La struttura di Fondazione di partecipazione, già adottata dai più importanti Teatri Stabili italiani, comporta per l’ente un’occasione per rafforzare l’organizzazione e il reperimento di fondi privati, indispensabili alle finalità culturali e artistiche che il TSV stesso si propone di realizzare. Tra le novità principali prevede, inoltre, la presenza di una direzione generale e di una direzione artistica.
VENEZIA -In attesa che l’iter della trasformazione in Fondazione del Teatro Stabile del Veneto venga portato a compimento, il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia assieme al presidente del TSV Giampiero Beltotto hanno presentato la struttura del nuovo statuto così come è stato approvato in Assemblea dei Soci, lo scorso 13 luglio, e come verrà presentato per l’approvazione nelle prossime riunioni dei Consigli dei Comuni di Padova, Venezia e Treviso, prima della delibera definitiva che avverrà con atto notarile il prossimo 30 settembre.
“Presentiamo una trasformazione che proietta il Teatro Stabile del Veneto nella modernità: passa da associazione a fondazione – ha detto Luca Zaia. – Un passo importante per un settore, quello del teatro, rilevante per il territorio in termini di identità, ma anche dal punto di vista delle ricadute economiche e dello sviluppo di professionalità e maestranze ad alta specializzazione. Il TSV sta raggiungendo risultati di primo piano: nel 2022 con la Presidenza di Giampiero Beltotto, che ringrazio, e la direzione artistica di Giorgio Ferrara, ha ottenuto la qualifica di Teatro Nazionale confermandosi tra le eccellenze nazionali. E nel 2023 dopo solo un anno ha ottenuto il secondo posto in Italia per qualità, dietro solo alla Fondazione Emilia Romagna Teatro. Nel 2022 ha messo in scena 359 produzioni creando occupazione lavorativa con più di 22.000 giornate retribuite. Anche i numeri degli abbonamenti fanno ben sperare: a un mese dal termine della nuova campagna ci sono già 4 mila abbonati, il 30 per cento in più rispetto alla stessa data dello scorso anno. La Regione del Veneto ci crede, in questo teatro ha investito molto. Ora l’auspicio è che diventi sempre più il teatro dei veneti, luogo non elitario ma inclusivo e chiedo al territorio di credere assieme a noi in questo progetto”.

“Sono grato alla Regione e al suo presidente Luca Zaia, ai Comuni e a tutta la compagine societaria del Teatro Stabile del Veneto per averci sostenuto in questo passaggio storico per il nostro Teatro che si completerà il 30 settembre, dopo l’approvazione del nuovo statuto nei Consigli comunali di Venezia, Padova e Treviso – ha dichiarato Giampiero Beltotto, presidente del TSV -. La trasformazione in fondazione rappresenta per il teatro un’occasione per rafforzare l’organizzazione e il reperimento di fondi privati, indispensabili alla realizzazione delle attività di un teatro che sia punto di riferimento per il territorio veneto, ma anche per il panorama nazionale e internazionale”.

Oltre alla maggioranza dei Soci del TSV, tra cui erano presenti l’Assessore alla Cultura della Regione del Veneto Cristiano Corazzari, che ha portato il suo saluto, la Consigliera del Comune di Venezia delegata alla cultura Giorgia Pea, le Camere di Commercio di Padova, con il presidente Antonio Santocono e di Venezia-Rovigo con Chiara Tagliaferro, il direttore generale della Fondazione di Venezia Giovanni dell’Olivo e Confindustria Veneto Est con il vice presidente per il territorio di Padova Enrico del Sole, a sancire l’importanza di questa trasformazione storica per il Teatro Stabile del Veneto è stata la partecipazione della comunità culturale veneta.
Tra i presenti, la Biennale di Venezia con il presidente Roberto Ciccutto e il direttore generale Andrea Del Mercato, la casa editrice Marsilio con Luca De Michelis ed Emanuela Bassetti, l’AGIS Triveneto e il presidente Franco Oss Noser.
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