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Un nostro giovane lettore ci invia in redazione un articolo che narra le origini del Terraglio, la famosa strada che collega Venezia Mestre a Treviso e che dà il nome anche alla nostra testata

 

Tutti i guidatori che conoscono il Terraglio sanno bene quanto questa strada sia di fondamentale importanza per la nostra Regione, in quanto collegamento principale tra le città di Treviso e Mestre.

 

Ciò che in molti non conoscono, invece, sono le origini a dir poco antiche di questa strada: essa si formò quando nel Medioevo venne scavata una “via d’acqua” che dalla laguna di Venezia raggiungeva Treviso e si gettava nel fiume Sile.

 

Durante le operazioni di scavo, la terra rimossa dal suolo venne accumulata a lato del canale per tutta la sua lunghezza, formando un piccolo terrapieno – in latino terraleum – sopra al quale il popolo presto cominciò a transitare.

 

Inizialmente esso veniva percorso principalmente da pellegrini, soldati e viandanti, quest’ultimi frequentemente assaltati dai briganti che si nascondevano nei boschi allora adiacenti alla strada.

 

Solo con l’annessione di Treviso alla Serenissima, il Terraglio poté divenire un’importante via commerciale, oltre che il luogo preferito per costruire le splendide case di villeggiatura del patriziato veneziano. Questo periodo d’oro durò ben tre secoli, e rese il Terraglio la più frequentata strada dell’entroterra veneto.

 

La situazione cambiò con la caduta della Repubblica: per oltre mezzo secolo, infatti, la via venne calpestata dalle truppe austriache e da quelle francesi, che dopo aver preso possesso delle diverse ville, le utilizzarono come meri luoghi di pianificazione militare e strategica, spesso trascurandole e rovinandole irrimediabilmente. A questa triste epoca risalgono i numerosi platani che ancora oggi si possono ammirare ai lati della strada, alberi maestosi che ricordano ai viaggiatori la straordinaria magnificenza del Terraglio, e invitano tutti ad ammirare con attenzione anche il resto del paesaggio circostante.

 

Riccardo Canino

L’ambientalista ed ex consigliere comunale di Zero Branco Gino Spolaore, ci segnala che nella frazione di Sant’Alberto, e più precisamente in via S. Antonio, quando piove l’acqua arriva quasi alla strada.

 

Dice Spolaore a riguardo: “Bisogna ripulire, togliere l’erba alta”. L’ex consigliere chiede un interessamento serio e risolutivo in tempi brevi per questa situazione pericolosa, non solo per i residenti ma anche per chi percorre via Sant’Antonio.

Nell’ambito del ciclo CONSCIAmente, questa sera si affronterà il tema della sicurezza stradale, al fine di conoscere meglio le regole di comportamento per la sicurezza propria e nei confronti degli altri.

 

Dalle 18 alle 19.30, il Commissario Silvano Zanchetta parlerà dei corretti comportamenti stradali: a piedi, in bici, con gli animali, in moto, in auto o con i trattori.

 

Come sempre, la serata si concluderà con uno spritz in compagnia!

 

La mareggiata che ha duramente colpito Portofino lo scorso 29 ottobre ha parzialmente distrutto la strada che collega il celeberrimo “borgo dei vip” a Santa Margherita Ligure: un vero e proprio disastro ambientale che pareva compromettere la viabilità della zona per molto tempo.

 

L’isolamento è fortunatamente destinato a terminare grazie a una ditta trevigiana, la Euroedile S.r.l. di Postioma di Paese che da oggi, lunedì 26 novembre, inizierà i lavori per la posa di una passerella sulla voragine apertasi sulla strada.

 

La passerella sarà lunga ben 120 metri e larga 1,50. Su di essa potranno transitare biciclette, passeggini ed anche carrozzine per disabili grazie a speciali rampe con fondo anti-sdrucciolo; nei punti dove il terreno è franato sarà sospesa ad un’altezza di 10 metri dal mare.

 

Grande soddisfazione è stata espressa dalla Euroedile S.r.l. che si è dichiarata fiduciosa di finire i lavori entro il 10 dicembre.

 

Fonte ANSA

 

Miriam Giuriati al neo sindaco di Treviso Conte: “Opera fondamentale per tanti comuni, pronti a collaborare per portare a casa l’ultimo tratto”

 

Il Comune di Casier ha inviato al Comune di Treviso un’osservazione osservazione al Piano degli interventi, in cui chiede di confermare il completamento del Terraglio Est dall’area industriale di Dosson all’uscita della Tangenziale. L’opera è stata inserita nel Piano degli interventi dalla giunta Manildo nel marzo 2018, decisione ratificata con il voto del consiglio comunale. Successivamente lo stesso Manildo ha riaperto i termini per le osservazioni nel mese di maggio, osservazioni che possono essere fatte da cittadini, ordini professionali o altri enti come i comuni.

 

“Data la riapertura alle osservazioni abbiamo voluto ribadire la nostra posizione sulla necessità di completare il secondo stralcio dell’opera“, spiega il sindaco di Casier Miriam Giuriati, ricordando come questa posizione sia stata espressa in maniera unanime dal consiglio comunale di Casier e da quello di altri comuni nella parte sud della provincia. “In questi anni abbiamo collaborato assieme alla Provincia e ai comuni interessati – prosegue la prima cittadina – per arrivare a un risultato condiviso, come testimonia l’inserimento dell’opera nelle tavole del Piano degli interventi. Sicuramente Treviso gioca un ruolo centrale perché l’ultimo tratto gravita sul suo territorio, ma ricordo come anche la VIA (Comitato Tecnico Regionale per la Valutazione dell’Impatto Ambientale) abbia ribadito la necessità di questo collegamento per rendere maggiormente sostenibile la viabilità dell’area, anche in vista della realizzazione della Cittadella della Salute”.

 

Il primo stralcio attualmente realizzato collega il casello di Preganziol con l’area industriale di Dosson, ma i due stralci sono stati una soluzione ideata per facilitare l’avanzamento dei lavori, dato che il progetto è sempre stato pensato dal Passante di Mestre fino alla Tangenziale di Treviso.

 

“Sono contenta – afferma Giuriati – che in campagna elettorale l’allora candidato Mario Conte si fosse sbilanciato a favore del completamento del Terraglio Est, come ho apprezzato l’ipotesi portata avanti da Manildo di liberalizzare la A27. Quest’ultima proposta sarebbe complementare alla realizzazione dell’ultimo tratto che dobbiamo sforzarci di portare a casa appena possibile. Credo che su questi temi sovra comunali i sindaci abbiano il dovere di fare squadra. L’osservazione che abbiamo presentato va in questa direzione”.

La Giunta di Treviso accoglie la proposta di Fondazione Oltre il Labirinto

 

 

Via libera della Giunta comunale di Treviso, all’intitolazione di un’area di circolazione, un edificio o altro spazio pubblico alla memoria del maestro vetraio Marco Varisco senior (1908-1980) in considerazione dell’onore reso alla città con le sue opere.

 

La proposta è stata avanzata dalla Fondazione Oltre il Labirinto onlus, da anni legata alla famiglia Varisco e in particolare a Marco, presidente dell’associazione XI di Marca e da sempre a fianco della Fondazione e dei suoi ragazzi.
Mario Paganessi, dopo averne parlato con l’Assessore Paolo Camolei, ha avanzato richiesta formale che ha trovato positivo riscontro nella riunione di giunta della scorsa settimana.

 

“Da diversi anni collaboriamo con il Comune di Treviso in maniera molto proficua nel sensibilizzare i cittadini di Treviso, e non solo, circa la tematica dell’autismo e della disabilità. Qualche settimana fa, dialogando con l’amico Assessore Paolo Camolei, ho proposto di dedicare una via o un edificio della città a Marco Varisco senior, papà di Italo e nonno di Marco, considerato che che da quasi 80 anni la famiglia Varisco rende omaggio a Treviso e all’arte con le sue opere prestigiose – racconta Mario Paganessi Direttore della Fondazione – L’Assessore Camolei ha accolto con grande entusiasmo la mia idea, sostenendo in sede di giunta comunale la proposta di intitolazione e ottenendo il consenso dei colleghi. Siamo molto felici di poter fare questo piccolo regalo all’amico Marco e alla sua famiglia.”

 

L’intitolazione avverrà nelle prossime settimane, quando sarà individuato uno spazio adeguato e disponibile nella città. La notizia sarà comunicata a Marco (jr) e alla famiglia Varisco giovedì sera, durante la tradizionale cena di raccolta fondi organizzata dall’associazione XI di Marca, dedicata come ogni anno ai ragazzi con autismo della Fondazione e, quest’anno, a Sammy Basso e all’Associazione Italiana Progeria.

 

 

Riferimenti storici:

recuperando l’antica tradizione dei maestri vetrai, e probabilmente dal più antico antenato, Varisco Varischi, Marco, per primo, sperimenta (siamo negli anni ’30) la tecnica dell’incisione su vetro che tramanda al figlio Italo, insieme al rispetto e all’amore per il mistero della terra e del fuoco che si trasformano in materia. Maestro vetraio, negli anni ’40 viene premiato alla Scuola Sperimentale del Vetro di Murano. Si trasferisce, in seguito, da Murano all’entroterra di Venezia, a Treviso, fra “acque quiete” e l’incerta lucentezza di superstiti “affreschi di facciata”, dove inizia la splendida avventura creativa del figlio Italo.

Marco Varisco senior (1908-1980) rappresenta senza dubbio un artista che con il suo lavoro ha reso onore e vanto a Treviso e ha creato un incredibile generazione di talenti che hanno realizzato opere per i papi Wojtyla, Ratzinger e Bergoglio, dopo quelli per la famiglia reale di Spagna e quelli per le esposizioni d’oriente per essere oggi presenti nel prestigioso Museo Guggenheim di New York.

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