Ci ha lasciati questa notte Gino Paoli, cantautore “di mare”. Nato a Monfalcone, vicino a Trieste, ha fissuto quasi tutta la sua lunga vita in Liguria
Gino Paoli era figlio di un ingegnere navale e di una casalinga. I genitori si erano trasferisce presto in Liguria ma la madre, verso la fine della gravidanza, volle partorire nella sua città, Monfalcone, sull’Adriatico. Il resto della sua vita lo trascorse affacciato al mar Tirreno.
Frequentando l’istituto Galilei di Genova conosce Luigi Tenco, cui l’accomuna la passione per la musica jazz e la canzone francese. Abbandonati gli studi, non era un gran appassionato…, trova un impiego come grafico pubblicitario (la sua grande passione, dopo la musica, fu la pittura).
Inizia a comporre i primi brani: La gatta, è del 1960, cui segue Il cielo in una stanza, portata al successo da Mina. Entrambi i pezzi compaiono nel suo album d’esordio, Gino Paoli (1961), ove si trovano anche Sassi e Senza fine, quest’ultima dedicata alla ompagna Ornella Vanoni.
L’incontro con la quindicenne Stefania Sandrelli rende ancora più travagliata la sua vita sentimentale, mentre la carriera procede molto bene.
Le cose dell’amore (1962) Il faut savoir di Aznavour e Ne me quitte pas di Brel, il successivo Basta chiudere gli occhi (1963) Che cosa c’è, Vivere ancora e Sapore di sale, il suo 45 giri più venduto in assoluto.
Un tentativo di togliersi la vita, fortunatamente fallito, è il segno d’una crisi personale che esplode dopo il suicidio a Sanremo, nel 1967, dell’amico Tenco: sentendosi fors’anche fuori posto in una situazione musicale profondamente mutata, Paoli riduce di molto l’attività e dirada le proprie apparizioni.
Seguono: I semafori rossi non sono Dio (1974) e Ha tutte le carte in regola (1980), tributi il primo al catalano Joan Manuel Serrat, il secondo al livornese Piero Ciampi, da poco scomparso.
Ritorna alla grande nel 1984, quando Una lunga storia d’amore (nella colonna sonora del film Una donna allo specchio), tra le sue composizioni più felici, lo riporta in cima alle classifiche.
Gli eccessi
La vita di Gino Paoli è stata caratterizzata da molti eccessi, primo tra tutti l’abuso di alcool. Nel 2017 aveva avuto un’aneurisma dal quale si era ripreso bene. ma il Covid l’aveva poi colpito e aveva messo in pericolo la sua salute.
Nel 2025, a 91 anni, il cantante ha poi accusato una labirintite acuta. Questa malattia, che colpisce l’orecchio interno, lo ha costretto a cancellare diversi concerti. Tanti fan si sono preoccupati per le sue condizioni, sintomo di un affetto non venuto meno col tempo.
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