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I Social Network sono sempre più un mezzo per comunicare con gli altri e per “informarsi”, ma anche per condividere esperienze ed emozioni: ma quali sono gli aspetti positivi e negativi di questo fenomeno? La Fondazione Zanetti Onlus ne parla giovedì 16 gennaio 2020 alle ore 10.30, nell’auditorium della Provincia di Treviso, insieme a Gregorio Ceccone, pedagogista ed esperto in teorie e metodologie della media education, e Davide Dal Maso, coach di Social Media Marketing, nella top100 under 30 leader del futuro secondo «Forbes», fondatore del Social Warning – Movimento Etico Digitale.

 

Un nuovo appuntamento proposto nell’ambito del ciclo di incontri Passi verso l’Altrove che la Fondazione Zanetti Onlus rivolge alle Scuole Secondarie di Secondo Grado e alle persone interessate, per aprire uno sguardo sulle questioni urgenti nella contemporaneità.

 

 

Cyberbullismo, dipendenza dai social e fake news

Oggi solo 16 giovani su 100 non hanno un account social e si stima che il 70% dei ragazzi non sappia riconoscere un annuncio pubblicitario nell’ambiente dei social. Con l’avvento del digitale, infatti, i comportamenti e le relazioni hanno subìto un forte cambiamento e le persone spesso si trovano a dover cercare l’equilibrio tra reale e digitale, sia in ambito personale che professionale. Con l’emergere di problematiche come il cyberbullismo, la dipendenza dai social e la disinformazione online, si fa sempre più forte il bisogno di confrontarsi con i giovani su una gestione consapevole della propria reputazione virtuale.

 

Risponde proprio a questa necessità la nascita del Social Warning, movimento creato dal basso e composto da una rete capillare di professionisti del web con l’obiettivo di incontrare i ragazzi tra i 9 e i 19 anni e i genitori e informare su potenzialità e rischi della rete. L’associazione, che oggi conta 150 formatori-volontari, lo scorso anno ha raggiunto oltre diecimila ragazzi e tremila genitori in tutta Italia per portare la cultura digitale nelle scuole secondarie di primo e secondo grado e nelle università, con iniziative di informazione e formazione per condividere l’uso consapevole della rete.

 

Con i giovani partecipanti all’incontro – sono circa 300 le studentesse e gli studenti che hanno già aderito – i relatori Ceccone e Dal Maso analizzeranno anche i Social Network maggiormente diffusi fra i ragazzi, evidenziandone aspetti positivi e negativi, verso un’educazione digitale reale e civica che permetta di non diventare vittime dei fenomeni online e di coglierne le immense opportunità.

 

 

Informazioni

Fondazione Zanetti Onlus
0422.312680
[email protected]

L’ingresso è libero e rivolto alle scuole, per le altre persone interessate è consigliata la prenotazione, disponibilità fino a esaurimento posti.

Due anni fa, Kashlee Kucheran ha lasciato la sua carriera nel settore immobiliare, venduto casa e si è sbarazzata del 90% delle sue cose in modo da poter viaggiare per il mondo a tempo pieno. Da allora, lei e suo marito hanno visitato Europa, Sud America, Asia e il Medio Oriente, documentando ogni fase del loro viaggio. Fino a quando non è diventata ossessionata da Instagram.

 

La sua ossessione per la piattaforma ha cambiato il modo in cui vedeva il mondo – e non per il meglio. E stava cambiando anche il modo in cui viaggiava. Inizialmente presentava i suoi viaggi su Instagram come un modo per documentarli. Era meglio di un diario di viaggio, perché era visuale e perché coinvolgeva altre persone. Ha reso le sue avventure più interattive e nel frattempo riceveva feedback e consigli sui luoghi che stava visitando. Inoltre è stato un ottimo modo per rimanere in contatto con amici e famiglia. È stato soprattutto divertente per il primo anno, fino a che, lentamente, la piattaforma è diventata sempre più un modo per criticare e giudicare se stessa.

 

Il problema è iniziato quando mi è resa conto di quanti “influencer” di viaggio esistessero e che ognuno pubblicasse costantemente scatti incredibili che raccoglievano migliaia di “Mi piace”.
Quando ha iniziato a confrontare i loro post – e le reazioni che ricevevano – con i suoi, la sua autostima è crollata. Determinata a migliorare il suo profilo, ha ritoccato di tutto, dai programmi di viaggio alle routine quotidiane nella speranza di catturare più follower. Ha iniziato a pensare alle destinazioni in termini di capacità di Instagram, piuttosto che di interesse a visitarle. Tra pianificare uno scatto, scegliere il vestito da indossare, prepararsi, truccarsi, scattare e modificare dozzine e dozzine di foto, scrivere la didascalia perfetta, pianificare il momento migliore per pubblicare, e poi rispondere ai commenti che riceveva, le ci volevano letteralmente ore per creare un singolo post su Instagram. Fino a che si è resa conto che la sua ossessione per Instagram si era avventurata in un territorio malsano. È successo mentre organizzava uno scatto di colazione a letto in un hotel a Bali.

 

La maggior parte delle persone si sveglia e ordina il servizio in camera con il sonno ancora negli occhi e il viso senza trucco. Non per lei. Si è fatta una doccia, truccata completamente, arricciata i capelli, per poi rovinarli un pò in modo che sembrassero più “naturali”, ammassato le coperte e i cuscini e sistemato il treppiede. Dopo aver ordinato molto più cibo di quanto potesse mangiare, ha dolorosamente posato in centinaia di modi innaturali per raggiungere il massimo degli “obiettivi per la colazione”. Un’ora e 400 foto più tardi, il cibo era stantio, il caffè era freddo e Kashlee si sentiva tutt’altro che rilassata. Tra la pianificazione degli scatti e lo scorrimento inutile del feed, trascorreva circa cinque ore al giorno su Instagram. Cioè 35 ore a settimana, 150 ore al mese, 1.825 ore all’anno.

 

Instagram è diventato rapidamente il suo più grande impegno, senza ricompensarla. Il suo account è cresciuto a malapena, anche se si stava impegnando per un lavoro a tempo pieno. Scattare foto fantastiche ha smesso di essere un hobby e qualcosa che le piaceva davvero, e rapidamente è diventato un lavoro ossessivo e consumante. Ma era pietrificata che se non avesse partecipato al gioco Instagram e non avesse “aumentato” il suo livello di contenuti visivi, sarebbe rimasta indietro. È diventata invidiosa e depressa, confrontandosi continuamente con gli altri. Si è convinta di aver solo bisogno di un paio di “Mi piace” in più, qualche altro seguito e qualche altro commento prima che potesse avere lo stesso successo degli altri follower da cui si ispirava. Quindi, invece di allontanarsi da Instagram, ha promesso di lavorare ancora di più. Si è fatta i capelli e ha comprato un nuovo costume da bagno. È tornata a Bali per soggiornare in un famoso hotel della lista dei desideri e tentare di ottenere il massimo delle cascate tropicali. Invece di godersi il lussuoso resort con la sua piscina a sfioro irreale e la spa di classe mondiale, ha dedicato la sua intera giornata a scattare foto che avrebbero stupito su Instagram. Dopo aver esaminato foto e video ripresi per oltre sei ore, si è sentita completamente scoraggiata. Non c’era una foto, o un video, che la soddisfacesse.

 

Presto, non solo ha iniziato a postare meno, ma è rimasta praticamente paralizzato dall’ansia di Instagram. Invece di avventurarsi per esplorare la città in cui si trovava, ha cominciato a chiudersi in una stanza d’albergo e non fare nulla. Si è resa conto di aver dimenticato per cosa stava facendo tutto questo. Aveva venduto casa e quasi tutto ciò che possedeva per viaggiare. Non l’aveva fatto per ottenere attenzione, fama o fortuna e sicuramente non per il tentativo di padroneggiare o superare in astuzia gli algoritmi dei social media. Quindi, si è chiesta: “Come viaggeresti se Instagram non esistesse?”. Se Instagram fosse improvvisamente scomparso e non fosse stata così presa da ottenere gli scatti, gli angoli e i video perfetti, avrebbe davvero vissuto quel momento.

 

Inoltre, era arrivata al punto in cui era nauseata da quanto fosse falso tutto ciò che vedeva sui social media. Le persone che affermano di voler essere “più autentiche” sono le stesse che pubblicano (presumibilmente) foto candide che, in realtà, presentano scatti che sono stati messi in scena in modo aggressivo e hanno impiegato ore, se non giorni, per perfezionarsi. Alcuni influencer sono persino arrivati al punto di prenotare sessioni in appartamenti progettati appositamente per fungere da sfondo elegante per le loro foto (assolutamente non spensierate e disinvolte). Niente di tutto ciò è autentico. Le ragazze che sorridono accanto a piatti della colazione raffermo e non consumati non si godono un pasto. Kashlee lo sapeva, perché era stata una di loro. Le coppie che posano per ore in affollate località turistiche per ottenere un perfetto colpo Instagram non stanno vivendo il tempo della loro vita. Sono sudate, stressate, stanche e completamente cieche rispetto alla cosa di cui stanno cercando di farsi un’idea. Queste foto ci fanno desiderare una vita che semplicemente non esiste. E poi, quando non riusciamo a raggiungerla, ci sentiamo male per noi stessi. Ora Kashlee ha un accordo con se stessa quando si tratta di Instagram. Non ha pubblicato nulla su Instagram da oltre un mese, ma pensa di essere presto pronta a riprovare, ovviamente in maniera diversa. Prima regola: scatti autentici. E ora si gode di più i suoi viaggi.

 

Versione estesa: “I Was Spending 5 Hours A Day On My Instagram Obsession And It Ruined My Life” by Kashlee Kucheran, Huffington Post

Quante volte siete andati a sbirciare Instagram e non siete riusciti a resistere a quella camicia così particolare? Oppure avete acquistato quel profumo di cui tanto parlano su Facebook? E la borsa che è apparsa sul profilo Instagram di Asos la scorsa settimana? 

 

Con internet l’approccio delle aziende al mercato ha iniziato a cambiare e con questo anche il sistema di vendita, sfruttando tutti quei canali social che supportano interazioni, fasi di pre-vendita e vendita diretta. Un legame shopping online e social network che ha dato il via a un fenomeno chiamato social commerce, ossia l’acquisto e la vendita di prodotti tramite social media.

 

I social network stanno acquisendo un ruolo sempre più centrale nella vita di ognuno: sono un utile sistema grazie al quale molte persone possono farsi un’idea sulle novità dell’ultimo momento, tenersi aggiornate, scambiarsi idee oppure dare un’occhiata ai prodotti in circolazione alla ricerca di nuovi spunti per prossimi acquisti. Pensiamo solo all’enorme awareness che deriva dalla condivisione di post e recensioni da parte di clienti soddisfatti e dalla viralità che questi mezzi rendono possibile.

 

Inoltre se consideriamo che il 74% dei consumatori dipende dai social per le sue decisioni di acquisto (studio realizzato dall’agenzia di digital marketing ODM Group), il social commerce non può che rivelarsi la scelta vincente per qualsiasi azienda.

 

Elenchiamo allora alcuni motivi per cui attuare una buona strategia di social commerce può rivelarsi la svolta decisiva per il vostro business.

 

1. Permette di instaurare un engagement autentico e duraturo

I social network permettono di instaurare una comunicazione più profonda tra brand e consumatore. 

Postando periodicamente contenuti è possibile mantenere aggiornati i propri followers e loro, a loro volta, possono interagire con il brand tramite likes, commenti, taggando amici e condividendo contenuti. I social permettono poi di rispondere pubblicamente e privatamente ad ogni persona con la possibilità di stabilire delle connessioni più profonde e autentiche che sono la base per instaurare un business ben consolidato e incrementare la notorietà del proprio brand.

Tramite piattaforme social è inoltre possibile coinvolgere direttamente i propri fans promuovendo attività e contest: ad esempio realizzando post che ritraggono i consumatori oppure condividendo delle loro foto in cui vengono chiaramente utilizzati i prodotti promossi. Così il cliente si sente speciale e il marchio acquisisce notorietà.

Il consumatore non sarà più solo un semplice acquirente ma si sentirà parte di una famiglia.

 

2. I clienti sono più felici

I social network permettono di condividere opinioni e recensioni tra clienti che, prima di effettuare un acquisto hanno modo di confrontarsi con altre persone. È un po’ come andare a fare shopping ricevendo dei suggerimenti: non ci si sente mai soli ma più sicuri e decisi primi di premere “click” su acquista. 

 

3. Crescono fiducia e lealtà nel consumatore  

Le persone si fidano di più di altre persone che del brand. Perciò avere molti consumatori che lasciano commenti e recensioni positive all’interno della propria pagina permette di renderla “più affidabile” agli occhi di altri potenziali acquirenti. Dall’altra parte ci sarà una possibilità in più che fans del prodotto già soddisfatti, viste le recensioni, possano ripetere l’acquisto nuovamente. 

Avere una pagina social perciò è fondamentale: 4 persone su 10 solitamente seguono il loro brand preferito: e ciò vuol dire buone possibilità di creare relazioni più consolidate e leali nel tempo.

 

4. Migliora la customer experience tramite sistemi di pagamento più immediati

Social network come Pinterest o Facebook permettono alle persone di acquistare direttamente in app anziché reindirizzare al sito web dove saranno costretti ad iscriversi ogni volta e compilare noiosi form. Fare shopping diventa così più immediato e semplice e quindi una passeggiata per qualsiasi utente potenzialmente interessato!

 

5. Permette di aumentare il valore medio dell’ordine

I social riescono a convincerci a spendere di più! Come? Sicuramente un fattore importante è che i consumatori possono acquistare in modo semplificato qualsiasi cosa con un solo click da telefono. Inoltre recensioni, testimonial/ influencers, discussioni e immagini che ci martellano giorno per giorno su qualsiasi piattaforma influenzano profondamente le nostre decisioni d’acquisto spingendoci a riempire il nostro “carrello virtuale” con facilità.

 

6. Favorisce condivisioni e suggerimenti tra utenti

È facile che un consumatore soddisfatto condivida la propria esperienza e suggerisca un brand tramite i social. Questo aiuta il marchio ad acquisire maggiore popolarità e consumatori a costo zero! Ovviamente è un’arma a doppio taglio: consumatori insoddisfatti possono diffondere cattive recensioni e opinioni diminuendo potenziali clienti. La chiave per gestire al meglio queste situazioni è offrire delle risposte/offerte giuste al momento giusto.

 

7. Riesce a raggiungere un pubblico globale

Una delle caratteristiche più importanti dei social media è che permettono di oltrepassare qualsiasi confine: di particolare importanza se il prodotto offerto si rivolge ad un pubblico internazionale (Facebook da solo conta più di 2 miliardi di utenti e la piattaforma è accessibile in 101 lingue).

Perciò milioni di persone da tutto il mondo possono discutere e scambiarsi opinioni riguardo un marchio espandendo il mercato e rendendolo globale diversamente rispetto al tradizionale e-commerce.

Ovviamente le opportunità di crescita tramite i social sono molteplici, il segreto è saperli gestire correttamente tramite un buon piano marketing rimanendo sempre aggiornati sui trend: le modalità d’acquisto online cambiano costantemente ed è importante essere sempre al passo con i tempi. 

 

 

Mariangela Schiavon

Stai lottando per raggiungere il successo di marketing sui social media? Stai cercando aree in cui puoi migliorare la tua strategia di marketing sui social media? Sei un imprenditore di Venezia, Treviso o Roma e vuoi sapere quali sono gli errori da evitare nei social media aziendali?

 

Condividiamo con te i 5 errori più importanti da evitare!

Ecco un breve riepilogo:

• Agire senza un piano
• Qualità è meglio di quantità
• Diffondersi
• Ignorare la concorrenza
• Non guardarsi allo specchio.

 

1) Definisci quali sono i tuoi obiettivi e capisci come raggiungerli.

 

2) Non pubblicare continuamente contenuti poco interessanti, concentrati su meno post ma che arrivino al tuo giusto target.
I contenuti delle pagine aziendali sono infatti visibili solo a piccolissima percentuale del proprio seguito, meglio meno post ma con qualche piccola sponsorizzazione che tanti post non visibili a nessuno.

 

3) È meglio essere fantastici su uno o due profili social piuttosto che essere semplicemente “ok” in tutti.
Solo grandissime aziende o istituzioni riescono ad seguire in maniera egregia ogni social, non disperdere le tue energie su troppi fronti, concentrati su quelli che fanno al caso tuo.

 

4) Tieni d’occhio ciò che fa la concorrenza visitando regolarmente i loro siti Web, leggendo i loro comunicati stampa e frequentando i loro siti di social media.
Con l’avvento del mondo digital fare benchmark è molto più facile, non perdere questa opportunità che ti permette di giudicare la qualità dei propri servizi, studiare le proposte delle imprese con le migliori performance nel proprio settore al fine compiere un processo di continuo miglioramento.

 

5) Monitora i tuoi progressi e tieni d’occhio gli Insights ti aiuterà a concentrarti sulle cose che effettivamente funzionano portando avanti le strategie più efficaci.

La produzione di video aziendali professionali è un elemento fondamentale per la pubblicità online, tant’è che la loro importanza è cresciuta di pari passo con l’evoluzione degli strumenti di comunicazione e con le abitudini dei clienti.

 

video rappresentano infatti un metodo facile e veloce per veicolare i contenuti, poiché catturano immediatamente l’attenzione del pubblico. In questo modo le aziende hanno l’opportunità di interagire in tempo reale con i clienti, ottenendo subito dei feedback visibilità.

 

Attraverso i video, la campagna di comunicazione può trasmettere differenti tipologie di contenuto come ad esempio novità riguardanti i prodotti e i servizi, lo storytelling del brand, promozioni ed eventi.

 

Una volta definita la campagna di video advertising che si intende promuovere con l’agenzia di comunicazione di fiducia, le piattaforme Social sono uno strumento prezioso per condividerla su larga scala. Senza contare che Brand Awareness, Lead Generation e Online Engagement sono i principali vantaggi del video marketing.

 

Cosa aspettarsi dunque nel 2019? La novità è che i servizi di streaming live stanno crescendo in popolarità sui Social Media, primi tra tutti Facebook e Instagram. Il digital trend indica infatti che il live streaming incoraggerà un coinvolgimento del pubblico ancora maggiore rispetto al classico video preregistrato.

 

Per promuovere la tua presenza online e far crescere la tua attività puoi affidarti a WTN – digital partner.

Si è tenuta sabato a Mogliano l’attesa conferenza di Forza Italia “Politica e Social Media: correlazione e prospettive future”.

La bella sala conferenze Level 1, in Piazza Duca D’Aosta, è stata riempita da circa cento convenuti, tra i quali molti i giovani.

 

 

I lavori sono stati aperti da Consigliere Regionale Diego Cancian, moderatore della serata, che ha passato la parola prima a Fabio Chies, Sindaco di Conegliano e Coordinatore provinciale F.I., e poi a Raffaele Baratto, Deputato di F.I.

 

Interessante l’intervento di Fabio Pezzella, Social Media Manager e Vicecoordinatore F.I. Roma Capitale che ha messo in risalto la forza del nutrito gruppo giovani.

 

 

Hanno chiuso i lavori gli interventi di Gianluca Longo, gestore del gruppo Facebook “Sei di Mogliano Veneto Se…” che conta più di 8.000 iscritti, e di Valentina Nespolo, Digital Marketing Manager WTN Digital Partner, che con bravura e competenza ha spiegato come “Creare un’identità digitale e trend futuri”.

 

A grandi passi Mogliano si avvicina all’appuntamento elettorale della primavera 2019 e tutte le forze politiche si stanno proponendo all’attenzione degli elettori con incontri, convegni e proposte.

 

Anche Forza Italia vuole essere presente e propone una conferenza dal titolo molto attuale “Politica e Social Media: correlazione e prospettive future”.

 

L’incontro è fissato per il 3 novembre prossimo alle 16.30, nella Sala Conferenze Level 1 in Piazza Duca D’Aosta 4 Mogliano Veneto.

 

Prenderanno parte ai lavori l’On. Elisabetta Gardini, Capogruppo Forza Italia al Parlamento Europeo, l’Ing. Fabio Chies, Coordinatore Provinciale di Forza Italia, l’On. Raffaele Baratto, Camera dei Deputati, e il Sen. Andrea Causin, Senato della Repubblica.

 

Al termine del convegno sarà servito un rinfresco.

 

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