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La saccatura con aria fredda in quota in avvicinamento da ovest all’Italia centro settentrionale sembra interessare in modo un po’ più marginale il Veneto: pertanto il rischio di temporali intensi diffusi e organizzati è diminuito rispetto a quanto previsto ieri. Tuttavia il Centro funzionale decentrato della Protezione Civile del Veneto  avverte che nel tardo pomeriggio/sera di oggi e fino alle prime ore di sabato 4 luglio saranno ancora presenti condizioni di instabilità, con possibili rovesci e temporali specie sulle zone montane e pedemontane e sulla pianura centro-occidentale e meridionale. 

 

L’avviso è stato quindi ridimensionato in ‘allerta gialla’ (stato di attenzione) per possibile criticità  idraulica sulla rete minore e fognaria nei bacini montani, pedemontani e di pianura. Possibili frane e dissesti idrogeologici potrebbero verificarsi nelle aree dell’Alto Piave e del Piave Pedemontano, del Bacchiglione, Brenta e Alpone, dell’Adige-Garda e Monti Lessini.

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Da oggi fino a venerdì 3 in Veneto sono previste successive fasi di instabilità, con precipitazioni anche a carattere di rovescio e temporale: i fenomeni, oggi più probabili sulle zone montane e pedemontane; da giovedì pomeriggio e soprattutto venerdì, saranno più frequenti e diffusi su gran parte della regione, visto l’avvicinarsi da ovest di una saccatura con aria fredda in quota.

 

Ossi, specie sulle zone montane, saranno possibili temporali localmente intensi, con forti rovesci, raffiche e grandinate. Da giovedì pomeriggio temporali e rovesci saranno possibili su tutta la regione. Visti i fenomeni meteorologici previsti il centro funzionale della Protezione civile del Veneto ha dichiarato lo stato di attenzione fino alla mezzanotte di venerdì per criticità idrogeologica, nel caso di forti temporali, per i bacini dell’Alto Piave e del Piave Pedemontano, del Brenta, del Bacchiglione e dell’Alpone, il bacino dell’Adige e del Garda e dei Monti Lessini, Stato di attenzione per eventuali problemi idraulici sulla rete secondaria e fognaria anche su tutti gli altri bacini del Veneto.

Il Centro funzionale decentrato della Protezione civile del Veneto avverte che oggi e domani sarà ‘allerta gialla’ (stato di attenzione) per i comprensori idrografici del Piave Pedemontano e dell’Alto Brenta-Bacchiglione e Alpone.

 

Tra le ore centrali di oggi, lunedì 2, e quelle di domani, martedì 3, sono in atto precipitazioni estese e frequenti sulle zone centro settentrionali, a tratti intense con rovesci e locali temporali.

 

La fase più intensa si dovrebbe registrare tra il pomeriggio di lunedì e le prime ore di martedì con quantitativi anche abbondanti, specie nelle zone montane e pedemontane; in seguito i fenomeni si faranno più discontinui e irregolari, con precipitazioni meno significative sulla pianura meridionale. Il limite delle precipitazioni nevose sulle Dolomiti in genere è intorno ai mille metri, martedì anche più in basso, localmente fino a 600-800 metri, con accumuli anche consistenti sopra i 1200m circa.

 

Nel pomeriggio/sera di lunedì spirano venti da tesi a forti da sud-sudest sui rilievi, moderati da nord-est sulla pianura interna, tesi e a tratti forti da sudest su costa, pianura limitrofa e pianura sud-orientale: dal mattino di martedì venti in attenuazione e rotazione da nord-est ma con possibili nuovi rinforzi dai quadranti settentrionali su zone montane e pedemontane anche per Foehn.

Il futuro di Venezia e della laguna è a forte rischio a causa del costante e inesorabile aumento del livello del mare.

Secondo lo studioso Luigi D’Alpaos dell’Università di Padova, l’attuale trend di innalzamento medio del mare (5 millimetri l’anno) resterà costante, ma le peggiori previsioni pongono il limite molto più in alto: in 100 anni si produrrà un innalzamento delle acque di 50 cm.

 

Questa situazione imporrà la chiusura della laguna per giorni interi, con gravissime conseguenze ambientali e sulla portualità.

 

A Venezia oltre a questo va sommato l’aggravarsi del fenomeno dell’acqua alta, che sono una conseguenza – sempre secondo Luigi D’Alpaos – dell’aumento del livello del mare, dovuto ai cambiamenti climatici, alla subsidenza, abbassamento del suolo, e all’erosione dei fondali e della barene. Quest’ultime in un secolo si sono ridotte da 158 km agli attuali 47 km.

 

In aggiunta, la costruzione dei moli alle bocche di porto del Lido, di Malamocco e di Chioggia ha causato una prevalenza del fenomeno del reflusso su quello del flusso, con continua conseguente perdita di sedimenti verso il mare.

 

Negli ultimi 100 anni tutti questi fenomeni hanno provocato un aumento medio del mare di circa 30 cm e il trend è confermato, nella migliore delle ipotesi, anche per il futuro.

 

Nella peggiore delle ipotesi prospettate, il livello del mare si innalzerà entro la fine del secolo sino a un massimo di 1,4 metri nel delta del Po e nella Laguna di Venezia, con la conseguente sommersione di gran parte di Venezia e di molte zone della terraferma veneziana.

 

Uno studio dell’ENEA prevede che Venezia tra 100 anni sarà sommersa. Fabrizio Antonioli dell’ENEA afferma: “Il massimo aumento del livello delle acque è atteso nel Nord Adriatico, dove la somma del mare che sale e della costa che scende raggiungerà valori compresi tra i 90 e i 140 centimetri.”

 

La costa cui si riferisce lo studioso è quella tra Trieste e Ravenna, che include naturalmente Venezia.

Il Centro previsioni e segnalazioni maree della Protezione civile – direzione Polizia locale del comune di Venezia, comunica che la marea ieri sera ha raggiunto 104 cm alle ore 20.50 a Punta Salute, mentre ha registrato 107 cm in mare. La previsione era stata emessa già lunedì per 110cm alle 21.30. 

 

Il fenomeno mareale di ieri è stato causato dalla sessa innescata dall’evento che domenica ha fatto registrare 119 cm. Il contributo meteorologico alla marea, ovvero quel valore che a Venezia viene calcolato come differenza tra marea osservata e marea astronomica, lunedì si era attestato vicino ai record storici per il mese di marzo. Infatti domenica in mare ha raggiunto 77 cm, il secondo valore registrato negli ultimi 40 anni; mentre a Punta Salute aveva raggiunto 72 cm, tra i 5 casi più alti dal ‘66.

 

Oggi la sessa si è presentata con 45 minuti di anticipo, andando a sommarsi alla marea astronomica di 48 cm invece che ai 53 cm delle 21.

Statisticamente si fa notare che, ad oggi, il numero di eventi mareali superiori a 80 cm ha eguagliato quanto registrato nei primi 6 mesi dell’anno scorso.

 

Il Centro maree ricorda che un’alta marea di 105 cm comporta un allagamento pari al 8% della superficie viaria.

Il servizio di posa passerelle, garantito da Veritas, ha consentito comunque il transito lungo i percorsi previsti.

Per il fine settimana un nuovo impulso perturbato, a causa degli elevati valori della marea astronomica di sizigia, potrebbe determinare ancora valori di marea sostenuta o molto sostenuta. Si invita pertanto a seguire gli aggiornamenti.

Come previsto, anche nella laguna è arrivata la neve. Se continuerà a scenderne, nel pomeriggio avremo davanti agli occhi un’affascinante Venezia tinta di bianco. Una gioia per i bambini e anche per i turisti.

 

Sotto gli stessi fiocchi anche l’entroterra veneziano e quello trevigiano, dove la circolazione scorre a ritmo normale.

Per domani le previsioni registrano neve abbondante: speriamo non crei disagi.

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