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Nuova operazione, da parte del personale del Servizio Sicurezza Urbana della Polizia Locale di Venezia, nell’ambito dei programmi “Oculus” e “Oculus Plus”. Gli agenti sono entrati in azione per effettuare lo sgombero di un area in via Banchina dell’Azoto, a Marghera, occupata abusivamente da cittadini rumeni senza fissa dimora; inoltre questi spesso, nelle stazioni ferroviarie di Mestre e Venezia, esercitano abusivamente l’attività di portabagagli.

 

Lo sgombero dell’area, di proprietà demaniale, si è reso necessario, previa denuncia/querela sporta dall’Autorità portuale. Ciò avviene per garantire la sicurezza dei raccordi ferroviari adiacenti; l’Autorità stessa ha messo a disposizione uomini e mezzi per l’abbattimento di sette baracche e di due tende malsane e macilente, oltre  che per l’asporto di tutto il materiale da bivacco.

 

Inoltre un cittadino rumeno è sottoposto all’identificazione e al deferimento all’autorità giudiziaria, dopo essere stato sorpreso all’interno di una baracca. Grazie all’installazione di una rete lungo tutto il perimetro, l’area è stata messa in sicurezza.

Con una operazione congiunta fra Polizia locale e Carabinieri, venerdì 5 aprile, sono stati sgomberati quattro appartamenti in un condominio sito in via Amalfi a Musile di Piave, occupati abusivamente da altrettante famiglie di origine extracomunitaria.

 

Gli agenti di Polizia locale di Musile di Piave, già da qualche tempo avevano notato un movimento continuo di persone extracomunitarie che entravano ed uscivano dal quella palazzina che versava in una evidente condizione di degrado.

 

Lo sgombero è avvenuto con non poche difficoltà in quanto gli occupanti hanno posto resistenza. Sono dovuti intervenite anche i servizi sociali per tutelare i minori presenti nelle abitazioni.

 

Il sindaco di Musile di Piave ha così commentato: “Innanzitutto desidero esprimere il mio ringraziamento alle forze dell’ordine, per la costante attenzione riposta nei confronti di un tema importante come quello della sicurezza. Un plauso va anche al personale dei servizi sociali per la professionalità utilizzata. In secondo luogo ribadisco come sia di primaria importanza il controllo del territorio, anche nei confronti delle occupazioni abusive”.

 

Raffaele Speranzon, Presidente dell’Ater, l’ente proprietario dell’immobile, ha dichiarato: “Abbiamo l’obbligo e il dovere di recuperare le nostre case per restaurarle e poterle rendere disponibili ai cittadini aventi diritto. È ciò che stiamo cercando di fare, anche inasprendo la procedura degli sfratti. Ma non si può nemmeno chiudere gli occhi e credere che una volta mandati fuori gli occupanti abusivi, il problema svanisca. Occorrono delle misure “post” sfratti per far sì che queste persone vengano indirizzate attraverso i giusti canali di assistenza, perché non vadano a buttare giù altre porte. A chi invece non intende adeguarsi e persiste in un certo stile di vita che comprende l’illegalità, va fatto capire che qui per loro non c’è più posto”.

 

Gli abusivi nel frattempo sono stati allontanati dal territorio comunale.

 

 

Fonte: Venezia Today

Nuova operazione del Servizio sicurezza urbana della Polizia locale di Venezia questa mattina in terraferma nell’ambito del Programma Oculus. Sono infatti stati effettuati una serie di sgomberi radicali nelle aree sotto i cavalcavia Rizzardi, Troso e Vempa.

 

In azione due pattuglie del Nucleo Pronto intervento della Polizia locale e una squadra operativa di Veritas con un autocarro e un motocarro. Complessivamente sono stati rimossi 20 metri cubi di materiale da bivacco e pernotto, oltre ai rifiuti solidi urbani prodotti in grande quantità con compromissione dell’igiene pubblica.

 

Tra fine marzo e inizio aprile saranno realizzati altri due interventi del programma Oculus. Una volta smantellati gli insediamenti, sarà attivata la fase Oculus Plus, con micro sgomberi ripetuti fino a tre volte alla settimana.

 

Giovedì 7 febbraio 2019, alle ore 10.30, Rom Sinti Caminanti (RSC) scenderanno in Piazza Santa Lucia, a Venezia, davanti alla Regione Veneto, per manifestare e chiedere di sospendere gli sgomberi, ritirare il disegno di legge sicurezza ed immigrazione, implementare gli Accordi Quadro Strutturali Europei.

 

È dal maggio del 2014 che l’Associazione Nazione Rom (ANR) ha chiesto al Governatore Luca Zaia la convocazione del Tavolo di Inclusione RSC sul territorio da lui amministrato, coinvolgendo le Prefetture e gli Enti Locali, rispettando gli schemi di governance, consegnati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri alla Commissione Europea, con il varo della Strategia Nazionale di Inclusione.

 

ANR ha inoltre richiesto al ministero dell’Interno la convocazione urgente di un incontro a Roma, nel Palazzo del Viminale: dossier è stato consegnato al ministro Matteo Salvini, al Capo di Gabinetto Prefetto Matteo Piantedosi, al Vicario Emanuela Garroni, al Prefetto Paolo Formicola e all’Ufficio II – Ordine e Sicurezza Pubblica diretto dal Viceprefetto Vittorio Lapolla, dal Viceprefetto Anna Rosiello e dal Viceprefetto aggiunto Teresa Cappiello.

Sono interessate le Prefetture di Perugia, Firenze, Pisa, Roma, Varese, Treviso, Napoli ed i Comuni amministrati dai Sindaci Nando Mismetti, Dario Nardella, Susanna Ceccardi, Francesca Brogi, Virginia Raggi, Andrea Cassani, Luciano Franzis, Ruggero Feltrin, Cristina Andreatta, Antonio de Magistris, Raffaele Lettieri ed il Commissario Straordinario di Casoria Santi Giuffrè.

 

Oltre al Veneto sono coinvolte le Regioni Umbria, Toscana, Lombardia, Campania, i Presidenti Catiuscia Marini, Enrico Rossi, Attilio Fontana, Vincenzo de Luca, Nicola Zingaretti, UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali c/o la Presidenza del Consiglio dei Ministri coordinata da Luigi Manconi, il Consiglio Nazionale Rom Sinti Caminanti (RSC), il Forum Nazionale RSC, l’associazione Chi Rom e… Chi No, gli studi legali degli Avvocati Pietro Romano, Annalisa Rosi Cappellani, Gianni Mannucci, i Procuratori del Tribunale di Roma Giuseppe Pignatone, Alberto Pioletti, Letizia Golfriedi e i Commissari Europei alla Giustizia Vera Jourova, agli Affari Sociali Marianne Thissen ed agli Affari Regionali Corina Cretu.

 

 

Di seguito, riportiamo il testo integrale trasmesso alle istituzioni e alla società civile:

 

Gentile Ministro Matteo Salvini, Prefetto Matteo Piantedosi, Viceprefetto Vittorio Lapolla,

Gentili rappresentanti delle Prefetture, Regioni, Enti Locali, Unar,

Gentili rappresentanti Rom Sinti Caminanti (RSC)

Gentili Avvocati e rappresentanti degli Studi Legali

Gentili Procuratori c/o il Tribunale di Roma

Gentili rappresentanti della Commissione Europea

 

la presente con richiesta urgente di convocazione c/o il Viminale, Ministero dell’Interno, di incontro tra gli attori istituzionali e della società civile, indicati in intestazione, per sospensione sgomberi, elaborazione e condivisione di piani di inclusione sociale locali e regionali, rispetto della direttiva emanata dal Capo di Gabinetto del Ministero dell’Interno Prefetto Matteo Piantedosi, implementazione degli Accordi Quadro Strutturali Europei e relativa Strategia Nazionale di Inclusione dei Rom, Sinti, Caminanti;

 

la richiesta è seguente a quanto già inviatovi in data 4 gennaio 2019, relativamente alla crisi in atto a Gallarate, in Provincia di Varese, allo sgombero della popolazione di etnia Sinti, alla richiesta di convocazione delle parti c/o il Ministero dell’Interno, Viminale, Roma, richiesta ad oggi, da voi inevasa;

 

la mattina del 30 gennaio 2019, si è tenuto un incontro c/o la Prefettura di Perugia, tra una delegazione RSC, il Vicario Michele Formiglio, il Capo Gabinetto Antonio Giaccari, il vice sindaco di Foligno Rita Barbetti, il Comandante della Polizia Municipale Mazzolini Sandro, rappresentanti dei Servizi Sociali, per scongiurare uno sgombero senza inclusione sociale a Sant’Eraclio, elaborare congiuntamente percorsi di protezione sociale delle famiglie in marginalità e fragilità, come previsto da accordi europei e direttive nazionali. La vicenda è stata seguita dal Tg3 Regionale dell’Umbria

 

CONSIDERATO CHE

 

dal luglio del 2018 si sono susseguiti, in tutta Italia, sgomberi di intere comunità RSC, irrispettosi della dignità umana, dei diritti costituzionali delle famiglie e dei singoli, degli Accordi Quadro Strutturali Europei, della relativa Strategia Nazionale con Unar c/o la presidenza del Consiglio dei Ministri punto di contatto nazionale, della direttiva inviata a tutte le Prefetture dal Ministero dell’Interno Prefetto Matteo Piantedosi;

 

risulta altresì violata l’accordo tra Governo, Regioni, Province ed Enti Locali (repertorio atti n. 104 del 5 novembre 2105 – Conferenza Unificata c/o la Presidenza del Consiglio dei Ministri) per la promozione e la diffusione delle “linee di indirizzo per il contrasto alla grave emarginazione adulta in Italia”;

 

il 26 luglio 2018, a Roma Capitale, 420 cittadini RSC sono stati sgomberati dal Camping River, a seguito di una ordinanza contingibile ed urgente emessa dal Sindaco Virginia Raggi. La popolazione tra cui 197 minori, è stata messa sulla strada senza alternative credibili e praticabili. Una vicenda che abbiamo denunciato direttamente alla Procura della Repubblica c/o il Tribunale di Roma. Le sollecitazioni mosse negli ultimi sei mesi, alla Prefettura di Roma, con richieste di convocazione di un tavolo tra le parti non hanno trovato nessuna risposta. La stragrande maggioranza delle famiglie sgomberate si trova, ad oggi, costretta a vivere in strada, sotto i ponti e dentro baracche. Successivamente alle operazioni di sgombero, numerosissime famiglie, donne, giovani, adulti, hanno denunciato alle telecamere dei media presenti, violenza subite da parte della Polizia Municipale;

 

la mattina dell’11 ottobre 2018, il campo Rom di Firenze, posto accanto alla Scuola dei Marescialli, in Viale XI Agosto, all’interno dell’ex Mobilificio Becagli è stato sgomberato. Una azione eseguita dal sindaco di Firenze Dario Nardella. Nel campo vivevano 150 cittadini di etnia Rom, tra cui 50 minori, tutti provenienti dalla Romania. Sono le stesse famiglie sgomberate per 19 volte, negli ultimi 8 anni, dai sindaci della Piana Fiorentina: tra loro Mihai Maria e Mihai Severin madre e padre di Marian Ciungo, morto bruciato vivo il 19 dicembre 2017, durante l’incendio che distrusse il luogo dove viveva. I Servizi sociali non hanno offerto nessuna alternativa abitativa che preservasse l’unità familiare;

 

eppure in data 1° agosto 2018, era stato firmato un protocollo di intesa tra Regione Toscana, Comune di Firenze, Sesto, Prato, Carrara e Lucca, con lo stanziamento di 1.5 milioni di euro: fondi europei destinati a promuovere interventi per “superare i campi rom” con accordi siglati dagli amministratori. Alle famiglie rom sgomberate, senza nessun formale preavviso da parte delle autorità locali, non è stata offerta nessuna soluzione abitativa, contributo di affitto, ristrutturazioni. Solo ruspe per distrugge precarie ed umili abitazioni. Associazione Nazione Rom (ANR) ha immediatamente contattato Ministero dell’Interno, Prefettura, Regione Toscana e Comune di Firenze chiedendo di fermare l’azione distruttrice e permettere ai cittadini ed alle famiglie di recuperare i propri effetti personali dalle proprie abitazioni senza ottenere risposte;

 

CONSIDERATO CHE

 

a Gallarate, successivamente all’incontro tenutosi in data 30 novembre 2018, c/o la Prefettura di Varese, tra il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, una rappresentanza RSC e il sindaco Andrea Cassani, risultano ancora 20 le famiglie prive di qualsiasi offerta e soluzione abitativa. Solo 5 famiglie hanno trovato accoglienza c/o abitazioni con assegnazioni in deroga di case popolari. Con recentissima sentenza, il Tribunale di Busto Arsizio ha affermato che (rimandando al TAR) l’amministrazione ha attuato uno sgombero senza emissione di provvedimento ed eccedente da quanto reso necessario dal ripristino della legalità. Deve comunque essere assicurata la tutela dei bisogni e degli stili di vita di una minoranza ed è necessario individuare soluzioni alternative; 

 

il 17 dicembre 2018, a Cascina, in Provincia di Pisa, il sindaco Susanna Ceccardi ha proceduto a sgomberare, con un intervento pianificato in sede di Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, 34 cittadini di etnia RSC dal campo di Via del Nugolaio a Navacchio. Non è stato predisposto nessun piano di inclusione sociale e tutte le famiglie sono state costrette, nel giro di pochissimi giorni, a trasferirsi nel vicino Comune di Ponsacco, una situazione denunciata alla Prefettura dallo stesso sindaco Francesca Brogi;

 

CONSIDERATO CHE

 

nel prossimo imminente periodo, a seguito di ordinanze emesse dall’amministrazione comunale, risultano a rischio sgombero altre famiglie di etnia Sinti residenti nel Comune di Cessalto in Provincia di Treviso, nella Regione Veneto. Ad oggi non è stato ancora concordato nessun piano di inclusione sociale per i soggetti e le famiglie in fragilità;

 

nel Comune di Acerra, il prossimo 26 febbraio 2019 è previsto lo sgombero di una comunità RSC composta da cento persone, di cui la metà sono minori. Nessun piano di inclusione è stato disposto dalle amministrazioni locali e dal sindaco Raffaele Lettieri;

 

nel Comune di Casoria vive una nutrita comunità RSC in condizioni di estrema marginalità che è stata raggiunta da analoga ordinanza di sgombero. L’Amministrazione Comunale è stata commissariata e non è stato predisposto nessun piano di inclusione sociale;

 

nel Comune di Napoli è a rischio di sgombero la comunità RSC di cupa Perillo, 300 persone;

 

RICHIAMATO E RICORDATO

 

la sottoscrizione dello Stato Italiano, degli Accordi Quadro Strutturali Europei, in sede di Consiglio Europeo del 23-24 giugno 2011, con ratifica della comunicazione n. 173, del 5 aprile 2011, emanata dalla Commissione Europea;

 

l’emanazione della Strategia Nazionale di Inclusione, in data 28 febbraio 2012, con UNAR Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio, punto di contato nazionale che doveva portare alla convocazione di TAVOLI DI INCLUSIONE REGIONALI E NEI COMUNE DI ROMA, MILANO, NAPOLI, TORINO E VENEZIA, dove RSC rappresentavano istituzionalmente i propri interessi;

 

la non applicazione della Strategia Nazionale e la sua violazione, su tutto il territorio della Repubblica Italiana, tranne nella Regione Liguria, per il periodo febbraio 2014 – aprile 2015, arco temporale nel quale è stato varato il TAVOLO DI INCLUSIONE RSC con ASSOCIAZIONE NAZIONE ROM, ASSOCIAZIONE ROMNI ESMERALDA ED ASSOCIAZIONE ROM ANTICAMENTE NETWORK effettive componenti istituzionali nel rispetto degli SCHEMI DI GOVERNANCE consegnati alla COMMISSIONE EUROPEA;

 

il finanziamento tramite i Fondi Strutturali Europei dei PON Programmi operativi Nazionali, PON Inclusione 2014 – 2020 (1.250.000.000 euro) e PON Metro 2014 – 2020 (894.000.000 euro) e dei POR Programmi Operativi Regionali, FSE Fondi Sociali Europei 2014 – 2020, FESR Fondi Europei di Sviluppo Regionale 2014 – 2020, FEASR Fondi Europei di sviluppo Agricolo Regionale 2014 – 2020, per un totale complessivo di sette miliardi di euro;

 

l’estromissione, nella quasi totalità, della rappresentanza RSC dai COMITATI DI SORVEGLIANZA, formatesi relativamente alla gestione dei FONDI STRUTTURALI EUROPEI;

 

la denuncia prodotta da ANR al Commissario Europeo agli Affari Regionali Corina Cretu, durante la manifestazione “THE STATE OF THE UNION” l’11 maggio 2018 a Firenze e la relativa apertura di inchiesta protocollata a Bruxelles in data 13 giugno 2018; 

 

RICHIAMATA

 

nella sua interezza, la direttiva emanata dal Prefetto Matteo Piantedosi, Capo Gabinetto del Ministero dell’Interno, con la quale si sostanzia che in materia di occupazione arbitrarie di immobili e di sgomberi, gli indirizzi che le Prefetture, le Regioni e gli Enti Locali devono seguire, prevedono interventi volti a verificare le effettive condizioni di fragilità delle persone coinvolte, la sinergia interistituzionale finalizzata alla ricerca di soluzioni, il censimento degli occupanti condotto dai Servizi Sociali dei Comuni anche con l’ausilio dei soggetti del privato sociale, l’identificazione e la composizione dei nuclei familiari, la rete parentale, la presenza di minori ed altre persone in condizione di fragilità, la verifica della situazione reddituale;

 

qualora, all’esito dei suddetti accertamenti, si abbia fondato motivo di ritenere che i soggetti in situazione di fragilità, interessati all’esecuzione dello sgombero, sarebbero privi della possibilità di soddisfare autonomamente le prioritarie esigenze, i Servizi Sociali dovranno attivare specifici interventi, individuando strutture provvisorie di accoglienza ove poter collocare gli occupanti per il tempo strettamente necessario all’individuazione di soluzione alloggiative alternative. Il diritto di proprietà recede a fronte di quelle situazioni che possono pregiudicare l’esercizio, da parte degli occupanti, degli impellenti e irrinunciabili bisogni primari per la loro esistenza, collegati ad una particolare condizione di fragilità;

 

nella fase successiva allo sgombero, sarà cura, degli enti preposti, individuare le soluzioni che possano permettere di sostenere percorsi di inclusione sociale delle persone in situazione di fragilità, anche all’interno di complessive strategie di intervento condivise con le Regioni;

 

CONSIDERATO CHE

 

la direttiva emanata dal Prefetto Matteo Piantedosi, Capo Gabinetto del Ministero dell’Interno, prevede, laddove a livello territoriale, nell’ambito del rapporto con le altre Amministrazioni interessate, dovessero determinarsi situazioni di particolare complessità, anche rispetto all’attivazione delle sopra richiamate direttive, le SS.LL, potranno interloquire direttamente con il Gabinetto del Ministero dell’Interno, presso cui è istituito il punto di contatto attraverso l’Ufficio II Ordine e Sicurezza Pubblica diretto dal Vice Prefetto Vittorio Lapolla;

 

PQR

 

richiamato tutto quanto sopra descritto, si chiede quanto espresso in oggetto, ovvero urgente convocazione c/o il Viminale, Ministero dell’Interno di incontro tra gli attori istituzionali e della società civile, indicati in intestazione, per sospensione sgomberi, elaborazione e condivisione di piani di inclusione sociale locali e regionali, rispetto della direttiva emanata dal Capo di Gabinetto del Ministero dell’Interno Prefetto Matteo Piantedosi, implementazione degli Accordi Quadro Strutturali Europei e relativa Strategia Nazionale di Inclusione dei Rom, Sinti, Caminanti.

Continuano su tutto il territorio comunale le operazioni di sgombero nell’ambito del programma di rigenerazione urbana “Oculus”. Martedì mattina gli operatori del Servizio di Sicurezza urbana della Polizia locale sono intervenuti negli edifici in disuso situati nell’area verde di Tessera compresa tra la strada statale 14 “Romea”, via Bazzera e l’aeroporto Marco Polo di Venezia. Si tratta di un’estesa zona di 164.800 metri quadrati.

 

L’operazione si è resa necessaria perché gli immobili, in stato di abbandono e nascosti dalla vegetazione, costituivano un possibile rifugio per senzatetto: all’interno gli agenti hanno scoperto 5 cittadini comunitari, tre di nazionalità romena e due ungheresi, di età compresa tra 23 e 53 anni, e 3 cittadini extracomunitari, 2 di etnia curda provenienti dall’Iraq e uno dal Pakistan, di età tra i 24 e i 29 anni. Si tratta di 3 persone titolari di status di rifugiato, ma in Italia di fatto senza fissa dimora, che si erano insediate in uno degli stabili adiacenti alla pista d’atterraggio dell’aeroporto.

 

Dopo l’identificazione è scattata per tutti la denuncia per il reato di invasione di edifici, mentre gli immobili sono stati messi in sicurezza posizionando e fissando reti elettrosaldate in corrispondenza dei possibili punti d’accesso.

 

Iniziano a farsi concreti e tangibili i risultati del programma “Oculus 2”, che prevede una periodica e ininterrotta serie di sgomberi da parte del Nucleo di Sicurezza urbana della Polizia locale di Venezia in luoghi abbandonati diventati punti di riferimento per spacciatori o senzatetto. “Le frequentazioni di questo tipo sono diminuite nettamente”, dichiara il comandante del Corpo, Marco Agostini.

 

La dimostrazione la si è avuta negli ultimi 2 giorni, quando una decina di agenti si è resa protagonista di due blitz a Marghera. Il primo ieri mattina, nell’ambito del programma di rigenerazione “Oculus”: gli operatori sono entrati in due immobili abbandonati di via Rizzardi, di recente interessati da invasioni di presunti pusher e tossicodipendenti. “Grazie alla collaborazione dei proprietari degli edifici è stata ripulita l’area del giardino, sfruttata come nascondiglio per individui potenzialmente problematici – spiega il commissario capo Gianni Franzoi, responsabile del Servizio di Sicurezza urbana – Una volta terminati i lavori di pulizia di Veritas saranno chiusi gli accessi con mattoni”. Tutta la zona nell’ultima settimana è stata interessata da incessanti sopralluoghi, due al giorno. Nel corso di quest’ultimi, tre persone, una di nazionalità italiana, una marocchina e una nigeriana, sono state denunciate per violazione di domicilio, ma le cattive frequentazioni appaiono drasticamente diminuite.

 

Il secondo intervento della Polizia locale, nell’ambito degli sgomberi bisettimanali inseriti nel progetto “Oculus Plus”, ha riguardato l’area “Fondo Lucrezio” a ridosso dell’area ferroviaria Co.Ra.Fer.: in accordo con la proprietà sono stati rimossi indumenti, materassi, coperte e tende lasciati da senzatetto di origine romena, i cosiddetti “barbanera”. “Il tutto si presentava in condizioni igieniche assolutamente critiche”, sottolinea il commissario capo Franzoi. A dimostrazione dei risultati raggiunti dai progetti “Oculus” e “Oculus Plus”, infine, i sopralluoghi nelle aree di via Rampa Cavalcavia, il Troso e via Rampa Rizzardi hanno avuto buon esito.

 

Si intensificano le attività di sgombero nell’ambito dei programmi di rigenerazione urbana Oculus e Oculus Plus: nell’ultima settimana sono state effettuate numerose operazioni di sgombero e controllo in diverse zone della città di Mestre e Marghera:

l’area verde di via Forte Gazzera;
lo stabile ex Centrale Enel sito in viale San Marco;
l’area verde sita in via Borgo Pezzana;
la ex scuola Monteverdi in via Ulloa a Marghera;
i palazzi in costruzione in via Sansovino intersezione viale San Marco;
il bosco a margine del quartiere Pertini.

 

Nel dettaglio, nei locali dei palazzi in fase di costruzione in via Sansovino intersezione Viale San Marco, ora nella disponibilità di un curatore fallimentare, è stato sorpreso a bivaccare nel sottotetto un cittadino di nazionalità tunisina con precedenti di polizia, tra l’altro, per resistenza e spaccio di sostanze stupefacenti.

 

L’uomo è stato denunciato sia per il reato di invasione di edificio che per il reato di inottemperanza a un ordine di espulsione emesso dal Questore di Torino.

 

Il soggetto, trovato in possesso di modiche quantità di hashish, è stato deferito anche alla Prefettura.
Alle operazioni ha partecipato anche l’unità cinofila antidroga del Corpo, che ha dimostrato segni di “attivazione” presso altri locali oltre a quello in cui è stato rinvenuto l’hashish. Le operazioni in loco saranno pertanto ripetute.

 

 

Nell’ex scuola Monteverdi di via Ulloa è stato eseguito un sopralluogo congiunto tra Polizia locale e Polizia di Stato che ha portato all’identificazione di quattro soggetti tossicodipendenti, di nazionalità italiana e tunisina e al loro deferimento all’A.G. per il reato di invasione di edificio.
In tale circostanza sono stati inoltre trovati e segnalati alla proprietà due punti di intrusione che saranno a breve ripristinati.

 

Nell’area verde di via Forte Gazzera, dove era stato segnalato uno strano andirivieni di soggetti dell’est Europa, è stata rinvenuta e sgomberata una tenda da campeggio e materiale vario da bivacco nell’area boschiva posta di fronte al campo da rugby.

 

 

Altro intervento, nell’ambito del programma Oculus Plus che prevede fino a tre sgomberi settimanali, è stato eseguito presso le rampe sotto cavalcaviarie di Mestre e Maghera, ove ormai la presenza di nomadi di nazionalità romena dediti all’accattonaggio si è ridotta sensibilmente: sono stati asportati solo quattro giacigli e materiale vario da bivacco.

 

 

Altri due sbandati sono stati sgomberati nella zona del quartiere Pertini, in area boschiva, dopo che avevano piantato le tende per trascorrervi la notte.

 

In via Borgo Pezzana è stato sgomberato un accampamento con due tende, quattro giacigli e diverso materiale da bivacco, riconducibile a soggetti romeni già deferiti all’A.G. per possesso di strumenti da scasso.

Le azioni di controllo del territorio con i programmi Oculus e Oculus Plus proseguiranno serrate per tutto il periodo estivo.

 

Proseguono le operazioni di sgombero di accampamenti abusivi in città da parte della Polizia locale di Venezia, nell’ambito dei programmi Oculus e Oculus Plus.

 

Nei giorni scorsi, il personale del Nucleo Pronto impiego Città di Terraferma, insieme a personale e mezzi messi a disposizione dalla società Veritas Spa, ha rimosso l’attendamento insediato da alcuni cittadini romeni in via delle Macchine a Marghera: in tutto 25 metri cubi di materiale tra tende, una decina, e altri oggetti utilizzati dagli abusivi per trascorrere la notte.

 

Altri interventi di mantenimento sono stati poi effettuati nelle aree sottostanti Rampa Cavalcavia, Troso e Rampa Rizzardi, con la rimozione di qualche giaciglio isolato.

 

Continuano gli sgomberi previsti dal programma “Oculus Plus” della Polizia locale nelle aree occupate da persone problematiche per la sicurezza urbana.

 

Il programma, che ha preso avvio un mese fa, ha già consentito di liberare le quattro campate cavalcaviarie tra Mestre e Marghera.

 

 

 

Essendo così frequenti, gli sgomberi comportano la rimozione di un numero sempre più esiguo di giacigli, a riprova dell’efficacia dell’azione. Nella mattinata odierna, Veritas e il Servizio Sicurezza Urbana della Polizia Locale hanno rimosso tre giacigli e un divano.

 

 

Le attività continueranno fino al raggiungimento della soluzione definitiva del problema.

 

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