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I relativi “tepori” di questi giorni e le modeste precipitazioni, non rappresentano, nella media, le condizioni ideali per l’avvio della periodica migrazione degli anfibi nei due principali siti della provincia di Treviso (Montello e Laghi di Revine). Tuttavia, forti dell’esperienza delle passate stagioni, i volontari si stanno già attrezzando per essere pronti quando la migrazione avrà inizio.

 

Per tale motivo, domani alle ore 20.30 a Conegliano, presso la Sala Informagiovani di Piazzale F.lli Zoppas, 70 (Biscione) l’associazione ha organizzato una serata informativa per illustrare le tecniche di salvataggio per neo “rospisti” dei siti di migrazione di Revine.

 

Nell’incontro ci saranno foto e filmati, moltissimi curiosi aneddoti, l’illustrazione dell’attrezzatura necessaria, quali gli accorgimenti da adottare, le molte esperienze sul campo e i grafici del 17 anni di salvataggi con oltre 270mila esemplari salvati.

 

Incontro aperto a tutti coloro ai quali sta a cuore la salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità, sia per il solo aspetto culturale, sia per l’aspetto collaborativo nel salvataggio della specie.

 

Purtroppo gli anfibi sono ovunque minacciati d’estinzione a causa della distruzione e sottrazione dell’habitat e dell’inquinamento. Pagano il prezzo di essere animali piccoli, schivi e pressoché notturni, per cui la loro esistenza, ai più, è purtroppo quasi totalmente ignota con la conseguenza che si tende a sottovalutare il pregio rappresentato dalla loro presenza nell’ambiente. Questi “animaletti”, oltre che a essere preziosissimi per l’agricoltura cibandosi d’insetti, sono anche importantissimi bio-indicatori dello stato di salute dell’ambiente. La loro numerosa presenza è il termometro che indica lo stato di salute dell’ecosistema che li ospita, comunemente definita biodiversità.

 

È in quest’ottica che dovrebbero essere salvaguardati ma, non sarà così fintanto che questi utilissimi animali continueranno a rimanere uccisi avvolti, come sono, dal cono d’ombra dell’informazione negata.

 

Sono creature viventi che meritano rispetto anche solamente per il fatto che sono indispensabili al mantenimento del delicatissimo equilibrio naturale.

 

Si ricorda a chi volesse aderire, ma non può partecipare all’incontro, che il salvataggio si compie lungo la carreggiata su strade molto trafficate e, a tratti prive d’illuminazione pubblica, in condizioni meteo precarie, con piogge e visibilità limitata. Si consigli quindi attrezzatura e abbigliamento adeguato ad alta visibilità.

 

L’orario va da subito dopo il tramonto e si prosegue per 2-3 ore.

Chiunque volesse prendere parte a questa entusiasmante e impagabile esperienza di chiamare o inviare un Whatsapp al numero 347.5931683.

“I ragazzi del Soccorso alpino fanno un ottimo lavoro, da grandi professionisti, e sono sempre disponibili. Ma non è un motivo questo, per farli lavorare anche quando il rischio è evitabile con qualche attenzione, perché più che alla montagna è dovuto alla negligenza e alla superficialità delle persone. La situazione del territorio dopo la tempesta Vaia ha reso particolarmente insidiosi e disorientanti anche i più familiari percorsi attraverso i boschi. Raccomando, quindi, a chi si avventura sui nostri bellissimi monti di farlo consapevole delle sue capacità, in sicurezza e con attrezzatura e vestiario adeguato”.

 

L’appello è del Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia che, ieri, a Feltre ha avuto modo di incontrare gli operatori del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico. Un’occasione per informarsi sull’attività che troppo spesso sono costretti a dispiegare per soccorrere persone che affrontano le montagne con ciabattine, infradito, calzature da città, senza il minimo richiesto di preparazione e di corredo. Questo, in un contesto come quello conseguente alla devastazione del maltempo nell’autunno scorso, che con gli schianti di numerosi alberi secolari ha mutato la geografia dei sentieri ed eliminato riferimenti di orientamento, accrescendo i pericoli anche per i semplici camminatori e appassionati di funghi.

 

“Le nostre Dolomiti sono Patrimonio dell’Umanità Unesco – sottolinea il Governatore – sono stupende, uniche e a disposizione di tutti. Ma la montagna rimane una cosa seria che va affrontata con la serietà che richiede. Chi non lo fa spreca l’energia e l’impegno dei nostri soccorritori. Non dimentichiamo che molto spesso sono chiamati a rischiare la loro vita per salvare quella degli altri. Per rispetto a questo impegno e per l’incolumità di tutti, partiamo per le nostre escursioni in modo consono”. 

I volontari si attivano per informare i giovani sugli effetti delle droghe

 

Sabato sera, momento clou per via Bafile a Jesolo, dove i giovani escono, si divertono e purtroppo alcuni fanno uso di sostanze stupefacenti.

Nel frattempo i media locali parlano dell’aumento sempre maggiore di queste sostanze tra i ragazzi. Per questo i volontari dell’associazione Mondo Libero dalla Droga hanno deciso di fare qualcosa per ribaltare questa scena.

 

Passeggiando per la via principale hanno distribuito migliaia di opuscoli informativi su vari tipi di droghe, che spiegano gli esatti effetti a lungo e breve termine di ognuna così da prendere decisioni più consapevoli e vivere una vita libera dalla droga.

 

I volontari hanno informato anche i genitori che, sempre più preoccupati, non sanno come aiutare i propri figli.

 

I volontari sanno e sostengono che “l’arma più efficace nella guerra contro le droghe è l’istruzione”, come scrisse l’umanitario L. Ron Hubbard. A prova di ciò, a settembre inizieranno nuovamente le conferenze all’interno delle scuole, così che gli studenti si possano veramente rendere conto di cosa fanno queste sostanze allucinogene.

Durante la giornata ecologica organizzata dal Club biancadese e patrocinata dal Comune di Roncade, emergono vasche da bagno, bici ed elmetti della seconda guerra mondiale.

 

I volontari di CarpFishing che hanno impiegato la giornata di domenica scorsa pulendo il corso d’acqua di Roncade non riescono a capacitarsi del livello di inciviltà che caratterizza ancora, nonostante i pericoli incombenti, il nostro territorio.

 

In netto contrasto con gli eco-delinquenti, i componenti del Club CarpFishing di Biancade hanno organizzato una giornata dedicata alla pulizia degli argini e dei fondali del Musestre rivolta a tutti coloro che hanno a cuore la salvaguardia della natura.

 

 

 

Le adesioni, fortunatamente, non sono mancate.

 

Una trentina i volontari che si sono affaccendati tra l’area del parco dell’isola, all’altezza della centralissima via Roma, il tratto davanti al Castello e quello che lambisce la frazione omonima al Musestre.

 

 

 

 

L’evento è stato patrocinato dal Comune di Roncade e dal Contratto di Fiume e si è svolto in collaborazione con Fipsas (Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee), Gruppo Alpini di Roncade e ASDPS (Associazione Sportiva di Promozione Sociale) di Biancade.

 

“Sono tempi bui per l’ambiente, perciò le iniziative encomiabili come quella svolta sul Musestre hanno alto valore etico e sociale” commenta l’assessore all’Ambiente, Daniele Biasetto, che pone in risalto l’urgente necessità di sensibilizzare maggiormente roncadesi e non.

 

I membri di CarpFishing ancora una volta rimangono sbalorditi. “Da 4 anni ripuliamo il fiume e ogni anno è la stessa storia, raccogliamo tanti rifiuti sempre nuovi. Un anno abbiamo trovato persino delle coppe e non ci spieghiamo come a qualcuno venga in mente di liberarsi in quel modo di trofei vinti.”

 

 

L’unica nota positiva – precisa il sindaco, Pieranna Zottarelli, che ha voluto ringraziare personalmente i volontari – è che quest’anno è stata trovata un po’ meno immondizia del solito. Quindi, insistere su temi ambientali pare stia dando frutti. Il nostro obiettivo è sempre rifiuti abbandonati zero.”

 

Foto di Paolo Colombatti

In occasione della sessione d’esame universitaria, la biblioteca comunale di Preganziol rinnova, come lo scorso anno, il servizio di apertura serale fino alle 22 delle aule studio, nelle giornate del martedì e del giovedì.

La biblioteca rinnova il proprio appello a tenere aperta la biblioteca e a migliorarne il servizio.

 

Contatti

volontaribiblioteca.[email protected]
347.6327606

347.9546510

Centoventidue. È il numero di bambini nati nel solo 2018 grazie all’assistenza dei volontari dell’associazione Uniti per la Vita di Treviso, impegnata sin dal 1982 a seguire gravidanze, spesso inattese che, per ragioni di natura economica o per situazioni di vita complesse si concluderebbero, nella maggioranza dei casi, nella prospettiva dell’interruzione volontaria della gravidanza.

 

A rendere noto il dato annuale, che segna anche altre 203 donne non gestanti assistite per lo più nelle fasi successive alla nascita o nei percorsi di post aborto, la stessa realtà del terzo settore, in occasione della Giornata per la Vita.

 

Sostegno psicologico in una relazione di accompagnamento, dunque, ma anche aiuti concreti per offrire un’alternativa reale, giocabile, nel solco del dettato costituzionale che pur affidando alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale limitatori dell’uguaglianza, si scontra con le inefficienze del legislatore e con un welfare da rivedere che tende a lasciare sole e a non risolvere le cause, le ragioni di fondo che possono indurre una madre alla tragica scelta di rinunciare al proprio figlio in grembo.

 

Il banco aiuti, riferisce in una nota l’associazione che quest’anno ha concluso una convenzione con l’ULSS Trevigiana, in concomitanza con l’inaugurazione della Casa per la Vita in via Pinelli, accordo finalizzato ad un diretto intervento di supporto ai casi segnalati, proprio in ottemperanza alla legge 194/78, trae le risorse necessarie prevalentemente dal Banco alimentare e sul mercato, potendo contare sulla costante solidarietà dei benefattori, forti di una consolidata storia di tangibile sostegno alla natalità che, in 37 anni, ha contribuito alla nascita di oltre 2500 bambini.

 

Fra i volontari, anche numerosi giovani coinvolti nella proposta dell’alternanza scuola-lavoro e ai quali, per mezzo di incontri di gruppo e delle esperienze estive, è offerto un percorso formativo ed uno spazio di approfondimento e discussione in ordine alle tematiche bioetiche oggetto di dibattito pubblico.

 

Uniti per la Vita C.A.V. – M.P.V. Treviso Onlus è un’associazione riconosciuta avente sede in Treviso in via Pinelli 53 e Cornuda (sede decentrata) in Piazza Giovanni XXIII.

 

INFO

[email protected]

0422.56645

Dalle 10.00 del 24 dicembre alle 24.00 del 26 dicembre 2018 i volontari di Telefono Amico Italia risponderanno alle telefonate di chi avrà bisogno di trovare una voce amica durante le Feste

 

Durante queste festività natalizie, per il decimo anno consecutivo Telefono Amico Italia sarà presente con la tradizionale non stop natalizia.

 

I volontari risponderanno al numero 199 284 284 dalle ore 10.00 del 24 dicembre 2018 alle ore 24.00 del 26 dicembre 2018, senza mai fermarsi.

 

“L’iniziativa è stata pensata per rispondere alle chiamate di chi nel periodo che potrebbe sembrare più felice e festoso dell’anno, ha ancora più bisogno di una voce amica, perché si sente solo, o ha qualche problema che lo tormenta o sta male sia fisicamente che moralmente. Un malessere che spesso le festività amplificano e che può portare in alcuni casi anche a gesti estremi” raccontaMonica Petra, Presidente di Telefono Amico Italia.

 

E per rispondere a questa esigenza i 500 volontari dei 20 centri di Telefono Amico Italia doneranno parte delle loro festività natalizie per stare vicino a chi ne ha più bisogno.

 

Qualche numero dagli anni scorsi che evidenzia come l’emergenza solitudine sia aumentata anche nelle telefonate intercettate dai volontari di Telefono Amico Italia.

 

Nel 2016 le chiamate tra le ore 10.00 del 24 dicembre e le 24.00 del 26 dicembre sono state 347 con una media di 16 minuti. Nel 2017 sono aumentate, 433, con una media di 12 minuti.

Dal 2016 al 2017 c’è stato un aumento del 2% delle chiamate da parte di persone che si sentivano sole. La solitudine è la motivazione prevalente che ha raggiunto il picco del 78% delle chiamate nel periodo natalizio nel 2017.

 

Gli altri motivi sono:

  • problemi esistenziali, 11% nel 2016 e 7% nel 2017
  • depressione, 6% nel 2016 e 7% nel 2017
  • malattia fisica, 5% nel 2016 e 5% nel 2017
  • prospettive future, 2% nel 2016 e 3% nel 2017

Durante il periodo natalizio – spiega Monica Petra – “c’è bisogno di trovare una voce amica, di sentirsi accolti, di parlare con qualcuno e di raccontare il proprio disagio, senza essere giudicati. Noi scegliamo di essere una voce che ascolta, come racconta la filosofia del nostro servizio.”

 

Novità natalizia è anche la realizzazione del nuovo sito. L’indirizzo rimane sempre lo stesso: www.telefonoamico.it, cambia la grafica, semplificata e attuale, e la facilità di utilizzo, soprattutto dai dispositivi mobili.

 

Il sito offre la possibilità di conoscere Telefono Amico Italia, di capire quali sono le strutture sul territorio nazionale con l’individuazione dei centri da una pratica mappa della penisola. Vengono spiegate le attività e gli eventi e un’intera sezione è dedicata alla collaborazione, per diventare volontario. Aggiornata e ampliata è la sezione Sostienici, con la possibilità di effettuare donazioni attraverso Paypal, conto postale, conto bancario e attraverso il 5Xmille.

 

La ricerca di argomenti sul sito viene semplificata con la barra di ricerca e i link ai Social, posizionati alla fine rendono Telefono Amico Italia facilmente raggiungibile dai principali Social Network.

 

Desideriamo intercettare chiunque abbia bisogno di aiuto e voglia farsi aiutare: vogliamo seguire l’evoluzione digitale, utilizzare sempre di più quello che il mondo dei Social Network ha da offrire. Vogliamo essere al passo coi tempi ed essere il più raggiungibili possibile ed è per questo che abbiamo voluto fare questo regalo di Natale a noi , ai nostri utenti, e a chi vorrà collaborare con noi”, racconta Monica Petra.

 

“Il vero messaggio del Natale è che noi tutti non siamo mai soli.”

Taylor Caldwell

 

Con questa citazione, Telefono Amico Italia vuole augurare un sereno natale e un felice anno nuovo.

Telefono Amico Italia è l’organizzazione di volontariato che dal 1967 dà ascolto a chiunque provi solitudine, angoscia, tristezza, sconforto, rabbia, disagio… e senta il bisogno di condividere queste emozioni con una voce amica.
Risponde anonimamente 365 giorni all’anno attraverso i suoi volontari che operano in 22 centri sul territorio nazionale. Il servizio è attivo in tutta Italia dalle ore 10.00 alle 24.00 al numero 199 284 284.

Uscirà a giorni il bando di selezione per i giovani dai 18 ai 28 anni da impiegare nel Servizio Civile Nazionale. Le domande potranno essere presentate fino a settembre e il servizio nei diversi enti inizierà a gennaio 2019. Chi è interessato, può già manifestare il suo interesse a: [email protected] o allo 0422 383338, e sarà avvisato non appena uscirà il bando e potrà dunque effettuare la domanda.

 

Anche per il 2018-2019, l’Associazione Comuni della Marca Trevigiana, insieme ai suoi 34 partner strategici tra cui Volontarinsieme – CSV Treviso, che si occupa prevalentemente dell’orientamento dei giovani, ha presentato diverse progettualità per inserire i giovani volontari nei Comuni, nell’Usl o nelle associazioni di volontariato del territorio.
I 9 progetti presentati dalla rete progettuale che fa capo all’Associazione Comuni – tutti approvati – mettono a disposizione 183 posti, una parte dei quali nei 79 municipi che aderiscono all’iniziativa.
Sono tre le aree in cui i giovani volontari potranno prestare la loro opera per i 12 mesi di durata del Servizio Civile: il sociale, la cultura e l’ambiente.
Chi sceglierà di farlo nei Comuni, potrà essere impiegato, a seconda del progetto, a supporto dell’assistente sociale per seguire interventi a favore di minori, disabili, anziani, migranti, o a supporto del bibliotecario per aiutarlo nella gestione della biblioteca e delle iniziative da essa promosse (letture animate, cineforum, presentazioni di libri etc.), o ancora a supporto del responsabile dell’ufficio Cultura per promuovere gli eventi culturali che l’ente organizza nel corso dell’anno o, infine, a supporto dei tecnici del settore Ecologia Ambiente in azioni di mappatura del territorio o interventi educativi delle scuole, e molto altro.

 

Per chi sceglierà come sede di servizio un’associazione di volontariato sono possibili esperienze nell’area sociale con i minori, gli anziani, le persone con disabilità, nell’area delle povertà e nell’area dell’educazione-animazione. Sono infatti 19 le realtà associative aderenti alla rete co-progettante dell’Associazione Comuni coordinata da Volontarinsieme – CSV Treviso.

 

A ogni volontario lo Stato garantisce un rimborso spese di 433 euro mensili a fronte di un impegno di 30 ore.

 

«Il Servizio civile è un’opportunità straordinaria per ragazzi e giovani – afferma la presidente dell’Associazione Comuni della Marca Trevigiana Mariarosa Barazza – perché possono sviluppare abilità e costruirsi una rete di contatti utile per il successivo inserimento lavorativo. Per i Comuni e per il mondo del volontariato questi giovani sono una risorsa preziosa, una boccata d’ossigeno, nel contribuire a portare avanti i servizi ai cittadini e alla comunità».

 

«Il servizio civile rappresenta per i giovani un’opportunità di crescita personale, professionale e di cittadinanza e allo stesso tempo è uno strumento per rinsaldare e far crescere la dimensione comunitaria. – afferma Alberto Franceschini, presidente di Volontarinsieme – CSV Treviso –. È un’occasione per alimentare allo stesso tempo la dimensione dell’io e del noi e, soprattutto nel nostro ambito, per veicolare i messaggi e i valori propri del volontariato tra le giovani generazioni».

 

Tra gli enti inseriti in questi progetti, oltre a Volontarinsieme – CSV Treviso e all’Ulss 2 Marca Trevigiana, ci sono cooperative, parrocchie e molte associazioni di volontariato. Quindi la scelta di ambienti in cui prestare servizio, per un neo-diplomato o un neo-laureato, è davvero ampia. C’è però una criticità, e la spiega l’avv. Enrico Genovese che, per l’Associazione Comuni, cura la stesura, la presentazione e la gestione dei progetti in collaborazione con l’ufficio Servizio Civile dell’Associazione stessa.
«La criticità è presto detta – spiega il consulente – le domande che arrivano sono in genere il doppio dei posti disponibili ma poi, di fatto, chi effettivamente si impiega nel servizio è in numero minore dei posti messi a bando perché durante i colloqui vengono fatte delle selezioni e molti giovani, a fronte dell’impegno, si ritirano. L’anno scorso, ad esempio, avevamo 130 posti e ne sono stati coperti 100. Il mio appello a ragazzi e giovani è che si prendano questo gap-year, anno sabbatico, che è utilissimo per impostare al meglio la loro vita futura. A chi si è diplomato può essere utile uno stop per scegliere più consapevolmente l’università dopo essersi misurato con le richieste del mondo del lavoro e con le sue effettive predisposizioni e qualità. E per chi è neo-laureato è davvero un ottimo strumento per iniziare a inserirsi nel mondo del lavoro».

 

 

Dal 2006, l’Associazione Comuni Marca Trevigiana ha avviato al Servizio civile nazionale quasi 1.300 ragazzi dai 18 al 28 anni, gestendo oltre 3 mila 550 domande di aspiranti volontari e mettendo in campo 64 progetti.
L’Associazione dei Comuni della Marca Trevigiana gestisce anche la formazione dei volontari e quella degli OLP, gli “operatori locali di progetto”, una sorta di tutor dei ragazzi (in genere gli assistenti sociali o i bibliotecari): solo tra il 2016 e il 2017 sono stati organizzati 3 percorsi formativi che hanno formato 50 OLP.

 

Da oltre 10 anni la collaborazione tra l’associazione dei Comuni della Marca e Volontarinsieme CSV Treviso permette di condividere la creazione di opportunità progettuali per i giovani, i servizi di formazione, promozione e informazione inerenti il servizio civile in modo coeso e unitario.

 

Volontarinsieme offre inoltre un servizio di orientamento al servizio civile, volto ad accompagnare i giovani alla scelta della realtà e del progetto più vicino alle proprie competenze e ai propri bisogni, tra le 8 diverse realtà progettanti del territorio provinciale.

 

«I posti complessivi nel trevigiano disponibili attraverso il bando in uscita sono oltre 240. I giovani possono presentare domanda per un’unica sede. La questione chiave per un’esperienza proficua sia per il giovane che per la realtà accogliente è quindi la scelta del progetto giusto e della sede giusta» riferiscono Alessia Crespan e Erica De Pieri di Volontarinsieme – CSV Treviso.

 

Chiunque fosse interessato a conoscere tutte le opportunità di servizio aperte nel territorio provinciale o desiderasse richiedere un appuntamento per usufruire del servizio di orientamento alla ricerca del proprio progetto, può inviare una mail a: [email protected] o telefonare allo 0422 320191.

Le Guardie zoofile dell’associazione nazionale Guardie per l’ambiente, nucleo operativo di Treviso, svolgono un lavoro prezioso, sia per l’assistenza e il recupero degli animali, sia per la promozione delle adozioni nelle famiglie.

 

Fondamentali sono i loro interventi contro i maltrattamenti degli animali – nei tanti aspetti diversi per la tutela e la salvaguardia – come ad esempio il prestare aiuto anche agli animali in difficoltà, abbandonati, maltrattati e non rispettati.

 

Un’opera importante viene svolta sia nella ricerca di una famiglia adottiva per cani e gatti abbandonati, sempre con controllo pre e post affido, cioè controllando in modo minuzioso la famiglia che si prende la responsabilità di adottare un cane o un gatto, sia nella raccolte di pasti e di medicine e coperte per proteggerli dal freddo.

 

I controlli vengono effettuati nel più breve tempo possibile, in base all’urgenza e alla disponibilità delle Guardie, che offrono il proprio tempo libero e il massimo impegno al servizio degli animali. Le Guardie infatti sono tutti volontari che si prendono cura degli animali senza percepire compensi per le loro attività, guidati sicuramente dall’immenso amore che nutrono per essi.

Oltre 70 volontari, in rappresentanza degli oltre 650 impegnanti nei vari centri sollievo, hanno incontrato Alberto Franceschini, Presidente di Volontarinsieme – CSV Treviso, e i dottori Maurizio Gallucci, coordinatore dei CDCD (Centri disturbi cognitivi e demenze) Ulss 2 e Franco Moretto responsabile del “Progetto Sollievo” Ulss 2, per la presentazione del protocollo, firmato tra il Centro servizi Volontariato e Ulss 2 Marca Trevigiana, che definisce i criteri di accesso dei soggetti con Alzheimer o demenza e un’omogeneizzazione dei percorsi.

 

Il protocollo è stato elaborato dopo un’analisi esplorativa effettuata nei 39 centri sollievo, soprattutto per le modalità di accesso e i percorsi avviati.
Premesso che necessita di sollievo quel famigliare per il quale è gravoso il carico che deriva dall’assistenza di un familiare malato di demenza in fase di moderata gravità, il protocollo prevede che il paziente sia valutato presso di CDCD (sono 5 i centri in tutto il territorio provinciale) senza repliche di valutazioni geriatriche e successivamente, al paziente e ai suoi famigliari, viene segnalata la possibilità di usufruire dei centri sollievo presenti nel Comune di residenza, o in territorio limitrofo.

 

I volontari dei centri sollievo avranno la possibilità di valutare l’accoglimento dell’utente, in base alla gravità del soggetto e alla professionalità dei volontari, che in alcuni casi potranno farsi carico anche di pazienti meno autonomi o di gravità complessivamente maggiore.
Diversamente, un centro sollievo costituito da poco tempo, con volontari senza pregresse esperienze specifiche, potrà accogliere casi più gestibili.

 

I Centri di Sollievo sono finanziati da un bando regionale che ha già stanziato per il 2018 176mila euro, suddivisi e distribuiti nei territori delle tre ex Ulss 7-8-9, a favore dei Centri Sollievo già esistenti.

 

“Crediamo che il protocollo che abbiamo elaborato insieme all’Ulss 2 e ai CDCD risponda pienamente alla richiesta di armonizzazione delle esperienze, del funzionamento e delle modalità di accesso ai Centri di Sollievo, come auspicavamo da tempo – dichiara soddisfatto Alberto Franceschini, Presidente di Volontarinsieme – CSV Treviso – Rimane qualche problema con gli spazi messi a disposizione dai Comuni, come sollevato da molti dei volontari presenti, e le difficoltà di trasporto, che possono però essere risolte ricorrendo al progetto STACCO presente in quasi tutto il territorio provinciale. Un altro problema rilevato – prosegue Franceschini – è il ritardo nella distribuzione dei fondi (già erogati dalla Regione alle Ulss) che, per i territori delle ex Ulss 7 e 8, devono ancora essere distribuiti ai centri sollievo. Su questo stiamo naturalmente verificando possibili soluzioni. Il protocollo consiglia, inoltre, che in provincia di Treviso sono presenti 39 centri sollievo (20 nella ex Ulss 8, 14 nella ex Ulss 9 e 5 nella ex Ulss 7), dove sono impegnati oltre 650 volontari e accolti e seguiti oltre 350 utenti.
I centri offrono agli ospiti specifiche attività di stimolazione cognitiva, psicomotricità, musicoterapia, uscite organizzate e momenti socializzanti con le famiglie e con la comunità.

 

Si stima che ogni volontario sia impegnato in circa 350 ore all’anno di servizio (per una media di 2,8 giorni di apertura settimanale) con una media annua di 175mila ore di volontariato complessive, nei vari centri sollievo.
Valorizzando questo contributo volontario, si ottiene una ricaduta economica (e quindi un risparmio per il welfare sociale) stimata in 2 milioni 275mila euro.

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