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Tragedia sul lavoro nella Marca, muore un 57enne

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La Cisl chiede più controlli, più personale per i sopralluoghi e la prevenzione, pene più severe ed educazione alla sicurezza obbligatoria per tutti i cicli di studi.

Ennesimo infortunio mortale sul lavoro, accaduto oggi in un mobilificio di Colle Umberto, dove ha perso la vita un uomo di 57 anni. L’uomo è rimasto schiacciato tra i meccanismi di un macchinario riportando gravissime lesioni alle gambe e al bacino. Sul luogo dell’incidente è intervenuto il Suem 118 che trasportato il ferito in elicottero fino all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso . L’operaio è morto poco dopo il ricovero a causa delle lesioni e di una grave emorragia. Sull’incidente è stata aperta un’inchiesta.

“Il 2022 si sta per chiudere come si era aperto: con una strage infinita sul lavoro”. Queste le prime parole del segretario generale della Cisl Belluno Treviso Massimiliano Paglini. – Attendiamo gli esiti degli accertamenti giudiziari ma è palese che servono misure urgenti per fermare questa strage: più controlli, pene più severe per chi non rispetta le norme, educazione alla sicurezza come materia obbligatoria per tutti i cicli di studi e soprattutto più personale per sopralluoghi e prevenzione”.

“Da quanto appreso dai delegati dei lavoratori in fabbrica, – spiega Marco Potente, segretario generale della Filca, la Federazione del legno-arredo e delle costruzioni – non ci sarebbero evidenze di manomissioni dei dispositivi di protezione, ma rimane il fatto che il lavoratore era là dove non doveva essere. Domani saremo in azienda per incontrare la direzione e verificare quanto accaduto. Rimane l’amarezza per una scia di sangue che non si ferma, bisogna continuare a lavorare sulla prevenzione, sui controlli e sulla cultura della sicurezza affinché queste tragedie non si ripetano. Quello dei cantieri e anche dei mobilifici è un settore particolarmente colpito. Un anno fa la nostra categoria ha lanciato l’iniziativa ‘Un segnale per la vita’, volta a raccogliere segnalazioni anonime di irregolarità negli ambienti di lavoro e nei cantieri. In un anno abbiamo ricevuto tramite il sito www.filcaveneto.it e via Whatsapp più di 50 segnalazioni, circa una alla settimana”.

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