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“Mentre la Lega litiga, Save passa all’incasso: non ci saranno decolli su Treviso, ma i voli passano comunque da 16.300 a 22.500. E questo è il danno maggiore per i cittadini”. Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico commenta così le critiche in commissione Via regionale del masterplan dell’aeroporto Canova, inviato nuovamente a Roma, e lo scontro tra i sindaci, entrambi del Carroccio, Conte (Treviso) e Dal Zilio (Quinto).

 

 

“Vedremo quale sarà il nuovo atto della commedia. Di certo, almeno in questo caso, si potrà dire che è il governo del cambiamento. Cambiamento in peggio, ovviamente, per i trevigiani con oltre seimila voli in più l’anno. Sempre che tali limiti vengano rispettati. Adesso i due litiganti chissà cosa otterranno dal ministro Toninelli, che magari proporrà dei tavoli da pic nic o un campo da calcetto sulle piste di decollo. Da uno che di fronte all’emergenza dei cambiamenti climatici e con una mobilitazione internazionale in atto, promuove l’acquisto di auto elettriche ma si compra un Suv Diesel, ci si può aspettare davvero di tutto. Il traffico aereo è uno dei maggiori imputati per l’incremento delle emissioni di anidride carbonica, permettere un aumento così massiccio dei voli dal Canova è una decisione gravissima”.

 

 

“La baruffa in salsa leghista – termina Zanoni – serve in realtà a mascherare la loro incapacità, e quella dei Cinque Stelle falsi paladini ambientalisti, di difendere gli interessi del territorio. Zaia incluso, che finora è stato zitto. Ma questa vicenda è un banco di prova per il governatore: è più importante la salute dei trevigiani o i profitti di Save?”.

“Da un mese migliaia di persone affette dal morbo di Parkinson sono rimaste senza un farmaco indispensabile. Cosa sta facendo la Regione per affrontare questa emergenza e garantire ai pazienti di potersi curare?”. È quanto chiedono il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni insieme al capogruppo Stefano Fracasso, primi firmatari di un’interrogazione depositata oggi.

 

 

Al centro il caso del Sinemet, farmaco di vitale importanza e diventato praticamente introvabile da metà marzo. Una carenza dovuta a problemi produttivi, come ha sottolineato l’Agenzia italiana del farmaco. “Sono evidenti i disagi per queste persone e le loro famiglie, costrette a un’improbabile ‘caccia al tesoro’. Non esistono ‘generici’ che possano sostituirlo, al momento l’unica alternativa è acquistare un medicinale analogo dall’estero, dove costa di più, rivolgendosi alla propria Ulss di riferimento.

 

 

È inaccettabile che si arrivi a situazioni del genere, il ministero della Salute dovrebbe impegnarsi per assicurare la fruizione di medicinali fondamentali, come nel caso del Sinemet per i pazienti affetti dal Parkinson. Auspichiamo che la situazione possa normalizzarsi a breve, ma non ci sono certezze. Nel frattempo, viste le numerose segnalazioni che abbiamo ricevuto, quali procedure ha messo in atto la Regione, tramite le proprie Ulss, per fronteggiare l’emergenza?”.

“Il Decreto Salvini crea nuova marginalità tra i migranti e quindi insicurezza, ovvero l’opposto di quello che in teoria si propone; a cui si sommano i problemi cooperative, associazioni e amministrazioni comunali impegnate sul versante dell’accoglienza e dell’integrazione, distruggendo posti di lavoro. Qua non vale ‘prima gli italiani’?”. La domanda arriva da Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico che denuncia la situazione in provincia di Treviso chiedendo al Prefetto di bloccare gli effetti del Decreto firmato dal ministro dell’Interno nonché segretario della Lega: “Mi associo all’appello lanciato dal nostro segretario provinciale e mi auguro che faccia lo stesso il presidente della Provincia Marcon: si rivolga al suo capo di partito spiegandogli quanto sia sbagliato e dannoso questo provvedimento”.

 

La denuncia di Zanoni

 

“Sono più di mille richiedenti asilo seguiti in percorsi di accompagnamento per imparare la lingua, valorizzare le competenze professionali e di conseguenza ‘restituire’ qualcosa alle comunità che li hanno accolti. Sono progetti virtuosi che hanno coinvolto quasi la metà dei Comuni del Trevigiano. Con il taglio dei fondi voluto da Salvini, tutto questo rischia di essere spazzato via e le conseguenze sono facilmente immaginabili; i richiedenti asilo, in attesa del riconoscimento o meno della loro domanda, saranno clandestini con alta probabilità di diventare manodopera per la criminalità, oppure, per quanto riguarda la Marca, finiranno ammassati o nella caserma Serena a Treviso o alla Zanusso di Oderzo”.

 

La contro-proposta del consigliere

 

“Per una migliore integrazione ed evitare tensioni sul territorio, invece, servirebbe un’accoglienza diffusa in piccoli gruppi. Salvini e la Lega lo sanno benissimo, è solo l’ennesima conferma di come preferiscano alimentare le tensioni, in modo da specularci elettoralmente. E adesso con Europee e amministrative alle porte continueranno a marciarci sopra fregandosene delle conseguenze sia sui richiedenti asilo che per la sicurezza dei veneti. A ciò si aggiunge la drammatica perdita di posti di lavoro dovuta allo smantellamento dei progetti di accoglienza; se ne stimano circa 18mila a livello nazionale: infermieri, insegnanti, psicologi, mediatori culturali. Insomma, un disastro su tutta la linea”.

Radio Radicale svolge un servizio pubblico a tutti gli effetti, perciò il Governo rinnovi la convenzione evitando la chiusura. E anche la Regione intervenga nei confronti del ministero per lo Sviluppo economico affinché sia garantito il finanziamento previsto dalla legge 230/1990”. È quanto chiede Andrea Zanoni, consigliere del Pd, tra i firmatari di una mozione trasversale depositata nei giorni scorsi.

 

“Il fatto che il sostegno arrivi da più partiti è la conferma di come la questione sia sentita. Se non ci saranno novità, a fine giugno è assai probabile che le trasmissioni cessino. L’ultima legge di bilancio, infatti, ha prorogato solo per sei mesi la convenzione con lo Stato per trasmettere tutte le sedute del Parlamento senza la presenza di pubblicità, dimezzando il contributo da dieci a cinque milioni. Inoltre Radio Radicale riceve altri quattro milioni in base alla legge 230/1990 che però verrà abrogata dal primo gennaio. Il dado, insomma, sembrerebbe tratto. È un’ipotesi che va scongiurata – sottolinea il consigliere democratico – Da oltre 40 anni Radio Radicale svolge un ruolo fondamentale, garantendo un’ampia, e unica nel suo genere, copertura informativa sulle attività istituzionali e politiche. Sarebbe una perdita gravissima, l’ennesima per un settore che già adesso in Italia vive un momento delicato. Il Governo ha delle responsabilità precise e non può lavarsene le mani come Ponzio Pilato. A meno che Lega e Cinque Stelle non desiderino un futuro ‘a reti unificate’, dove le uniche notizie sono quelle che appaiono sul blog di Grillo o nelle dirette Facebook di Salvini”.

Cambiamenti climatici e green economy saranno al centro dell’incontro “L’Europa è il nostro futuro” in programma sabato 6 aprile a Treviso. Ne parleranno Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico e l’eurodeputata Isabella De Monte.

 

Per troppo tempo il riscaldamento globale e i suoi costi, economici e sociali, sono stati sottovalutati. Secondo l’ultimo rapporto dell’Ipcc, il Gruppo intergovernativo dell’Onu sui cambiamenti climatici, restano 12 anni per ‘salvare il pianeta’. Una sfida ai negazionisti, guidati dal presidente degli Usa Trump.

 

Si rilancia la diminuzione, in maniera drastica, delle emissioni di gas a effetto serra; invitando inoltre a incrementare la quota di rinnovabili nel mix energetico e abbandonare fonti inquinanti a partire dal carbone. Si invita inoltre ad azioni coordinate a ogni livello, dai Comuni alle istituzioni sovranazionali come l’Unione Europea.

 

“Per il Veneto finora è stato fatto poco o niente”. Accusa il Partito Democratico.  Il consigliere Zanoni ci tiene a ricordare che il PD ha presentato due mozioni, di cui n’è primo firmatario, per lanciare politiche energetico-ambientali nella regione; questo con l’obiettivo di abbattere le emissioni climalteranti. “Vedremo cosa risponderanno Zaia e la maggioranza leghista”. Conclude il PD.

 

L’appuntamento è per sabato in via Castagnole 20/M alle 17 nella sede del Pd provinciale di Treviso.

“I giovani scesi in piazza oggi hanno messo il dito nella piaga dell’inefficienza della politica. Le azioni dei governi, nazionali ma anche regionali, sono state insufficienti. Questo monito deve essere colto, è il momento di cambiare rotta, non c’è più tempo da perdere. Rimandare il problema serve solo ad aggravarlo”. Così Andrea Zanoni ha commentato la mobilitazione odierna contro i cambiamenti climatici ‘Fridays for Future’, che ha visto sfilare decine di migliaia di ragazzi in Veneto così come nel resto d’Italia e in tante città di tutto il mondo.

 

Ho partecipato alla manifestazione di Treviso, dove ho accompagnato mia figlia di 16 anni, che mi ha ricordato come gli studenti siano costretti a marinare la scuola perché noi adulti non abbiamo fatto i compiti per casa. Qui erano presenti circa 4mila partecipanti, ma ho visto le immagini delle piazze piene di Padova, Verona, Vicenza, Belluno, Venezia, Rovigo e del resto d’Italia. Non solo studenti, ma anche tanti cittadini: segno che è un problema molto sentito che chiama la politica alle proprie responsabilità. Purtroppo siamo ancora indietro, la prima azione concreta è quella di abbandonare posizioni negazioniste sui cambiamenti climatici, il male maggiore della nostra epoca e che hanno in Donald Trump il principale sostenitore. Così come bisogna sbugiardare chi, e a livello regionale non mancano, insiste nel ‘liquidare’ le responsabilità umane e si ostina a parlare di fenomeni naturali”, aggiunge Zanoni.

 

“Come gruppo consiliare ieri abbiamo depositato due mozioni che ho preparato con l’intento di lanciare in Veneto le politiche energetico-ambientali utili ad abbattere le emissioni climalteranti. Vedremo se, anche sull’onda di questa straordinaria mobilitazione di giovani pieni di passione e partita grazie alla ragazzina vegana Greta Thumberg di Stoccolma, la maggioranza che governa il Veneto sarà d’accordo votandole o si girerà ancora una volta dall’altra parte. Abbiamo il compito di ascoltare questi ragazzi e tradurre in leggi, ovvero fatti e regole concrete, le loro richieste utili a salvare il pianeta. Zaia se ci sei batti un colpo”.

“Meglio tardi che mai. Ringraziamo il sindaco di Meduna per l’ordinanza, ma doveva essere emessa un anno fa, quando assieme alla civica La Tua Meduna abbiamo sollevato il problema”. Il consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni commenta in una nota la decisione del primo cittadino di Meduna di Livenza di bonificare dall’amianto lo stabilimento ex Cdm, caso che aveva denunciato più volte nei mesi scorsi, entrando in ‘rotta di collisione’ con lo stesso sindaco, la parlamentare leghista Marica Fantuz.

 

“Non avevo mai visto una situazione tanto degradata, con la copertura in eternit ridotta in uno stato simile. E si tratta di 2800 metri quadri a pochi metri da scuole, con ben 300 bambini e abitazioni. E i pericoli delle fibre di amianto li conoscono tutti. Con i consiglieri di minoranza La Tua Meduna avevamo evidenziato la gravità della situazione da tempo e l’amministrazione non poteva non sapere, poiché già a settembre 2016 era stata effettuata una prima e parziale bonifica: il sindaco avrebbe potuto interessare immediatamente l’Ulss invece di aspettare oltre due mesi. Anche le richieste, con interrogazioni e interpellanze, della lista di opposizione Tua Meduna sono rimaste a lungo inascoltate. Adesso dopo il parere dell’Azienda sociosanitaria, arrivato il 19 febbraio e reso pubblico nel Consiglio del 25, finalmente il Comune ha deciso di agire. Per il sottoscritto che già a maggio 2018 fece un sopralluogo invitato dai consiglieri de La Tua Meduna e dal segretario del Circolo PD locale e che insieme agli esponenti della lista civica ha partecipato a una conferenza pubblica lo scorso 19 novembre, questa è una bella soddisfazione: finalmente vengono attuate, anche se con ritardo, le norme di tutela della salute dei cittadini. Cittadini che a quella conferenza parteciparono in massa”.

 

“Tuttavia – aggiunge polemicamente Zanoni – le operazioni saranno effettuate in un periodo imprecisato ‘entro giugno’, perdendo così altro tempo prezioso. Inoltre, come sottolineato da esperti in materia, il rilascio delle fibre di amianto è esponenzialmente maggiore in presenza di calore, ovvero dilatazioni termiche dovute alle temperature primaverili ed estive. Si poteva e doveva approfittare delle vacanze natalizie, con i plessi scolastici chiusi per due settimane, in modo da fare la bonifica con i bambini a casa o comunque lontani dal cantiere. Ma, invece di contattare l’Ulss, il sindaco Fantuz preferì rispondere polemicamente al sottoscritto, come se chiedere di rimuovere una copertura in amianto pesantemente danneggiata fosse una questione personale”.

“La nuova mappatura del Montello potrebbe mettere in pericolo l’unicità di una collina carica di storia e bellissima, nonché la sua tutela. Non vorrei che nelle more della nuova mappatura  si innescasse una corsa all’eliminazione di piante protette che crescono spontanee nei prati ed essenze pregiate del bosco con l’obiettivo di togliere i vincoli previsti dalla direttiva Habitat nei vari appezzamenti di terreno dei privati”. A denunciare questo rischio è il consigliere del Partito Democratico, e vicepresidente della commissione Ambiente a Palazzo Ferro Fini, Andrea Zanoni dopo l’incontro di lunedì sera a Volpago del Montello, dove la Regione ha annunciato il prossimo inizio dei rilievi sul campo per modificare la cartografia, risalente a venti anni fa, che riguarda il Montello tutelato dalla Direttiva Habitat come area di Rete Natura 2000.

 

 

“Gli esperti incaricati dalla Regione ispezioneranno i prati magri per verificare se c’è la presenza delle specie erbacee protette, la stessa cosa verrà fatta per i boschi per individuare la tipologia di alberi nonché per le specie di fauna. Sono preoccupato dal modo di procedere, non vorrei che si arrivasse a una sanatoria di abusi del passato e alla distruzione di habitat tipici di quest’area. Dobbiamo scongiurare il rischio che il Montello diventi un’enorme distesa di vigneti dove irrorare tonnellate di pesticidi di sintesi e sterilizzare tutto da ogni forma di vita: vegetazione spontanea, insetti, anfibi, uccelli e altro”, aggiunge Zanoni.

 

 

 

“Visti gli episodi registrati negli ultimi anni, con distruzione di boschi di querce e prati magri, sarebbe il caso che sindaci, amministratori locali e Regione si assumessero le loro responsabilità per preservare questa collina. La Giunta Zaia in testa dovrebbe informare i residenti su come accedere ai finanziamenti europei per la tutela e il mantenimento degli habitat tipici, in modo che i cittadini non vedano prati e boschi come un ostacolo all’economia, bensì come una forma di investimento e reddito. Mi appello poi alle associazioni di categoria agricole, come Coldiretti, a farsi parte attiva affinché la Regione investa finalmente sul Montello, evitando la monocoltura del Prosecco. Si tratta di un settore ormai saturo, come dimostrato anche dall’ultima stagione di vendemmia. Investire nella viticoltura, nonostante i generosi finanziamenti della Giunta Zaia, potrebbe rivelarsi tutt’altro che azzeccato, con la sovrapproduzione c’è il rischio di un crollo dei prezzi e di fare la fine dei pastori sardi”.

“È un gesto barbaro e mi auguro che i responsabili siano presto individuati. Un tempo le esche avvelenate erano previste dalla legge sulla caccia per uccidere i cosiddetti animali nocivi come volpi e tassi, ora queste condotte sono sanzionate penalmente, ma qualcuno continua ad avere il vizietto. È curioso però come certi episodi accadano sempre a stagione venatoria chiusa quando non circolano più i cani dei cacciatori. Chi sa parli, le mele marce vanno individuate e punite severamente”. L’appello è di Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico, ricordando la morte di un meticcio di quattro anni ucciso da un boccone avvelenato lungo il Piave, a Lovadina nel Comune di Spresiano. “Una storia sfortunata quella della cagnolina Petra, salvata dall’Enpa dopo tre anni di maltrattamenti e poi adottata da una famiglia di Spresiano, che però se l’è goduta soltanto pochi mesi”.

 

“Le esche avvelenate rappresentano una vera e propria piaga, i casi si contano a centinaia ogni anno, ci vorrebbe un Daspo che vietasse la caccia per 10 anni negli Atc (Ambiti territoriali di caccia) e Aziende faunistico-venatorie interessate, così come accade per le aree incendiate. Potrebbe essere un buon deterrente per stanare chi compie certi atti criminali”. Comportamenti, sottolinea, che sono puniti dal codice penale: “L’articolo 544-bis sanziona infatti l’uccisione di animali ‘per crudeltà o senza necessità’ e spargere polpette avvelenate rientra perfettamente tra le fattispecie penalmente rilevanti. Anche se l’animale si salva, a causa delle forti sofferenze inflitte dal veleno si configura comunque il reato di maltrattamento (articolo 544-ter), punibile con reclusione sino a 18 mesi. Se invece l’animale non solo soffre ma, come accaduto a Petra, muore dopo una lunga agonia, si avrà maltrattamento aggravato dalla morte, per il quale è previsto un aumento di pena”.

 

Lo scorso 13 luglio è stata rinnovata per l’ennesima volta l’ordinanza ‘Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati’, che ha portato, come si legge sulla Gazzetta ufficiale, ‘a un maggior controllo del fenomeno con significativa riduzione dell’incidenza degli episodi di avvelenamento e con individuazione dei responsabili che sono stati perseguiti ai sensi delle norme penali vigenti, rappresentando quindi un deterrente per il perpetrarsi di ulteriori atti criminosi’.

 

Il divieto di detenzione e utilizzazione di esche avvelenate è ampiamente trattato anche nel Pdl 348 sugli animali di affezione del Partito Democratico, di cui lo stesso Zanoni è primo firmatario: “C’è un intero articolo sul tema, costituito da ben dieci commi, con le procedure da seguire e sanzioni pesanti per i trasgressori; dalla segnalazione alle Ulss delle aree sottoposte a trattamenti di derattizzazione, con l’impiego appositi contenitori che impediscano l’accesso alle esche ad altre specie animali, all’obbligo per i veterinari una volta accertato l’avvelenamento, di dare immediata comunicazione alla polizia locale, all’Ulss e al sindaco del Comune dove è stato rinvenuto l’animale con una scheda specifica, fino alla bonifica dell’area interessata dalle esche”.

“Non bastano i ringraziamenti a magistratura e forze dell’ordine. Anche la Regione deve fare la propria parte, finora ha sottovalutato la presenza della criminalità organizzata in Veneto. Che adesso è una vera emergenza”. Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico interviene sulla maxioperazione anticamorra che ha portato all’arresto di cinquanta persone, tra cui il sindaco di Eraclea, con perquisizioni a Venezia, nel Trevigiano e a Casal di Principe, in provincia di Caserta.

 

“Gli ultimi episodi, appena una settimana fa c’erano stati sette arresti per ‘ndrangheta e a dicembre un altro blitz contro i Casalesi, testimoniano il perverso intreccio tra criminalità, imprenditori e mondo politico, come ha anche sottolineato il procuratore della Repubblica di Venezia Bruno Cherchi, che ringrazio insieme al procuratore generale antimafia Ferdinando Cafiero De Raho. In Regione invece c’è chi continua a ritenere il fenomeno mafioso poco più che marginale, quando servirebbe ben altro impegno. Ricordo i ritardi nell’istituire l’Osservatorio per il contrasto alla criminalità organizzata o il minimizzare i continui incendi nei centri di trattamento e smaltimento rifiuti, quando è ormai acclarato che il traffico illegale è uno dei business più redditizi per i clan. Di campanelli d’allarme ne sono suonati ormai parecchi: Zaia e la Giunta non siano ancora sordi e si occupino di questo drammatico fenomeno sul versante della prevenzione. Anche nelle scuole, invece di pensare all’insegnamento del dialetto o alle leggi identitarie. Oppure pensano che si risolva tutto come per incanto grazie all’autonomia?”, insiste Zanoni, auspicando la presenza della Regione alla manifestazione nazionale organizzata a Padova da Libera il 21 marzo. “Un’adesione non puramente formale, a cui far seguire atti concreti per combattere la vera piaga dell’Italia”.

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