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Sono tornati a immergersi, per la quarta volta, i gondolieri sub. Ieri, domenica 14 aprile, hanno replicato l’esperienza in rio della Madonna dell’Orto, nel tratto che va dal portale dell’ospedale Fatebenefratelli alla chiesa della Madonna dell’Orto. Questo all’indomani dei tre interventi eseguiti tra rio dei Santi Apostoli e rio di San Girolamo, che hanno permesso ai sommozzatori di recuperare centinaia di chili di rifiuti.

Tra quelli raccolti ieri, pneumatici, antenne, bidet e un motore marino da 25 cavalli.

 

I commenti

Sul posto erano presenti anche il consigliere delegato alla Tutela delle Tradizioni, Giovanni Giusto, e la consigliera comunale, Francesca Rogliani. “È interesse dell’amministrazione comunale e del sindaco, Luigi Brugnaro, continuare questa utilissima iniziativa subito dopo l’estate una sorta di ‘pesca miracolosa’ a tutela di Venezia. Oggi sono stati riportati in superficie, oltre a diverse bottiglie di vetro, tubi, latte e copertoni usati come parabordi, anche un motore fuoribordo 4 cavalli, un fusto industriale di vernice antivegetativa, un lavabo doppio in ceramica e una piccola vasca”. Così ha dichiarato il consigliere Giusto.

 

Il gruppo di lavoro

I sei gondolieri, tutti istruttori sub, divisi in due squadre, oggi hanno recuperato in totale circa un quintale di materiale. Il rio è infatti risultato essere più pulito rispetto ai precedenti, probabilmente perché è un rio poco trafficato e con poche rive di scarico. Il rio è infatti risultato essere più pulito rispetto ai precedenti, probabilmente perché poco trafficato e con poche rive di scarico. Il materiale raccolto è stato consegnato a Veritas, che si occuperà di smaltirlo.

 

I disagi del traffico

Durante la mattinata, dalle ore 8 alle 14, il transito delle unità di navigazione a remi e a motore è stato interdetto, ma per garantire la viabilità acquea sono state escluse dal divieto le aree immediatamente corrispondenti alle intersezioni con i rii dei Zecchini e dei Trasti. Il progetto dei “gondolieri sub”, che ha natura sperimentale è frutto di una convenzione stipulata tra il Comune di Venezia e l’Associazione Gondolieri di Venezia e, nelle intenzioni degli organizzatori, potrebbe riprendere il prossimo autunno.

Il servizio Sicurezza Urbana della Polizia locale ha provveduto ad eseguire questa mattina alcune operazioni di sgombero nell’ambito del programma di rigenerazione urbana Oculus Plus.

 

 

Sono stati rimossi circa sei metri cubi di materiale da bivacco nelle seguenti vie:

 

  • Via Ca’ Rossa n.10 (Ex Uff. Protocollo);
  • Via Trento (accesso da Via Montepiana);
  • Parco Piraghetto, lato Bocciofila;
  • Parcheggio S.ta Maria dei Battuti;
  • Area retro ex Scuola De Amicis via Pio X

 

Questo grazie al fattivo contributo di operatori e mezzi Veritas; mentre tutte le attività, riguardanti gli insediamenti abusivi di soggetti problematici per la sicurezza urbana, sono state svolte in risposta ad esposti e segnalazioni pervenuti dalla cittadinanza.

 

Le attività di controllo del territorio proseguiranno sia nell’ambito del programma Oculus che del programma Oculus Plus.

La Municipalità di Lido Pellestrina organizza anche quest’anno “‘Ndemo a netàr i Murassi”, una giornata ecologica di sensibilizzazione per una migliore accessibilità alla spiaggia libera. L’iniziativa si svolgerà sabato 6 aprile nell’ambito della “Settimana europea per la riduzione dei rifiuti” aderendo così alla campagna “Let’s Clean Up Europe 2019”.

 

 

Lo scopo dell’iniziativa è sensibilizzare i cittadini sugli aspetti ambientali, in particolare sull’abbandono, la riduzione, il riciclo dei rifiuti e l’adozione di uno stile di vita ecosostenibile.

 

 

Alla manifestazione hanno aderito le scuole e le associazioni del territorio e Veritas metterà a disposizione il materiale necessario alla raccolta.

 

La partenza è prevista per le ore 9.30 al Lido sopra i Murazzi, all’altezza dell’omonimo ristorante.

Dopo l’incontro di ieri mattina, al teatro Toniolo, con oltre 700 studenti delle scuole superiori locali, la giornata di don Luigi Ciotti in città, è proseguita con una visita al Centro Eco-Ricicli di Veritas a Malcontenta.

 

Il presidente di “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, accompagnato dall’assessore comunale alla Coesione sociale, Simone Venturini, ha trovato ad attenderlo, tra gli altri, il presidente della Municipalità di Marghera, Gianfranco Bettin, l’amministratore delegato e il presidente di Eco-ricicli, rispettivamente, Vittorio Salvagno e Alberto Ferro, il direttore generale di Veritas Spa, Andrea Razzini, che lo hanno accompagnato all’interno dell’impianto, spiegandone il funzionamento. Presente anche Roberto Crosta, presidente della Fondazione Marcianum, che ha organizzato l’incontro.

 

Il Centro è un punto di riferimento per il Nord-Est per la raccolta, selezione e valorizzazione dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata di vetro, plastica, carta, metalli e legno, di sei province del Veneto, e dei territori di Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige.

 

“Per me è stato un onore – ha sottolineato in una nota l’assessore Venturini – aver accompagnato don Ciotti, simbolo della lotta alle Eco-mafie, in una realtà come questa, in cui si realizzano, sotto il controllo pubblico, buone pratiche imprenditoriali e ambientali come quella che prevede l’utilizzo degli olii di frittura per alimentare la bioraffneria. Un grazie di cuore a don Ciotti per questa sua visitanella nostra città, a portare un segnale forte contro la criminalità e la mafia, di cui don Ciotti è un testimone a livello internazionale.Il Comune di Venezia è schierato in questa battaglia in prima fila con lui e non arretreremo di un passo”.

Veritas: “L’acqua che esce dai rubinetti è sicura, controllata e perfettamente potabile”

Sta girando da qualche ora un messaggio WhatsApp, firmato Croce rossa italiana, che invita i cittadini a non bere acqua di rubinetto, causa contaminazione. Al momento non è possibile determinare se questo messaggio sia una fake news o se faccia riferimento a una situazione reale, verificatasi chissà dove e poi arrivata qui attraverso i social.
L’unica cosa certa è che nel territorio dove Veritas gestisce il servizio idrico integrato (quindi l’acquedotto pubblico) non c’è e non c’è stata alcuna contaminazione dell’acqua potabile. L’acqua che esce dai rubinetti allacciati al pubblico acquedotto è sicura, controllata e perfettamente potabile. Veritas invita i cittadini a consumarla senza alcuna incertezza o diffidenza.

Questa sera alle ore 18, con ritrovo agli Impianti sportivi universitari in Fondamenta dei Cereri, debutta il “plogging”, grazie all’impegno del Cus Venezia, in collaborazione con le Università Ca’ Foscari Venezia e Iuav e il contributo di Veritas e dell’Amministrazione comunale.

 

Il plogging nasce in Svezia, e deriva il suo nome da “plocka app” che significa “raccogliere” e “running”. Si tratta di combinare il classico allenamento di corsa sportiva con la raccolta dei rifiuti che si trovano lungo il percorso. Mentre si fa l’attività, quindi, si effettuano delle brevi soste e si raccolgono bottiglie di plastica, lattine, cartacce, mozziconi di sigarette e altri rifiuti abbandonati che inquinano l’ambiente e sporcano la città. Ai partecipanti, in collaborazione con Veritas, verranno forniti guanti in lattice e dei sacchetti per raccogliere la spazzatura. In base al numero dei partecipanti verranno formati 3 o 4 gruppi, ognuno dei quali seguirà un percorso definito e porterà quanto raccolto al Cus, dove verrà fatta la raccolta differenziata.

 

“Da sempre siamo convinti che lo sport debba contribuire anche ad alcuni aspetti educativi e a far emergere temi sociali – sottolinea il presidente del Cus Venezia, Massimo Zanotto -. In quest’anno sportivo vogliamo cercare di porre l’attenzione su temi ambientali ed ecologici e al rispetto per la città. In collaborazione con Veritas abbiamo già collocato negli impianti che seguiamo, contenitori per la raccolta differenziata e faremo alcuni incontri per una corretta realizzazione di questa attività”.

 

Il direttore generale di Veritas, Andrea Razzini, ha deciso di aderirvi con convinzione: “Forniamo volentieri collaborazione e supporto tecnico a questa interessante iniziativa. È l’inizio di una collaborazione tra Veritas e Cus Venezia che certamente darà risultati importanti”.

 

Unire sport e tutela dell’ambiente – spiega l’assessore comunale all’Ambiente, Massimiliano De Martin – è il miglior modo per dimostrare concretamente l’amore e il rispetto per la città in cui si vive o si studia e assume una valenza ancora maggiore se i protagonisti sono i giovani. Venezia è una città delicata, frequentata ogni anno da milioni di persone che arrivano da ogni parte del mondo e da culture molto diverse tra di loro. Il rispetto per la città che li ospita è però un valore universale, quindi a nessuno può essere consentito di sporcarla o abbandonare rifiuti”.

 

“In piena sintonia con la campagna #EnjoyRespectVenezia – conclude l’assessore Paola Mar -, promossa per orientare i visitatori verso l’adozione di comportamenti responsabili e rispettosi dell’ambiente, del paesaggio, delle bellezze artistiche e dell’identità di Venezia, l’iniziativa del prossimo 9 ottobre ci vede al fianco del Cus Venezia e di Veritas. Il plogging fa bene a chi lo pratica e all’ambiente che ci circonda e sono convinta che riusciremo a riproporlo periodicamente in altre aree della nostra città, perché questa è una corsa dove vinciamo tutti.”

 

Per partecipare all’attività, completamente gratuita, è gradita una conferma chiamando lo 041.5200144, via email a [email protected] o attraverso la pagina Facebook CUS VENEZIA.

Riceviamo e pubblichiamo dal MoVimento Cinque Stelle di Mogliano Veneto il seguente comunicato stampa inerente all’installazione di eco-compattatori

 

Ecco come abbiamo argomentato la nostra proposta in Consiglio Comunale, poi bocciata dalla maggioranza in palese contraddizione con le premesse manifestate dall’Assessore.

 

L’industria nazionale del riciclo della plastica continua a crescere in Italia, avviando a riciclo nel 2017 il 43,4% degli imballaggi raccolti e posizionandosi tra le prime grandi economie in Europa per tasso di riciclo, dopo Germania e Spagna. Tra il 2005 e il 2017, inoltre, gli imballaggi avviati al recupero sono cresciuti in modo esponenziale con un +64% recando al Paese un beneficio economico di oltre 2 miliardi di euro per la materia prima non consumata, per la produzione di energia e per il risparmio di emissioni di CO2.

 

L’Europa è il secondo produttore mondiale di materie plastiche dopo la Cina, con l’Italia secondo produttore europeo dopo la Germania. Negli anni si è sviluppata un’importante industria del riciclo, tanto che nell’ultimo decennio i rifiuti in plastica avviati in discarica sono diminuiti del 43%, mentre quelli avviati al riciclo sono aumentati dell’80%. Gli imballaggi in plastica raccolti in Europa nel solo 2016 sono stati 16,7 milioni di tonnellate, oltre il 60% di tutta la plastica raccolta e proprio il riciclo, con il 41% è la prima destinazione degli imballaggi raccolti, seguita dal recupero energetico (circa il 39%) e la discarica (20%). La modalità di gestione a maggior tasso di crescita in 10 anni è stato proprio il riciclo con un +75%. Che aumenterà ulteriormente, visti gli obiettivi disposti dal pacchetto europeo sull’economia circolare, con il target per il tasso di riciclo che dal 22,5% previsto nel 2008 del 22,5% viene innalzato al 50% nel 2025 e al 55% al 2030.

 

Negli ultimi due decenni, in Italia si è passati da un sistema di gestione dei rifiuti basato principalmente sulla discarica, a uno fortemente orientato al recupero e riciclo.

 

I dati ci dicono che nel riciclo degli imballaggi l’Italia è un’eccellenza europea, ma nel riciclo della plastica abbiamo il dovere di fare di più. La politica di questo Governo, in linea con la  nuova direttiva europea sui rifiuti, vuole introdurre misure verso la realizzazione di un modello di economia circolare, promuovendo un uso razionale dei prodotti in plastica e incentivando il riciclo e la raccolta differenziata di qualità.

 

Il pacchetto sull’economia circolare modifica sei direttive in materia di rifiuti: la direttiva quadro sui rifiuti (2008/98/CE) e le direttive “speciali” in materia di rifiuti di imballaggio (1994/62/CE), discariche (1999/31/CE), rifiuti di apparecchiature elettrice ed elettroniche, cosiddetti RAEE (2012/19/UE), veicoli fuori uso (2000/53/CE) e rifiuti di pile e accumulatori (2006/66/CE). Le modifiche entreranno in vigore decorsi 20 giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE. I principali obiettivi introdotti riguardano:

– il riciclaggio entro il 2025 per almeno il 55% dei rifiuti urbani (60% entro il 2030 e 65% entro il 2035);

– la riduzione dello smaltimento in discarica, che dovrà scendere al 10% entro il 2035;

– il riciclaggio del 65% degli imballaggi entro il 2025 e il 70% entro il 2030;

– la raccolta separata dei rifiuti domestici pericolosi (entro il 2022), dei rifiuti organici (entro il 2023) e dei rifiuti tessili (entro il 2025).

 

Nella legge di bilancio 2018 (L. 205/2017) sono contenute numerose disposizioni in tema di rifiuti. Tra le quali, i commi 543-548 che dettano disposizioni finalizzate alla promozione della produzione e della commercializzazione dei bastoncini per la pulizia delle orecchie, c.d. cotton fioc, in materiale biodegradabile e compostabile ai sensi della norma UNI EN 13432, nonché dei prodotti cosmetici da risciacquo ad azione esfoliante o detergente che non contengono microplastiche.

 

A tali finalità è destinata una quota del Fondo per la promozione di interventi di riduzione e prevenzione della produzione di rifiuti e per lo sviluppo di nuove tecnologie di riciclaggio, la cui dotazione relativa al 2018 viene incrementata di 250.000 euro; vengono inoltre introdotti divieti di commercializzazione – con decorrenze differenziate – per i succitati prodotti, nonché sanzioni da applicare ai trasgressori.

 

Gli eco-compattatori cambiano la distorta visione di “rifiuto” in quella corretta di “risorsa” svolgendo una azione incentivante verso i cittadini che conferiscono i loro “beni”, ovvero le materie riciclabili (esempi sono il PET, l’HDPE, i tappi, l’Alluminio, il vetro, l’olio esausto alimentare, ecc.) ottenendo in cambio dei “valori” quali, ad esempio, coupon/buoni sconto da utilizzare presso esercizi commerciali o riduzioni percentuali di imposte pubbliche; ma anche una azione sull’ottimizzazione e sul rendimento della raccolta differenziata per gli Enti Pubblici (Comuni, Province, Regioni) che implementano gli eco-compattatori nelle strategie locali mirate al rispetto e alla sostenibilità ambientale, alla gestione del bene pubblico, allo sviluppo economico del tessuto commerciale locale e, non per ultimo, al benessere dei propri cittadini.

 

Si va da un singolo eco-compattatore monomateriale, fino alla creazione di vere e proprie isole ecologiche evolute ed incentivanti.

 

I destinatari degli eco-compattatori sono: Enti Pubblici (Comuni, Province, Regioni, Scuole, Ospedali, RSU, Uffici, ecc.); Aziende e GDO (Supermercati, Centri Commerciali, ecc.); Luoghi Pubblici e Privati con grande affluenza (Palazzetti Sportivi, Concerti, Sagre, Fiere, Eventi, ecc.).

 

Il servizio prevede:

comodato d’uso gratuito degli eco compattatori;

servizio gratuito di gestione dei materiali riciclati;

servizio gratuito di assistenza e manutenzione degli eco compattatori;

strumenti di incentivazione ed eco marketing collegati all’installazione degli eco compattatori;

un comune di qualsiasi dimensione può infatti aumentare la propria quota di raccolta differenziata, premiando i cittadini più virtuosi con sconti sulla tassa rifiuti o altre forme di incentivazione.

 

L’ammontare del bonus, le sue modalità di accreditamento e le varie possibilità di scelta su come poterlo spendere sono singolarmente definite dalle amministrazioni comunali.

 

La possibilità di misurare la quantità di plastica e alluminio destinata al riciclaggio da parte di ogni singolo cittadino, il principio “più ricicli più risparmi” può finalmente essere attuato su larga scala. In questo modo, si può innescare quel circolo virtuoso in grado di diminuire i costi per lo smaltimento dei rifiuti non differenziati, liberando così ingenti risorse economiche per migliorare la qualità dei servizi offerti.

 

Per controbattere all’Assessore circa un necessario coinvolgimento di Veritas, abbiamo sottolineato che nel caso di suolo privato, ciò non sarebbe necessario.

 

Abbiamo segnalato inoltre che il ministero dell’Ambiente, con Decreto Direttoriale n. 58 del 24 aprile 2018, ha autorizzato la nascita del Consorzio Coripet: i cittadini potranno riconsegnare le bottiglie in PET ai supermercati scalando gli importi dalla spesa.

 

Dopo due anni dalla richiesta, il ministero dell’Ambiente ha emanato il decreto che autorizza le attività del consorzio Coripet, il progetto presentato nella primavera 2016 da sei dei più importanti produttori di acque minerali e dai riciclatori. Il via libera ministeriale permette oggi di gestire in modo autonomo le bottiglie in PET.

 

Il nuovo sistema si sgancerebbe dal Consorzio Corepla, che dal 1998 si è occupato dell’intero universo dei materiali plastici e introdurrà una novità importante per i cittadini. Le bottiglie in PET potranno ancora essere gettate con gli altri materiali plastici nella raccolta differenziata. Ma verrà introdotto un “premio” per i cittadini che decideranno di inserirle in appositi macchinari eco-compattatori che saranno installati man mano nei supermercati. Per ogni bottiglia riportata, verrà riconosciuto infatti un importo di 1,5 centesimi, da sottrarre al costo della spesa effettuata. Dal consorzio fanno sapere che sono già pronte 2700 macchine da collocare nei punti vendita.

 

Il modello proposto da Coripet è quello della “filiera chiusa” ovvero quel sistema nel quale il produttore di un bene di consumo ne rientri in possesso una volta che questo sia diventato rifiuto e, dopo la sua trasformazione in materia prima seconda, lo reimmetta nel ciclo produttivo. Sistema già sperimentato da Coripet in Lombardia, Piemonte e Campania.

 

A regime il sistema potrebbe permettere di raccogliere in questo modo circa 2 miliardi di bottiglie ogni anno. Stimolando la partecipazione attiva dei cittadini, aumenterebbe  le percentuali di riciclo, inesorabilmente ferme attorno al 43% delle quantità immesse a consumo. I proponenti sono convinti di riuscire a portarle attorno all’80%. In questo modo, l’Italia recupererebbe posizioni rispetto ad altri Stati Ue.

 

Una volta raccolto, il quantitativo di bottiglie in plastica immesse sul mercato dalle acque minerali consorziate (Ferrarelle, Lete, Norda, San Pellegrino, Maniva e Drink Cup che insieme rappresentano il 35% del mercato) sarà avviato al riciclo meccanico grazie anche ai riciclatori soci di Coripet (Aliplast, Dentis Recycling Italy e Valplastic, 75% del relativo comparto) e già in possesso del parere positivo dell’Efsa (Agenzia europea per la sicurezza alimentare) per la produzione di RPET idoneo al diretto contatto alimentare. Ma non sarebbero solo i consumatori a trarre benefici dalla novità. Il nuovo sistema garantirebbe maggiori risorse economiche ai Comuni. Ad essi andrebbero 305 euro per ogni tonnellata di PET recuperata attraverso la raccolta differenziata contro i 281,7 euro pagati in media da Corepla. E si vedrebbero addebitate somme inferiori a quelle imposte dal sistema Conai per gestire la “frazione estranea” (la parte di rifiuti diversi dal PET che finiscono per errore nella differenziata). Gli attuali 209 euro a tonnellata scenderebbero a 195 euro/ton.

 

Si registra infatti, negli ultimi anni, una crescita della “frazione estranea” (plastica non da imballaggi e materiali non plastici) passata da 42 a 95 mila tonnellate tra il 2014 e il 2017).

 

Un progetto di economia circolare con cui si conta di raggiungere obiettivi di riciclo sempre più ambiziosi. Le nuove modalità coinvolgeranno e incentiveranno non solo i Comuni, ma anche direttamente i cittadini. Il riciclo da bottiglia a nuova bottiglia diventa una possibilità concreta per tutti.

 

Il progetto, si inserisce e non stravolge la filiera oggi operativa. Alla luce dei nuovi e ambiziosi obiettivi europei il riconoscimento di Coripet è un chiaro segnale che va nella direzione indicata dall’Europa: riciclare sempre di più e con una migliore qualità operando in sinergia e collaborazione con tutta la filiera, dall’attuale sistema consortile, ai Comuni, che rappresentano l’indispensabile anello di congiunzione con i cittadini, agli impianti di selezione, alla Grande Distribuzione che, da tempo, si è mostrata attenta al progetto.

 

Come prevede la legge, il provvedimento di riconoscimento ministeriale è diviso in due fasi. La prima, provvisoria, per la fase di avvio ed implementazione del progetto, avrà una durata di due anni. Al raggiungimento degli obiettivi previsti, seguirà la definitiva. Coripet inizierà ad operare sul mercato, al pari degli altri operatori già autorizzati. In questa fase di avvio, sono previste delle verifiche e dei controlli periodici sul raggiungimento degli obiettivi sia da parte di ISPRA che del Ministero dell’Ambiente.

 

Le bottiglie in plastica immesse sul mercato dai consorziati dovranno essere raccolte nelle quantità obbligatorie per legge e avviate al riciclo meccanico. Due le modalità per intercettare le bottiglie post-consumo: oltre attraverso la raccolta differenziata operata dai Comuni, il conferimento da parte dei cittadini potrà avvenire tramite degli eco-compattatori installati, almeno in una prima fase, presso i supermercati.

C’è stato quindi da parte del Ministero un riconoscimento dei sistemi indipendenti e una tutela della concorrenza.

 

Il fatto che sul mercato della raccolta differenziata la concorrenza tra imprese non fosse poi così “garantita” lo aveva denunciato un report dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) nel quale – tra le altre cose – si dimostrava come, pur incamerando il Cac sulla quasi totale quantità di imballaggi plastici – non solo bottigliette in Pet – immessi a consumo in Italia, il sistema Conai-Corepla riuscisse in realtà a garantirne l’avvio a riciclo solo di una parte (il 21,6% nel 2014), mentre soltanto grazie al contributo dell’avvio a riciclo indipendente (16,3%) secondo l’Agcm le percentuali riescono a raggiungere e superare il target di legge del 26% (attestandosi sempre nel 2014 al 37,9% complessivo).

 

I membri di Coripet infatti (che rappresentano sul fronte della produzione il 25% del mercato nazionale di imballaggi per liquidi alimentari) prima che il Consorzio diventasse autonomo, versavano a Conai e Corepla il cosiddetto Cac, Contributo ambientale Conai, calcolato sulla quantità di prodotto immesso a consumo e funzionale alla copertura dei costi di gestione delle bottiglie una volta che queste siano diventate rifiuto.

 

Secondo un dossier presentato al Senato da Coripet, delle 452mila tonnellate di imballaggi in Pet immessi a consumo in Italia nel 2015, solo 193mila sono state avviate a riciclo, meno del 50%. Lo scopo del nuovo consorzio, però, non è quello di sostituire i tradizionali schemi di raccolta differenziata, ma di affiancarli “al fine di sviluppare la capacità di riciclo del sistema”. Questo puntando all’implementazione di servizi di raccolta su superficie privata che consentano “l’avvio diretto a riciclo le cui operazioni sono certificate in ogni fase del processo (catena di custodia)”.

 

Nel suo dossier l’Agcm ha anche dimostrato come “i corrispettivi specificamente definiti dall’Accordo Anci-Conai (l’accordo quadriennale che regola i rapporti tra i consorzi ed i comuni e le somme che i primi, attingendo ai Cac incamerati, devono versare a vantaggio dei secondi, ndr) coprono al più il 20% del costo dell’attività di raccolta differenziata”. Questo significa che, sebbene la raccolta differenziata sia aumentata negli anni, e con essa quindi l’impegno di cittadini ed amministratori locali (ma anche i costi complessivi di gestione), in realtà a pagare l’80% del costo delle operazioni di gestione sono proprio i cittadini con la tariffa rifiuti.

 

Partecipare a queste iniziative vuol dire andare nella direzione indicata dall’Europa: riciclare sempre di più e con una migliore qualità, operando in sinergia e collaborazione con tutta la filiera: dall’attuale Sistema consortile ai Comuni, che rappresentano l’indispensabile anello di congiunzione con i cittadini, agli impianti di selezione, alla Grande distribuzione che, da tempo, si è mostrata attenta al progetto.

 

Durante la discussione della nostra mozione in Consiglio comunale, ci è stato chiesto dall’assessore all’Ambiente, che ha manifestato il proprio interesse e quello di Veritas sugli eco-compattatori, di ritirare la nostra mozione per poi discutere con calma nell’apposita Commissione. Il tema eco-compattatori pare sia sul loro tavolo, (l’Assessore Mancini siede nel Comitato Istituzionale del Consorzio di Bacino della Laguna di Venezia, a cui fa riferimento Veritas), ma con l’ipotesi di acquisto da parte di Veritas degli eco-compattatori (20.000 euro circa l’uno) con un finanziamento del Consorzio di Bacino (soldi dei cittadini).

 

Ma non è quello che chiediamo! Noi non vogliamo far ricadere sulle spalle dei cittadini ulteriori costi, anzi vogliamo sgravarli e premiarli per i loro comportamenti virtuosi; i dati ci  dicono che ciò è possibile, oltre a tutti i risvolti positivi sull’ambiente a cui abbiamo fatto riferimento.

 

Perciò il nostro gruppo ha portato al voto la mozione, emendandola con la richiesta dell’impegno dell’Assessore e del Presidente della Commissione a portare la discussione in Commissione, che poi era quello che ci era stato prospettato dall’Assessore in cambio del suo ritiro. Ma già sapevamo che si trattava di un “escamotage” e che la maggioranza l’avrebbe comunque bocciata.

 

Cosa che poi è avvenuta, in palese contraddizione con le premesse, sottolineata dal voto a favore del Presidente della Commissione Rifiuti.

 

Il tentativo da parte dell’Assessore di far propria la nostra mozione, per cucirla in un secondo tempo addosso a Veritas ed estrometterci dalla discussione, è andato fallito. A noi stanno a cuore innanzitutto l’interesse del cittadino e l’ambiente, non l’interesse di Veritas!

 

MoVimento Cinque Stelle Mogliano Veneto

Iniziano a farsi concreti e tangibili i risultati del programma “Oculus 2”, che prevede una periodica e ininterrotta serie di sgomberi da parte del Nucleo di Sicurezza urbana della Polizia locale di Venezia in luoghi abbandonati diventati punti di riferimento per spacciatori o senzatetto. “Le frequentazioni di questo tipo sono diminuite nettamente”, dichiara il comandante del Corpo, Marco Agostini.

 

La dimostrazione la si è avuta negli ultimi 2 giorni, quando una decina di agenti si è resa protagonista di due blitz a Marghera. Il primo ieri mattina, nell’ambito del programma di rigenerazione “Oculus”: gli operatori sono entrati in due immobili abbandonati di via Rizzardi, di recente interessati da invasioni di presunti pusher e tossicodipendenti. “Grazie alla collaborazione dei proprietari degli edifici è stata ripulita l’area del giardino, sfruttata come nascondiglio per individui potenzialmente problematici – spiega il commissario capo Gianni Franzoi, responsabile del Servizio di Sicurezza urbana – Una volta terminati i lavori di pulizia di Veritas saranno chiusi gli accessi con mattoni”. Tutta la zona nell’ultima settimana è stata interessata da incessanti sopralluoghi, due al giorno. Nel corso di quest’ultimi, tre persone, una di nazionalità italiana, una marocchina e una nigeriana, sono state denunciate per violazione di domicilio, ma le cattive frequentazioni appaiono drasticamente diminuite.

 

Il secondo intervento della Polizia locale, nell’ambito degli sgomberi bisettimanali inseriti nel progetto “Oculus Plus”, ha riguardato l’area “Fondo Lucrezio” a ridosso dell’area ferroviaria Co.Ra.Fer.: in accordo con la proprietà sono stati rimossi indumenti, materassi, coperte e tende lasciati da senzatetto di origine romena, i cosiddetti “barbanera”. “Il tutto si presentava in condizioni igieniche assolutamente critiche”, sottolinea il commissario capo Franzoi. A dimostrazione dei risultati raggiunti dai progetti “Oculus” e “Oculus Plus”, infine, i sopralluoghi nelle aree di via Rampa Cavalcavia, il Troso e via Rampa Rizzardi hanno avuto buon esito.

 

Il compost è creato con la frazione umida conferita dai cittadini moglianesi

 

Con la distribuzione gratuita di sacchetti di compost ai cittadini, l’Amministrazione comunale moglianese, con l’assessorato all’ambiente, in collaborazione con Veritas, promuove una nuova iniziativa tesa a incentivare una buona raccolta differenziata.

 

“La buona qualità della frazione organica raccolta dai virtuosi cittadini di Mogliano ci ha consentito di produrre un ammendante di ottima qualità e nel contempo di tenere bloccate le tariffe per il quarto anno consecutivo, nonostante la ripresa dell’inflazione”, commenta il sindaco Carola Arena.

 

I sacchetti sono già in distribuzione agli utenti che si recheranno all’Ecocentro di via Ronzinella negli orari di apertura e precisamente il martedì, venerdì e sabato dalle 13.00 alle 17.00. Il compost deriva dal trattamento della frazione organica, separata dagli stessi cittadini.

 

“L’obiettivo dell’iniziativa è perseguire l’obiettivo dell’economia circolare ovvero di rigenerare i nostri rifiuti reimmettendoli nel ciclo biologico. In questo modo dimostriamo concretamente ai cittadini che il loro sforzo per differenziare i materiali non è vano, sfatando così il più classico dei luoghi comuni secondo il quale i rifiuti raccolti separatamente sarebbero poi rimescolati”, spiega l’assessore all’Ambiente Oscar Mancini.

 

La frazione organica è costituita dalla parte umida dei rifiuti (scarti di cucina, avanzi di cibo, frutta e verdura, pane vecchio; fondi di caffè e filtri di tè; alimenti avariati e scaduti, gusci d’uovo; tovagliolini di carta; lettiere di piccoli animali domestici) e da fiori recisi, piante domestiche, sfalci e potature di parchi e giardini. La frazione organica costituisce una parte molto rilevante dei rifiuti differenziati dai cittadini: una famiglia di quattro persone che vive in una casa con un giardino di 500 mq produce ogni anno 2.500 kg di frazione organica (tra frazione umida, verde e ramaglie) che una volta trattati diventano 1.200 kg di compost.

 

“Il recupero della frazione organica riveste, quindi, un ruolo strategico per la salvaguardia dell’ambiente. Solo separandola bene sarà possibile rispettare l’ambiente e ridurre i rifiuti, contenendo i costi di smaltimento. Molto importante è fare bene la differenziata perché basta una piccola quantità di materiale estraneo per inquinare tutto il resto e renderlo non più riciclabile o riutilizzabile”, sottolinea Mancini.

 

Durante il compostaggio le diverse componenti organiche vengono decomposte dai microrganismi (fase di biossidazione), in condizioni di umidità e aerazione controllate. La temperatura si alza e supera i 70°C, igienizzando così il materiale organico. Altri microrganismi avviano poi la fase di maturazione, che si conclude con la creazione di un terriccio scuro che odora di sottobosco: il compost. Si tratta di un ottimo ammendante, da utilizzare in agricoltura, orticoltura, frutticoltura, florovivaismo e per creare parchi, giardini, aree verdi e naturalistiche. Il compost di qualità inferiore viene invece utilizzato per bonifiche e interventi di recupero ambientale.

Continuano gli sgomberi previsti dal programma “Oculus Plus” della Polizia locale nelle aree occupate da persone problematiche per la sicurezza urbana.

 

Il programma, che ha preso avvio un mese fa, ha già consentito di liberare le quattro campate cavalcaviarie tra Mestre e Marghera.

 

 

 

Essendo così frequenti, gli sgomberi comportano la rimozione di un numero sempre più esiguo di giacigli, a riprova dell’efficacia dell’azione. Nella mattinata odierna, Veritas e il Servizio Sicurezza Urbana della Polizia Locale hanno rimosso tre giacigli e un divano.

 

 

Le attività continueranno fino al raggiungimento della soluzione definitiva del problema.

 

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