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Per i 250 anni dalla nascita del grande compositore tedesco l’orchestra, diretta da Massimo Raccanelli con il pianoforte di Anna Barutti, esegue sul palco del Del Monaco la Sinfonia n. 5. in Do min. Op. 67 e il Concerto n.3, op.37 in do minore.

 

Dopo aver aperto la stagione concertistica del Teatro Mario Del Monaco, ideata dallo Stabile del Veneto e dal Comune di Treviso, i Solisti di Radio Veneto Uno tornano sul palcoscenico del Comunale – mercoledì 22 gennaio,  ore 20.45 – con il primo dei tre concerti Beethoven 250, il focus dedicato al duecentocinquantesimo anniversario dalla nascita del grande compositore tedesco Ludwig van Beethoven (1770-1827). L’Orchestra diretta dal maestro Massimo Raccanelli e accompagnata dal pianoforte di Anna Barutti eseguirà il Concerto n.3, op.37 in do minore e la Sinfonia n. 5. in Do min. Op. 67.

 

Il concerto verrà trasmesso in live su un network televisivo della Corea Del Sud

Il concerto verrà trasmetto in live su un network televisivo della Corea Del Sud, in virtù del premio Korea Award 2019 assegnato lo scorso ottobre ai Solisti di Radio Veneto Uno dalla ICDI di Seul, un ente internazionale affiliato al ministero della Cultura della Corea del Sud e dal CWAP, Comitato Internazionale per la Cultura e la Pace nel mondo, per il lavoro di promozione della musica e della cultura in Italia svolto dall’Orchestra.

 

Alle ore 20.00 nel Ridotto del Teatro Del Monaco il Dipartimento di musica di Radio Veneto Uno terrà la conferenza di introduzione al concerto aperta al pubblico.

 

Il Concerto n. 3, Op. 37 in Do minore per pianoforte e orchestra di Ludwig Van Beethoven è uno dei concerti d’orchestra e solista più amati dai grandi esecutori del repertorio classico e romantico. Fu stampato a Vienna nel 1804, ma già un anno prima vide Beethoven stesso cimentarsi nell’esecuzione in prima assoluta a Vienna. Il suo stile è diverso, del tutto sperimentale, rispetto a quanto conosciuto nel Settecento, sia relativamente all’orchestrazione che alla tecnica tastieristica. Nonostante l’inevitabile riferimento allo stile settecentesco, periodo della formazione musicale, si evolve, in sicura energia, verso quella che sarà l’evoluzione romantica, stacco deciso dal secolo passato. È un concerto straordinario al quale il compositore conferisce un’energia diversa rispetto alle forme tradizionali, ed è marcata la volontà di ricerca per il rinnovamento.

 

Il pianoforte, strumento relativamente recente inventato dal padovano Bartolomeo Cristofori solo nel 1701, con il classicismo divenne molto presto lo strumento con cui venivano riprodotte, studiate, adattate le partiture orchestrali, dando origine a una diversa e proficua relazione tra universi musicali fino a prima sconosciuti. Sta scritto nelle cronache del tempo, ma chissà perché sempre tenuto nascosto, che nel periodo della sua formazione Beethoven ha avuto come insegnante il trevigiano compositore e maestro Andrea Lucchesi di Motta di Livenza, Kappelmaister dell’orchestra nella quale il grande compositore tedesco ha suonato la viola per almeno quattro anni. Un’esperienza che nel tempo ha poi spinto il Beethoven pianista e compositore ad affinare la sua sfida in termini di creatività, rendendolo uno dei primi protagonisti del classicismo.

 

Sinfonia n. 5. in Do min. Op. 67

La leggenda racconta che i violenti battiti della governate alla porta del suo studio, corrispondessero alle prime due battute, quelle che hanno dato ispirazione al famosissimo tema della quinta sinfonia. In effetti la composizione che assieme alla nona, si ritiene sia la più nota, costò al compositore tedesco almeno quattro anni di lavoro prima della sua stesura finale; dopo le continue esecuzioni al pianoforte, furono innumerevoli i rifacimenti per perfezionare l’orchestrazione.

 

Vero è, il senso dato, del destino che bussa alla porta: un destino contro il quale Beethoven suo malgrado si è dovuto misurare con veemenza, è ben nota la sordità che lo ha afflitto e penalizzato, una tragedia per un musicista, essere privato dell’udito; ascoltare le Sue composizioni, rende idea della chiara vittoria della ragione umana sul fato avverso, del grande compositore. Beethoven vince e ricaccia il Suo ingrato destino nella tenebra della superstizione in nome della chiarezza della ragione umana. La Quinta Sinfonia inizia con un “Allegro con brio,” un turbine carico di energia, protagonista è l’inciso iniziale, rare apparizioni del secondo tema cantabile ad esaltare la suprema arte del Grande Maestro che con poche note sa esaltare contrasti e vigore fino ad allora inarrivabili.
A seguire un “Andante con moto” a trasmettere sensazioni di tranquillità, pacatezza, due i temi cantabili, strutturati con eleganza di varianti colorate di musicalità quasi leggiadra.
Su questo delicato quadro irrompe lo “Scherzo”, tratto arcigno ad opera di bassi ascendenti che declinano nel ritorno del tema “del destino,” per attimi di estrema drammaticità; seguono momenti quasi di danza che si dissolvono sullo “Scherzo,” saranno poi i timpani a dare il senso dei cupi colpi del destino. Ma la vittoria dell’intelletto e della ragione su un fato inclemente, è il senso dell’”Allegro” finale, sfolgorante ritorno al motivo centrale della Sinfonia, ad affermare l’universalità della composizione. Vale la pena di citare le parole del musicologo Paul Bekker, che, nel 1918 intuì la soluzione di continuo data dalle sinfonie di Beethoven, non tanto relativamente alla composizione il modello sinfonica, ma di sensazioni fino ad allora sconosciute allo spettatore, considerato dal grande e rivoluzionario compositore non più il consueto passivo pubblico, ma colto fruitore di sensazioni universali, date dalla musica: “L’immagine ideale di un uditorio per il quale Beethoven scrisse, e da cui attinse la forza e l’impeto delle sue idee, fu un’ulteriore elaborazione del grande movimento democratico che dalla Rivoluzione francese condusse alle guerre di liberazione tedesche. Elaborazione come si presentò allo spirito di Beethoven. Possiamo percepirla ogni volta di nuovo quando viviamo in noi stessi la potenza catartica e solenne di una Sinfonia di Beethoven, poiché in tali momenti noi stessi diventiamo il pubblico per il quale Beethoven ha composto, la comunità cui egli parla”.

 

Orchestra filarmonica “I Solisti di Radio Veneto Uno”

Radio Veneto Uno è la radio di Treviso che nel 2020 compie i suoi primi 45 anni, e da circa 20 svolge attività di informazione di interesse generale, con in palinsesto programmi di carattere culturale. Da una decina d’anni ha creato il Laboratorio permanente per la riscoperta della “Scola Granda” di Musica Veneta, la prima scuola di musica mai esistita al mondo, dalla quale hanno attinto a piene mani tutte le scuole del mondo evolvendosi di generazione in generazione, nella musica classica attuale. L’Orchestra filarmonica di Radio Veneto Uno è il loro punto d’incontro, e la radio è la loro cassa armonica: all’iniziativa collaborano i musicisti più autorevoli e prestigiosi del Veneto e non solo.

Un nuovo grande protagonista nel già ricco cartellone della rassegna “Dal Vivo” firmata da Veneto Jazz in collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto: Giovanni Allevi si esibirà in “Piano Solo” giovedì 12 marzo (ore 20.45) al Teatro Del Monaco di Treviso

 

Compositore, direttore d’orchestra e pianista, Giovanni Allevi ha stregato con le sue note milioni di giovani che, affascinati dal suo esempio, si sono avvicinati alla musica colta e all’arte creativa della composizione. Due diplomi con il massimo dei voti in Pianoforte al Conservatorio di Perugia e in Composizione al Conservatorio di Milano. Una laurea con lode in Filosofia, con la tesi “Il vuoto nella Fisica Contemporanea”. Jeans, t-shirt, scarpe da ginnastica: questo il look con cui Allevi va incontro al suo pubblico nei teatri più prestigiosi del mondo, dalla Carnegie Hall di New York all’Auditorium della Città Proibita di Pechino. Numerose sono le tesi di laurea a lui dedicate. L’agenzia spaziale americana NASA gli ha intitolato un asteroide.

 

Con il concerto di piano solo di Giovanni Allevi, sono quindi quattro gli appuntamenti firmati da Veneto Jazz per la rassegna “Dal Vivo” che dal Teatro Goldoni di Venezia è approdata anche nel palcoscenico trevigiano. Da febbraio a marzo in cartellone il rito dei Dervisci rotanti “Galata Mevlevi Ensemble” (6 febbraio), la cantante israeliana Noa con Letters to Bach, riscritte sulla musica del grande compositore; (18 febbraio) e Paolo Fresu con Tempo di Chet, con le musiche tratte dell’omonimo progetto teatrale dedicato a Chet Baker (21 aprile). 

 

Biglietti

Platea 40€ + diritto di prevendita
Palchi I, II, III ordine centrali 40€ + diritto di prevendita Palchi I, II, III ordine laterali 35€ + diritto di prevendita Palchi IV ordine 35€ + diritto di prevendita
Loggione 30€ + diritto di prevendita
Loggione scarsa visibilità 12€ + diritto di prevendita 

I biglietti sono disponibili in prevendita a partire dalle ore 12.00 di lunedì 20 gennaio nel circuito Ticketone, nel circuito del Teatro Stabile del Veneto e alla biglietteria del Teatro Del Monaco di Treviso.

 

Prevendite

www.ticketone.it
www.teatrostabileveneto.it

 

Biglietteria Teatro Del Monaco 

Tel. +39.3791201100
[email protected]teatrostabileveneto.it

 

Orari

dal martedì al sabato: dalle 10.00 alle 14.00 e dalle 15.00 alle 18.00 domenica e lunedì chiuso
giornate con spettacolo:
dal martedì al sabato: dalle 10.00 alle 14.00 e dalle 15.00 a inizio spettacolo domeniche con spettacolo: dalle 15.00 a inizio spettacolo.

Istituzioni pubbliche e una giovane impresa culturale veneta unite in un progetto di diffusione della musica da camera, con un repertorio di musica classica caratterizzato da accenti di originalità in grado di soddisfare i pubblici più variegati.

 

La città di Treviso, grandemente impegnata nel sostegno alla cultura e con un’offerta ricca di eventi dalla grande attrattiva, ha concesso il patrocinio alla nuova stagione di musica colta dell’Orchestra Machiavelli, intitolata “Fame di Musica – I concerti nell’Auditorium di Santa Caterina”.

 

Orchestra Machiavelli è un’orchestra con sede a Verona nata nel 2015 e formata da giovani professionisti under 35. A partire da quest’anno per l’orchestra veneta si aggiunge una nuova location: l’Auditorium di Santa Caterina a Treviso, che sarà la prestigiosa cornice in cui avrà luogo una rassegna di concerti dedicati ai più grandi compositori di musica colta.

 

La scelta di una nuova città si colloca come una delle più grandi novità del 2020 per l’Orchestra Machiavelli, che si propone di offrire un ciclo di musica da camera eseguita da giovani e per i giovani. Il repertorio offre famose composizioni di grandi maestri, ma al tempo stesso aggiunge tocchi di originalità in grado di avvicinare nuovi pubblici alla musica classica. La collaborazione con l’Assessore Colonna Preti e la concessione del patrocinio da parte del Comune ha permesso l’organizzazione della rassegna, in grado di soddisfare la Fame di musica sia di coloro che si avvicinano alla musica colta per la prima volta, sia dei palati più esigenti e preparati.

 

L’Orchestra sarà protagonista di una serie di appuntamenti formata da tre concerti e da un concerto – spettacolo. Durante la rassegna l’orchestra avrà il piacere di esibirsi assieme ad ospiti di fama nazionale e internazionale.

 

 

Eventi in programma

Le produzioni proposte dalla Direzione Artistica, nelle persone di Stefano Soardo e Rebecca Saggin, sono tre concerti e un concerto – spettacolo: aprirà la stagione sabato 18 gennaio alle ore 17.00 nell’Auditorium di Santa Caterina l’evento “Inaugurazione dell’Anno Beethoveniano”, un concerto celebrativo dei 250 anni dalla nascita di Ludwig Van Beethoven, che oltre all’Orchestra Machiavelli vedrà sul palcoscenico il giovane direttore Leonardo Benini e il violinista solista di fama internazionale Davide De Ascaniis, esibirsi in un programma con musiche di F.Mendelssohn, L.V.Beethoven, S.Barber.

 

Anche gli appuntamenti successivi si terranno il sabato pomeriggio alle ore 17.00 nell’Auditorium di Santa Caterina: il 1° febbraio l’Orchestra Machiavelli si esibirà nel concerto “Mozart 1770”. In quest’occasione affiancherà l’Orchestra il soprano viennese Eva Dworschak in un programma costituito da musiche composte da W.A.Mozart nel 1770, anno di passaggio del compositore in Italia. Il Maestro concertatore per l’evento del 1° febbraio sarà Pietro Battistoni.

 

Si proseguirà il 28 marzo con uno spettacolo che coinvolgerà sia la musica che il teatro: con “Caino ovvero il primo omicidio” l’ensemble dell’Orchestra Machiavelli, assieme all’attore Mauro Bernardi, ripercorrerà gli eventi del fratricidio più famoso della storia. Il meraviglioso oratorio di A. Scarlatti sarà racchiuso in una cornice contemporanea con le musiche di Stefano Soardo e la drammaturgia e la regia di Sara Meneghetti, e sarà diretto da Giancarlo Rizzi in veste di Maestro concertatore.

 

La data di chiusura della stagione sarà il 9 maggio, con la conferenza-concerto dal titolo “Music for Europe” tenuta dal critico musicale e saggista Quirino Principe, che affronterà il tema della musica come espressione dell’identità europea. Il concerto vedrà esibirsi l’Orchestra Machiavelli diretta da Sergio Baietta in occasione della Festa dell’Europa 2020.

 

 

Info e biglietti

I biglietti per gli eventi della stagione Fame di Musica – Concerti nell’Auditorium di Santa Caterina saranno disponibili in cassa a partire da un’ora prima dell’inizio dei concerti al prezzo di:

Intero € 16
Ridotto over 65 €14
Ridotto under 30 €10
Abbonamenti (4 concerti): Intero € – Ridotto over 65 € – Ridotto under 30 €

 

Tutte le informazioni sull’Orchestra Machiavelli al sito www.orchestramachiavelli.it.
La stagione è patrocinata da Comune di Treviso – Assessorato alla Cultura e sostenuta da Serena Wines 1881.

La Settima Nota” nasce e si sviluppa come un concorso musicale finalizzato alla scoperta e alla valorizzazione di musicisti, cantanti e autori capaci di esprimere talento e impegno.

Si distingue da iniziative analoghe per il fatto di essere basato su un inedito format registrato SIAE di gara musicale sviluppato su un innovativo progetto di comunicazione social.

 

Principale sponsor del concorso è la casa editrice musicale milanese Long Digital Playing, principalmente interessata nella individuazione di talenti sui quali confluire investimenti orientati alla crescita professionale e di immagine; anche per tale motivo la partecipazione al concorso è e rimane gratuita.

 

Tutti i partecipanti del concorso entreranno di diritto nella compilation dell’etichetta LDP e ai primi tre finalisti del concorso verrà data la possibilità di realizzare un proprio videoclip musicale in studio a Milano, mettendo gratuitamente a disposizione il set fotografico attrezzato e l’operatore professionista di ripresa.

 

Il primo premio del concorso consiste in un contratto discografico per la pubblicazione di un album con etichetta LDP che verrà promosso e distribuito sulle maggiori piattaforme digitali.

 

Ai primi tre finalisti del Fuoriconcorso – SI MINORE verrà dato il diritto di partecipare a una delle successive edizioni del concorso, a far data dal conseguimento della maggiore età e senza dover sostenere la fase di pre-selezione.

 

Per scaricare il regolamento, cliccare qui.

Per ulteriori informazioni, cliccare qui.

Giovedì 26 dicembre (ore 18.00) arriva a Mestre l’atteso Live Christmas Show dei “crooners” di Venezia. In scaletta grandi brani internazionali e classici natalizi

   

La magia del Natale in una serata di grande musica, giovedì 26 dicembre (ore 18.00) al Teatro Corso di Mestre con Luca Foffano “The Voice of Venice” e Gianni Scribano.

 

Un concerto in cui i “crooners” di Venezia uniscono allo stile confidenziale il canto lirico, interpretando con tecnica e passione famose canzoni della musica italiana ed internazionale e classici del repertorio natalizio. Una macchina delle meraviglie musicale che emoziona e diverte.

 

Live Christmas Show

Luca Foffano e Gianni Scribano, amici d’infanzia con un unica passione, la musica, che, nonostante i mille impegni, trova il modo di riunirli per serate-evento come quella in programma al Teatro Corso di Mestre.

 

Da giovani le loro strade artistiche si separano presto: Luca sceglie il mondo della classica e della lirica, dove in breve tempo si afferma quale interprete di grande prestigio a livello internazionale: oltre che in Italia è apprezzato e applaudito negli USA, in Russia, negli Emirati Arabi, in Asia e in altre parti del mondo.

 

Gianni, personaggio eclettico, cantante, polistrumentista, compositore, showman, entra da protagonista nel il mondo dei live show, esibendosi in tutta Europa.

 

Un’occasione che ha conciliato le loro diverse doti canore, è arrivata grazie all’ex campione mondiale russo di pattinaggio sul ghiaccio Ilya Averbukh, ora regista, che nel 2018 li ha voluti fortemente nel cast del suo musical sul ghiaccio “Romeo & Juliet”  sia per la prima mondiale all’Arena di Verona sia per il tour europeo conclusosi a Mosca.

 

Da questa  esperienza si sono ripromessi di creare uno spettacolo tutto loro: l’occasione è questo Live Christmas Show, un’occasione per uno scambio di auguri con il pubblico nell’atmosfera di uno spettacolo che tocca le corde del cuore.

 

 

Biglietti

Platea € 15,00 + € 2,00 d.p.

Galleria € 10,00 + € 2,00 d.p.

 

Prossimo appuntamento

Giovanni Vernia il 31 dicembre (ore 22.30) festeggia con gli spettatori l’arrivo del nuovo anno sfoderando la sua verve travolgente nello spettacolo Vernia o non Vernia: risate, panettone e brindisi per tutti!

 

 

Info

“TEATRO IN CORSO” è un progetto Dal Vivo S.r.l.

Biglietti e prevendite su www.dalvivoeventi.it 

telefono 366.2590790

www.teatrocorso.it

 

 

Photo Credits: Riccardo Scalise

L’Associazione Amici della Musica “Toti dal Monte” è lieta di porgere a soci e amici i migliori auguri di Natale e felice anno nuovo!

Anche quest’anno, come da tradizione, l’Ensemble PAUSA IN SOL MAGGIORE propone un concerto di Natale giovedì 26 dicembre, alle ore 16.30, nel Duomo di Santa Maria Assunta di Mogliano Veneto.

 

L’Ensemble proporrà una serie di brani natalizi tratti dalla tradizione europea e non, dal periodo medievale ai giorni nostri.
Bruno Barbon:             fisarmonica
Alberto Casarin:         viola da gamba e zhonghu
Federico Tommasi:    viola da gamba
Luciana Simonetti:     soprano 
Marina Olivari:           contralto
Alessandra Fusati:      lettrice della Compagnia teatrale Tracce sul palco

 

INGRESSO LIBERO.

 

 

Il programma

PARTE PRIMA 

Verbum patris hodie                                                           Anonimo, XIII sec.

Laude novella                                                                     Laudario di Cortona, XIII sec.

Puer natus est in Bethlehem                                            Anonimo, XIV sec.

Ave, Donna santissima                                                      Laudario di Cortona, XIII sec.

Magnificat                                                                            B. Barbon (1950)

Christus Jesus natus est                                                   Mottetto medievale, Piae Cantiones

El cant dels ocells                                                              Tradizione catalana, medievale

Ich steh’ an deiner Krippen hier                                       J. S. Bach, 1685 – 1750

 

PARTE SECONDA 

Astro del ciel                                                                       F. Gruber, 1787 – 1863

Happy day                                                                           Inno protestante XVIII sec.

Holy Night                                                                            A. C. Adam, 1803 – 1856

Joy to the World                                                                  G. F. Haendel, 1685 – 1759

Ding dong                                                                            Melodia popolare francese (1588)

We wish you a merry Christmas                                      Tradizione inglese (1501)

 

 


L’Ensemble PAUSA IN SOL MAGGIORE, attivo dal 2011 come trio, si compone attualmente di una fisarmonica, due viole da gamba e due voci (soprano e contralto), e propone un  repertorio di musica sacra e profana, antica e contemporanea, tratto da diverse tradizioni europee ed ebraiche.

 

Nata per accompagnare le funzioni religiose presso la chiesa parrocchiale di Mazzocco di Mogliano Veneto, si è poi esibita in concerti tematici di riflessione religiosa o culturale in occasione di mostre d’arte, presentazioni di libri e ricorrenze religiose e civili.

 

L’inusuale formazione richiede un impegnativo lavoro di adattamento e armonizzazione per esaltare l’anima segreta anche di semplici melodie attraverso una continua ricerca di sonorità inedite.

 

Nel nome, nel repertorio, così come nella scelta di rinunciare all’amplificazione, l’Ensemble PAUSA IN SOL MAGGIORE intende richiamarsi ad un passato ormai dimenticato in cui l’emozione era trasmessa dalla naturale vibrazione di voci e strumenti, per rivolgersi al cuore di chi ascolta e condividere una pausa di respiro nell’affannosa corsa quotidiana contro il tempo.

Mercoledì 18 dicembre alle 20.30, al Teatro Eden di Treviso “Beatles Classici”, con la Venice Classic & Pop Band. È il regalo di Natale di un gruppo di amici amanti dei “Fab Four”, che ha invitato a Treviso la band costituita per iniziativa di Stefano Toffolo – chitarrista,  liutista  e  musicologo , docente  al Conservatorio  “Benedetto  Marcello”  di  Venezia  –  con suoi allievi ed ex allievi di formazione classica e/o jazz e con esperienze concertistiche e discografiche significative. E ha chiesto loro una serata “tutta Beatles” in chiave soprattutto acustica, per assecondare la grande passione che li unisce e vivere insieme a tanti altri appassionati della musica del quartetto di Liverpool una straordinaria serata di “pop classico” raffinatamente eseguito.

 

Sul palco dell’Eden ci sarà uno strumentario che rispecchia il superamento delle barriere tra i vari generi musicali dei quali i Beatles furono un esempio illuminante. E assieme alle voci Alberto Boschiero, Chiara Spizzo e Martina Candido, sciorineranno quel repertorio immortale di “Yesterday”, “Michelle”, “Hey Jude” e tante altre, Stefano Toffolo e Giulio Tommasella alla chitarra classica, acustica  ed  elettrica;  Davide  De  Bortoli  al basso  elettrico;  Lorenzo Gioelli e Fabio Pez ai violini; Beatrice Fanin alla viola; Luca Strozzo al violoncello; Ilenia Grillo al pianoforte; Chiara Pittarella al clarinetto; Claudia Ciullo all’arpa e Leonardo Capolla alla Batteria. Gli arrangiamenti sono di Lorenzo Gioelli e Jacopo Caneva.

 

Ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Un viaggio nella storia della musica rock & pop italiana e internazionale condotto dalla voce e dall’energia di uno dei maggiori protagonisti del panorama musicale italiano di tutti i tempi, Red CanzianTestimone del tempo è il concerto-evento di Natale, di e con lo storico cantante e bassista dei Pooh, che dopo il debutto al Teatro Goldoni di Venezia (18 dicembre – ore 21.00) il Teatro Stabile del Veneto ospiterà il 21 dicembre (ore 21.00) sul palco del Del Monaco di Treviso per raccogliere fondi in favore della Fondazione Città della Speranza. 

 

In un alternarsi continuo di musica e racconti, accompagnati da video e foto, Red Canzian, narratore, cantante e bassista, insieme a Chiara Canzian, voce, cori, armonica, percussioni e basso, Phil Mer, batteria e direzione musicale, Daniel Bestonzo, piano, organo, tastiere e cori, e Alberto Milani, chitarre e cori, condurrà il pubblico in un viaggio attraverso le tappe più significative della storia della musica dagli anni ’50 ad oggi riscoprendo i successi dei più grandi protagonisti. Si partirà dal rock’n’roll di Little Richard per poi passare al sound dei Beatles e di Bob Dylan, e arrivare alle canzoni di grandi autori italiani come Luigi Tenco, Gino Paoli e Lucio Battisti o ancora ai brani di Elton John e dei Pink Floyd, solo per citarne alcuni.

 

Immancabili i brani che hanno segnato la carriera dei Pooh e la vita del pubblico in sala come Chi fermerà la musica o Piccola Katy insieme ad alcune canzoni legate alla tradizione natalizia reinterpretate per l’occasione.

 

La collaborazione con Città della Speranza

Il ricavato dello spettacolo sarà interamente devoluto alla Fondazione Città della Speranza, da 25 anni impegnata a migliorare le condizioni di cura e assistenza dei bambini con patologie oncoematologiche e a finanziare la ricerca pediatrica, tanto da aver realizzato il più grande polo europeo in questo ambito: l’Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza.

 

“Siamo contenti che tra gli amici con cui festeggeremo il Natale quest’anno ci sia anche Red Canzian – afferma Massimo Ongaro, direttore del Teatro Stabile del Veneto -. Porteremo sui palcoscenici di Venezia e di Treviso uno show che vede la musica, quella dei più grandi, riproposta da un interprete d’eccezione, al servizio della solidarietà. Da subito abbiamo aderito al progetto che Red porta avanti da tempo e abbiamo accordato a lui e al suo team il nostro totale supporto”.

“Red Canzian è un amico di Città della Speranza. Dopo la positiva esperienza del Concerto di Natale 2018, quest’anno proporrà addirittura due date. L’organizzazione sarà a costo zero affinché l’intero ricavato possa essere destinato alla ricerca scientifica. Con questa doppia iniziativa, infatti, contiamo di poter sostenere il lavoro di un ricercatore per un anno”, afferma Stefania Fochesato, referente per il fundraising della Fondazione Città della Speranza.

 

“La collaborazione con la Città della Speranza è nata un anno fa, quando sempre nel periodo di Natale abbiamo realizzato a Venezia il primo concerto il cui intero ricavato è stato donato ai loro ricercatori. Il successo è stato talmente grande che quest’anno abbiamo deciso di raddoppiare salendo sui palcoscenici di Venezia e Treviso per sostenere chi sta cambiando il futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti – spiega Red Canzian – Testimone del tempo racconta la storia della musica  mia e non solo mia, le canzoni che mi hanno fatto innamorare della musica. Un viaggio supportato da due ore di video e immagini in compagnia dalla mia family band”.

Domenica 15 dicembre, alle ore 16.00, nel Duomo S. Maria Assunta si terrà il Concerto di Natale a ingresso libero del complesso vocale e strumentale FALSO BAROCCO.

 

Direttore Matteo Chiodini

Coro (SATB):
soprani    Olga Gavryliuk, Marika Campagnaro, Loretta Maestrello
contralti  Elisa Favretto, Anna Schileo, Iris Genta
tenori      Giorgio Pinzoni, Ruggero Cedolini
bassi        Federico Tommasi, Andrea Corniola, Iuri Marchesin
flauto dolce soprano       Alberto Gobbo
flauto dolce tenore          Marco Noal
flauto dolce basso           Thomas Nepitali
violino                            Tommaso Lorenzon
viola                                Leonardo Bellin
viola da gamba tenore     Marcello Alemanno 
viola da gamba basso      Alberto Casarin
tastiera                            Mirco Cenedese
Musiche in programma:
Lentement, da “Water Music”, Suite in Re Magg. (G. F. Haendel)
Polorum Regina (Libre Vermell de Montserrat)
Quanno Nascette Ninno (S. Alfonso de’ Liguori)
Gaudete (Piae Cantiones)
Lieti Pastori (Tradiz. Italiano)
Il Est Nait le Divin Enfant (Tradiz. Francese)
God Bless You Merry Gentleman (Trad. Inglese)
Allegro Molto, dalla Sinfonia K 196 + K 121 (W. A. Mozart)
Inno al Creatore (Ludwig van Beethoven)
Agnì Parthène (San Nettario di Egina)
Verbum Caro Factum Est (Piae Cantiones)
Tollite Hostias (Camille Saint Saens)
Mnogaja Ljeta (Dmitri Bortniansky).

Dopo il debutto in prima nazionale sul palcoscenico del Teatro Verdi di Padova, il testo di Matteo Righetto sul dramma della tempesta Vaia arriva in piazza a Treviso, oggi, sabato 7 dicembre ore 18.00, sotto la Loggia dei Cavalieri nella versione Da qui alla luna e dintorni.

 

Accompagnato dalla chitarra di Giorgio Gobbo, lo scrittore Matteo Righetto partendo dai brani dello spettacolo prodotto dal Teatro Stabile del Veneto e dal libro scritto a quattro mani con Mauro Corona Il passo del vento. Sillabario alpino, legge e racconta delle nostre montagne.

 

L’appuntamento è inserito nel cartellone de “La Loggia Incantata”, il programma culturale e di intrattenimento ideato dal Comune di Treviso per le festività natalizie, a cui il Teatro Stabile del Veneto aderisce.

 

 

La tempesta Vaia

Sono gli ultimi giorni di ottobre 2018 quando la tempesta Vaia devasta le Alpi orientali spazzando via 16 milioni di alberi, che messi in fila coprirebbero grossomodo la distanza che va Da qui alla luna. Per dare voce a questa tragedia, Matteo Righetto ha scritto per il teatro una sorta di delicatissimo requiem per la montagna ferita.

 

“Ricordare i giorni di Vaia è un dovere per noi tutti e il testo di Matteo Righetto ci aiuta in questo – dichiara Massimo Ongaro, direttore Teatro Stabile Veneto. – Ci aiuta a rivivere senza retorica l’orrore di quei giorni e allo stesso tempo ci porta a riflettere sui cambiamenti climatici. Per questo siamo ben lieti, grazie alla collaborazione con il Comune di Treviso, di portare in piazza per la città un testo di teatro civile, che ha riscosso successo di critica e di pubblico sui nostri palcoscenici.

 

 

Matteo Righetto

Matteo Righetto ha esordito con il romanzo Savana Padana (TEA, 2012), portato poi sulle scene teatrali dal regista Stefano Scandaletti per una produzione del Teatro Stabile del Veneto.

In seguito ha pubblicato La pelle dell’orso (Guanda, 2013), da cui è stato tratto l’omonimo film con Marco Paolini, e altri titoli di successo tra i quali Apri gli occhi (TEA, 2016, vincitore del Premio della Montagna Cortina d’Ampezzo) e Dove porta la neve (TEA, 2017).

La terra Promessa (Mondadori, 2019) è il romanzo conclusivo della “Trilogia della Patria”, i cui primi due volumi, usciti sempre per Mondadori, sono L’anima della frontiera (2017) e L’ultima patria (2018). La sua Trilogia è diventata un caso letterario internazionale con traduzioni in molti Paesi, tra cui Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada, Australia, Germania, Olanda.

 

 

 

Photo Credits: Tatiana Solange Ingrand

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