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È stato arrestato un quarantenne che gestiva una trattoria a Marghera e abitava nel quartiere San Teodoro a Mestre.
L’accusa sarebbe di detenzione di droga ai fini di spaccio. I militari hanno effettuato una perquisizione nell’abitazione dell’uomo, dopo un periodo di appostamenti che avevano evidenziato un via vai di Giovanni. Hanno sequestrato materie per la pesatura, il taglio e la confezione di dosi di droga e otto mila euro.

 

 

Fonte: Venezia Today

Gli agenti, grazie al loro intuito, hanno deciso di concentrare l’attenzione su di lui, facendo ancora una volta centro. Ennesimo arresto da parte del Servizio Sicurezza urbana della Polizia locale; verso le 17 di domenica 5 maggio è stato ammanettato un 20enne di nazionalità albanese per detenzione di droga ai fini di spaccio.

 

Il controllo è scattato alla Gazzera, dove gli agenti della radiomobile, in servizio di controllo in zona, hanno notato due giovani giudicati sospetti. Il loro comportamento ha indotto gli operatori a chiedere l’intervento dell’unità cinofila, che ha contribuito a individuare nelle tasche di uno dei due, entrambi ventenni di nazionalità albanese, dell’hashish per uso personale. Peggio è andata per il suo coetaneo, che in un portapastiglie custodiva 6 dosi di cocaina confezionate e pronte per essere vendute.

 

Al termine degli accertamenti in loco, le pattuglie della Polizia locale hanno raggiunto Mirano per perquisire la residenza del giovane. Anche in questo caso il fiuto di Lapo, l’unità cinofila del Corpo, non ha tradito contribuendo a sequestrare un sacchetto di cocaina con una cinquantina di dosi nascosto nell’impianto di condizionamento. Il ventenne è stato quindi arrestato. Ieri, davanti al giudice, la misura è stata convalidata e il giovane è stato posto in custodia cautelare in attesa del processo.

Ennesimo arresto per spaccio di sostanze stupefacenti da parte del Nucleo operativo della Polizia locale. Il blitz è scattato verso le 22.30 di sabato a due passi da piazza Ferretto a Mestre; a finire nella rete degli agenti è stato un sedicente cittadino marocchino irregolare sul territorio nazionale. Si tratta di B.A., 31enne gravato di precedenti specifici contestati tra il 2017 e il 2018.

 

L’operazione

Gli operatori, guidati dal commissario capo Gianni Franzoi, erano da qualche giorno sulle tracce del sospetto dopo averlo notato più volte, assieme a dei complici connazionali, all’interno di un bar di via Manin. Venerdì sera, infatti, uno dei connazionali con cui il 31enne si accompagnava frequentemente, era stato denunciato a piede libero per detenzione di droga ai fini di spaccio dopo essere stato sorpreso a nascondere della cocaina dietro lo specchio del gabinetto del pubblico esercizio. In questo caso la Polizia locale era intervenuta con l’unità cinofila e aveva individuato lo stupefacente grazie al fiuto di Hadesz.

 

Ieri sera gli agenti del Nucleo investigativo sono tornati nello stato bar con una pattuglia in borghese del Servizio sicurezza Urbana e hanno individuato il 31enne marocchino durante i suoi spostamenti tra il locale e un altro esercizio pubblico di via Torre Belfredo. Verso le 22.30 è stata notata un’auto con due giovani a bordo fermarsi vicino al bar di via Manin; uno degli occupanti è sceso ed è entrato confondendosi tra gli altri avventori, evidentemente alla ricerca del pusher.

 

La cattura

Una volta ripartita l’auto, è stata pedinata fino al bar di via Torre Belfredo, dove è effettivamente avvenuto lo scambio di denaro e cocaina. A quel punto gli agenti e altre pattuglie hanno fatto scattare il blitz arrestando il cittadino marocchino; nella perquisizione sono stati trovati 1500 euro in contanti e 11 ovuli di cocaina pronti per essere venduti nascosti in un pacchetto di sigarette.

 

Il 31enne al termine degli accertamenti è finito in manette con l’accusa di detenzione di stupefacente ai fini di spaccio; l’arrestato è stato trasferito nella camera di sicurezza del Comando di Polizia locale in attesa del processo. All’acquirente, un 22enne moldavo, è stata invece subito ritirata la patente di guida.

“Avanti con la pulizia nelle nostre città dove non vogliamo ci sia più spazio per mercanti di morte e delinquenti. Ringrazio, anche a nome di tutte le persone per bene, la Squadra Mobile di Belluno per la brillante operazione che ha portato all’arresto di un gruppo di spacciatori stranieri che ora ci auguriamo solo vengano rispediti al loro paese in fretta”.

 

Così il Presidente della Regione esprime il suo apprezzamento alla Polizia di Stato del capoluogo dolomitico; dopo che questa ha individuato e arrestato un gruppo di stranieri incensurati, senegalesi e gambiani, richiedenti asilo. Gli spacciatori erano, tra l’altro, ospiti in strutture di accoglienza della provincia che avevano instaurato un giro di spaccio nel parco di Lambioi.

 

“Ecco cosa produce una immigrazione irregolare, grazie al buonismo peloso dei governi che ci hanno preceduto – aggiunge il Governatore -. Ancora una volta ripeto che il Veneto non è una terra di conquista per chi pensa di venire qui a violare la legge e vivere di reati. Questo gruppo di malviventi, inoltre, appare ancora più detestabile perché dietro alla facciata di necessità umanitaria mascherava un mercato mortale per i nostri ragazzi in un parco che è un’oasi frequentata da giovani, famiglie, mamme con bambini”.

 

“Non è più possibile tollerare situazioni del genere – conclude il Presidente -. Forse c’è qualcuno che ancora è incline a giustificazioni in nome di una malintesa attenzione umanitaria. Io insisto nella pretesa che gli spazi delle nostre città devono tornare a disposizione delle persone per bene e basta”.

Prosegue in modo intenso e articolato l’azione di contrasto da parte della Polizia Locale agli spacciatori che verso sera si sono riaffacciati in via Piave. Nei giorni scorsi il Servizio Sicurezza urbana ha organizzato un pattugliamento rinforzato della zona, circoscrivendo l’arteria cittadina con tre radiomobili nelle ore serali. Un assetto operativo che continuerà a tempo indeterminato, finché lo si riterrà opportuno.

 

L’operazione

 

“Le attività identificative delle pattuglie stanno dimostrando che i pusher presenti ora in via Piave sono in possesso di permessi di soggiorno per motivi umanitari o sono ricorrenti avverso a provvedimenti di diniego del rinnovo del permesso di soggiorno – spiega il commissario capo Gianni Franzoi, responsabile del Servizio di Sicurezza urbana – Si tratta di quasi tutti cittadini nigeriani, molti dei quali in arrivo in treno da Padova”.

 

 

“Con il nuovo Regolamento di Polizia urbana sia clienti che pusher, oltre alle sanzioni penali e amministrative previste dal Testo Unico sulle sostanze stupefacenti, saranno anche assoggettati a severa sanzione pecuniaria questo in quanto si rende necessario agire anche sul contrasto della domanda, oltre che a quello dell’offerta di sostanze”. Queste le parole del commissario capo Franzoi.

 

Lo spacciatore

 

Oltre alle attività delle radiomobili, sta agendo in zona anche il Nucleo operativo del Servizio Sicurezza urbana, con operatori in abiti civili. Dopo aver sequestrato eroina, marijuana e hashish, il Nucleo ha arrestato in flagranza un cittadino nigeriano di 24 anni, giunto in Italia a Lampedusa nel 2013, che aveva ceduto alcune dosi di cocaina ad un venticinquenne mestrino e ad un siciliano di 24 anni; il primo era arrivato in zona a piedi, il secondo a bordo di un’auto.

 

 

Il pusher era già stato denunciato per spaccio anche in Lussemburgo, il 4 marzo scorso era stato segnalato sempre per compravendita di droga a Mestre. Nel frattempo il sospetto era transitato anche per Foggia e Novara.

 

 

Dopo aver trascorso la notte nella cella di sicurezza del Corpo, questa mattina il 24enne sarà presentato al cospetto del giudice.

 

 

Al seguente link è disponibile un video dell’operazione: https://youtu.be/HygEn9ptpqg

Questa mattina in centro a Treviso si è verificata l’ennesima azione illegale da parte dei militanti del CS Django, che hanno imbrattato una via del centro con una scritta a caratteri cubitali, a protesta contro le azioni intraprese dall’attuale amministrazione contro lo spaccio di droga e il degrado in città.

 

 

“Mi auguro che chi di dovere persegua queste persone per imbrattamento e che venga fatto loro pulire personalmente e subito. Questa azione forse è stata mossa dalla paura, perché si sentono tirati in ballo dai recenti controlli, eseguiti dalla nostra Polizia locale, volti appunto a contrastare spaccio e degrado“. Commenta così Davide Visentin gli episodi avvenuti nella città di Treviso nelle ultime ore.

 

“In questi giorni ho letto sui quotidiani locali appelli disperati, da parte di movimenti, associazioni o partiti più o meno reali o rappresentati in città, affinché l’amministrazione Conte tenga in vita la democratica esperienza della Caserma Piave.
Anche ieri sera durante il Consiglio Comunale i consiglieri di minoranza si sono espressi a favore del centro sociale Django.
Proprio su questo argomento mi sento in dovere di intervenire ancora una volta.
La legalità passa per tante vie. Passa per un cespuglio tagliato, per una fioriera rimossa, per un Sindaco che va in strada, passa sopratutto per la cultura del rispetto. Cultura del rispetto che deve investire come un fiume in piena anche chi da ormai 5 anni agisce nell’illegalitá totale, occupando un bene pubblico e rendendolo un centro nevralgico di illeciti di ogni tipo: somministrazione illegale di alcolici e cibo, apologia della droga, mancato rispetto delle norme di sicurezza, mancato rispetto dei diritti d’autore, delle disposizioni igienico sanitarie, della normativa fiscale, lavoro nero. Tutto abusivo, tutto illegittimo.
Un affronto ai commercianti trevigiani che si scontrano ogni giorno con un mare di burocrazia e di tante associazioni che aspettano, con infinita pazienza, il loro turno e il loro posto.

 

Da questo momento sarà mio personale impegno chiedere a tutti gli enti preposti di intervenire per appurare lo stato di fatto della ex caserma Piave e agire di conseguenza. Perché la strada intrapresa da questa amministrazione va in direzione opposta all’illegalità e così vogliamo proseguire.

 

Anche le recenti condanne ricevute da esponenti di spicco del centro sociale devono far riflettere sul rapporto tra questi personaggi e la scorsa amministrazione e gli attuali consiglieri d’opposizione che continuano a difenderli. Queste condanne dimostrano finalmente, se ce n’era bisogno, a chi è in mano, anche se ancora per poco, la ex caserma Piave”.

Continua senza sosta l’attività antidroga della polizia locale del comune di Venezia nelle aree calde di Mestre, come il Rione Piave e il parco Albanese.

 

 

Proprio all’interno del parco, ieri sera, intorno alle ore 20, gli operatori del Nucleo operativo del Servizio sicurezza urbana hanno arrestato uno spacciatore nigeriano di 25 anni. Gli agenti, coadiuvati dall’unità cinofila, sono entrati contemporaneamente da diversi ingressi del parco, chiudendo così gli accessi al porticato dello stabile vicino al laghetto artificiale dove si trovava il sospettato. Dopo un tentativo di fuga non riuscito, l’uomo è stato fermato e perquisito.

 

 

I cinque involucri di marijuana pronti per lo spaccio al dettaglio, per un peso di circa sessanta grammi, e i quattrocento euro in contanti, frutto dell’attività di spaccio, che il pusher aveva addosso sono stati sequestrati. Colto in flagranza per la terza volta in due anni, l’uomo era già stato condannato a 1 anno e 8 mesi di reclusione e rimesso in libertà con la sospensione condizionale della pena. Visti i precedenti, gli uomini del Nucleo operativo hanno poi proceduto all’arresto dello spacciatore, che è stato trasferito per la notte nella camera di sicurezza della polizia locale in piazzale Roma. Questa mattina il giudice ha nuovamente condannato l’arrestato a 1 anno e 5 mesi di cinque di reclusione e 1700 euro di multa, senza sospensione condizionale della pena.

 

 

Sale quindi a 34 il numero dei sequestri di sostanze stupefacenti effettuati dal Nucleo operativo del Servizio sicurezza urbana nei primi due mesi dell’anno, per un totale di circa tre chilogrammi, e a 5 il numero dei pusher colti in flagranza di spaccio. I sequestri sono avvenuti al Parco Albanese, al Parco di Villa Querini, nel giardino del Liceo Giordano Bruno, in Piazza Barche, via Aleardi, via Monte San Michele, via Bissagola, via Trento, piazzetta Zorzetto e nella zona della movida a Rialto.

 

Nel 2017 la Polizia locale ha sequestrato in totale circa ventotto chilogrammi di sostanze stupefacenti.

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