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News sull'azione Django

2 minuti di lettura

Questa mattina in centro a Treviso si è verificata l’ennesima azione illegale da parte dei militanti del CS Django, che hanno imbrattato una via del centro con una scritta a caratteri cubitali, a protesta contro le azioni intraprese dall’attuale amministrazione contro lo spaccio di droga e il degrado in città.

 
 
“Mi auguro che chi di dovere persegua queste persone per imbrattamento e che venga fatto loro pulire personalmente e subito. Questa azione forse è stata mossa dalla paura, perché si sentono tirati in ballo dai recenti controlli, eseguiti dalla nostra Polizia locale, volti appunto a contrastare spaccio e degrado“. Commenta così Davide Visentin gli episodi avvenuti nella città di Treviso nelle ultime ore.
 
“In questi giorni ho letto sui quotidiani locali appelli disperati, da parte di movimenti, associazioni o partiti più o meno reali o rappresentati in città, affinché l’amministrazione Conte tenga in vita la democratica esperienza della Caserma Piave.
Anche ieri sera durante il Consiglio Comunale i consiglieri di minoranza si sono espressi a favore del centro sociale Django.
Proprio su questo argomento mi sento in dovere di intervenire ancora una volta.
La legalità passa per tante vie. Passa per un cespuglio tagliato, per una fioriera rimossa, per un Sindaco che va in strada, passa sopratutto per la cultura del rispetto. Cultura del rispetto che deve investire come un fiume in piena anche chi da ormai 5 anni agisce nell’illegalitá totale, occupando un bene pubblico e rendendolo un centro nevralgico di illeciti di ogni tipo: somministrazione illegale di alcolici e cibo, apologia della droga, mancato rispetto delle norme di sicurezza, mancato rispetto dei diritti d’autore, delle disposizioni igienico sanitarie, della normativa fiscale, lavoro nero. Tutto abusivo, tutto illegittimo.
Un affronto ai commercianti trevigiani che si scontrano ogni giorno con un mare di burocrazia e di tante associazioni che aspettano, con infinita pazienza, il loro turno e il loro posto.
 
Da questo momento sarà mio personale impegno chiedere a tutti gli enti preposti di intervenire per appurare lo stato di fatto della ex caserma Piave e agire di conseguenza. Perché la strada intrapresa da questa amministrazione va in direzione opposta all’illegalità e così vogliamo proseguire.
 
Anche le recenti condanne ricevute da esponenti di spicco del centro sociale devono far riflettere sul rapporto tra questi personaggi e la scorsa amministrazione e gli attuali consiglieri d’opposizione che continuano a difenderli. Queste condanne dimostrano finalmente, se ce n’era bisogno, a chi è in mano, anche se ancora per poco, la ex caserma Piave”.

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