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“Il Decreto Salvini crea nuova marginalità tra i migranti e quindi insicurezza, ovvero l’opposto di quello che in teoria si propone; a cui si sommano i problemi cooperative, associazioni e amministrazioni comunali impegnate sul versante dell’accoglienza e dell’integrazione, distruggendo posti di lavoro. Qua non vale ‘prima gli italiani’?”. La domanda arriva da Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico che denuncia la situazione in provincia di Treviso chiedendo al Prefetto di bloccare gli effetti del Decreto firmato dal ministro dell’Interno nonché segretario della Lega: “Mi associo all’appello lanciato dal nostro segretario provinciale e mi auguro che faccia lo stesso il presidente della Provincia Marcon: si rivolga al suo capo di partito spiegandogli quanto sia sbagliato e dannoso questo provvedimento”.

 

La denuncia di Zanoni

 

“Sono più di mille richiedenti asilo seguiti in percorsi di accompagnamento per imparare la lingua, valorizzare le competenze professionali e di conseguenza ‘restituire’ qualcosa alle comunità che li hanno accolti. Sono progetti virtuosi che hanno coinvolto quasi la metà dei Comuni del Trevigiano. Con il taglio dei fondi voluto da Salvini, tutto questo rischia di essere spazzato via e le conseguenze sono facilmente immaginabili; i richiedenti asilo, in attesa del riconoscimento o meno della loro domanda, saranno clandestini con alta probabilità di diventare manodopera per la criminalità, oppure, per quanto riguarda la Marca, finiranno ammassati o nella caserma Serena a Treviso o alla Zanusso di Oderzo”.

 

La contro-proposta del consigliere

 

“Per una migliore integrazione ed evitare tensioni sul territorio, invece, servirebbe un’accoglienza diffusa in piccoli gruppi. Salvini e la Lega lo sanno benissimo, è solo l’ennesima conferma di come preferiscano alimentare le tensioni, in modo da specularci elettoralmente. E adesso con Europee e amministrative alle porte continueranno a marciarci sopra fregandosene delle conseguenze sia sui richiedenti asilo che per la sicurezza dei veneti. A ciò si aggiunge la drammatica perdita di posti di lavoro dovuta allo smantellamento dei progetti di accoglienza; se ne stimano circa 18mila a livello nazionale: infermieri, insegnanti, psicologi, mediatori culturali. Insomma, un disastro su tutta la linea”.

“È inaccettabile che chi difende se stesso e la propria famiglia nella propria casa dall’aggressione dei malviventi, rispetto a questi ultimi sia meno tutelato dalle norme e, addirittura, corra più rischi di essere punito. L’approvazione di questa legge sulla legittima difesa, fortemente voluta dal vicepremier Matteo Salvini, rappresenta essenzialmente un atto di giustizia”.

 

Così il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia commenta l’approvazione definitiva, da parte del Senato, del disegno di legge sulla legittima difesa.

 

“Concordo con Salvini: è stata combattuta e vinta una battaglia di civiltà – conclude il Governatore –. Quello italiano non è un popolo di pistoleri. Per la stragrande maggioranza è fatto di persone perbene, che hanno a cuore la propria casa, i propri congiunti, le aziende per le quali hanno a lungo lavorato e sacrificato: non hanno forse il diritto di proteggere quello che hanno di più caro? La risposta non può che essere sì e ancora sì. E finalmente questa legge consentirà di farlo”.

“L’aria sta velocemente cambiando e del cambiamento fa parte anche una nuova e positiva attenzione ai territori da parte del livello nazionale. Dopo i 33 milioni assegnati pochi giorni fa ai Comuni veneti con meno di ventimila abitanti, oggi la buona notizia che oltre 23 milioni di euro da destinare alla manutenzione di scuole e strade arriveranno per le nostre Province. Ringrazio il Governo e il Ministro dell’Interno Matteo Salvini. Sono segnali significativi, che danno fiducia”.

 

Lo dice il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, in relazione alla lettera con la quale il Viminale ha comunicato ai Presidenti delle Province italiane che è stato firmato il decreto interministeriale che destina 250 milioni di euro per la manutenzione di scuole e strade. In Veneto si tratta di 23.115.193 euro distribuiti nelle sei Province: a Belluno vanno 1,20 milioni, a Padova 2,49 milioni, a Rovigo 1,97 milioni, a Treviso 9,88 milioni, a Verona 5,32 milioni, a Vicenza 2,24 milioni.

 

“Dopo anni nei quali il patto di stabilità ha penalizzato i moltissimi Enti virtuosi veneti, impedendo loro l’uso legittimo dei fondi che avevano a disposizione – aggiunge Zaia – con questi finanziamenti è stato dato un grande segnale di svolta in termini di considerazione e attenzione ai territori”.

 

“Gli Enti locali – conclude il Governatore – sono i primi ‘terminali’ del nostro assetto istituzionale. Quelli virtuosi, come i Veneti, meritavano finanziamenti che si tradurranno in servizi attesi dai cittadini come la messa in sicurezza di strada e scuole. Molto bene. Avanti così”.

“Dopo anni di sole parole, con l’approvazione definitiva di oggi, viene data una risposta concreta a un’esigenza primaria della gente per bene come la sicurezza. Come Presidente di una Regione che l’ha invocata inutilmente per anni a tutti i livelli, ringrazio il ministro dell’Interno Matteo Salvini per un lavoro fatto presto e bene, il Governo e il Parlamento”.

 

Lo ha sottolineato ieri il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, dicendosi convinto che “questa decisione è un segnale fortissimo di cambiamento per un Paese dove legalità e sicurezza sono state troppo spesso trascurate”.

 

“La nuova normativa dà una serie di risposte chiare alle richieste che provenivano dalla società civile, dai cittadini stanchi di subire ingiustizie varie, determinate dalla debolezza di uno Stato più volte debole di fronte all’illegalità e alla clandestinità”.

 

“Nei contenuti del Decreto Salvini – conclude Zaia –  si ritrovano tanti contenuti di ciò che ripetute volte abbiamo chiesto, inascoltati, ai predecessori: lotta senza quartiere all’illegalità, presidio del territorio, sostegno alle forze dell’ordine, severità rispetto all’immigrazione clandestina come conseguenza della tratta illegale di migranti e del business incontrollato dell’accoglienza. La musica è davvero cambiata”.

“Grazie al vicepremier Matteo Salvini per aver ancora maggiormente dimostrato la volontà di questo governo di portare avanti la partita dell’autonomia. I veneti sono andati a una consultazione referendaria su questo tema e ora aspettano con ansia di vedere il giorno in cui le aspettative espresse con il loro voto troveranno finalmente applicazione”.

 

A dirlo è il presidente del Veneto Luca Zaia, che commenta le parole del vicepremier e ministro dell’interno Matteo Salvini che ha confermato oggi l’impegno a fare entro l’autunno il primo passaggio in Consiglio dei ministri sulla maggiore autonomia richiesta da Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna.

 

“L’autonomia rappresenta per noi un obiettivo imprescindibile – aggiunge Zaia – e questo governo ha dato nuovo impulso all’innovativo percorso istituzionale che abbiamo imboccato per ottenere ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia per tutte le 23 materie previste dalla Costituzione”.

In diretta al Morning Show di Radio Padova, il vice presidente del Consiglio è tornato sul tema degli aiuti alle popolazioni colpite dall’alluvione

“Sono passate alcune ore e già questa settimana ci sarà un Consiglio dei ministri. Senza fare nuove leggi contiamo di mettere a disposizione i primi interventi in tutta Italia, che è un intervento che non ha precedenti e poi arriverà tutto ciò che serve”.
A ribadire l’impegno del Governo per le esigenze delle popolazioni colpite dall’alluvione che ha prostrato le popolazioni delle dolomiti, il ministro dell’Interno Matteo Salvini, intervenendo in diretta ieri mattina al Morning Show di Radio Padova.
“Sull’autonomia ci stanno lavorando bene da mesi il presidente della giunta del Veneto Zaia e quello della Lombardia Attilio Fontana – ha aggiunto Matteo Salvini e rispondendo alle domande su una eventuale autonomia d’emergenza per il Veneto, lasciando alla Regione quota parte dell’Iva come avviene alle regioni a Statuto Speciale – se chiedete a loro sono più sul pezzo di quanto possa essere io, il mio impegno è quello che entro la fine di quest’anno arrivi la questione autonomia in Consiglio dei Ministri“.
Sulla questione sollevata dalla stampa della rinuncia a 800 milioni di euro pronti in sede di Banca Europea degli investimenti per finanziare proprio opere di prevenzione di alluvioni e calamità naturali, Salvini ha detto: “Non conosco la vicenda; mi sembra strano che un ministro a fronte di 800 milioni che gli possono essere prestati dica “no grazie, non mi interessa”. Ne parlerò con il ministro. Se ci sono questi 800 milioni di euro e ci sono dei progetti utili e intelligenti è ovvio che verranno presi”.
Sulle competenze regionali che sono prevalenti rispetto a quelle nazionali in una Regione come il Veneto, governata dalla Lega negli ultimi 25 anni, Salvini ha chiarito il suo ragionamento sui fiumi da dragare e gli “alberelli” da tagliare. “Ieri sono stato con il sindaco di Rocca Pietore e con quello di San Pietro di Cadore, e non mi chiedono di chi è la colpa su quello che è stato fatto e quello che non è stato fatto; mi chiedono di fare qualcosa adesso e quindi come Regione e come Governo stiamo lavorando da ore per capire cosa fare adesso”.

Zanoni (PD): “Le dichiarazioni di Miriam Sylla su Salvini? Assurdo dire che una sportiva non può parlare di politica. La Lega non perde occasione per mostrare la propria intolleranza”

 

“La Lega non perde occasione per dimostrare la propria insofferenza alla libertà di espressione. Non si capisce perché un campione sportivo non possa avere un proprio cervello pensante. Ce ne fossero di Miriam Sylla!”. Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico, si inserisce nella polemica scoppiata via social, dopo le dichiarazioni della schiacciatrice della Nazionale di pallavolo (italiana di origine ivoriana), che in un’intervista radiofonica aveva ironizzato sulla soddisfazione di Salvini per la semifinale mondiale raggiunta dalle azzurre. Contro le sue parole si è subito schierato Giovanni Bernardelli, presidente del Consiglio comunale di Conegliano, città della Imoco Volley, dove giocherà nella prossima stagione la 22enne.

 

Lo sport dovrebbe essere anche uno strumento di integrazione e queste ragazze, Miriam Sylla come Paola Egonu che è di Cittadella, sono un simbolo di cui andare orgogliosi. Cosa dovrebbe rispondere, una ragazza di genitori africani ma italianissima, a una domanda su un ministro che ha un’ossessione nei confronti degli immigrati e contrario allo Ius Soli? A maggior ragione in un periodo come questo, dove gli episodi di xenofobia sono in aumento. Negli Stati Uniti è nato un vero e proprio movimento, con atleti di colore di basket e football schierati contro le affermazioni e le politiche discriminatorie di Trump, arrivando a inginocchiarsi senza cantare durante l’inno nazionale. Qua, invece, si polemizza su una semplice battuta, Dire che ‘una campionessa non dovrebbe fare commenti politici’ è un commento superficiale e fuori dal mondo. E che mostra, per l’ennesima volta, la faccia intollerante della Lega”. 

Il ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini, alle 12 di giovedì 30 agosto, si è recato presso la Scuola Grande di San Rocco per incontrare il governatore della regione Veneto Luca Zaia e firmare il patto per la legalità sulla Pedemontana.

 

Dalle prime luci dell’alba, la Città era blindata per il suo arrivo. Ci sono state alcune contestazioni da parte dei “No global” che hanno steso uno striscione sul ponte di Rialto con la scritta in inglese “Salvini not welcome”. Con ironia, sulla sua pagina Facebook, il vicepremier ha così commentato l’accaduto: “Stamattina ad accogliermi a Venezia c’erano ben 20 “bravi ragazzi” dei centri sociali. Che tenerezza, un bacione per loro”.

 

Il vicepremier ha risposto alle molte domande inerenti le “grandi opere”, a partire dal TAV fino ad arrivare al Mose. In particolare sul Mose il ministro dell’interno ha dichiarato: “Ascolteremo quello che ci hanno chiesto le istituzioni locali”. Il governatore Zaia ha aggiunto: “Sono il primo che non lo voleva, tuttavia tengo a precisare che non è un’opera della Regione. E più che pensare al suo funzionamento, penso alla manutenzione. Ottanta, 100 milioni all’anno, una cifra impensabile. Non so dove si andranno a trovare queste risorse. Di certo la Regione non ce le mette”.


Il vicepremier ha affrontato il problema delle grandi navi dichiarando: ”Le forze che stanno operando al governo sapranno dialogare e trovare un accordo. Certo che non si può far passare una grande nave davanti a San Marco, ma non possiamo rinunciare alla ricchezza, al lavoro e all’indotto che il contributo di migliaia di turisti portano a Venezia. Va preservata, ma non va chiusa in una teca, va aperta al mondo”.

 

Salvini ha parlato anche di maggiori poteri ai sindaci: “Venezia è un patrimonio unico al mondo e ragioneremo col mio ministero e con il governo per individuare poteri speciali da assegnare a qualcuno”. Evidente il riferimento al sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, che da tempo chiede di avere una maggiore libertà d’azione, in particolare sui problemi inerenti alla gestione della sicurezza.

 

Non sono mancate infine alcune stoccate nei confronti del Presidente francese Macron e sulla situazione migranti: ”Non prendiamo lezioni dalla Francia che ha respinto migliaia di donne e bambini al confine italiano.” Per quanto riguarda i capi di imputazione nei suoi confronti afferma: ”Strano paese il nostro, vengo indagato perché ho difeso i confini del nostro Paese. Poco male, sono pronto a confrontarmi con chiunque. Possono indagarmi per quello che vogliono, io tiro dritto come un treno”.

 

Nel pomeriggio Il vicepremier ha commentato sul suo profilo Facebook la firma su protocollo sulla Pedemontana: “Il modello con il quale si sta realizzando la superstrada Pedemontana Veneta è un esempio positivo di gestione pubblico-privato anche per il resto d’Italia.

Firmando questo Protocollo riaffermiamo un’idea di crescita, di sviluppo e di futuro per il nostro Paese”.

“Macron che fa il buono l’anno scorso alle frontiere con l’Italia ha respinto 40mila immigrati, quindi è un buono molto particolare”. A dirlo è Matteo Salvini, vice presidente del Consiglio e ministro dell’Interno, intervenendo questa mattina in diretta a Radio Padova durante il programma Morning Show.

 

“È un ipocrita chiacchierone che si muove solo per interesse economico – ha aggiunto Matteo Salvini, riferendosi sempre a Macron – l’Italia ha fatto, ha soccorso, e ha pagato più che a sufficienza e quindi lezioni di solidarietà non ne prendiamo da nessuno”.

 

Sui recenti casi di scritte “Morte ai negri, viva Salvini” comparse a Mogliano Veneto (Treviso) e il manichino nero impiccato a un albero a Jesolo (Venezia) con una scritta che riconduce a Forza Nuova, Matteo Salvini ha aggiunto: “Io ho perso il conto del Salvini muori, Salvini crepa, Salvini infame, etc. Non è un cretino che scrive su un muro una cosa da demente che mi cambia la giornata. Sono i numeri dei reati, quelli sì, l’anno scorso ci sono stati 24mila reati commessi da cittadini stranieri che sono quindi 700 al giorno. È un numero impressionante che io vorrei ridurre”.

 

Quanto alla gestione della nave Diociotti, Salvini chiarisce: “La Cei l’ho chiamata io, non è che si siano chiamati da soli. Irlanda, Albania e vescovi sono stati contattati da noi. L’Europa per l’ennesima volta si è girata dall’altra parte ed ha fatto finta di niente. Ci siamo rivolti fuori dall’Europa con l’Albania e abbiamo chiamato anche altri Paesi che potranno essere utili nei prossimi eventuali, spero di no, sbarchi, e abbiamo chiamato la Chiesa cattolica perché a parole proclama accoglienza e generosità, si è fatta anche economicamente carico di queste persone che poi ricollocherà di sua volontà nelle sue strutture”.

 

Infine, sulle contestazioni a Rocca di Papa, Salvini ha concluso: “A quelli di Rocca di Papa dico che una volta tanto non pagano gli italiani. Rocca di Papa è solo un punto di passaggio perché poi i vescovi si sono impegnati a distribuire in loro strutture, e a loro carico in gruppi di tre o quattro”.

 

Il Comando generale della Polizia locale di Venezia ha emesso l’ordinanza 495/2018 che disciplina la circolazione pedonale nel sestiere di san Polo in occasione della visita del ministro dell’Interno Matteo Salvini, in programma oggi, giovedì 30 agosto.

 

L’ordinanza stabilisce che dalle ore 8 di oggi, e sino a cessate esigenze, vige il divieto di transito in Calle Tintoretto, Calle de Castelforte, Calle de la Scuola, Sottoportego e Calle del Scaleter e Salizada san Rocco, dall’intersezione col Sottoportego san Rocco.

 

La Polizia locale e gli altri organi di Polizia hanno facoltà inoltre, ove ne ravvisino la necessità, di adottare ogni altro provvedimento di limitazione della circolazione pedonale nel Centro storico di Venezia, anche mediante l’utilizzo di transenne mobili, nonché di disporre la sospensione o riduzione parziale delle occupazioni di suolo pubblico esistenti o lo spostamento delle stesse.

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