Home / Posts Tagged "riciclo"

Consorzio RICREA, insieme a Goletta Verde di Legambiente, promuove nei porti e sulle spiagge italiane la sostenibilità degli imballaggi in acciaio e l’importanza del riciclo. Terza tappa a Jesolo, in Veneto, una delle regioni più virtuose con una raccolta di 5,36 kg per abitante

 

Imparare a differenziare in modo corretto gli imballaggi in acciaio è importante e non va dimenticato: anche in vacanza, bisogna gettare nel contenitore giusto barattoli e scatolette, tappi corona e capsule affinché possano essere avviati al riciclo.

 

Per sensibilizzare bagnanti e diportisti informandoli sulle qualità e i valori degli imballaggi in acciaio, un metallo che viene riciclato all’infinito senza perdere le proprie intrinseche qualità, RICREA, il Consorzio Nazionale per il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Acciaio, insieme a Goletta Verde di Legambiente, torna sulle coste italiane con la campagna itinerante “Cuore Mediterraneo”.

 

 

L’inviata speciale, Alice, è protagonista di un viaggio alla scoperta delle abitudini degli italiani e mette alla prova le loro conoscenze sugli imballaggi in acciaio informandoli sull’importanza di una corretta raccolta differenziata. Sempre presenti nel pranzo portato da casa e nelle cambuse, barattoli e scatolette in acciaio sono una vera e propria cassaforte della natura, contenitori ideali per custodire le eccellenze alimentari mediterranee, come i prodotti ittici, il pomodoro e l’olio d’oliva.

 

Terza tappa della campagna è Jesolo, una delle più celebri mete turistiche del Veneto.

“Con 5,36 kg di imballaggi in acciaio per abitante raccolti nel 2019, il Veneto è tra le regioni più virtuose d’Italia – commenta Domenico Rinaldini, Presidente di RICREA -. Con un tasso di avvio al riciclo pari all’82,2% dell’immesso al consumo, superiore all’obiettivo dell’80% fissato per il 2030 dalla Direttiva Europea sull’Economia Circolare, il nostro Paese si conferma un’eccellenza, ma possiamo migliorare ancora. Per questo è fondamentale continuare a sensibilizzare i cittadini, anche in estate, sulle spiagge, per educarli a separare correttamente i contenitori in acciaio di uso quotidiano che, se raccolti correttamente e avviati a riciclo, possono tornare a nuova vita infinite volte”.

 

“Con oltre 6 milioni di presenze Jesolo è tra le destinazioni italiane più frequentate, – commenta Josca Ortolan di Gruppo Veritas, multiutility che fornisce servizi ambientali ai cittadini e alle imprese sul territorio veneto -, e per agevolare tutti realizziamo più tipi di raccolta differenziata. Abbiamo una raccolta di tipo stradale con i cassonetti, una raccolta di tipo domiciliare con un porta a porta spinto, per tutte le attività, i negozi e gli alberghi, e infine la nostra punta di diamante, la raccolta differenziata lungo l’arenile con contenitori dedicati per i bagnanti. Gli imballaggi in acciaio, raccolti insieme al vetro e alla plastica, vengono poi conferiti all’impianto di Eco-Ricicli del Gruppo Veritas, per essere separati e avviati al riciclo”.

 

“Jesolo ha anche delle aree molto importanti dal punto di vista naturalistico, come la Laguna del Mort alla foce della Piave, un piccolo gioiello rimasto intatto lungo una costa molto sfruttata – aggiunge Maurizio Billotto, vice presidente di Legambiente Veneto -. Purtroppo il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti è presente in queste aree, e per questo come associazione organizziamo delle campagne di pulizia delle spiagge insieme a Veritas. Ma non è solo importante raccogliere il rifiuto. Il turista, chi si reca in spiaggia, in un’area di grande valore naturale, deve essere attento sin da quando parte da casa: la prima azione concreta è scegliere dei contenitori che possono essere riutilizzati o riciclati all’infinito come ad esempio i contenitori in acciaio, che hanno un impatto ambientale molto più basso di altri materiali”.

 

Grazie all’impegno dei Comuni e dei cittadini, nel 2019, in Italia, sono state riciclate 399.006 tonnellate di imballaggi in acciaio, pari al peso di circa 167 Atomium, il celebre monumento di Bruxelles.

 

Maggiori informazioni su Cuore Mediterraneo e le attività di Alice sulla pagina Facebook dedicata.

“Con l’obiettivo di coinvolgere i cittadini nelle buone pratiche di gestione dei rifiuti, abbiamo ritenuto opportuno avviare alcune iniziative dedicate all’intera popolazione regionale. Con particolare riguardo agli organizzatori di sagre, che nel nostro territorio costituiscono un’importante luogo di aggregazione”.

 

Lo afferma l’assessore all’ambiente della Regione del Veneto Gianpaolo Bottacin; lo fa annunciando l’approvazione di un bando, deliberato dalla Giunta su sua proposta, che prevede contributi per uno smaltimento accorto dei rifiuti.

 

Dice l’assessore

 

“Oltre che per la grande affluenza di pubblico, eventi come le sagre sono infatti importanti anche per il numero di addetti all’organizzazione e per il vario target di soggetti cui ci si rivolge nel medesimo luogo. Con questo bando abbiamo, pertanto, deciso di sostenere una cultura dell’attenzione nello smaltimento dei rifiuti, prevedendo contributi fino a mille euro a favore degli organizzatori di sagre e feste aperte al pubblico; nella misura in cui contribuiranno alla riduzione della produzione di rifiuti solidi urbani; ma anche a favore di soggetti che svolgono attività di ristorazione nelle mense di enti pubblici o privati, nelle mense scolastiche, negli ospedali e nei luoghi di cura”.

 

 

Potrà accedere al contributo chi farà utilizzo di stoviglie riutilizzabili, somministrazione di cibi e bevande sfusi e privi di imballaggio primario o distribuiti con vuoti a rendere e chi utilizzerà stoviglie biodegradabili e compostabili qualora non sia possibile il ricorso a stoviglie riutilizzabili. Ovviamente la concessione dei contributi sarà condizionata all’effettuazione della raccolta differenziata dei rifiuti prodotti nella rispettiva attività di ristorazione; questo secondo le modalità definite dal comune del territorio di competenza.

 

Le richieste

 

Le domande di contributo dovranno essere trasmesse entro 30 giorni dalla data di pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Veneto alla Direzione Ambiente, a cui ci si potrà rivolgere anche per ulteriori informazioni in merito ai contenuti del bando (041.2792143 – [email protected]).

 

 

“Il Veneto è già leader nazionale a livello di raccolta differenziata, ma non ci basta. Con iniziative come questa puntiamo a consolidare il primato e ad aumentare ulteriormente le percentuali di raccolta; già peraltro eccellenti e quasi 20 punti superiori alla media nazionale”.

Con la distribuzione gratuita di sacchetti di compost ai cittadini, l’amministrazione comunale, in collaborazione con Veritas, promuove a partire da sabato 6 aprile una nuova iniziativa tesa a incentivare una buona raccolta differenziata.

 

L’iniziativa

I sacchetti saranno in distribuzione agli utenti che si recheranno all’Ecocentro di via Ronzinella negli orari di apertura e precisamente il martedì, venerdì e sabato dalle 13.00 alle 17.00. Il compost deriva dal trattamento della frazione organica, separata dagli stessi cittadini.

 

“L’obiettivo dell’iniziativa è perseguire l’obiettivo dell’economia circolare ovvero di rigenerare i nostri rifiuti reimmettendoli nel ciclo biologico. In questo modo dimostriamo concretamente ai cittadini che il loro sforzo per differenziare i materiali non è vano, sfatando così il più classico dei luoghi comuni secondo il quale i rifiuti raccolti separatamente sarebbero poi rimescolati”, spiega l’assessore all’Ambiente Oscar Mancini.

 

 

Di cosa è costituito il compost

La frazione organica è costituita dalla parte umida dei rifiuti (scarti di cucina, avanzi di cibo, frutta e verdura, pane vecchio; fondi di caffè e filtri di tè; alimenti avariati e scaduti, gusci d’uovo; tovagliolini di carta; lettiere di piccoli animali domestici) e da fiori recisi, piante domestiche, sfalci e potature di parchi e giardini. Inoltre costituisce una parte molto rilevante dei rifiuti differenziati dai cittadini: una famiglia di quattro persone che vive in una casa con un giardino di 500 mq produce ogni anno 2.500 kg di frazione organica (tra frazione umida, verde e ramaglie) che una volta trattati diventano 1.200 kg di compost.

 

“Il recupero della frazione organica riveste, quindi, un ruolo strategico per la salvaguardia dell’ambiente. Solo separandola bene sarà possibile rispettare l’ambiente e ridurre i rifiuti, contenendo i costi di smaltimento. È molto importante fare bene la differenziata perché basta una piccola quantità di materiale estraneo per inquinare tutto il resto e renderlo non più riciclabile o riutilizzabile”, sottolinea Mancini.

 

 

I processi di lavorazione

Durante il compostaggio le diverse componenti organiche vengono decomposte dai microrganismi (fase di biossidazione), in condizioni di umidità e aerazione controllate. La temperatura si alza e supera i 70°C, igienizzando così il materiale organico.

 

Altri microrganismi avviano poi la fase di maturazione, che si conclude con la creazione di un terriccio scuro che odora di sottobosco: il compost. Si tratta di un ottimo ammendante, da utilizzare in agricoltura, orticoltura, frutticoltura, florovivaismo e per creare parchi, giardini, aree verdi e naturalistiche. Il compost di qualità inferiore viene invece utilizzato per bonifiche e interventi di recupero ambientale.

Ridurre, riusare e riciclare sono gli obiettivi dell’amministrazione comunale di Mogliano. Dopo aver conseguito buoni risultati in materia di riciclaggio, consentendo di tenere bloccata la tariffa rifiuti negli ultimi 5 anni, ecco un nuovo progetto presentato da Veritas, d’intesa con l’amministrazione comunale.

 

 

Le caratteristiche

Presso l’Ecocentro di via Ronzinella, sorgerà il nuovo centro del riuso, dove materiali non più utilizzati, ma ancora in buono stato, potranno trovare nuova vita senza diventare rifiuti; un antidoto alla cultura dell’usa e getta che ha preso piede in una società molto orientata ai consumi. Una prassi basata su principi di tutela ambientale e di solidarietà sociale; questo aiuta a ridurre la quantità di rifiuti prodotti, consentendo alle fasce più deboli della popolazione di ottenere a titolo gratuito beni non nuovi ma ancora in grado di essere utilizzati.

 

Tante le novità che cambieranno radicalmente l’Ecocentro. Veritas ha presentato un progetto di ampliamento e riqualificazione, rispondendo alla necessità di dotare servizi e operatori di spazi più adeguati; ciò presenta modalità innovative di conferimento dei vari rifiuti avviati al recupero e di rendere adeguate alle quantità conferite alcune linee di raccolta.

 

 

L’opinione di Veritas

“Gli Ecocentri sono tra i cardini della nostra attività. Questo Ecocentro a Mogliano, con il suo ampliamento e riqualificazione, con il miglioramento della viabilità e dell’agevolazione per il conferimento, sarà di ulteriore stimolo per un suo maggiore utilizzo da parte dei cittadini. Un tassello importante per rafforzare quel principio di responsabilità dei cittadini su cui è importante puntare; questo in modo che le persone comprendano che i rifiuti sono qualcosa che loro stesse producono”. Evidenzia il direttore generale di Veritas, Andrea Razzini.

 

 

Il progetto

Il progetto prevede la rivisitazione dell’attuale area di conferimento attraverso l’installazione di idonei compattatori scarrabili – Mod. Falcor MK3 – di nuova generazione posizionati a raso in luogo dell’attuale sistema in quota con accesso attraverso l’utilizzo di rampe; questo rendendo più agevole il conferimento, e eliminando le code. Nell’edificio esistente troverà destinazione un’area R.U.P. i rifiuti urbani pericolosi (barattoli di colore, vernici, colle, solventi, pile, batterie auto esauste, farmaci scaduti e contenitori con residui di medicinali, cartucce d’inchiostro e toner, bombolette spray, solventi chimici di uso domestico (es: trielina), antiparassitari, insetticidi, topicidi di uso domestico, olio esausto da cucina e da motori; inoltre ci sarà un adeguato spazio ad uso deposito RAEE,  apparecchiature elettriche ed elettroniche ed anche un’area lavaggio mezzi.

 

Un nuovo edificio sarà costruito in collegamento all’edificio esistente, attraverso un portico; ciò avverrà con uno sviluppo longitudinale, una superficie totale coperta lorda di circa 323 mq. di cui 125 per spogliatoi, 75 per uffici, 28 per magazzini. Ad est del fabbricato è prevista un’area a parcheggio mezzi di mq.700 e un’area di mq. 382  destinata a deposito contenitori.

 

La società di gestione Veritas ha acquisito la proprietà di un’area contigua alla sede dell’Ecocentro di via Ronzinella; proprio su questa si svilupperà l’ampliamento.

 

L’impegno congiunto di cittadini, Amministrazione e Veritas, ha permesso di raggiungere a Mogliano una quota di differenziata del 74 %; tutto questo con una discreta qualità del conferito.

Riceviamo e pubblichiamo dal MoVimento Cinque Stelle di Mogliano Veneto il seguente comunicato stampa inerente all’installazione di eco-compattatori

 

Ecco come abbiamo argomentato la nostra proposta in Consiglio Comunale, poi bocciata dalla maggioranza in palese contraddizione con le premesse manifestate dall’Assessore.

 

L’industria nazionale del riciclo della plastica continua a crescere in Italia, avviando a riciclo nel 2017 il 43,4% degli imballaggi raccolti e posizionandosi tra le prime grandi economie in Europa per tasso di riciclo, dopo Germania e Spagna. Tra il 2005 e il 2017, inoltre, gli imballaggi avviati al recupero sono cresciuti in modo esponenziale con un +64% recando al Paese un beneficio economico di oltre 2 miliardi di euro per la materia prima non consumata, per la produzione di energia e per il risparmio di emissioni di CO2.

 

L’Europa è il secondo produttore mondiale di materie plastiche dopo la Cina, con l’Italia secondo produttore europeo dopo la Germania. Negli anni si è sviluppata un’importante industria del riciclo, tanto che nell’ultimo decennio i rifiuti in plastica avviati in discarica sono diminuiti del 43%, mentre quelli avviati al riciclo sono aumentati dell’80%. Gli imballaggi in plastica raccolti in Europa nel solo 2016 sono stati 16,7 milioni di tonnellate, oltre il 60% di tutta la plastica raccolta e proprio il riciclo, con il 41% è la prima destinazione degli imballaggi raccolti, seguita dal recupero energetico (circa il 39%) e la discarica (20%). La modalità di gestione a maggior tasso di crescita in 10 anni è stato proprio il riciclo con un +75%. Che aumenterà ulteriormente, visti gli obiettivi disposti dal pacchetto europeo sull’economia circolare, con il target per il tasso di riciclo che dal 22,5% previsto nel 2008 del 22,5% viene innalzato al 50% nel 2025 e al 55% al 2030.

 

Negli ultimi due decenni, in Italia si è passati da un sistema di gestione dei rifiuti basato principalmente sulla discarica, a uno fortemente orientato al recupero e riciclo.

 

I dati ci dicono che nel riciclo degli imballaggi l’Italia è un’eccellenza europea, ma nel riciclo della plastica abbiamo il dovere di fare di più. La politica di questo Governo, in linea con la  nuova direttiva europea sui rifiuti, vuole introdurre misure verso la realizzazione di un modello di economia circolare, promuovendo un uso razionale dei prodotti in plastica e incentivando il riciclo e la raccolta differenziata di qualità.

 

Il pacchetto sull’economia circolare modifica sei direttive in materia di rifiuti: la direttiva quadro sui rifiuti (2008/98/CE) e le direttive “speciali” in materia di rifiuti di imballaggio (1994/62/CE), discariche (1999/31/CE), rifiuti di apparecchiature elettrice ed elettroniche, cosiddetti RAEE (2012/19/UE), veicoli fuori uso (2000/53/CE) e rifiuti di pile e accumulatori (2006/66/CE). Le modifiche entreranno in vigore decorsi 20 giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE. I principali obiettivi introdotti riguardano:

– il riciclaggio entro il 2025 per almeno il 55% dei rifiuti urbani (60% entro il 2030 e 65% entro il 2035);

– la riduzione dello smaltimento in discarica, che dovrà scendere al 10% entro il 2035;

– il riciclaggio del 65% degli imballaggi entro il 2025 e il 70% entro il 2030;

– la raccolta separata dei rifiuti domestici pericolosi (entro il 2022), dei rifiuti organici (entro il 2023) e dei rifiuti tessili (entro il 2025).

 

Nella legge di bilancio 2018 (L. 205/2017) sono contenute numerose disposizioni in tema di rifiuti. Tra le quali, i commi 543-548 che dettano disposizioni finalizzate alla promozione della produzione e della commercializzazione dei bastoncini per la pulizia delle orecchie, c.d. cotton fioc, in materiale biodegradabile e compostabile ai sensi della norma UNI EN 13432, nonché dei prodotti cosmetici da risciacquo ad azione esfoliante o detergente che non contengono microplastiche.

 

A tali finalità è destinata una quota del Fondo per la promozione di interventi di riduzione e prevenzione della produzione di rifiuti e per lo sviluppo di nuove tecnologie di riciclaggio, la cui dotazione relativa al 2018 viene incrementata di 250.000 euro; vengono inoltre introdotti divieti di commercializzazione – con decorrenze differenziate – per i succitati prodotti, nonché sanzioni da applicare ai trasgressori.

 

Gli eco-compattatori cambiano la distorta visione di “rifiuto” in quella corretta di “risorsa” svolgendo una azione incentivante verso i cittadini che conferiscono i loro “beni”, ovvero le materie riciclabili (esempi sono il PET, l’HDPE, i tappi, l’Alluminio, il vetro, l’olio esausto alimentare, ecc.) ottenendo in cambio dei “valori” quali, ad esempio, coupon/buoni sconto da utilizzare presso esercizi commerciali o riduzioni percentuali di imposte pubbliche; ma anche una azione sull’ottimizzazione e sul rendimento della raccolta differenziata per gli Enti Pubblici (Comuni, Province, Regioni) che implementano gli eco-compattatori nelle strategie locali mirate al rispetto e alla sostenibilità ambientale, alla gestione del bene pubblico, allo sviluppo economico del tessuto commerciale locale e, non per ultimo, al benessere dei propri cittadini.

 

Si va da un singolo eco-compattatore monomateriale, fino alla creazione di vere e proprie isole ecologiche evolute ed incentivanti.

 

I destinatari degli eco-compattatori sono: Enti Pubblici (Comuni, Province, Regioni, Scuole, Ospedali, RSU, Uffici, ecc.); Aziende e GDO (Supermercati, Centri Commerciali, ecc.); Luoghi Pubblici e Privati con grande affluenza (Palazzetti Sportivi, Concerti, Sagre, Fiere, Eventi, ecc.).

 

Il servizio prevede:

comodato d’uso gratuito degli eco compattatori;

servizio gratuito di gestione dei materiali riciclati;

servizio gratuito di assistenza e manutenzione degli eco compattatori;

strumenti di incentivazione ed eco marketing collegati all’installazione degli eco compattatori;

un comune di qualsiasi dimensione può infatti aumentare la propria quota di raccolta differenziata, premiando i cittadini più virtuosi con sconti sulla tassa rifiuti o altre forme di incentivazione.

 

L’ammontare del bonus, le sue modalità di accreditamento e le varie possibilità di scelta su come poterlo spendere sono singolarmente definite dalle amministrazioni comunali.

 

La possibilità di misurare la quantità di plastica e alluminio destinata al riciclaggio da parte di ogni singolo cittadino, il principio “più ricicli più risparmi” può finalmente essere attuato su larga scala. In questo modo, si può innescare quel circolo virtuoso in grado di diminuire i costi per lo smaltimento dei rifiuti non differenziati, liberando così ingenti risorse economiche per migliorare la qualità dei servizi offerti.

 

Per controbattere all’Assessore circa un necessario coinvolgimento di Veritas, abbiamo sottolineato che nel caso di suolo privato, ciò non sarebbe necessario.

 

Abbiamo segnalato inoltre che il ministero dell’Ambiente, con Decreto Direttoriale n. 58 del 24 aprile 2018, ha autorizzato la nascita del Consorzio Coripet: i cittadini potranno riconsegnare le bottiglie in PET ai supermercati scalando gli importi dalla spesa.

 

Dopo due anni dalla richiesta, il ministero dell’Ambiente ha emanato il decreto che autorizza le attività del consorzio Coripet, il progetto presentato nella primavera 2016 da sei dei più importanti produttori di acque minerali e dai riciclatori. Il via libera ministeriale permette oggi di gestire in modo autonomo le bottiglie in PET.

 

Il nuovo sistema si sgancerebbe dal Consorzio Corepla, che dal 1998 si è occupato dell’intero universo dei materiali plastici e introdurrà una novità importante per i cittadini. Le bottiglie in PET potranno ancora essere gettate con gli altri materiali plastici nella raccolta differenziata. Ma verrà introdotto un “premio” per i cittadini che decideranno di inserirle in appositi macchinari eco-compattatori che saranno installati man mano nei supermercati. Per ogni bottiglia riportata, verrà riconosciuto infatti un importo di 1,5 centesimi, da sottrarre al costo della spesa effettuata. Dal consorzio fanno sapere che sono già pronte 2700 macchine da collocare nei punti vendita.

 

Il modello proposto da Coripet è quello della “filiera chiusa” ovvero quel sistema nel quale il produttore di un bene di consumo ne rientri in possesso una volta che questo sia diventato rifiuto e, dopo la sua trasformazione in materia prima seconda, lo reimmetta nel ciclo produttivo. Sistema già sperimentato da Coripet in Lombardia, Piemonte e Campania.

 

A regime il sistema potrebbe permettere di raccogliere in questo modo circa 2 miliardi di bottiglie ogni anno. Stimolando la partecipazione attiva dei cittadini, aumenterebbe  le percentuali di riciclo, inesorabilmente ferme attorno al 43% delle quantità immesse a consumo. I proponenti sono convinti di riuscire a portarle attorno all’80%. In questo modo, l’Italia recupererebbe posizioni rispetto ad altri Stati Ue.

 

Una volta raccolto, il quantitativo di bottiglie in plastica immesse sul mercato dalle acque minerali consorziate (Ferrarelle, Lete, Norda, San Pellegrino, Maniva e Drink Cup che insieme rappresentano il 35% del mercato) sarà avviato al riciclo meccanico grazie anche ai riciclatori soci di Coripet (Aliplast, Dentis Recycling Italy e Valplastic, 75% del relativo comparto) e già in possesso del parere positivo dell’Efsa (Agenzia europea per la sicurezza alimentare) per la produzione di RPET idoneo al diretto contatto alimentare. Ma non sarebbero solo i consumatori a trarre benefici dalla novità. Il nuovo sistema garantirebbe maggiori risorse economiche ai Comuni. Ad essi andrebbero 305 euro per ogni tonnellata di PET recuperata attraverso la raccolta differenziata contro i 281,7 euro pagati in media da Corepla. E si vedrebbero addebitate somme inferiori a quelle imposte dal sistema Conai per gestire la “frazione estranea” (la parte di rifiuti diversi dal PET che finiscono per errore nella differenziata). Gli attuali 209 euro a tonnellata scenderebbero a 195 euro/ton.

 

Si registra infatti, negli ultimi anni, una crescita della “frazione estranea” (plastica non da imballaggi e materiali non plastici) passata da 42 a 95 mila tonnellate tra il 2014 e il 2017).

 

Un progetto di economia circolare con cui si conta di raggiungere obiettivi di riciclo sempre più ambiziosi. Le nuove modalità coinvolgeranno e incentiveranno non solo i Comuni, ma anche direttamente i cittadini. Il riciclo da bottiglia a nuova bottiglia diventa una possibilità concreta per tutti.

 

Il progetto, si inserisce e non stravolge la filiera oggi operativa. Alla luce dei nuovi e ambiziosi obiettivi europei il riconoscimento di Coripet è un chiaro segnale che va nella direzione indicata dall’Europa: riciclare sempre di più e con una migliore qualità operando in sinergia e collaborazione con tutta la filiera, dall’attuale sistema consortile, ai Comuni, che rappresentano l’indispensabile anello di congiunzione con i cittadini, agli impianti di selezione, alla Grande Distribuzione che, da tempo, si è mostrata attenta al progetto.

 

Come prevede la legge, il provvedimento di riconoscimento ministeriale è diviso in due fasi. La prima, provvisoria, per la fase di avvio ed implementazione del progetto, avrà una durata di due anni. Al raggiungimento degli obiettivi previsti, seguirà la definitiva. Coripet inizierà ad operare sul mercato, al pari degli altri operatori già autorizzati. In questa fase di avvio, sono previste delle verifiche e dei controlli periodici sul raggiungimento degli obiettivi sia da parte di ISPRA che del Ministero dell’Ambiente.

 

Le bottiglie in plastica immesse sul mercato dai consorziati dovranno essere raccolte nelle quantità obbligatorie per legge e avviate al riciclo meccanico. Due le modalità per intercettare le bottiglie post-consumo: oltre attraverso la raccolta differenziata operata dai Comuni, il conferimento da parte dei cittadini potrà avvenire tramite degli eco-compattatori installati, almeno in una prima fase, presso i supermercati.

C’è stato quindi da parte del Ministero un riconoscimento dei sistemi indipendenti e una tutela della concorrenza.

 

Il fatto che sul mercato della raccolta differenziata la concorrenza tra imprese non fosse poi così “garantita” lo aveva denunciato un report dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) nel quale – tra le altre cose – si dimostrava come, pur incamerando il Cac sulla quasi totale quantità di imballaggi plastici – non solo bottigliette in Pet – immessi a consumo in Italia, il sistema Conai-Corepla riuscisse in realtà a garantirne l’avvio a riciclo solo di una parte (il 21,6% nel 2014), mentre soltanto grazie al contributo dell’avvio a riciclo indipendente (16,3%) secondo l’Agcm le percentuali riescono a raggiungere e superare il target di legge del 26% (attestandosi sempre nel 2014 al 37,9% complessivo).

 

I membri di Coripet infatti (che rappresentano sul fronte della produzione il 25% del mercato nazionale di imballaggi per liquidi alimentari) prima che il Consorzio diventasse autonomo, versavano a Conai e Corepla il cosiddetto Cac, Contributo ambientale Conai, calcolato sulla quantità di prodotto immesso a consumo e funzionale alla copertura dei costi di gestione delle bottiglie una volta che queste siano diventate rifiuto.

 

Secondo un dossier presentato al Senato da Coripet, delle 452mila tonnellate di imballaggi in Pet immessi a consumo in Italia nel 2015, solo 193mila sono state avviate a riciclo, meno del 50%. Lo scopo del nuovo consorzio, però, non è quello di sostituire i tradizionali schemi di raccolta differenziata, ma di affiancarli “al fine di sviluppare la capacità di riciclo del sistema”. Questo puntando all’implementazione di servizi di raccolta su superficie privata che consentano “l’avvio diretto a riciclo le cui operazioni sono certificate in ogni fase del processo (catena di custodia)”.

 

Nel suo dossier l’Agcm ha anche dimostrato come “i corrispettivi specificamente definiti dall’Accordo Anci-Conai (l’accordo quadriennale che regola i rapporti tra i consorzi ed i comuni e le somme che i primi, attingendo ai Cac incamerati, devono versare a vantaggio dei secondi, ndr) coprono al più il 20% del costo dell’attività di raccolta differenziata”. Questo significa che, sebbene la raccolta differenziata sia aumentata negli anni, e con essa quindi l’impegno di cittadini ed amministratori locali (ma anche i costi complessivi di gestione), in realtà a pagare l’80% del costo delle operazioni di gestione sono proprio i cittadini con la tariffa rifiuti.

 

Partecipare a queste iniziative vuol dire andare nella direzione indicata dall’Europa: riciclare sempre di più e con una migliore qualità, operando in sinergia e collaborazione con tutta la filiera: dall’attuale Sistema consortile ai Comuni, che rappresentano l’indispensabile anello di congiunzione con i cittadini, agli impianti di selezione, alla Grande distribuzione che, da tempo, si è mostrata attenta al progetto.

 

Durante la discussione della nostra mozione in Consiglio comunale, ci è stato chiesto dall’assessore all’Ambiente, che ha manifestato il proprio interesse e quello di Veritas sugli eco-compattatori, di ritirare la nostra mozione per poi discutere con calma nell’apposita Commissione. Il tema eco-compattatori pare sia sul loro tavolo, (l’Assessore Mancini siede nel Comitato Istituzionale del Consorzio di Bacino della Laguna di Venezia, a cui fa riferimento Veritas), ma con l’ipotesi di acquisto da parte di Veritas degli eco-compattatori (20.000 euro circa l’uno) con un finanziamento del Consorzio di Bacino (soldi dei cittadini).

 

Ma non è quello che chiediamo! Noi non vogliamo far ricadere sulle spalle dei cittadini ulteriori costi, anzi vogliamo sgravarli e premiarli per i loro comportamenti virtuosi; i dati ci  dicono che ciò è possibile, oltre a tutti i risvolti positivi sull’ambiente a cui abbiamo fatto riferimento.

 

Perciò il nostro gruppo ha portato al voto la mozione, emendandola con la richiesta dell’impegno dell’Assessore e del Presidente della Commissione a portare la discussione in Commissione, che poi era quello che ci era stato prospettato dall’Assessore in cambio del suo ritiro. Ma già sapevamo che si trattava di un “escamotage” e che la maggioranza l’avrebbe comunque bocciata.

 

Cosa che poi è avvenuta, in palese contraddizione con le premesse, sottolineata dal voto a favore del Presidente della Commissione Rifiuti.

 

Il tentativo da parte dell’Assessore di far propria la nostra mozione, per cucirla in un secondo tempo addosso a Veritas ed estrometterci dalla discussione, è andato fallito. A noi stanno a cuore innanzitutto l’interesse del cittadino e l’ambiente, non l’interesse di Veritas!

 

MoVimento Cinque Stelle Mogliano Veneto

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Notizie da Venezia, Treviso, Mogliano e dintorni