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Zanoni (PD): “Pesticidi nei calici di Prosecco, Zaia non si volti dall’altra parte. Basta finanziamenti a pioggia, si intervenga sulla conversione biologica dei vigneti”

 

 

“Prosecco e pesticidi, un aperitivo sicuramente indigesto e che dovrebbe preoccupare il governatore Zaia. Quanto emerso dai test del mensile ‘Il Salvagente’ non può e non deve passare inosservato: ambiente e salute meritano maggiore attenzione”. È quanto afferma il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni, commentando i risultati delle analisi pubblicate dal numero di giugno, in edicola nei prossimi giorni, della nota rivista dei consumatori effettuate su 12 etichette di Prosecco

 

 

“Nessuna etichetta si salva, sebbene i residui trovati siano al di sotto del limite massimo previsto per legge. La media è di sei pesticidi per bottiglia: in un caso sono stati rinvenuti ben sette fungicidi, tra questi anche il folpet, vietato sia nell’agricoltura convenzionale che in quella bio. È un’enormità, che mostra come le belle parole della Giunta e del suo presidente sugli incentivi per una produzione sostenibile siano solo slogan a uso e consumo di taccuini e telecamere”.

 

 

“I numeri, infatti, raccontano un’altra realtà: secondo uno studio del WWF elaborando i dati Arpav, nel 2016 in Veneto sono state vendute 16.920 tonnellate di pesticidi, con un record di 4.085 nella provincia di Treviso, patria indiscussa del Prosecco, con una produzione che da dal 2010 a oggi è raddoppiata. La scorsa settimana l’Ispra nel Rapporto nazionale pesticidi nelle acque riferito al biennio 2015-2016 ha certificato la presenza di queste sostanze nel 67% dei 1.554 punti di campionamento, in crescita dal 6,39% del precedente rilevamento. E ancora una volta il Veneto non fa una bella figura: è contaminato il 90% delle acque di superficie, maglia nera insieme al Piemonte”.

 

 

La Regione – il sollecito di Zanoni – non deve voltarsi dall’altra parte, ma interessarsi a quanto accade sul proprio territorio. Le sostanze nocive distribuite per le nostre campagne continuano ad aumentare e non è un’azione ‘neutra’, ci sono conseguenze pesanti sull’ambiente e la salute. È arrivato il momento di pensare davvero a una riconversione della viticoltura veneta al biologico. Zaia, come i suoi predecessori, continua a finanziare abbondantemente il settore vitivinicolo che dal 2007 a oggi tramite vari Piani europei e locali ha ricevuto 103 milioni di euro. Chiedere in cambio una inversione di rotta per tutelare i suoi cittadini dovrebbe essere la sua prima preoccupazione”.

“Tutte le domande ammesse sono state finanziate. Avepa ha concluso l’istruttoria stilando l’elenco delle aziende che beneficiano degli aiuti comunitari dell’OCM vitivinicolo per investimenti nel settore enologico”. A dare notizia del decreto n. 549, con cui l’Agenzia regionale per i pagamenti in agricoltura ufficializza i beneficiari del bando aperto nel dicembre scorso (Dgr 2054/2017), è l’assessore veneto all’Agricoltura, Giuseppe Pan. Le domande ammesse e finanziate per l’azione A (aziende agricole) sono 146 per un importo complessivo di 4.756.238,71 euro.

 

Le domande ammesse e finanziate per l’azione B (agroindustria) sono 48 per un
importo complessivo di 3.699.170,59 euro.

“Grazie all’integrazione della dotazione finanziaria disponibile, decisa dalla Giunta regionale a marzo – prosegue Pan – è stato possibile accogliere tutte le domande che avevano i requisiti previsti dal bando. Le nostre imprese vitivinicole sono il fiore all’occhiello dell’economia veneta e la Regione Veneto mette in campo tutti i possibili aiuti finanziari per sostenere investimenti e innovazione a beneficio dello sviluppo e della competitività dell’intera filiera vitivinicola”.

 

La disponibilità finanziaria iniziale prevista dal bando, pari a circa 5,3 milioni di euro, è stata integrata con oltre 3,7 milioni recuperati da disponibilità non utilizzate nella ristrutturazione e riconversione viticola (aiuti per il rinnovo dei vigneti) e con economie di spesa realizzate da Avepa . In questo modo la dotazione del bando per gli investimenti enologici è salita a 9 milioni di euro, sufficienti per coprire l’intera domanda di contributi da parte delle 194 aziende richiedenti.

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