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Dalla tranquilla provincia veneta al dramma incompreso della Bosnia Erzegovina

 

Il prossimo 17 febbraio avremo il piacere di ascoltare la presentazione/reading dell’ultimo romanzo di Roberto Masiero, dal titolo Dragan l’imperdonabile.

 

La serata sarà allietata dalle letture interpretate da Silvia Battistella e dall’accompagnamento musicale del Mo. Silvano Borin.

 

Info

Mogliano Veneto, sala consiliare del municipio – P.zza Caduti, 8
Data evento: 17 febbraio 2020
Orario: 18.00 – 19.30

 

Trama

Una commessa di provincia, ferita da un amore sbagliato, trova sicurezza solo nel dialogo con una bambina generata dalla propria fantasia. La sua vita solitaria si annoda inaspettatamente col dramma della guerra di Bosnia-Erzegovina. L’anello di congiunzione è Dragan, giovane ex insegnante di Višegrad, fuggito in Italia per ragioni misteriose. Il serbo bosniaco, spirito pratico, si rivela una specie di angelo custode al servizio della ragazza. Fino a quando riemerge un passato sconvolgente che ci riguarda tutti…
Ambientato parzialmente nella cittadina moglianese e i suoi dintorni, Il romanzo rimanda alla questione irrisolta sulla natura contraddittoria dell’essere umano, in bilico tra l’aspirazione ad una limpidezza irraggiungibile e l’abisso dei propri istinti peggiori.

 

L’autore

Roberto Masiero è nato e cresciuto a Bolzano. Oggi risiede a Mogliano Veneto, dove scrive preferibilmente narrativa con qualche fuga nella poesia.
Dello stesso autore i romanzi: Mistero animato (2009), La strana distanza dei nostri abbracci (2013) e L’illusione che non basta (2019).

 

 

L’ultimo romanzo di Roberto Masiero, L’illusione che non basta, è stato presentato al pubblico ieri sera, all’interno della cornice del Summer Nite Love Festival 2018 di Mogliano Veneto.

 

In tempi come quelli che stiamo attraversando, dove sempre più spesso si sente parlare di paesi apparentemente molto lontani dal nostro, ascoltare e leggere libri come questo può aiutare a conoscere culture e vite diverse dalla nostra. Nell’insofferenza e nella chiusura mentale, infatti, svanisce la conoscenza, ma anche l’apporto di cultura e di energia.

 

L’illusione che non basta narra il destino di un giovane veneto, intrecciato a quello di una ragazza hazara afghana, Zakia, che porta con sé una dote di cultura mediorientale e di raffinata sensibilità, ma anche di conoscenza del dolore, preziosa alla nostra società iperprotettiva.

 

Sullo sfondo del romanzo si staglia infatti la vicenda di continua oppressione verso un popolo pacifico e disarmato, reo soltanto di avere una fede vagamente diversa da quella dominante: è l’etnia hazara, sciita, che vive in un paese sunnita intollerante come l’Afghanistan.

 

Tra ironia e tenerezza, il romanzo di Masiero fa immergere nelle atmosfere della città di Venezia e dei suoi dintorni, aprendo uno spiraglio sui popoli lontani dell’Afghanistan, dell’Iran e del Brasile.

La filosofia del treno TransEuropea non contemplava confini di sorta da Reykjavík fino a San Pietroburgo. Il suo unico limite era quello di dover seguire le rotaie, e non poter sconfinare mai, come tutti i treni che si rispettino. Ogni tanto, tuttavia, accadeva che nel suo immenso tragitto sorgessero nuove città, o i fiumi straripassero o le montagne crollassero, e allora migliaia di uomini si arrotolavano le maniche, e senza quasi proferire parole risistemavano le rotaie con un bel po’ di fantasia. Tanto che mappare il suo percorso era diventata un’impresa totalmente vana data la celerità del suo modificarsi.

 

Questo è un estratto del primo romanzo di Francesca Maria Nespolo, redattrice de Il Nuovo Terraglio. Nata a Treviso ma nomade di natura, ha vissuto diverso tempo tra Berlino e Buenos Aires, e attualmente si è trasferita a Monaco di Baviera.

 

 

 

Nomada è la storia di una bambina venuta alla luce su un treno in corsa. Una bambina di cui si diceva non avesse mai osato mettere piede sulla terraferma, e nessuno ne sapeva le ragioni. Si diceva anche che avesse raccolto migliaia di storie a bordo dei convogli e che divenne ben presto il personaggio più conosciuto a bordo del treno TransEuropea e più chiacchierato in tutta Europa. Così la gente che poteva permetterselo iniziò a viaggiare a bordo del treno solo per il piacere di farlo. O forse, per raccontare la propria storia a Nomada.

 

«Questo romanzo è frutto di una notte d’insonnia. La gioventù che Nomada incarna consiste nella complicazione di prendere una strada invece che un’altra: una qualsiasi. L’allontanarsi dalla quiete, abbracciando una maniera di vivere inquieta, è un male esistenziale comune a molti di coloro che sono saliti sul suo, sul mio, treno e che ha come causa la curiosità di ciò che ancora non si dà, che si è dato e si è perduto, e di ciò che non conosceremo mai. Qualcosa di cui si doveva scrivere».

 

Ѐ possibile prenotarne una copia qui.

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