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A Venezia nel Palazzo Ca’ Zenobio, Salone Sala degli Specchi, si terrà dal 1° al 14 agosto la mostra del pittore Lionello Trabuio.

 

Trabuio ha soggiornato per anni a Mogliano Veneto e il suo ricordo è ancora vivo in città. È per questa ragione che l’amministrazione comunale è stata invitata al vernissage che si terrà oggi alle 18.

 

Il sindaco Davide Bortolato ha delegato Giuliana Tochet, assessore al Sociale, a rappresentare la città di Mogliano.

 

Lionello Trabuio ha dato vita a una nuova corrente, quella del Trasvisismo dove tutto è nel colore e nell’incognita. Il Trasvisismo è definito da Trabuio come “vedere e non vedere per poi rivedere”, un enigma che si risolve quando si incontrano le sue opere.

 

Le opere di Trabuio hanno convinto critici e pubblico e vengono esposte in  Italia e all’estero. L’attività dell’artista è stata molteplice in tantissime città italiane, ma negli ultimi anni il pittore ha rafforzato la sua presenza nella sua regione di origine, il Veneto.

L’inaugurazione si terrà questa sera alle ore 18. La mostra rimarrà visitabile fino al 9 dicembre

 

La pittura di Alessandro Casagrande si caratterizza per una figurazione asciutta e severa, di radicale e assoluta contemporaneità. La nutrono riferimenti provenienti da mondi visivi lontani e molto diversi tra loro, come le pale d’altare della pittura barocca, o una certa graphic novel di ricerca, dai toni intensi e drammatici.

 

La Galleria dell’Eremo a Rua di Feletto ospiterà fino a 9 dicembre la personale dell’artista coneglianese che, domani sabato 17 novembre, sarà presente all’inaugurazione della mostra curata da Claudia Meneghin e presentata da Corrado Castellani.

 

Il vernissage, a ingresso libero, si terrà stasera alle ore 18.

La mostra rimarrà visitabile (con ingresso libero) fino al 9 dicembre dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13, e il martedì e il giovedì, anche dalle 14 alle 18.30; il sabato dalle 9 alle 12.

 

«Le opere di Casagrande, tendenzialmente monocrome e generalmente di tonalità scura, vivono di bagliori frammentari che identificano corpi, o meglio presenze, collocate in spazi sommariamente delineati – scrive Castellani -. Personaggi enigmatici, su cui piovono scaglie di una luce pallida e fredda, lasciano aperte le domande sulle relazioni che intercorrono tra loro e sul rapporto che hanno con l’ambiente in cui si trovano, che sia un interno, un paesaggio o uno scorcio urbano. Solitudine, costrizione, tensione creano atmosfere desolate, rimandano a non meglio precisate circostanze difficili».

 

Piuttosto che episodi di una narrazione, i dipinti si presentano come situazioni sospese, fuori dal tempo, in cui i protagonisti si trovano, loro malgrado, impegnati ad affrontare aspetti angosciosi, a volte estremi e forse al limite della sopravvivenza. Non sappiamo se le scene debbano essere interpretate come immagini oniriche, visioni fantastiche o percezioni realistiche, di sicuro sono pervase da uno stato d’animo contratto e dolorante, connesso con la necessità di confrontarsi con un vissuto penoso.

 

Ne emerge un’interrogazione sullo stare al mondo degli esseri umani, sul significato dell’esistenza, sul modo in cui affrontare le difficoltà. In alcuni dipinti incontriamo personaggi in abito talare, che alludono evidentemente ad una risposta religiosa alla domanda di senso, ma non appaiono portatori di una visione confortante e rasserenante, quanto piuttosto figure inquietanti e vagamente minacciose.

 

«Questa pittura non si propone come veicolo di facili consolazioni, ma piuttosto guarda in faccia il negativo, testimonia la fatica degli umani, e al tempo stesso mette in evidenza  il coraggio, la  risolutezza, la capacità di prendere atto dei frangenti ostili e di affrontarli con determinazione» conclude Castellani.

 

Alessandro Casagrande, nato a Conegliano nel 1971, vive e lavora a Godega di Sant’Urbano. Dal 1999 espone in mostre personali e collettive. Invitato a tre edizioni del Premio Morlotti di Imbersago (Lecco), ha vinto il primo premio nel Concorso Nazionale San Polo (2000), il premio EDF nel concorso “La Fenice et Des Artistes” di Venezia (2003), il premio biennale Gambino di Preganziol (2006).

Marignana Arte organizza il vernissage di GENERATIONS, una mostra collettiva con opere di cinque artiste internazionali, nate tra gli anni Settanta e Ottanta

 

Generations è il nuovo progetto espositivo con il quale Marignana Arte inaugura la stagione autunnale, formato da una selezione di opere, quasi totalmente realizzate per la mostra, di cinque artiste internazionali, nate tra gli anni Settanta e Ottanta: Serena Fineschi, Silvia Infranco, Silvia Inselvini, Sophie Ko, Verónica Vázquez.

 

Il percorso non solo offre una interessante panoramica dei linguaggi delle ultime due generazioni artistiche, ma anche, come l’etimologia del titolo suggerisce, prova a verificare da un lato quali siano i riferimenti e l’origine della ricerca di tali artiste, dall’altro legge il loro lavoro quale nucleo generativo di un percorso coerente, sfaccettato e in costante evoluzione, a partire da punti saldi concettuali e metodologici.

 

La parola generazione infatti contiene l’idea del generare, ovvero del creare un linguaggio inteso come prolungamento e differenziazione della propria identità; del dare alla luce opere che potranno, a loro volta, germinare in altre esperienze, mutando nel tempo, in base all’ambiente, alla storia cui appartengono: fertili punti di partenza per un’avventura del visivo che si determina nelle vicissitudini del processo creativo.

 

Verónica Vázquez (Treinta Y Tres, Uruguay, 1970) e Serena Fineschi (Siena, Italy 1973) rispettivamente dimostrano di appartenere a una generazione che si colloca in un momento di profonda rilettura del portato rivoluzionario del Sessantotto e della critica al Modernismo, rielaborandone i presupposti in opere che per Vázquez sono tumultuosi telai di lavoro, dove i materiali vengono riutilizzati, contorti, intrecciati, intessuti, in un inferno di metalli, legni, carte e stoffe, a rileggere dalle radici la storia economico-culturale e femminile del suo Paese. Diversamente, in Fineschi sono lavori di nevrotico concetto, ottenuti torturando la materia della superficie, verificando la resistenza degli elementi compositivi, in una stratificazione e scarnificazione incessante che si fa riflessione à rebours sulla cultura occidentale del dipingere e del plasmare.

 

Rispondono alle due esponenti della cosiddetta Generazione X Silvia Infranco (Belluno, Italy 1982), Silvia Inselvini (Brescia, Italy 1987) e Sophie Ko (Tbilisi, Georgia, 1981), tutte nate negli anni Ottanta: le accomuna un coraggioso, e al contempo delicatissimo, operare per strati di materiali, un macerare, accorpare, stendere e sovrapporre gli elementi costitutivi dell’opera, come per rintracciare, in uno scavo rivolto al sé, le origini di una storia che prova a giustificare un presente instabile e un futuro inquieto. Generazione Y: Infranco lavora con cere, materie naturali, carte, a creare tavole alchemiche dove le emergenze delle forme sono le punte di iceberg mentali, memorie affondate in un oceano primordiale e forse collettivo; Inselvini rovista con smania nelle pieghe più oscure del proprio sentire, in un lavoro romantico e accorato che non teme la reiterazione del gesto; Sophie Ko vive con i suoi pigmenti, oggi naturali, lentamente polverizzando ali di farfalle per creare cangianti vibrazioni pittoriche, in un continuo accennare e nascondere, affiorare e sfiorare la verità di una immagine.

 

Tutte e tre le giovani artiste dunque, più che rileggere la storia provano a scriverne una nuova, fortemente ancorate all’unica certezza del proprio operare-esserci oggi. Un dialogo sentito, e affascinante, si instaura allora tra le cinque rappresentati del progetto GENERATIONS, mettendole parimenti in relazione con la concomitante, nuova project room di Marignana Arte, dedicata a una artista californiana tra le più significative nella storia dell’arte statunitense del dopoguerra: Nancy Genn. Un’altra artista donna, che ha saputo imporsi con il suo lavoro nella compagine della West Coast, portando avanti in mezzo secolo di lavoro una ricerca pittorica coerente, poetica, di profonda bellezza.

 

Infine, GENERATIONS e la project room dedicata a Nancy Genn, dal titolo LIVING PAINTING, inevitabilmente rimandano alle letture storico-critiche sull’arte al femminile, per riconoscerne alcuni elementi ricorrenti – ma anche affermare, con forza, la necessità di un aggiornamento sulle giovanissime generazioni: dalla eterogenea multi-medialità, al rinnegamento della storia in quanto universale, in nome di una rivendicazione della propria vicenda intima e individuale; dalla rinuncia all’esposizione del corpo toutcourt alla scelta di realizzare opere di carattere narrativo, anche indiziale, della propria identità e fisicità; ad una certa predisposizione al gioco come prassi critica, che attraverso l’opera chiama in causa il pubblico, giocando tra mistero e ironia. L’ironia bruciante e intensa di tre generazioni, dalla storica Nancy Genn in project room alle cinque artiste in galleria: una nell’altra capaci di ri-trovarsi, riconoscendosi sorelle di un destino comune, fatalmente proiettato verso un domani dove l’arte ha ancora il compito di porre domande. Meravigliandoci.

 

 

La mostra, che sarà aperta dal 22 settembre 2018 al 12 gennaio 2019, è a cura di Ilaria Bignotti.

Il Vernissage è previsto il 22 settembre alle 18.

Oggi, 16 aprile 2018, torna la rassegna “Autori in transito”, nell’atrio espositivo del municipio di Roncade, che potrà essere visitata fino a fine luglio negli stessi orari d’apertura del Comune.

 

L’Amministrazione di Roncade da anni concede regolarmente gli spazi per promuovere artisti del territorio e gratificare gli appassionati d’arte che potranno liberamente accedervi per visitare le mostre.

 

In questo secondo ciclo di “Autori in transito”, l’esposizione prende il nome di “Sogno o memoria” e raccoglie i dipinti e le sculture di Alessandro Rinaldi che rappresentano spazi e figure oniriche, le fotografie dei luoghi abbandonati sospesi tra memoria remota e sogno di Marco Turetta, e le xilografie di Elena Greggio che rievocano la memoria grafica di oltre vent’anni di arte incisoria.

 

Già apprezzati in più occasioni anche nel trevigiano, gli autori hanno all’attivo esposizioni in gallerie d’arte nazionali e internazionali. Li accomuna inoltre la provenienza patavina.

 

I tre artisti si alterneranno, in un susseguirsi di mostre, fino al 12 maggio.

Il vernissage è previsto alle 17.00 di oggi.

 

Per informazioni:

[email protected]roncade.tv.it

345 5099747

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