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Uniti per la Vita e la Dignità di Ogni Uomo: un Appello Contro il Suicidio Assistito

2 minuti di lettura

Perché è possibile e doveroso fare una legge che prevenga il suicidio assistito e assicuri la cura di chi soffre

ROMA – In giorni decisivi per il popolo italiano in cui si tratta di scegliere se regolare per legge il suicidio assistito, sentiamo il dovere di non tacere e di levare forte la nostra voce.
È una voce che si rivolge alle istituzioni per dire, come ha fatto la Corte costituzionale, che il primo dovere dello Stato è difendere la vita di ogni uomo e di ogni donna, senza condizioni, affermandone la sua irrinunciabile dignità e la sua eguaglianza nel godimento dei diritti fondamentali. La difesa della vita richiede coraggio, impegno, risorse economiche, passione per la persona e diventa aiuto per i sofferenti e per le loro famiglie attraverso la cura e la vicinanza. È questa la strada da percorrere, l’unica veramente umana.
La regolazione per via legislativa del suicidio assistito e, peggio ancora, dell’eutanasia sancisce, al contrario, la vittoria della disperazione, la fine del senso di umana solidarietà che, di fronte al dolore di chi soffre, non può aiutare l’uomo a darsi la morte, ma deve farsi vicino al corpo e allo spirito del malato.

L’intervento normativo dovrà pertanto riaffermare l’indisponibilità e l’ inviolabilità della vita umana, rafforzando il ruolo del Servizio Sanitario Nazionale per la prestazione delle cure palliative e mantenendo il disvalore penale dell’assistenza al suicidio.

Rendere disponibile la vita di chi soffre trasforma il malato in una persona esistente per scelta e lo obbliga a giustificare ogni giorno davanti a sé e davanti agli altri la sua pretesa di esistere. Implica, in una parola, che la sua vita vale meno di quella dei sani.
Contro questa deriva si uniscano laici e cattolici, credenti e non credenti, donne e uomini liberi per difendere il valore universale della vita, della dignità e della libertà di ogni essere umano.
I cattolici, poi, sono chiamati a dare a tutti le ragioni perché non si pervenga a leggi – oggi inesistenti in Italia – che regolino il suicidio assistito e l’eutanasia.

Inoltre, i parlamentari cristiani hanno il compito di far capire che non si tratta di “confessionalizzare” il problema, che riguarda la coscienza e la vita concreta di ogni uomo, ma di ascoltare le parole sagge e laiche espresse dal Magistero sul tema, in particolare nella Samaritanus bonus.

A sostenere questo appello si uniscono diverse realtà culturali e associative che da anni promuovono la tutela della vita e della dignità umana in ogni sua fase. Tra i promotori figurano Alleanza Cattolica, il Centro Studi Rosario Livatino, il Comitato Tecnico Scientifico UCID – Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti, la rete civico-culturale Ditelo Sui Tetti – Pubblica Agenda Sussidiaria e Condivisa, e il Movimento per la Vita. Queste realtà sono unite da una visione comune e ribadiscono l’urgenza di un impegno condiviso per costruire una cultura della cura, che non abbandoni chi soffre ma lo accompagni con dignità, solidarietà e sostegno concreto.

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