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Un albero per Gianfranco

4 minuti di lettura

Il segreto della quercia sono le radici. Come tutti gli alberi più maestosi, longevi e possenti del mondo, le querce hanno radici forti, che si diramano spesso per decine o centinaia di metri sotto di loro. E Gianfranco Vergani è la nostra quercia. Di nome e di fatto, perché il direttore storico di questo giornale ha lasciato le sue radici profonde nel nostro team, che oggi, nel primo anniversario del suo viaggio tra le stelle, vuole ricordarlo nel modo che lui amava tanto. Scrivendo. La redazione

È per questo che, prossimamente, il nostro team pianterà a Mogliano una quercia per Gianfranco. Ringraziamo di cuore, per la sensibilità e la disponibilità dimostrate, il Sindaco Davide Bortolato.

Caro Gianfranco,

qualche giorno fa ho scorso i nostri messaggi che si sono interrotti il 25 febbraio di un anno fa e ogni messaggio iniziava con un “cara” e finiva con un cuore rosso.

Il tuo modo di fare gentile e il tuo saluto con il cappello in mano mi davano sempre l’impressione di tornare indietro nel tempo: un gentiluomo direttore che sapeva farsi benvolere da tutti, ma determinato nell’incoraggiare e spronare tante persone che, grazie al suo longevo entusiasmo, sono diventate giornalisti.

Mi definivi “preziosa amica”, ma tu prezioso lo sei stato e lo sarai per tutte queste persone che oggi, a un anno da quando sei andato a scrivere tra le nuvole, ti vogliono ricordare con quello che amavi di più. I pensieri e le parole.

Paola Zuliani, editore


Ricevere un’eredità così importante e ricca d’amore è una grande responsabilità. Ogni giorno, cerco di fare del mio meglio per esserne degna e per portare quello che adesso è il “nostro” giornale tra le stelle, fin da te. Perché è lì che merita di stare, per l’impegno e la passione che le persone che hai pazientemente e sapientemente formato dimostrano ogni giorno. Per l’amore che tutti noi mettiamo nel tuo nome. La mia è una promessa: far conoscere il valore del Nuovo Terraglio a tutti, dove si fa giornalismo vero, dove si parla col cuore, dove il team è famiglia. Che prosegue nel nome del Padre. 💜

Cristina Colombera, direttore


In memoria del nostro amato direttore Gianfranco, che ci ha lasciati un anno fa, vogliamo continuare il suo lavoro di verità, giustizia e umanità.

Il nostro direttore non era solo un giornalista, era una persona straordinaria che ha lasciato un’impronta indelebile nella nostra redazione e nella nostra comunità, un uomo di grande cultura, con una profonda conoscenza dei temi sociali, politici e culturali. La sua passione per il giornalismo era contagiosa e ha spinto molti di noi, tra cui me, ad intraprendere questa professione.

Il nostro giornale è diventato autorevole grazie al suo impegno e vogliamo onorare la sua memoria portando avanti la sua eredità. Siamo convinti che il suo esempio e la sua passione continueranno ad ispirarci. Ciao, caro direttore, ci manchi tanto.

Valentina Nespolo, vicedirettore

Mi piace pensare che dietro ad ogni mio piccolo o grande traguardo ci sia tu, che eri un vulcano di idee, sempre spumeggiante, sempre gentile, sempre comprensivo. Sempre così incoraggiante. Mi volevi un bene sincero, come fossi tua nipote, perché così mi chiamavi. Ti ho pensato spesso in questo primo anniversario dalla tua scomparsa, non ero pronta a perderti, ma porto il tuo brio in ogni mio pezzo, che sono sicura avresti commentato con quella tua caratteristica nota di stupore: “Magnifico! Pubblica!”

Ciao Gianfranco, continui ad essere la mia guida anche da lassù!

Nicole Casagrande, caporedattore

Lassù tra nuvole e notizie l’aria è frizzante e tersa e tutto sembra essere lieve quando il nostro sguardo ti ritrova come se nulla fosse accaduto. Un anno, ma anche se fossero due. Non siamo in cerca di numeri ma solo di accarezzare quella linea di conforto che ci avvicina a te, con quella lieve ironia con cui ci hai insegnato a “scrivere le cose”.

Oggi ci sussurri “ma chi se l’aspettava così”? Con quella tua gentile risata. E sullo sfondo il vento di questi giorni, che ci ha riportato a te, sferzante e impetuoso, quasi a volerci riservare un monito. Sono con voi.

Mauro Lama, autore


Caro Gianfranco, quando penso a te, e questo accade spesso, ti vedo con Elena, tua moglie che hai accudito amorevolmente e pazientemente per più di 30 anni, nella malattia. 

Con Elena hai condiviso i tuoi impegni di direttore, le partecipazioni a eventi e manifestazioni, facendola  divertire. Ho ammirato quella tua dedizione completa, anche quando era difficile sopportare l’evolversi del male che continuava a logorarla. Avevi realizzato la tua passione fondando il Nuovo Terraglio a 71 anni d’età, nel 2007, e trascorrevi le giornate tra giornalismo e accudimento di tua moglie. 

Ti ricordi quante risate quella volta che, ad un pranzo, io e Elena ci siamo ritrovate con lo stesso vestito? beh, non sono più  riuscita a metterlo. Poi sei rimasto solo, poi è arrivata la pandemia,  poi… è già passato un anno. 

Vi mando un bacio.

Silvia Moscati, autore


Ciao Gianfranco, sai che ogni tanto rileggo gli ultimi messaggi che ci siamo scambiati?

Sai che mi incazzo sul serio quando leggo che ti scrissi “Guarda che se non torni a casa presto mi incazzo…” e tu mi risposi “Certo che ce la faccio, scherzi?” Mica con te, va…

Io mi ricordo la sera che ci siamo conosciuti, c’era anche Elena, tua moglie, alla cena di presentazione de “Il Nuovo Terraglio”. Già ci si sentiva, tu scrivevi ancora per un altro quotidiano on line, alla fin fine ci siamo costantemente scritto, visto, telefonato dal 2014 sino al tuo ultimo messaggio, quello del 25 febbraio 2022, all’ora di pranzo.

Poi, qualche giorno dopo, quella telefonata di Silvia che “Gianfranco è morto!”. Manca il piacere dello scambio di battute, il piacere di sentirti, il piacere di sapere che ci sei.

Il vedersi era sempre “volentieri”, erano momenti belli, piacevoli. Me li ricordo tutti, sai. Ne sono geloso, li racconto. Nella tua semplicità e pacatezza, hai sempre saputo essere unico. Questo è il primo anno senza di te, mi conforta che tu possa aver ritrovato la tua Elena, ma un pensiero in più te lo devo. GRAZIE!

Gianluca Longo, autore

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