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Quando arte e ambiente si incontrano. Helidon e Jack, due esemplari di tartaruga Caretta Caretta sono stati curati e salvati nel Centro di Recupero tartarughe marine di Legambiente a Manfredonia e liberati in mare (guarda il video) a Mattinata (FG), grazie alla generosa donazione degli artisti Helidon Xhixha e Giacomo Jack Braglia. I due artisti hanno aderito al progetto TartaLove, adottando simbolicamente i due animali e garantendo per un anno la copertura delle spese di medicinali e cibo per tutti gli esemplari ricoverati nel Centro di Recupero.

 

La donazione si intreccia con la sensibilità artistica di Xhixha e Braglia, che hanno da poco inaugurato in Canal Grande a Venezia l’installazione The Twin Bottles: Message in a Bottle. Due grandi sculture metalliche raffiguranti due bottiglie galleggianti, per sensibilizzare sul problema dell’inquinamento dei mari del mondo.

 

Sensibilizzare sul tema inquinamento dei mari

“Con l’adozione delle due tartarughe marine – dichiarano Xhixha e Braglia – abbiamo voluto fare un gesto concreto per rafforzare ulteriormente il provocatorio messaggio ambientalista che abbiamo lanciato da Venezia con la nostra nuova opera The Twin Bottles: Message in a Bottle. Queste due enormi sculture galleggianti portano una forte attenzione sul tema dell’inquinamento dei mari del mondo contaminati dalle plastiche, argomento sempre più centrale e presente oggi nel dibattito sulla salvaguardia del pianeta e degli oceani“.

 

 

TartaLove. Il progetto di Legambiente

Per aiutare le tartarughe marine, Legambiente ha lanciato recentemente TartaLove, una campagna di raccolta fondi. Attraverso l’adozione simbolica di una tartaruga marina, l’associazione può continuare a curare questi animali, proteggere i loro nidi e sensibilizzare i pescatori affinché conferiscano le tartarughe catturate accidentalmente al più vicino Centro di Recupero.

 

 

Tartarughe salvate dalla plastica

Helidon e Jack, che hanno preso il nome dai loro benefattori, erano state pescate alcune settimane fa durante una battuta di pesca a strascico al largo di Mattinata e subito ricoverate al Centro Recupero Tartarughe Marine di Manfredonia. Lì si è scoperto che avevano ingerito oggetti di plastica che ne stavano compromettendo la vita, estremamente preziosa, trattandosi di esemplari in via d’estinzione. Da qui le cure e il loro salvataggio grazie alla donazione dei due artisti.

 

La plastica è una delle minacce più pericolose degli ultimi anni. “Sacchetti, resti di bottiglie e stoviglie, cotton fioc, lenze e imballaggi di vario tipo – commenta Stefano Di Marco, Coordinatore della campagna Tartalove di Legambiente – vengono sempre più spesso rinvenuti nello stomaco degli esemplari degli animali che, come Helidon e Jack, sono ricoverati nel Centro Recupero di Manfredonia. Qui i nostri operatori hanno documentato che più dell’80% degli esemplari recuperati ha ingoiato questi materiali. L’ingestione di questi materiali può essere letale perché può determinare la morte per soffocamento o per un blocco intestinale o ancora come nel caso dei due esemplari liberati oggi, provocare seri problemi di galleggiamento.”

Su proposta dell’assessore all’Ambiente Gianpaolo Bottacin, la Giunta regionale ha deliberato di finanziare tutte le domande collegate al bando che prevedeva contributi fino a mille euro a soggetti organizzatori di sagre e feste aperte al pubblico, nella misura in cui contribuiscano alla riduzione della produzione di rifiuti solidi urbani.

 

“Lo scorso aprile, con l’obiettivo di rafforzare la promozione della coscienza civica nella gestione dei rifiuti – spiega assessore all’Ambiente Gianpaolo Bottacin – abbiamo promosso un bando dedicato, in particolare, agli organizzatori di sagre, riconoscendo l’importanza di queste realtà che in Veneto, da sempre, costituiscono un vitale luogo di incontro per la popolazione”.

 

Le domande presentate sono state 176. Visto l’ottimo esito, abbiamo ritenuto di finanziare tutte le richieste pervenute, aumentando il budget inizialmente previsto fino ad un ammontare complessivo di 122.500 euro”.

 

“Uno smaltimento accorto dei rifiuti, oltre che evidente forma di civiltà – sottolinea Bottacin–, rappresenta prima di tutto rispetto dell’ambiente, tematica su cui è necessaria una riflessione sempre maggiore. Dimostrarsi rispettosi anche in occasione di eventi con grande affluenza di pubblico, dove elevato è anche il numero di addetti all’organizzazione, diventa quindi un ulteriore modo di promuovere una specifica cultura di difesa ambientale. Da qui l’idea di un bando specificamente rivolto a queste realtà, che vanno aiutate nella misura in cui contribuiscono alla riduzione della produzione di rifiuti”.

 

Il bando prevedeva, infatti, contributi a chi impiega stoviglie riutilizzabili, prevede somministrazione di cibi e bevande sfusi e privi di imballaggio primario o distribuiti con vuoti a rendere e chi utilizzasse stoviglie biodegradabili e compostabili qualora non fosse possibile il ricorso a stoviglie riutilizzabili. La concessione dei contributi è condizionata all’effettuazione della raccolta differenziata dei rifiuti prodotti nella rispettiva attività di ristorazione, secondo le modalità definite dal Comune del territorio di competenza.

 

La nostra Regione da tempo è in vetta a tutte le classifiche nazionali in tema di raccolta differenziata – conclude Bottacin – ma questo non ci ferma: il nostro obiettivo è consolidare con maggior forza tale primato, che si concretizza anche in piccole ma significative iniziative come questa”.

Quanti di noi hanno l’abitudine di fumarsi la sigaretta e poi gettare a terra il mozzicone? Lo spegniamo con il piede e lo lasciamo lì, imbrattando marciapiedi, tombini e spiagge, senza considerare che i mozziconi, insieme alle chewing-gum, sono tra i rifiuti più numerosi e dannosi al mondo. Se le gomme impiegano in media cinque anni per smaltirsi, i mozziconi possono arrivare fino a 12.

 

Ogni giorno sui Social o nelle riviste ci vengono sbattute in faccia immagini terribili di quello che i rifiuti stanno causando al nostro Pianeta, arrivando a raggiungerne anche i luoghi più incontaminati.

 

La situazione sta sfuggendo di mano. Negli stomaci delle balene vengono ritrovate buste di plastica. I volatili si costruiscono il nido con pezzi di plastica e cocci di vetro. Le tartarughe scambiano le buste disperse in mare per meduse e le inghiottono, andando incontro a morte certa.

 

La verità più allarmante arriva dal WWF, che informa come ogni anno vengano disperse in natura 100 milioni di tonnellate di plastica. Non è da meno Legambiente, che denuncia come mozziconi, chewing-gum, cotton-fioc, cannucce, e tutti gli oggetti monouso in genere stiano soffocando i nostri mari e le nostre spiagge.

 

Pensiamo che un solo mozzicone avvelena 500 litri d’acqua. Sempre più spesso i pesci come tonni e salmoni mangiano pesci più piccoli che hanno ingoiato filtri di sigaretta, e le sostanze chimiche ci ritornano nel piatto.

 

La plastica, così comoda, utile e poco costosa, è il peggior nemico degli animali e della natura!

 

Ecco allora le 5 piccole e semplici abitudini che tutti noi possiamo adottare salvare il Pianeta:

  1. Basta cannucce. Possiamo farne a meno.
  2. Basta acquistare prodotti singoli. Prediligiamo l’acquisto del prodotto sfuso.
  3. Basta sacchetti di plastica. Iniziamo ad adoperare una borsa riutilizzabile
  4. Basta con la plastica monouso. Troviamo gli stessi prodotti usa e getta fatti di carta
  5. Basta comprare alimenti contenuti negli imballaggi solo per comodità.

Sarà ufficialmente la prima manifestazione a Venezia che si propone come ‘Plastic Free’. La “Settimana Europea dell’Energia Sostenibile”, presentata negli uffici veneziani del Consiglio d’Europa, ha sfoggiato un prestigioso biglietto da visita: l’associazione NordEstSudOvest che organizza la Settimana (dal 17 al 24 giugno) ha ottenuto il patrocinio del ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare proprio in forza a quest’impegno a bandire durante i propri eventi in programma bottigliette d’acqua, bicchieri e quant’altro di plastica.

 

 

Da questo punto di partenza, la Settimana ha deciso di lanciare un ‘sasso nelle stagno’ con un’idea che potrebbe trovare realizzazione nella città storica che ospita 30 milioni di turisti l’anno. Potrebbero essere create, con una sperimentazione ad hoc, delle aree nelle quali siano invitati turisti e residenti a rinunciare all’uso della plastica: un segno di rispetto per la città e per tutto il pianeta.

 

 

È indubbio che negli ultimi anni si è andata consolidando nellʼopinione pubblica la consapevolezza della necessità di fare qualcosa per tutelare il nostro pianeta contro il fenomeno del riscaldamento globale e dall’inquinamento che sta avvelenando i mari e la terra. Il programma della Settimana guarda proprio a questa problematiche ponendole in un’ottica concreta, di quello che può localmente essere fatto.

 

 

Ecco allora il convegno di lunedì 17 (Hotel Tritone Best Western, in viale della stazione a Mestre, ore 16.30) su “Produrre dai rifiuti: energia sostenibile e non solo. Esperienze e progetti di economia circolare” che metterà a confronto operatori pubblici e privati dell’area veneta. Mercoledì 19 a Mestre (Centro culturale Negozio 67, via Piave 67, ore 17,30) con il convegno “Energiapulita, aria pulita: situazione e progetti nellʼarea veneta”, si analizzerà quel che può essere fatto sul risparmio energetico, mentre lunedì 24 (Hotel Bologna, via Piave 214, ore 15,30) si parlerà di “La rigenerazione del patrimonio edilizio costruito: esperienze e progetti con lʼenergia sostenibile”, che non affronterà solamente la questione dell’edilizia residenziale ma, negli interventi di architetti e urbanisti, prenderà in considerazione anche la diffusa realtà degli edifici commerciali e industriali.

 

 

Detto che venerdì 28 a Mestre (Cinema Teatro Kolbe, via Aleardi 156, ora 21,30) verrà proiettato il curioso film documentario “Karamea”, sulla possibilità di vivere diversamente da quanto non si faccia nei Paesi più sviluppati, bisogna ricordare che in collaborazione con l’ufficio Europe Direct del Comune di Venezia da lunedì 17 a venerdì 21 sarà attivo all’interno del Centro culturale Piave 67 un ‘Infopoint’ sull’energia sostenibile.

 

 

Per questo appuntamento del venerdì dedicato al tema dell’inquinamento, tema sul quale il nostro giornale intende insistere, desidero parlare di quanto l’Europa sta facendo per ridurre sino ad azzerare la travolgente quantità di plastica che investe le nostre acque e i nostri mari.

 

 

Il Parlamento europeo ha appena varato delle misure che vieteranno dal 2021 l’uso di oggetti di plastica monouso. Saranno vietati piatti e posate di plastica, cannucce, bastoncini cotonati, sacchetti di plastica e contenitori in polistirolo espanso.

 

 

Inoltre entro il 2029 dovrà essere raccolto separatamente il 90% delle bottiglie di plastica, ed entro il 2030 il 25% delle bottiglie di plastica dovrà essere confezionato con materiale riciclabile.

 

 

Da un indagine condotta da Bruxelles, l’80% dell’inquinamento è causato da plastica, prodotto che resiste al tempo ed è difficilmente degradabile, oltretutto in tempi molto lunghi. Continuamente, grandi quantità di questo materiale si ritrovano nella fauna marina finendo poi nella catena alimentare.

 

 

Esempio emblematico è quello del capodoglio trovato pochi giorni fa spiaggiato e morto a Porto Cervo, in Sardegna. Nel suo stomaco sono stati rinvenuti 22 kg di plastica, piatti monouso, buste di plastica e sacchetti condominiali: probabilmente la causa della sua morte. Per la cronaca era una femmina ed era incinta.

 

 

È stato appurato che il 95% dei rifiuti nei nostri mari è costituito da plastica. Molti sono gli animali marini, tartarughe cetacei ed uccelli, che muoiono per aver ingerito grandi quantità di microplastiche.

 

 

Il record di inquinamento da microplastiche è stato registrato nel Mediterraneo. Triste primato per il nostro mare.

Ogni venerdì, come promesso, il nostro giornale dedica un articolo sul tema della difesa dell’ambiente e contro i cambiamenti climatici. Oggi abbiamo soffermato la nostra attenzione sulla tutela e difesa della laguna veneta.

 

L’associazione La Salsola, l’associazione canoistica Arcobaleno, il WWF Venezia e la Canottieri Mestre hanno comunicato di aver lanciato l’iniziativa di pulizia straordinaria delle barene e dell’sola di Campalto, con la collaborazione di Veritas.

 

Queste associazioni informano che l’ultima mareggiata ha accumulato un quantitativo enorme di rifiuti lungo le barene di Campalto e di Tessera e la cosa ha suscitato forte preoccupazione. La situazione ha messo in evidenza che esiste un problema nella filiera della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani nell’intero bacino lagunare.

 

La classificazione del materiale spiaggiato conferma che la maggior parte degli involucri rinvenuti riguarda merci utilizzate nel settore turistico, e per la precisione del turismo giornaliero, come contenitori, bottiglie di plastica e recipienti per il cibo di strada.

 

Limitazioni all’uso della plastica

A tal proposito, il WWF segnala che la Regione Puglia ha emesso un’ordinanza per bandire dalle spiagge l’uso della plastica monouso come stoviglie, piatti bicchieri e vaschette, anticipando la direttiva europea che dal 2021 vieterà l’utilizzo di plastica monouso.

 

Il WWF auspica che anche la Regione Veneto emetta sin da ora un’ordinanza del genere valida su tutto il territorio regionale.

 

Le associazioni predette mettono in evidenza che occorre una revisione del sistema di lavorazione per il ritiro del rifiuto urbano privato, incentivando il sistema “porta a porta” nella città vecchia. Inoltre è necessaria una revisione critica che affini il sistema di raccolta rifiuti sugli spazi aperti alla pubblica frequentazione e che indaghi sulle possibili falle che possono determinare spargimenti di rifiuti.

 

Per quanto riguarda la sicurezza igienica delle superfici libere delle isole lagunari non presidiate, è da segnalare che l’isola di Campalto è invasa da rifiuti edili e urbani ingombranti, che deturpano la bellezza del luogo.

 

È necessario che le autorità comunali avviino apposite indagini per scoprire i trasgressori che con ogni probabilità si annidano tra le piccole imprese che operano nei restauri edili nel centro storico.

“Kick Plastic OUT!” è stata chiamata l’operazione condotta nel passato weekend dai giocatori del Venezia Calcio con i ragazzi dell’associazione Venice Calls e i membri di Venice Kayaks e Classic Boat Venice.

Tutto il gruppo, un centinaio di persone, a bordo di barche con motori elettrici, ha ripulito dalle plastiche cinque punti della laguna dal Tronchetto a San Piero, transitando per San Michele. In cinque ore di lavoro intenso è stata raccolta una tonnellata e mezza di rifiuti.

È sconvolgente la quantità di rifiuti e di plastiche che galleggiano nella laguna e nei canali veneziani. Secondo Legambiente, l’area del centro storico presenta una concentrazione di plastiche cinque volte superiore alla concentrazione di plastiche nell’Adriatico.

Il problema, si spiega, è causato principalmente dalla maleducazione dei turisti che gettano nei canali di tutto. Questi rifiuti vanno poi ad accumularsi in alcune sacche, che diventano così discariche a cielo aperto.

Da notare è che il 90% dei rifiuti presenti nei canali è rappresentato da plastiche, bottiglie, involucri e scatole. Ma nei fondali si trova di tutto; nei pressi dell’Isola di San Michele sono stati addirittura ripescati pezzi di televisori e computer.

Fonte: La Repubblica.it

Christian Badin, responsabile della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente, lancia il progetto “Plastic free” per il Comune di Preganziol.
“Proporremo alla prossima amministrazione comunale e al Consiglio comunale di aderire al progetto Plastic free lanciato dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Un progetto che punta a eliminare la plastica usa e getta da tutte le sedi comunali, gli uffici e le sedi connesse, comprese da tutte le scuole pubbliche”, dichiara Christian Badin.
Poi aggiunge: “Abbiamo deciso di fare questa proposta, considerando anche la quantità di plastica che si vede lungo le strade del nostro comune e per il senso civico e rispetto dell’ambiente che ci contraddistingue”.
L’obiettivo che si pone Preganziol Viva è un divieto graduale dell’uso della plastica monouso, a cominciare dalle sedi comunali e le scuole. Il divieto dell’uso di materiali plastici non compostabili sarà esteso anche alle attività ristorative e ricettive del territorio, negli eventi e nelle manifestazioni connesse a cibo e bevande.

Plastic Free Challenge

La Plastic Free Challenge è stata lanciata mesi fa dal ministro dell’Ambiente sulla scia di una direttiva del Parlamento Europeo per ridurre i rifiuti marini (il cui iter è ancora in corso), che prevede lo stop alla produzione di una serie di oggetti di plastica monouso che più inquinano le spiagge e i mari d’Europa.
Tra questi rientrano bastoncini cotonati, posate, piatti, cannucce e mescolatori per bevande, che quindi dovranno essere fabbricati esclusivamente con materiali sostenibili.
Un altro obiettivo della direttiva riguarda infatti la riduzione del consumo. Con ciò si intende la disposizione di misure per ogni Stato Membro al fine di ridurre l’uso di contenitori per alimenti e tazze per bevande in plastica e l’avvio di misure di sensibilizzazione verso i consumatori rispetto all’incidenza negativa della dispersione nell’ambiente dei prodotti e degli attrezzi da pesca in plastica, ai sistemi di riutilizzo disponibili e alle migliori prassi di gestione dei rifiuti per questi prodotti.
Questa è anche la proposta della Lista Preganziol Viva.

Soddisfazione a Mogliano Veneto per la notizia che entro il prossimo giugno 2500 tonnellate di plastiche che si trovano stoccate nel territorio del comune di Mogliano Veneto nello stabilimento della Nuova ESA saranno completamente asportate e smaltite.

 

La notizia è stata comunicata questa mattina nel corso di un sopralluogo sul posto, cui hanno preso parte rappresentanti di Regione, Comuni di Mogliano Veneto e di Marcon e operatori.

 

“Siamo molto soddisfatti per questa nuova notizia e per il fatto che possiamo tirare un sospiro di sollievo rispetto al pericoli di inquinamento che incombevano a causa delle sostanze plastiche stoccate dalla nuova ESA nel nostro territorio. Nel corso di questi anni abbiamo seguito con molta attenzione la situazione e sollecitato la regione per una soluzione del problema della bonifica dei rifiuti della Nuova ESA e quindi non possiamo che salutare con soddisfazione questo epilogo che vedrà ripulita definitivamente una parte del territorio del nostro comune che era in pericolo di inquinamento“, commentano il sindaco Carola Arena e l’assessore all’Ambiente Oscar Mancini.

 

Naturalmente l’amministrazione comunale è impegnata a seguire passo passo tutti i lavori di asporto e smaltimento che saranno svolti nei mesi prossimi e fino a giugno per portare a compimento questa opera.

Riceviamo e pubblichiamo dal MoVimento Cinque Stelle di Mogliano Veneto il seguente comunicato stampa inerente all’installazione di eco-compattatori

 

Ecco come abbiamo argomentato la nostra proposta in Consiglio Comunale, poi bocciata dalla maggioranza in palese contraddizione con le premesse manifestate dall’Assessore.

 

L’industria nazionale del riciclo della plastica continua a crescere in Italia, avviando a riciclo nel 2017 il 43,4% degli imballaggi raccolti e posizionandosi tra le prime grandi economie in Europa per tasso di riciclo, dopo Germania e Spagna. Tra il 2005 e il 2017, inoltre, gli imballaggi avviati al recupero sono cresciuti in modo esponenziale con un +64% recando al Paese un beneficio economico di oltre 2 miliardi di euro per la materia prima non consumata, per la produzione di energia e per il risparmio di emissioni di CO2.

 

L’Europa è il secondo produttore mondiale di materie plastiche dopo la Cina, con l’Italia secondo produttore europeo dopo la Germania. Negli anni si è sviluppata un’importante industria del riciclo, tanto che nell’ultimo decennio i rifiuti in plastica avviati in discarica sono diminuiti del 43%, mentre quelli avviati al riciclo sono aumentati dell’80%. Gli imballaggi in plastica raccolti in Europa nel solo 2016 sono stati 16,7 milioni di tonnellate, oltre il 60% di tutta la plastica raccolta e proprio il riciclo, con il 41% è la prima destinazione degli imballaggi raccolti, seguita dal recupero energetico (circa il 39%) e la discarica (20%). La modalità di gestione a maggior tasso di crescita in 10 anni è stato proprio il riciclo con un +75%. Che aumenterà ulteriormente, visti gli obiettivi disposti dal pacchetto europeo sull’economia circolare, con il target per il tasso di riciclo che dal 22,5% previsto nel 2008 del 22,5% viene innalzato al 50% nel 2025 e al 55% al 2030.

 

Negli ultimi due decenni, in Italia si è passati da un sistema di gestione dei rifiuti basato principalmente sulla discarica, a uno fortemente orientato al recupero e riciclo.

 

I dati ci dicono che nel riciclo degli imballaggi l’Italia è un’eccellenza europea, ma nel riciclo della plastica abbiamo il dovere di fare di più. La politica di questo Governo, in linea con la  nuova direttiva europea sui rifiuti, vuole introdurre misure verso la realizzazione di un modello di economia circolare, promuovendo un uso razionale dei prodotti in plastica e incentivando il riciclo e la raccolta differenziata di qualità.

 

Il pacchetto sull’economia circolare modifica sei direttive in materia di rifiuti: la direttiva quadro sui rifiuti (2008/98/CE) e le direttive “speciali” in materia di rifiuti di imballaggio (1994/62/CE), discariche (1999/31/CE), rifiuti di apparecchiature elettrice ed elettroniche, cosiddetti RAEE (2012/19/UE), veicoli fuori uso (2000/53/CE) e rifiuti di pile e accumulatori (2006/66/CE). Le modifiche entreranno in vigore decorsi 20 giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE. I principali obiettivi introdotti riguardano:

– il riciclaggio entro il 2025 per almeno il 55% dei rifiuti urbani (60% entro il 2030 e 65% entro il 2035);

– la riduzione dello smaltimento in discarica, che dovrà scendere al 10% entro il 2035;

– il riciclaggio del 65% degli imballaggi entro il 2025 e il 70% entro il 2030;

– la raccolta separata dei rifiuti domestici pericolosi (entro il 2022), dei rifiuti organici (entro il 2023) e dei rifiuti tessili (entro il 2025).

 

Nella legge di bilancio 2018 (L. 205/2017) sono contenute numerose disposizioni in tema di rifiuti. Tra le quali, i commi 543-548 che dettano disposizioni finalizzate alla promozione della produzione e della commercializzazione dei bastoncini per la pulizia delle orecchie, c.d. cotton fioc, in materiale biodegradabile e compostabile ai sensi della norma UNI EN 13432, nonché dei prodotti cosmetici da risciacquo ad azione esfoliante o detergente che non contengono microplastiche.

 

A tali finalità è destinata una quota del Fondo per la promozione di interventi di riduzione e prevenzione della produzione di rifiuti e per lo sviluppo di nuove tecnologie di riciclaggio, la cui dotazione relativa al 2018 viene incrementata di 250.000 euro; vengono inoltre introdotti divieti di commercializzazione – con decorrenze differenziate – per i succitati prodotti, nonché sanzioni da applicare ai trasgressori.

 

Gli eco-compattatori cambiano la distorta visione di “rifiuto” in quella corretta di “risorsa” svolgendo una azione incentivante verso i cittadini che conferiscono i loro “beni”, ovvero le materie riciclabili (esempi sono il PET, l’HDPE, i tappi, l’Alluminio, il vetro, l’olio esausto alimentare, ecc.) ottenendo in cambio dei “valori” quali, ad esempio, coupon/buoni sconto da utilizzare presso esercizi commerciali o riduzioni percentuali di imposte pubbliche; ma anche una azione sull’ottimizzazione e sul rendimento della raccolta differenziata per gli Enti Pubblici (Comuni, Province, Regioni) che implementano gli eco-compattatori nelle strategie locali mirate al rispetto e alla sostenibilità ambientale, alla gestione del bene pubblico, allo sviluppo economico del tessuto commerciale locale e, non per ultimo, al benessere dei propri cittadini.

 

Si va da un singolo eco-compattatore monomateriale, fino alla creazione di vere e proprie isole ecologiche evolute ed incentivanti.

 

I destinatari degli eco-compattatori sono: Enti Pubblici (Comuni, Province, Regioni, Scuole, Ospedali, RSU, Uffici, ecc.); Aziende e GDO (Supermercati, Centri Commerciali, ecc.); Luoghi Pubblici e Privati con grande affluenza (Palazzetti Sportivi, Concerti, Sagre, Fiere, Eventi, ecc.).

 

Il servizio prevede:

comodato d’uso gratuito degli eco compattatori;

servizio gratuito di gestione dei materiali riciclati;

servizio gratuito di assistenza e manutenzione degli eco compattatori;

strumenti di incentivazione ed eco marketing collegati all’installazione degli eco compattatori;

un comune di qualsiasi dimensione può infatti aumentare la propria quota di raccolta differenziata, premiando i cittadini più virtuosi con sconti sulla tassa rifiuti o altre forme di incentivazione.

 

L’ammontare del bonus, le sue modalità di accreditamento e le varie possibilità di scelta su come poterlo spendere sono singolarmente definite dalle amministrazioni comunali.

 

La possibilità di misurare la quantità di plastica e alluminio destinata al riciclaggio da parte di ogni singolo cittadino, il principio “più ricicli più risparmi” può finalmente essere attuato su larga scala. In questo modo, si può innescare quel circolo virtuoso in grado di diminuire i costi per lo smaltimento dei rifiuti non differenziati, liberando così ingenti risorse economiche per migliorare la qualità dei servizi offerti.

 

Per controbattere all’Assessore circa un necessario coinvolgimento di Veritas, abbiamo sottolineato che nel caso di suolo privato, ciò non sarebbe necessario.

 

Abbiamo segnalato inoltre che il ministero dell’Ambiente, con Decreto Direttoriale n. 58 del 24 aprile 2018, ha autorizzato la nascita del Consorzio Coripet: i cittadini potranno riconsegnare le bottiglie in PET ai supermercati scalando gli importi dalla spesa.

 

Dopo due anni dalla richiesta, il ministero dell’Ambiente ha emanato il decreto che autorizza le attività del consorzio Coripet, il progetto presentato nella primavera 2016 da sei dei più importanti produttori di acque minerali e dai riciclatori. Il via libera ministeriale permette oggi di gestire in modo autonomo le bottiglie in PET.

 

Il nuovo sistema si sgancerebbe dal Consorzio Corepla, che dal 1998 si è occupato dell’intero universo dei materiali plastici e introdurrà una novità importante per i cittadini. Le bottiglie in PET potranno ancora essere gettate con gli altri materiali plastici nella raccolta differenziata. Ma verrà introdotto un “premio” per i cittadini che decideranno di inserirle in appositi macchinari eco-compattatori che saranno installati man mano nei supermercati. Per ogni bottiglia riportata, verrà riconosciuto infatti un importo di 1,5 centesimi, da sottrarre al costo della spesa effettuata. Dal consorzio fanno sapere che sono già pronte 2700 macchine da collocare nei punti vendita.

 

Il modello proposto da Coripet è quello della “filiera chiusa” ovvero quel sistema nel quale il produttore di un bene di consumo ne rientri in possesso una volta che questo sia diventato rifiuto e, dopo la sua trasformazione in materia prima seconda, lo reimmetta nel ciclo produttivo. Sistema già sperimentato da Coripet in Lombardia, Piemonte e Campania.

 

A regime il sistema potrebbe permettere di raccogliere in questo modo circa 2 miliardi di bottiglie ogni anno. Stimolando la partecipazione attiva dei cittadini, aumenterebbe  le percentuali di riciclo, inesorabilmente ferme attorno al 43% delle quantità immesse a consumo. I proponenti sono convinti di riuscire a portarle attorno all’80%. In questo modo, l’Italia recupererebbe posizioni rispetto ad altri Stati Ue.

 

Una volta raccolto, il quantitativo di bottiglie in plastica immesse sul mercato dalle acque minerali consorziate (Ferrarelle, Lete, Norda, San Pellegrino, Maniva e Drink Cup che insieme rappresentano il 35% del mercato) sarà avviato al riciclo meccanico grazie anche ai riciclatori soci di Coripet (Aliplast, Dentis Recycling Italy e Valplastic, 75% del relativo comparto) e già in possesso del parere positivo dell’Efsa (Agenzia europea per la sicurezza alimentare) per la produzione di RPET idoneo al diretto contatto alimentare. Ma non sarebbero solo i consumatori a trarre benefici dalla novità. Il nuovo sistema garantirebbe maggiori risorse economiche ai Comuni. Ad essi andrebbero 305 euro per ogni tonnellata di PET recuperata attraverso la raccolta differenziata contro i 281,7 euro pagati in media da Corepla. E si vedrebbero addebitate somme inferiori a quelle imposte dal sistema Conai per gestire la “frazione estranea” (la parte di rifiuti diversi dal PET che finiscono per errore nella differenziata). Gli attuali 209 euro a tonnellata scenderebbero a 195 euro/ton.

 

Si registra infatti, negli ultimi anni, una crescita della “frazione estranea” (plastica non da imballaggi e materiali non plastici) passata da 42 a 95 mila tonnellate tra il 2014 e il 2017).

 

Un progetto di economia circolare con cui si conta di raggiungere obiettivi di riciclo sempre più ambiziosi. Le nuove modalità coinvolgeranno e incentiveranno non solo i Comuni, ma anche direttamente i cittadini. Il riciclo da bottiglia a nuova bottiglia diventa una possibilità concreta per tutti.

 

Il progetto, si inserisce e non stravolge la filiera oggi operativa. Alla luce dei nuovi e ambiziosi obiettivi europei il riconoscimento di Coripet è un chiaro segnale che va nella direzione indicata dall’Europa: riciclare sempre di più e con una migliore qualità operando in sinergia e collaborazione con tutta la filiera, dall’attuale sistema consortile, ai Comuni, che rappresentano l’indispensabile anello di congiunzione con i cittadini, agli impianti di selezione, alla Grande Distribuzione che, da tempo, si è mostrata attenta al progetto.

 

Come prevede la legge, il provvedimento di riconoscimento ministeriale è diviso in due fasi. La prima, provvisoria, per la fase di avvio ed implementazione del progetto, avrà una durata di due anni. Al raggiungimento degli obiettivi previsti, seguirà la definitiva. Coripet inizierà ad operare sul mercato, al pari degli altri operatori già autorizzati. In questa fase di avvio, sono previste delle verifiche e dei controlli periodici sul raggiungimento degli obiettivi sia da parte di ISPRA che del Ministero dell’Ambiente.

 

Le bottiglie in plastica immesse sul mercato dai consorziati dovranno essere raccolte nelle quantità obbligatorie per legge e avviate al riciclo meccanico. Due le modalità per intercettare le bottiglie post-consumo: oltre attraverso la raccolta differenziata operata dai Comuni, il conferimento da parte dei cittadini potrà avvenire tramite degli eco-compattatori installati, almeno in una prima fase, presso i supermercati.

C’è stato quindi da parte del Ministero un riconoscimento dei sistemi indipendenti e una tutela della concorrenza.

 

Il fatto che sul mercato della raccolta differenziata la concorrenza tra imprese non fosse poi così “garantita” lo aveva denunciato un report dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) nel quale – tra le altre cose – si dimostrava come, pur incamerando il Cac sulla quasi totale quantità di imballaggi plastici – non solo bottigliette in Pet – immessi a consumo in Italia, il sistema Conai-Corepla riuscisse in realtà a garantirne l’avvio a riciclo solo di una parte (il 21,6% nel 2014), mentre soltanto grazie al contributo dell’avvio a riciclo indipendente (16,3%) secondo l’Agcm le percentuali riescono a raggiungere e superare il target di legge del 26% (attestandosi sempre nel 2014 al 37,9% complessivo).

 

I membri di Coripet infatti (che rappresentano sul fronte della produzione il 25% del mercato nazionale di imballaggi per liquidi alimentari) prima che il Consorzio diventasse autonomo, versavano a Conai e Corepla il cosiddetto Cac, Contributo ambientale Conai, calcolato sulla quantità di prodotto immesso a consumo e funzionale alla copertura dei costi di gestione delle bottiglie una volta che queste siano diventate rifiuto.

 

Secondo un dossier presentato al Senato da Coripet, delle 452mila tonnellate di imballaggi in Pet immessi a consumo in Italia nel 2015, solo 193mila sono state avviate a riciclo, meno del 50%. Lo scopo del nuovo consorzio, però, non è quello di sostituire i tradizionali schemi di raccolta differenziata, ma di affiancarli “al fine di sviluppare la capacità di riciclo del sistema”. Questo puntando all’implementazione di servizi di raccolta su superficie privata che consentano “l’avvio diretto a riciclo le cui operazioni sono certificate in ogni fase del processo (catena di custodia)”.

 

Nel suo dossier l’Agcm ha anche dimostrato come “i corrispettivi specificamente definiti dall’Accordo Anci-Conai (l’accordo quadriennale che regola i rapporti tra i consorzi ed i comuni e le somme che i primi, attingendo ai Cac incamerati, devono versare a vantaggio dei secondi, ndr) coprono al più il 20% del costo dell’attività di raccolta differenziata”. Questo significa che, sebbene la raccolta differenziata sia aumentata negli anni, e con essa quindi l’impegno di cittadini ed amministratori locali (ma anche i costi complessivi di gestione), in realtà a pagare l’80% del costo delle operazioni di gestione sono proprio i cittadini con la tariffa rifiuti.

 

Partecipare a queste iniziative vuol dire andare nella direzione indicata dall’Europa: riciclare sempre di più e con una migliore qualità, operando in sinergia e collaborazione con tutta la filiera: dall’attuale Sistema consortile ai Comuni, che rappresentano l’indispensabile anello di congiunzione con i cittadini, agli impianti di selezione, alla Grande distribuzione che, da tempo, si è mostrata attenta al progetto.

 

Durante la discussione della nostra mozione in Consiglio comunale, ci è stato chiesto dall’assessore all’Ambiente, che ha manifestato il proprio interesse e quello di Veritas sugli eco-compattatori, di ritirare la nostra mozione per poi discutere con calma nell’apposita Commissione. Il tema eco-compattatori pare sia sul loro tavolo, (l’Assessore Mancini siede nel Comitato Istituzionale del Consorzio di Bacino della Laguna di Venezia, a cui fa riferimento Veritas), ma con l’ipotesi di acquisto da parte di Veritas degli eco-compattatori (20.000 euro circa l’uno) con un finanziamento del Consorzio di Bacino (soldi dei cittadini).

 

Ma non è quello che chiediamo! Noi non vogliamo far ricadere sulle spalle dei cittadini ulteriori costi, anzi vogliamo sgravarli e premiarli per i loro comportamenti virtuosi; i dati ci  dicono che ciò è possibile, oltre a tutti i risvolti positivi sull’ambiente a cui abbiamo fatto riferimento.

 

Perciò il nostro gruppo ha portato al voto la mozione, emendandola con la richiesta dell’impegno dell’Assessore e del Presidente della Commissione a portare la discussione in Commissione, che poi era quello che ci era stato prospettato dall’Assessore in cambio del suo ritiro. Ma già sapevamo che si trattava di un “escamotage” e che la maggioranza l’avrebbe comunque bocciata.

 

Cosa che poi è avvenuta, in palese contraddizione con le premesse, sottolineata dal voto a favore del Presidente della Commissione Rifiuti.

 

Il tentativo da parte dell’Assessore di far propria la nostra mozione, per cucirla in un secondo tempo addosso a Veritas ed estrometterci dalla discussione, è andato fallito. A noi stanno a cuore innanzitutto l’interesse del cittadino e l’ambiente, non l’interesse di Veritas!

 

MoVimento Cinque Stelle Mogliano Veneto

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