Una violenta tempesta ha causato l’affondamento di uno yacht al largo di Porticello, vicino Palermo, lasciando sei dispersi, tra cui l’imprenditore britannico Mike Lynch. Le autorità indagano sulle cause mentre i soccorsi continuano
PALERMO. Nelle prime ore di lunedì, intorno alle quattro del mattino, una grande barca a vela con a bordo 22 persone è affondata nelle acque al largo di Porticello, un piccolo comune vicino a Palermo. Fino ad ora, è stato recuperato il corpo di una vittima, 15 persone sono state salvate, mentre sei risultano ancora disperse. La procura di Termini Imerese ha aperto un’inchiesta per chiarire le cause dell’incidente. Nel frattempo, media e osservatori stanno cercando di comprendere come una barca di quelle dimensioni, l’unica presente in quell’area, possa essere affondata.
Tra le sei persone ancora disperse si trova Mike Lynch, noto imprenditore britannico nel settore della tecnologia, nonché co-fondatore di Autonomy, un’azienda di software acquisita da HP nel 2011 per 11 miliardi di dollari. Questa acquisizione fu al centro di molte controversie legali, risoltesi lo scorso giugno con l’assoluzione di Lynch da tutte le accuse. Oltre a lui, risultano disperse anche sua figlia Hannah, di 18 anni, l’avvocato statunitense Chris Morvillo, appartenente allo studio legale internazionale Clifford Chance, e Jonathan Bloomer, dirigente della banca d’affari Morgan Stanley International e Presidente della compagnia assicurativa Hiscox.

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Tra i sopravvissuti ci sono Angela Bacares, moglie di Lynch e proprietaria della barca, e Ayla Ronald, un’avvocata neozelandese che lavora per lo studio legale Clifford. Sono state tratte in salvo anche una donna britannica, Charlotte Goulonski, e sua figlia di un anno, che è stata ricoverata per precauzione all’Ospedale dei Bambini di Palermo.
Non è ancora chiaro se il naufragio sia stato provocato da una tromba marina, una sorta di tromba d’aria che si forma sul mare, o da un downburst, una violenta raffica di vento associata a temporali, capace di raggiungere velocità superiori ai 100 chilometri orari.
Poco prima del naufragio, la barca, chiamata Bayesian, era ancorata vicino al porto di Porticello. Secondo i dati del GPS, la barca aveva ormeggiato davanti a Porticello intorno alle 21:00 e vi è rimasta fino alle 3:15, quando si è spostata lateralmente di circa 300 metri. Il segnale è scomparso poco dopo le 4:00 del mattino.
Una delle ipotesi attuali è che il naufragio sia stato causato dalla rottura dell’albero maestro, una struttura alta 75 metri in alluminio, progettata per sostenere 3.000 metri quadrati di vele. Questo albero, sottoposto a manutenzione quattro anni fa, dovrebbe essere in grado di resistere a condizioni meteorologiche avverse. Tuttavia, la rottura dell’albero potrebbe aver danneggiato lo scafo, provocando l’inclinazione e l’affondamento della barca.
La dinamica dell’affondamento non chiarisce con certezza cosa abbia colpito la barca a vela. Le trombe marine, simili alle trombe d’aria ma che si formano sul mare, sono fenomeni legati a condizioni di forte instabilità atmosferica. Solitamente, sono accompagnate da venti forti, mare agitato, grandine e frequenti lampi. Sono meno intense delle trombe d’aria e non sempre raggiungono la terraferma.
Un’altra ipotesi è che la barca abbia urtato una secca, causando la rottura della deriva, una struttura sotto lo scafo che aiuta a mantenere la rotta. Di fronte a Porticello si trova la Secca della Formica, un’area in cui il fondale passa da 60 metri a pochi centimetri dalla superficie. In questo caso, la rottura della deriva avrebbe potuto causare un buco nello scafo, portando al naufragio.
Questa tragedia ha coinvolto persone di spicco e ha mobilitato numerosi enti locali, mentre le indagini continuano per determinare le esatte cause dell’incidente.
Crediti fotografici: EPA/PERINI NAVI PRESS OFFICE via ANSA
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