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Preziose azioni, portate avanti insieme, per brindare alle donne e alla vita!

 

Pinot Grigio Rosé e Rosé Spumante Brut Bosco del Merlo inaugurano il nuovo impegno dell’azienda verso il sociale, sostenendo i progetti promossi e portati avanti da LILT Treviso.

 

Si chiama “4V Project” l’approccio al vino di Casa Paladin, sintesi di quella passione che anima la nostra famiglia fin dal 1962. Le 4 “V” (Vino, Vite, Verde e Vita) riflettono la filosofia di sostenibilità in tutte le sue tenute, Paladin in Veneto, Bosco del Merlo in Friuli, Castello Bonomi in Franciacorta e Castelvecchi nel Chianti Classico. Si esprime in un percorso che comprende innovazioni profonde portate dentro il sistema complessivo “vigneto-cantina”: perché la qualità di ogni vino non può prescindere da una tensione più ampia verso l’eccellenza, intesa anche come rispetto per la terra madre e responsabilità verso il futuro.

 

La quarta “V” del progetto 4V sta per Vita e in essa è racchiusa l’intera filosofia di Casa Paladin e di Bosco del Merlo, espressa e veicolata da prodotti a cui si è pensato non semplicemente come prodotti di qualità elevata, ma perché siano comunicatori attenti e rispettosi dei valori della persona legati al suo benessere fisico e psicologico. Questo ci fa muovere verso una sempre maggiore attenzione per il sociale. Ed è ciò che ci ha portati alla decisione di sostenere le attività di LILT Treviso devolvendo parte del ricavato delle vendite di Pinot Grigio Rosé e Rosé Brut Bosco del Merlo all’impegno di questa Associazione nella lotta contro i tumori, in particolare per la prevenzione del tumore al seno, per il potenziamento dell’attività di educazione alla salute e di sensibilizzazione alla diagnosi precoce.

 

Vi invitiamo a seguire il sito per maggiori informazioni sull’iniziativa.

Il prosecco che aiuta la ricerca. Venerdì mattina la famiglia Balbinot della cantina Le Manzane ha consegnato in Comune a Treviso un assegno da 16.085,00 euro a favore dell’Associazione Italiana Progeria Sammy Basso Onlus.

 

La somma è il frutto della settima edizione della vendemmia solidale che si è svolta domenica 9 settembre 2018 tra i filari della tenuta di San Pietro di Feletto (TV). Centinaia di enoappassionati, famiglie e amici hanno partecipato alla festa dell’uva seguita dalla tradizionale merenda in “caneva”. In un’ora e mezza sono stati raccolti 108 quintali e 50 chilogrammi di glera. Da quei grappoli, nati dal sole e dai sorrisi dei bambini, sono state prodotte oltre 10 mila bottiglie di Prosecco Superiore. Bottiglie che hanno fatto il giro del mondo con l’obiettivo di aiutare la ricerca sulla progeria e le malattie legate all’invecchiamento. A questo si è aggiunta anche la donazione di 1 euro da parte di ogni ciclista che è transitato in cantina durante la Prosecco Cycling.

 

«Voglio ringraziare dal profondo del cuore Le Manzane e tutta la famiglia Balbinot, assieme a tutti coloro che hanno partecipato alla vendemmia solidale a favore dell’A.I.Pro.Sa.B. passando qualche ora con noi», ha detto Sammy Basso. «Non solo abbiamo vissuto una giornata meravigliosa, ma grazie al ricavato della giornata potremo sostenere la ricerca sulla progeria che, soprattutto negli ultimi tempi, sta dando grandissimi risultati. In America, infatti, potremo studiare nuovi farmaci per contrastare questa malattia, in Spagna potremo continuare a lavorare su una possibile terapia genica, mentre in Italia potremo sovvenzionare la ricerca comparata tra la progeria e le altre laminopatie. Un bellissimo modo per coniugare tradizioni, ricerca scientifica e amicizia», ha concluso Sammy Basso.

 

 

 

«Siamo noi a ringraziare Sammy – ha aggiunto il titolare della cantina Le Manzane, Ernesto Balbinot. – È stata un’esperienza bellissima che ha arricchito tutti noi, un insegnamento di vita. Sammy è un ragazzo formidabile, sempre sorridente e positivo con un’energia contagiosa. Oltre a rinnovare la mia gratitudine agli sponsor, ai partner, ai volontari e a tutti coloro che ogni anno si prodigano per organizzare la vendemmia solidale, vorrei ringraziare Marco Varisco, il presidente degli XI di Marca, che ci ha dato l’opportunità di conoscere Sammy e la sua storia».

 

«Siamo felici di aver ospitato a Treviso – città che rappresenta una terra, la Marca Trevigiana, di grandi tradizioni, eccellenze e anche di solidarietà – la cerimonia di consegna dell’assegno a Sammy Basso – ha dichiarato il sindaco di Treviso, Mario Conte, – che per la sua simpatia e il suo impegno quotidiano e inesauribile per la sensibilizzazione nei confronti della progeria, è un simbolo e un esempio per tutti. La cosa più bella dell’iniziativa che andiamo ad applaudire insieme è sicuramente l’unione fra una buonissima causa e uno dei momenti più belli e sentiti del nostro territorio: la vendemmia».

 

«È un momento molto emozionante – ha detto l’assessore ai beni culturali e al turismo del Comune di Treviso, Lavinia Colonna Preti -. Queste iniziative sono l’espressione migliore del nostro territorio perché uniscono la cultura nel senso più alto, ma anche l’enogastronomia per fare del bene».

 

«Grazie all’azienda agricola Le Manzane per questa iniziativa – ha dichiarato l’assessore regionale al turismo e alla promozione agroalimentare Federico Caner -. Non si tratta solo di beneficenza. Abbiamo sentito che sono passati i ciclisti della Prosecco Cycling durante la vendemmia solidale e questo significa fare promozione territoriale. L’altro ringraziamento va a Sammy, una persona che ha grande vitalità e grande personalità. Gli ho sentito dire “farò il ricercatore e spiegherò la genetica in dialetto”. Ecco questo è l’attaccamento al territorio che Sammy ha».

 

«Grazie a un’azienda all’avanguardia come Le Manzane, il mondo del prosecco è anche questo: solidarietà, amicizia, comunità – ha affermato il sindaco di San Pietro di Feletto, Loris Dalto -. Saper condividere con gli altri il proprio successo imprenditoriale, attraverso iniziative come la vendemmia solidale, è segno di aver compreso i valori veri della vita, per questo da anni l’amministrazione di San Pietro di Feletto patrocina e sostiene questa bella iniziativa che offre a tutto il nostro territorio un messaggio importante: la direzione verso cui dobbiamo andare con sempre maggior convinzione è quella di uno sviluppo sostenibile sotto il profilo sociale ed economico. Grazie, dunque, a Le Manzane e grazie a Sammy Basso e alla sua associazione per aver accettato di essere parte di questo progetto».

 

Il titolare dell’azienda di San Pietro di Feletto, Ernesto Balbinot, ha annunciato che la prossima edizione della vendemmia solidale sarà a favore della ricerca contro la SLA, grazie a un progetto portato avanti in collaborazione con l’impresa sociale Edipo Re. La vendemmia solidale sarà presentata in un contesto internazionale come la Mostra del Cinema di Venezia all’interno della rassegna Isola Edipo, a bordo e attorno all’Edipo Re, la storica imbarcazione che Pier Paolo Pasolini ha condiviso con il pittore Giuseppe Zigaina. «Quest’anno – ha spiegato Sybille Righetti di Edipo Re – uno degli eventi realizzati grazie al sostegno e alla donazione della cantina Le Manzane con la vendemmia solidale, sarà la raccolta fondi a favore dell’Associazione Onlus Revert di Angelo Vescovi, unica ricerca che usa staminali etiche. Ringraziamo la famiglia Balbinot per il sostegno alla ricerca contro la SLA. È con iniziative come questa che si possono compiere importanti passi in avanti per combattere la sclerosi laterale amiotrofica».

 

 

Info

www.lemanzane.com

www.progeriaitalia.org

www.edipore.it

Prosegue con grande interesse di pubblico il Festival Tuffi nel blu, tra storie e paesaggi d’acqua, organizzato dalla Biblioteca Civica VEZ – Rete Biblioteche Venezia in collaborazione con Associazione Culturale Mozaik, Acqua Alta Teatro, FAI Giovani Delegazione di Venezia, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, WWF Venezia e Territorio.

 

La prossima settimana, il 10 aprile, la ricercatrice Francesca Ronchi farà una panoramica sulla questione dei rifiuti in mare, portando i risultati degli ultimi studi in Adriatico e illustrando alcuni esempi di buone pratiche che hanno visto la partecipazione attiva, in questi ultimi anni, di pescatori e cittadini.

 

 

L’appuntamento è alle 18, presso la Biblioteca Civica VEZ (Piazzale Donatori di Sangue 10, Mestre – Venezia).

Tel. 041 2746741

 

www.culturavenezia.it/biblioteche

www.comune.venezia.it/content/tuffi-blu-festival-storie-e-paesaggi-dacqu…

In Veneto il 60,7% degli uomini e il 66,3% delle donne sono vivi a 5 anni da una diagnosi di tumore, contro una media nazionale del 54% degli uomini e del 63% delle donne. Il Veneto è anche Regione virtuosa in Italia per l’adesione ai programmi di screening  anticancro. Nel 2016 il 79% dei cittadini ha fatto il test di prevenzione per il tumore del colon retto, più del doppio della media nazionale, ferma al 36%; il 63% delle donne si è invece sottoposto allo screening per il tumore dell’utero, anche in questo caso più che doppiando la media italiana del 30%. Donne venete record anche per la prevenzione del tumore alla mammella, effettuata dal 64% di loro contro il 44% in Italia.

 

Questi e altri significativi dati sono emersi oggi dalla presentazione, avvenuta all’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, del volume “I numeri del cancro in Italia 2017” realizzato dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), dall’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM) e dalla Fondazione AIOM, una vera e propria fotografia dell’”universo cancro” in tempo reale. Erano presenti l’Assessore alla sanità della Regione Veneto Luca Coletto, la Presidente nazionale dell’AIOM Stefania Gori, il Presidente della Fondazione AIOM Fabrizio Nicolis, la Presidente di AIRTUM Lucia Mangone e l’Amministratore delegato dell’Ospedale di Negrar Mario Piccini.

 

La ricerca è stata condotta su scala nazionale, con vari focus regionali, tra i quali quello dedicato al Veneto, “Una promozione – ha detto Coletto – che viene dai numeri ed è quindi inopinabile. Ne siamo orgogliosi, soprattutto perché viene determinata da una serie di fattori positivi che contribuiscono al dato generale. In Veneto, ad esempio, abbiamo
rinunciato a porre qualsiasi tetto alla spesa farmaceutica oncologica e investiamo senza sosta in nuove tecnologie di diagnosi e cura. È una scelta di civiltà, che rivendichiamo e che contribuisce in concreto all’aumento delle guarigioni, perchè ci permette di rendere disponibili i farmaci anticancro innovativi a tutti i pazienti e le macchine più moderne. La lotta ai tumori nel nostro territorio raggiunge i livelli più alti a livello nazionale.

 

Da molti anni – ha aggiunto Coletto – si parla di Reti Oncologiche Regionali, ma solo poche Regioni, tra cui il Veneto, le hanno attivate in concreto. La Rete Oncologica Veneta (ROV) permette a tutte le Oncologie della Regione di lavorare insieme in un unico team che assicura a tutte le persone colpite da tumore la stessa qualità di prestazioni, diagnosi e cura. In caso di necessità, il paziente viene indirizzato al centro più adatto in base alla specifica neoplasia. Abbiamo un Irccs di valenza internazionale come l’Istituto Oncologico Veneto – IOV e un Registro Tumori – RTV che recentemente è diventato il più grande d’Italia tra i 47 operanti nel Paese ed è riuscito a censire e studiare il 96% dell’intera popolazione del territorio contro una media nazionale del 62%. Stiamo anche ottenendo rilevanti successi con l’attività delle Breast Unit per le donne colpite da cancro al seno, che vengono prese in carico da equipes multidisciplinari che le seguono giorno per giorno, dalla prima diagnosi all’auspicata guarigione. Una squadra forte – l’ha definita l’Assessore – che ha il compito di vincere quante più battaglie possibili in una guerra che non è ancora vinta”.

 

In Veneto le diagnosi stimate di nuovi casi di tumore nel 2017 sono state 31.750 (16.550 uomini e 15.200 donne), con una tendenza che rispecchia quella nazionale, con un andamento stabile delle nuove diagnosi fra gli uomini e un incremento fra le donne. Nella popolazione generale le cinque neoplasie più frequenti sono quelle del colon-retto (4.500), seno (4.450), polmone (3.400), prostata (2.950) e melanoma (1.500).

 

Si stima che nel Veneto vivano più di 277.000 cittadini dopo la diagnosi di tumore, una cifra in costante crescita. Oltre alle nuove terapie, anche gli screening svolgono un ruolo fondamentale nel miglioramento dei tassi di guarigione e infatti, rispetto ai Registri Tumori Regionali, quello del Veneto è il primo con 4 milioni 700 mila persone di copertura, seguito da Friuli Venezia Giulia (1 milione 219 mila), Umbria (890 mila), Basilicata (580 mila) e Valle d’Aosta (131 mila). Due fra le neoplasie più frequenti, quelle del colon-retto e della mammella, risentono fortemente e positivamente dell’efficacia dei programmi di screening. L’andamento dell’incidenza del tumore del colon-retto dipende dell’introduzione dello screening nella popolazione di età 50-69 anni (avviato nelle Ulss in anni diversi, tra il 2002 e il 2009).

 

Nel Veneto si registrano alcuni dei valori più alti di adesione a questi programmi di prevenzione, al punto che, tra il 2013 e il 2016, l’89,8% delle donne si è sottoposto allo screening per la diagnosi precoce del tumore dell’utero contro il 79,6% in Italia; l’85,1% delle donne fra i 50 e i 69 anni ha eseguito la mammografia contro il 72,7% in Italia; e il 70,4% dei cittadini nella fascia di età 50-69 anni si è sottoposto a uno degli esami per la diagnosi precoce del tumore del colon-retto contro il 44,5% in Italia. Al seguente link è scaricabile la ricerca completa https://we.tl/fKZsmKhRoF.

Oltre 10 milioni di euro in più sono stati resi disponibili dalla giunta regionale per finanziare i progetti di ricerca e sviluppo sviluppati dai distretti industriali e dalle reti innovative regionali, con il supporto del sistema universitario veneto, per i quali è stata presentata alla Regione richiesta di contributo a seguito del bando che si è chiuso il 6 novembre scorso.

 

“Si tratta di un impegno finanziario straordinario – evidenzia l’assessore regionale allo Sviluppo economico, ricerca e innovazione Roberto Marcato – che va ad aggiungersi ai 20 milioni di euro già messi sul tappeto dalla Regione a valere sui fondi POR-FESR 2014-2020. Alla scadenza del bando, abbiamo subito riscontrato il successo dell’iniziativa: sono state presentate 19 domande, tutte considerate idonee dalla Commissione di Valutazione, con una richiesta di contributo di quasi 40 milioni di euro, praticamente il doppio dello stanziamento stabilito dal bando, a fronte di una spesa prevista per la realizzazione dei progetti ammontante a più di 70 milioni di euro. Un investimento davvero importante che evidenzia la vitalità del sistema economico regionale”.

 

“Al fine di non pregiudicare l’efficacia del nuovo modello di politica economica regionale per lo sviluppo e la competitività dei settori produttivi – aggiunge Marcato –, ho chiesto un incremento dello stanziamento in modo da operare un immediato scorrimento della graduatoria e concedere il contributo a un maggior numero di progetti. I fondi sono stati recuperati all’interno delle risorse POR FESR”.
“Non posso che esprimere la mia soddisfazione per questo risultato – conclude l’assessore – perché questo è stato il primo bando a favore dei distretti industriali e delle reti innovative regionali, dopo che l’anno scorso abbiamo lanciato presso l’università di Padova il nuovo piano di sviluppo industriale per il Veneto, che ha preso forma grazie all’interazione tra la Regione, le università e il mondo delle imprese.
Siamo riusciti nell’intento di mettere a sistema il mondo dell’impresa, il mondo universitario e le istituzioni e, grazie al sistema delle reti e dei distretti, abbiamo aperto anche alle imprese di piccole dimensioni la strada per fare ricerca e innovazione e vincere le sfide dei mercati internazionali”.

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