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Circa 260 i ragazzi di prima media delle scuole jesolane parteciperanno all’iniziativa “Rifiu-Thlon – Caccia al rifiuto” sulla spiaggia del Faro di Jesolo promossa da AICS Ambiente

 

Due istituti scolastici della località, il “Calvino” di Jesolo paese e il “D’Annunzio” del Lido di Jesolo, con 12 classi di prima media per un totale di circa 260 studenti coinvolti. Sono i numeri che caratterizzano Rifiu-Thlon – Caccia al testo, iniziativa di sensibilizzazione ai temi ambientali attraverso lo sport e il gioco. L’evento è organizzato dall’Associazione Italiana Cultura Sport (AICS) Ambiente, con il sostegno del Comune di Jesolo ed è in programma per il prossimo venerdì 11 ottobre sulla spiaggia del Faro di Jesolo.

 

L’obiettivo della proposta, diversa dalle tradizionali “giornate ecologiche” è di promuovere il tema dell’ecologia e la cura dell’ambiente attraverso un approccio particolare e un modo diverso di diffondere la “Cultura Ambientale”, con l’intento di concorrere alla formazione dei ragazzi quali cittadini del futuro. 

 

L’evento si svolgerà con una gara a premi. Sulla spiaggia del Faro saranno individuate zone dove saranno nascosti degli oggetti/rifiuto che i giovani dovranno trovare. Una volta recuperati questi rifiuti, i volontari dell’organizzazione si impegneranno a spiegarne le caratteristiche, con una lezione mirata per far capire i danni e la pericolosità legate alla dispersione o all’abbandono nell’ambiente.

 

“La proposta di Rifiu-Thlon rappresenta una valida occasione per i giovani che sempre più si dimostrano attenti alle tematiche ambientali per attuare buone pratiche e contribuire a tenere pulita e in ordine la città in cui vivono – spiega l’assessore all’Ambiente, Esterina Idra. Non si tratta della classica giornata di “pulizia” ma di una vera e propria opportunità formativa strutturata comunque in modo divertente. Ogni oggetto trovato ha un suo impatto sull’ambiente e spiegarlo serve a far sviluppare una coscienza ambientale che porti i giovani a pensare,  a riflettere e scegliere di smaltire in modo corretto ogni prodotto che ha esaurito il suo ciclo”.

Lunedì 28 ottobre dalle ore 12:30 alle 13:30, presso l’Auditorium M9 di Mestre, si terrà l’asta benefica dei quadri del Progetto Alfabeto di Marghera. L’evento si svolgerà in occasione della grande festa che dalla mattina presto occuperà tutto il Museo M9 per promuovere lo sviluppo sostenibile del territorio. Si prevedono oltre 600 partecipanti delle scuole elementari Grimani e Visintini con i numerosi partner del Comitato Marghera forever.
Biglietti di partecipazione gratuiti sul sito www.margheraforever.org.

Autori e ricavato dell’asta benefica 

I bambini di Marghera hanno collaborato attivamente per realizzare le 21 opere dell’Alfabeto di Marghera che sono state materialmente interpretate dagli artisti Liana Bortolotti, Daniele Cabianca, Elisabetta Conte, Irene Di Oriente, Carla Erizzo, Christian Martini, Roberto Angelo Rebuffi, Reveylant, Bianca Rilievi, Michele Serena e Guido Zennaro. Il ricavato sarà interamente utilizzato per lo sviluppo delle attività educative dell’Istituto Comprensivo Grimani di Marghera e la pubblicazione del libro didattico Alfabeto di Marghera.

Progetto innovativo ispirato dall’Agenda 2030 Onu

Alfabeto di Marghera è un progetto innovativo promosso dal Comitato Marghera forever, realizzato assieme a scuole, istituzioni, imprese e media per valorizzare tre aspetti caratteristici di Marghera, simbolo del ‘900: Città del Lavoro, Città Giardino e Città Multiculturale. Per l’Alfabeto di Marghera, ispirato dagli orientamenti internazionali dell’Agenda 2030 Onu, hanno partecipato più di 650 persone di 48 diverse nazionalità. Sono stati realizzati 21 eventi che hanno prodotto altrettante opere d’arte e videoclip.

Comitato, partner e supporti

Il Comitato Marghera forever, presieduto da Simonetta Saiu con vice presidente Elvio Goldin coordinatore Vittorio Baroni, opera assieme all’Istituto Comprensivo Grimani di Marghera con a capo la dirigente Marisa Zanon. Il Progetto è partecipato dal Porto di Venezia e il Gruppo AVM, Edison e il Gruppo PAM, M9 e Fondazione Archivio Vittorio Cini. Patrocinio del Comune di Venezia e Confindustria Venezia Metropolitana, Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale e Accademia di Belle Arti di Venezia. Collaborazioni della Questura di Venezia, Municipalità di Marghera, quotidiano La Nuova, Circolo Culturale Artistico Serenissima, Venezia Heritage Tower, VEGA Parco Scientifico Tecnologico, Eni, Fincantieri, Rigato, Farmacie Pizzini, Volta Pagina, Marzaro Abbigliamento, La Gatta Creazioni, Banca della Marca, Casa 900, Industria Nautica Veneziana, Hotel Lugano, Mercato di Marghera.

Mercoledì 24 luglio la Sesta Commissione della Regione Veneto ha convocato Arteven per una audizione. Dopo che il Presidente Massimo Zuin e il Direttore Pierluca Donin hanno relazionato sulle attività di Arteven dell’ultimo triennio, comunicando i quasi seicentomila spettatori paganti nel territorio e consegnando il nuovo dossier che celebra i 40 anni di organizzazione di spettacoli di teatro e danza del Circuito nel Veneto.

 

 

I Consiglieri hanno posto alcune interessanti domande anche in riferimento ai progetti del Teatro Stabile del Veneto. Non sono mancate le risposte, che hanno illustrato come i progetti dello Stabile debbano essere supportati da un buon accordo tra i due soggetti, che permetta ai cittadini di partecipare alla cultura dello spettacolo dal vivo anche se residenti in piccole comunità.

 

 

Si è ribadito che il lavoro di Arteven si sviluppa nei piccoli Teatri, costituendo la più capillare rete di spazi, luoghi e Teatri d’Europa, grazie alla possibilità di gestire grandi palcoscenici.

 

 

Il Direttore ha poi descritto i progetti dedicati agli studenti delle Scuole Superiori, con oltre duecento Istituti organizzati per ospitare lezioni teatrali all’interno dell’orario scolastico, e annunciato il prossimo progetto che affronterà i pericoli di Internet già segnalati addirittura nella trasmissione “Le iene”.

 

 

Grande attenzione al nuovo progetto al nastro di partenza che vede gli spettatori abbonati farsi mecenati a favore degli under 30, cedendo il proprio posto quando sono impossibilitati a vedere uno spettacolo. Il progetto chiamato ironicamente “biglietto sospeso” sarà testato nella stagione 2019/2020 e sarà completamente gestito via web e social.

 

 

Dalla Sesta Commissione è partito un invito al Circuito a collaborare con un Centro Studi alla luce della sua grande esperienza territoriale, attestata da una indubbia efficienza che vanta un bilancio di sette milioni di Euro all’anno realizzato da quattordici operatori con una performance personale eccezionale. Il Direttore Donin (che è anche coordinatore degli altri Circuiti italiani) ha parlato a lungo della funzione di Arteven e anche della fragilità di un sistema che, grazie alla Regione Veneto, è osservato sul piano nazionale e come il MIBAC lo ritenga tra i più meritevoli inserendolo nel primo Cluster del finanziamento dello Stato. I Consiglieri si sono complimentati per l’esposizione e per il grande lavoro realizzato dalla rete dei teatri del Veneto, considerata un patrimonio per la diffusione delle cultura regionale.

 

 

Photo Credits: Facebook @Arteven

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani nutre una serie di gravi perplessità in merito all’attuazione dello stesso; pur apprezzando il provvedimento con il quale dovrebbe essere istituita la disciplina di Educazione civica.

 

  • Se la disciplina Educazione civica, rimane d’appannaggio “trasversale”,  per quanto autonoma e da sviluppare in 33 ore annuali. Si rischia di veder decurtato il tempo necessario per lo svolgimento dei programmi in funzione; avvantaggiando altre esigenze didattiche non collegate alla materia di nuova istituzione.
  • In considerazione della famigerata “trasversalità”, si corre il rischio di ricadere negli errori di un passato recente, in cui “chiunque” poteva ritenersi abilitato alla disciplina. Senza nulla togliere alle competenze trasversali e specifiche dei colleghi appartenenti a tutte le classi di concorso, se si vuole davvero imprimere una svolta radicale alla propugnazione sistemica e pervasiva dell’Educazione civica, è necessario assegnarne l’insegnamento esclusivamente (e non solo preferibilmente) alle figure professionali più qualificate: i professori appartenenti alla classe di concorso A046.
  • D’altra parte, la possibilità di attingere dal cospicuo corpo docente della A046 già inserito all’interno del comparto scuola (anche come organico di potenziamento), sul piano economico ed organizzativo, rappresenta la via più idonea e funzionale per la buona riuscita della riforma. Diversamente tutta l’operazione rischia di venire vanificata.

 

Il confronto con le istituzioni

 

A tal proposito, il Coordinamento aveva depositato giorno 04 aprile, presso la VII Commissione Cultura, Istruzione, la propria memoria incentrata sul tema in questione.

 

Ci auguriamo che quanto sostenuto in una sua nota dall’on.le Elisabetta Barbuto, Movimento 5 Stelle, in merito all’approvazione alla Camera dei Deputati della proposta di legge sull’inserimento dell’Educazione civica possa trovare attuazione: “Per il momento questo obiettivo è stato raggiunto per le scuole del secondo ciclo in cui sia presente nell’organico dell’autonomia un docente della classe di concorso A046, ma confidiamo che, in occasione della prima relazione che il ministro dell’Istruzione renderà al Parlamento in attuazione della nuova norma, sarà riconosciuta l’esigenza che tutte le scuole possano e debbano dotarsi di tale figura specializzata”.

 

 

Cosa farà il coordinamento

 

In vista dell’approvazione definitiva del testo di legge, il Coordinamento invierà una comunicazione ai dirigenti scolastici, agli USP, e agli USR di ogni regione, per sollecitare l’inserimento nel proprio PTOF di almeno un’unità della classe di concorso A046 – discipline giuridiche ed economiche ovvero un docente dell’area di potenziamento per la legalità, al fine di arricchire il proprio organico di docenti competenti per sviluppare i percorsi disciplinari previsti dalla normativa.

 

Prof. Romano Pesavento – Presidente CNDDU

Prof. Alessio Parente – Segretario generale CNDDU

Inizierà mercoledì 11 settembre, nel Veneto, l’anno scolastico 2019-2020 per concludersi sabato 6 giugno. La Giunta regionale, infatti, ha approvato il calendario scolastico per le scuole di ogni ordine e grado della Regione, statali e paritarie. Fanno eccezione le scuole dell’infanzia che apriranno le porte lo stesso giorno ma proseguiranno le lezioni fino al 30 giugno.

 

Le date

 

Oltre alle consuete festività, il calendario del prossimo anno scolastico prevede la sospensione obbligatoria delle lezioni il 2 novembre per il ponte di Ognissanti; dal 23 dicembre al 6 gennaio per le vacanze natalizie; dal 24 al 26 febbraio per le quelle di Carnevale e dal 9 al 14 aprile per le ferie pasquali. Sono previsti, inoltre, il 2 maggio 2020 per il ponte della festa del Lavoro e il successivo 1 giugno per il ponte della festa nazionale della Repubblica. Alle scuole, a fronte di particolari esigenze o eventi, sono consentite ulteriori sospensioni delle lezioni o modifiche del calendario comunicandolo alla Regione, agli Enti erogatori dei servizi di supporto e alle famiglie; fermo restando l’obbligo di garantire 200 giorni minimi di attività scolastica.

 

Giornate dello Sport

 

Anche in questo calendario, la Regione ha previsto le “Giornate dello Sport” che si terranno il 27, 28, 29 febbraio 2020, di seguito alle vacanze di Carnevale. In questa circostanza gli istituti potranno programmare iniziative finalizzate ad approfondire gli aspetti educativi dell’attività sportiva e diffondere la conoscenza delle varie discipline praticate nel territorio. Sono previste, inoltre, la Giornata della Legalità per il 20 marzo 2020 e quella della Musica per il precedente 4 marzo.

 

“Le giornate dedicate in calendario sono un contributo ed un’opportunità per l’offerta formativa d’ogni istituto che potrà organizzarle in autonomia – sottolinea l’assessore alla Scuola -. Per quelle dello sport, come è già avvenuto con successo negli ultimi anni, tramite l’Ufficio scolastico, la Regione stanzierà risorse specifiche. Non si tratta di giorni dedicati al tempo libero in un’ottica ricreativa, ma di veri e propri giorni di attività educativa imperniati sui valori formativi dello sport.

 

Analogamente non è secondario l’alto valore formativo che ha la giornata della musica sensibilizzando all’attività musicale e coreutica e quella della legalità; occasione pensata per approfondire tematiche che favoriscono l’educazione al rispetto della legalità, appunto, e al senso civico”

Si è conclusa la 7° edizione del concorso IBA Drinks 2019, tenutasi quest’anno presso la cittadina di Sarzana, all”Hotel “Al Sant Andrea”. Il concorso è stato come sempre organizzato dall’Associazione Italiana Bartender & Mixologist, quest’anno in collaborazione con Adesso Scuola e Tarros Group.

L’evento è stato patrocinato dalla Regione Liguria ed è durato due giorni.

La competizione era riservata agli allievi degli Istituti per i Servizi di Enogastronomiam, settore sala e vendita e ben 30 scuole si sono sfidate in tre tappe in tutta Italia. Quella del 15 e 16 aprile era aperta solo alle 15 finaliste, provenienti da tutta Italia, dal sud al nord.

I  partecipanti si sono cimentati sia in una prova teorica sia in una di pratica. Quest’ultima di difficoltà medio-alta, consisteva nel realizzare un cocktail IBA, misurato nei minimi dettagli dalla giuria.

La giuria tecnica è stata organizzata da Domenico Buondonno (AIBM Campania), Dorinel Vincenzo (AIBM Liguria), Giuseppe Cabona (AIBM Liguria), Gabriele Pagano (AIBM Liguria) Giuseppe Tommasino (AIBM Campania). Inoltre alcuni allievi dell’IPSEOA “G. Casini”, hanno supportato lo staff tecnico nella preparazione.

Il concorso nell’organizzazione è stato curato dal Coordinatore Nazionale Angelo Desimoni e da tutto lo Staff AIBM Liguria Ovest, insieme ai docenti Rino Liparulo e Domenico Canfora del “Casini” della Spezia.

Nella pomeriggio del 15 aprile, si ha dato inizio alla prima la prova pratica, che si è conclusa con una cena offerta da AIBM, preceduta, per chi voleva da una visita al centro storico di Sarzana.

Il giorno 16 i ragazzi si sono sfidati di prima mattina nel Crucibarman, con 71 domande da risolvere in massimo in 30 minuti. Successivamente si è svolta la seconda manche “shake&strain” e pausa libera con pranzo a Sarzana. Al rientro i partecipanti hanno partecipato allla Masterclass del Prof. Roberto Lauriana Esperto AIBM che ha spiegato la degustazione dei cocktail e la scheda di analisi estratta dal testo Il Manuale della degustazione dei cocktails, edito da Sandit.

Alla fine sono 8 le scuole finaliste che si sono giocati i primi tre posti ed i risultati sono questi:

1° posto: Bianca Di Lella, dell’Istituto Ferraris di Caserta (prof. Nicola Visca)

2° posto: Alessia Fornaro, dell’Istituto Marco Polo di Camogli (prof. Antonio Soricelli)

3° posto: Leonardo Vianello dell’Istituto Maffioli di Castelfranco Veneto (prof. Paolo Cavasin)

 

Per la parte teorica, i risultati sono i seguenti:

1° posto: Bianca Di Lella, dell’Istituto Ferraris di Caserta (prof. Nicola Visca)

2° posto: Andrea Michele Sileci dell’istituto K.Wojtila di Catania (prof. Massimo Pulvirenti)

3° posto: Vanessa Fortunato dell’Istituto Datini di Prato (prof. Adriano Leonetti)

Un videoproiettore alla scuola Vespucci e un contributo di 200 euro al Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti (C.P.I.A.) ”Manzi” di Treviso per la realizzazione di un laboratorio di falegnameria realizzato all’interno del progetto “Don Milani”. Sono questi i due obiettivi centrati dall’Associazione La Gabbianella con la sua tredicesima donazione di materiale didattico ad una scuola del territorio comunale.

Questo alla presenza dell’assessore alle politiche educative Daniele Ceschin e di Monica Bianco dell’associazione la Gabbianella; in tale occasione vi è stata la consegna ai rispettivi destinatari delle donazioni, nel corso di un’allegra cerimonia.

La Gabbianella raccoglie i fondi necessari per le donazioni vendendo oggetti realizzati manualmente dai soci.

Il corso di falegnameria organizzato dal CPIA, col sostegno dell’Amministrazione comunale, si è svolto presso la scuola “Hack” con lo scopo di ridurre la dispersione scolastica; risposta ad un lavoro di rete creatosi a seguito del progetto Don Milani che ha evidenziato una serie di emergenze educative ed ha messo in rete soggetti e risorse diverse.

Per due giorni Paolo Picchio, il papà di Carolina (la ragazza suicida a 14 anni per un video lanciato in rete), sarà nelle scuole del capoluogo trevigiano

 

Domani, martedì 9 aprile alle ore 20.30 al Centro della Famiglia il padre di una ragazza lombarda morta suicida per bullismo sui Social incontrerà a Treviso educatori, genitori e tutte le persone che non intendono più far passare sotto silenzio il problema.

 

 

Lei si chiamava Carolina: in suo nome è stata scritta la prima legge europea sul cyberbullismo e il padre Paolo Picchio ha creato una Fondazione che ha come mission difendere i ragazzi da loro stessi e dai coetanei. Impegno che Paolo Picchio ha tanto seriamente assunto da spostarsi di continuo lungo la penisola per incontrare giovani, adulti, ogni soggetto che possa influenzare ed educare al meglio. “I giovani rappresentano il futuro”, ha detto papà Paolo, “non possiamo né farli soffrire, né farceli portar via così”.

 

 

 

Paolo Picchio nelle scuole del capoluogo trevigiano

Invitato a Treviso dal Centro della Famiglia in collaborazione con Volontarinsieme CSV Treviso sul tema “Le parole fanno più male delle botte: prevenire e gestire casi di cyberbullismo”, domani e mercoledì Paolo Picchio parteciperà agli incontri con gli studenti degli Istituti comprensivi di Casier e Felissent di Treviso, dell’Istituto Tecnico Palladio e del Liceo Da Vinci. In programma è anche un incontro con i ragazzi dell’Istituto Penale Minorile di Treviso, ai quali ci si rivolge troppo poco spesso.

 

“Le attività digitali possono trovare la giusta dimensione di supporto nelle relazioni tra persone e tra giovani se il contesto in cui i ragazzi vivono è coerente”, ha detto don Francesco Pesce, direttore del Centro della Famiglia, “e per questo rivolgo ai genitori, a tutti i giovani e adulti un particolare invito all’incontro di martedì sera nella nostra Sala convegni di via San Nicolò. Picchio suggerisce una maggiore armonia di visione e di azione tra scuola e famiglia per offrire un contesto educativo condiviso, con ruoli e sensibilità diversi, ma coerenti”.

 

Le vittime non sanno salvarsi da sole

Carolina a sua insaputa è stata filmata e lanciata in rete. Aveva 14 anni. Prima di suicidarsi, lasciandosi andare nel vuoto, ha lasciato scritto: “Le parole fanno più male delle botte”. La legge che porta il suo nome mette al centro la scuola per il suo ruolo determinante. La prima difesa dal bullismo viene infatti dai ragazzi che devono isolare i bulli e denunciarli. La vittima diventa impotente, attanagliata dalla solitudine e dalla vergogna, senza il coraggio di parlarne. “Le vittime non sanno salvarsi da sole”, ha detto don Francesco, “per questa ragione dobbiamo offrire loro un contesto coerente e aperto, nel quale scuola, coetanei e genitori siano in dialogo tra loro”.

Domani sera, alle 20.30, presso l’aula magna del Liceo Berto è stata convocata un’assemblea per i genitori 

 

In data 22 febbraio 2019 si è tenuto un incontro fra l’amministrazione comunale di Mogliano Veneto, nelle persone del sindaco Carola Arena e del vicesindaco Daniele Ceschin, oltre al personale dell’Ufficio Pubblica Istruzione, e le istituzioni scolastiche nella persona della dirigente Susanna Picchi e del presidente del Consiglio di Istituto “Marta Minerbi” Gabriele Degrassi, per fare una valutazione in merito alle iscrizioni alle classi prime delle scuole primarie.

 

Il decremento demografico in atto da tempo e che si prevede, stante le proiezioni, perduri nei prossimi anni, richiede infatti un’attenta riflessione sul futuro delle scuole primarie in generale e, in particolare, già per l’anno scolastico prossimo, su quelle dell’Istituto comprensivo Minerbi.

 

L’analisi condivisa ha riguardato ciascun plesso sia da un punto di vista strutturale che della popolazione scolastica: sono emersi elementi di criticità in entrambi i fronti che hanno portato a individuare un percorso di soluzione in un’ottica di medio e lungo periodo, tenendo anche conto degli importanti investimenti attuati di recente e in fase di conclusione all’interno del plesso della scuola primaria Verdi.

 

Vista l’importanza della tematica, si ritiene opportuno condividere con le famiglie e i docenti coinvolti l’ipotesi individuata in un’assemblea convocata per mercoledì 27 febbraio alle ore 20.30 presso l’aula magna del Liceo Berto, di cui è stata data comunicazione diretta alle famiglie interessate nella mattinata di lunedì 25 febbraio mediante la consegna dell’avviso agli alunni. Nella stessa giornata la dirigente scolastica ha previsto di incontrare il corpo docente.

 

“Amministrare in maniera seria e responsabile significa considerare il tema della razionalizzazione dei plessi scolastici come una priorità non procrastinabile, anche alla luce dei dati demografici attuali e prospettici e dei tempi scuola annualmente richiesti dalle famiglie.

La razionalizzazione deve considerare inoltre centrale la continuità didattica e il benessere ambientale degli spazi dove i nostri bambini trascorrono molte ore ogni giorno.

È stato motivo di grande soddisfazione riscontrare una visione comune con le istituzioni scolastiche, nelle persone della dirigente e del presidente del Consiglio di Istituto, proprio in merito a tematiche così importanti per le famiglie moglianesi”, sostengono il sindaco Carola Arena e il vicesindaco Daniele Ceschin.

In occasione del Giorno del Ricordo, che si celebra oggi, 10 febbraio, la Regione Veneto, in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale, l’associazione Venezia Giulia e Dalmazia e la federazione delle associazioni degli esuli, distribuirà nelle scuole medie il fumetto Foiba Rossa, la storia a fumetti di Norma Cossetto, e un opuscolo di Guido Rumici.

 

 

L’iniziativa è finanziata con 15 mila euro dalla Giunta regionale. Responsabile e promotrice è Elena Donazzan, assessore all’Istruzione, Formazione, Lavoro, Trasporti nella Giunta Zaia.

 

 

Elena Donazzan, Cuore nero

 

Elena Donazzan, figlia di repubblichini e nostalgica di anni neri, non è nuova a iniziative del genere. Nel novembre del 2010 quando la Regione Veneto approvò la legge sulla valorizzazione dell’antifascismo e della Resistenza votò contro con motivazioni assurde. Nel settembre 2015 partecipò a Valdobbiadene a una cerimonia di inaugurazione di una lapide in onore della Decima Mas. Giacomo Vendrame segretario della CGIL commentò così: “Credo che questa cerimonia si possa configurare come apologia del fascismo. Commemorare la Decima flottiglia Mas, in una sorta di bieco revisionismo storico, è vergognoso, una grave mancanza di rispetto per i nostri caduti della resistenza, coloro che si sono battuti contro la dittatura per la libertà e per la democrazia.”

 

Ora Elena Donazzan ha chiesto al Presidente della Repubblica Mattarella di sciogliere l’ANPI, per la sua posizione su confine orientale, foibe ed esodo dalmata istriano, che l’assessore alla Cultura falsifica. Il fumetto Foiba Rossa, che la Donazzan distribuirà agli studenti veneti di scuola media, distorce la drammatica vicenda di Norma Cossetto.

 

 

Norma Cossetto

Norma Cossetto a 24 anni fu uccisa e infoibata ad Antignana, il 4 o 5 ottobre 1943. Qualsiasi tragica morte suscita orrore, e Norma Cossetto, per la sua orrenda morte, merita onore e ricordo. Concetto Marchesi, comunista e rettore dell’Università di Padova, e Azeglio Ciampi hanno onorato la sua memoria: il primo conferendole nel 1947 una laurea honoris causa, il secondo decorandola con una medaglia d’oro.

 

Anche la verità, però, merita rispetto.
Norma Cossetto era iscritta alla Gioventù Universitaria Fascista in Istria ed era figlia di Giuseppe Cossetto, un ricco possidente fascista, che fu anche Commissario governativo delle Casse Rurali della Provincia d’Istria, il quale espropriò centinaia di contadini slavi dell’Istria delle loro terre. Ad assassinarla non furono partigiani slavi, ma degli italiani. Qualche anno fa, il Circolo Norma Cossetto pubblicò un documento nel quale affermava che Norma fu invitata a presentarsi al Comando partigiano del luogo, fu interrogata e rilasciata. In seguito, però, cadde nelle mani di alcuni italiani, tre o quattro, dei cani sciolti, che la condussero a Parenzo, da lì fu poi portata ad Antignana, violentata, uccisa e infoibata. Costoro furono presi da fascisti italiani alla fine dell’ottobre 1943 e, insieme con altri, per lo più innocenti e tutti italiani (in tutto diciassette), furono massacrati a raffiche di mitra, senza alcun processo e furono gettati nella stessa foiba di Norma Cossetto.

 

Il corpo di Norma Cossetto, stando al verbale dei Vigili del Fuoco di Pola che lo estrassero, si presentava intatto, senza segni di sevizie. Inoltre vi è la testimonianza di Arnaldo Harzarich dei Vigili del fuoco di Pola, che si trova in Foibe di Papo, citata anche nel Bollettino dell’Unione degli Istriani n. 28, sett. dic. 1998, pag. 5, che confermerebbe il verbale dei Vigili del Fuoco di Pola.

 

Soltanto in seguito, in una serie infinita di ricostruzioni, peraltro contraddittorie, si cominciò a parlare di torture, di seni ed organi genitali straziati, eccetera. Anche lo storico triestino Roberto Spazzali, nel suo libro Foibe: un dibattito ancora aperto,  edito nel 1996 dalla Lega Nazionale di Trieste, dunque da un’associazione non partigiana, ha scritto: “L’ampia letteratura di quegli anni e del dopoguerra dedicherà un consistente spazio alla morte e al rinvenimento di Norma Cossetto, intrecciando incontrollate fantasie e presunte testimonianze”.

 

 

 

Norma Cossetto a Montebelluna

In occasione del 10 febbraio, a Montebelluna verrà inaugurata ufficialmente una via dedicata a Norma Cossetto. La storia del 10 febbraio a Montebelluna non brilla per verità storica e democrazia. Il 10 febbraio 2012 l’amministrazione comunale sponsorizzò un evento organizzato dal Comitato Provinciale di Treviso dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia che parlava di genocidio di istriani, giuliani e dalmati. Presentò l’avv. Maria Bortoletto. Il 10 febbraio 2013 l’amministrazione comunale impedì, togliendo l’Auditorium della biblioteca comunale precedentemente concesso, un convegno organizzato dall’Anpi di Montebelluna su fascismo, confine orientale e foibe, con la partecipazione delle storiche Monica Emmanuelli e Alessandra Kersevan. Decisivo fu allora Claudio Borgia, collega politico di Elena Donazzan simpatizzante di Mussolini, che lo appoggia, e ora assessore all’Istruzione e alle Politiche familiari.

 


Oratori ufficiali saranno il sindaco Marzio Favero e Alma Brussi, dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmati.
Il sindaco, obiettore di coscienza e antifascista, in un’intervista dell’aprile 2018 ad Antenna 3 ha chiarito la sua posizione su via Norma Cossetto. Vedere il video dell’intervista.

 

Le sue parole sono contro speculazioni politiche e quindi non proprio coincidenti con quanto scritto da Treviso Today in data 8 maggio 2017: “La nuova via della frazione sarà infatti dedicata a Norma Cossetto, studentessa italiana, istriana, vittima dell’esercito popolare di liberazione della Iugoslavia del maresciallo Tito. Venne torturata, violentata e gettata in una foiba nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 1943.”

 

All’inaugurazione ufficiale è stata invitata l’ANPI di Montebelluna, il cui presidente provinciale di Treviso, Giuliano Varnier, ha rilasciato recentemente queste dichiarazioni ad Antenna 3. Se l’ANPI accetterà di essere presente sarà un’occasione per affermare qual è la sua reale posizione sulle drammatiche vicende del confine orientale.

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