Gli inseparabili, Mona e suo figlio trentenne Jöel vivono dipendenza e limite della propria individualitá
Diretto da Anne-Sophie Bailly e ambientato a Creteil, cittadina vicina a Parigi il film, presentato a Venezia2024 nella sezione Orizzonti è anzitutto una lirica all’amore.
Mona (Laure Calamy), madre single sessantenne, vive con il figlio trentenne Jöel (Charles Peccia-Galletto) in un angusto appartamento di periferia. Il figlio che è affetto da un lieve ritardo mentale ed è occupato presso un centro disabili si innamora di una sua collega, Océane (Julie Froger), anche lei disabile e lo confessa alla madre.
Fino a qui nulla di estremamente trascendentale, salvo un ennesimo particolare, la ragazza è incinta e questo nuovo scenario per Mona diventa assolutamente difficile.
Commovente ed empatico il film, che già alla Mostra del Cinema di Venezia incontrò i pareri favorevoli di critica e pubblico è un opera che non lascia nulla di intentato e concentra il plot narrativo su di un doppio binario, quello della disabilità e quello del legame madre e figlio.
Un vero e proprio percorso di doppia emancipazione, complesso e riconoscente all’amore, che in questa storia sofferta illumina gli attori, rendendo poetico il normale refrain quotidiano.
Con tutto l’amore che serve per affrontare l’amore, che a volte può essere quello che si ha, ma anche quello che si deve lasciare, tra libertà e dipendenza emotiva.
Con il cuore materno tormentato e fragile.
Intravisti per voi di Mauro Lama
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