioventù Italiana del Littorio” (G.I.L.) ed ancora oggi la sua struttura testimonia a Treviso uno degli esempi più importanti dell’architettura razionalista unita a quella classicista.
Il recupero e la nascita della biblioteca
Per molto tempo la struttura è stata usata saltuariamente come deposito e palestra. Nel 2005 una sua parte è diventata biblioteca intitolata al poeta Andrea Zanzotto.Dal 2024 l’ex G.I.L. di Città Giardino ha visto partire i lavori di restauro della porzione nord. Il corpo centrale, che fungerà da collegamento con il corpo sud dell’edificio, sarà utilizzato come servizi per gli studenti, sale letture, uno spazio per la pausa caffè. Costo dell’intervento più di 7 milioni di euro, di cui 6 milioni provengono dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Previsti 200 posti a sedere, 31 postazioni informatiche, 9 mila volumi a disposizione dei cittadini. Inoltre sarà presente l’emeroteca, gli uffici ed una sala relax.
Un gioiello recuperato a misura di giovani, che faranno di Treviso una città universitaria legata agli atenei di Padova e Venezia.
Crediti fotografici: Di LucaSper92 – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=44437608
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