8 dollari al mese per il sistema di identificazione d’identità. Che poi è la spunta blu che certifica il tutto, punto e basta. Un profilo autentico e autorevole che dovrebbe spingere nel baratro falsi d’autore e patacche.
Ma si parte dall’uscita dalla Borsa dalla porta principale i tagli i ritagli e le frattaglie di uomini d’oro e non con licenziamenti di default e la “composizione composita” della nuova proprietà.
Elon Musk è il nuovo Ceo di Twitter, un uomo solo al comando anche se ad interim ma nel frattempo deciderà strategie e arrocchi, insomma da oggi a San Francisco comanda lui.
Spazzando d’emblée le prime polemiche allontana i gossip sul possibile costo del servizio da 19,99 a 8 dollari al mese oggi è 4,99 e ristabilisce chiarezza pur nelle perplessità, toccare le tasche in genere è sempre impopolare e sgradevole.
Twitter Blue insomma, con modalità premium e accesso agli articoli con la pubblicità cassata ma all’orizzonte un ambizioso e forse pericoloso progetto, una Super App X calderone dove poter fare tutto, dai pagamenti alle ordinazioni indovinate sulla falsariga di chi?
Del famigerato WeChat un vaso di pandora multiuso dove senza colpo ferire si prenota un libro, un sushi liberatorio o una lezione di yoga per distendere la mente dagli scazzi quotidiani. Solo maneggiando la santa tastiera.
Ma privacy, sorveglianza e un certo tipo di censura brillano all’orizzonte, per Musk il cinguettio si prospetta parecchio ansiogeno.
Instacult di Mauro Lama
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui
