Home / Posts Tagged "plastica"

“I tre presidenti europei delle associazioni dell’industria delle materie plastiche, schierandosi contro la proposta di imposta di 1000 € su ogni tonnellata di plastica, dimostrano di dare priorità all’interesse economico di pochi rispetto alla tutela dell’ambiente che è di tutti.”

 

Questo il pensiero delle deputate del gruppo misto, Silvia Benedetti e Sara Cunial. “Questo settore industriale ha basato la propria fortuna sull’applicazione del modello dell’usa e getta ad un materiale che non si decompone mai ed è riutilizzabile poche volte perché una volta riciclato è meno performante della materia vergine. È vero che i rifiuti non correttamente smaltiti dipendono dall’inciviltà di chi li disperde nell’ambiente con comportamenti puniti quando sono ravvisati, ma il settore che produce un materiale destinato a diventare un rifiuto per l’eternità dopo pochi minuti di utilizzo e con i costi di smaltimento a carico della collettività è corresponsabile. Troviamo scorretto paventare la minaccia di perdita di posti di lavoro: ci sembra impossibile che un settore così avanzato non abbia previsto che le criticità del modello usa e getta avrebbero presentato il conto prima o poi. È per esempio evidente che la plastica si ricava dal petrolio, una risorsa non rinnovabile che durerà ancora per pochi decenni. Non è più saggio iniziare a voltare pagina già ora, preservando quel poco che resta di sano dell’ambiente? Per tutti questi motivi”, terminano le due portavoci, “non possiamo che essere favorevoli a questa imposta: è tempo che il settore della plastica ricicli esso stesso convertendosi ad un futuro maggiormente sostenibile”.

Il tour per sensibilizzare sul futuro dei nostri litorali, dei laghi e del mare toccherà tutto lo Stivale e coinvolgerà anche i cittadini volontari, che potranno partecipare attivamente iscrivendosi all’iniziativa di proprio interesse sul sito

 

 

Fino al 17 ottobre Gruppo VéGé, primo gruppo della distribuzione moderna nato in Italia, porta sulle spiagge italiane il tour “Ripuliamo le spiagge, sviluppato in collaborazione con Legambiente, che prevede la pulizia straordinaria di 60 spiagge attraverso la rimozione dei rifiuti.

 

 

Pulizia in Veneto dall’8 al 12 ottobre 

Il Veneto ospiterà il tour con la pulizia, dall’8 al 12 ottobre, di alcune spiagge di Venezia e Rovigo.

 

L’iniziativa è rivolta non solo ai dipendenti di Gruppo VéGé ma anche ai cittadini, che potranno contribuire a ripulire 60 arenili da tonnellate di rifiuti ed evitare che entrino in mare. All’interno dei punti vendita delle imprese socie del Gruppo, infatti, i clienti saranno invitati a partecipare alla pulizia di una spiaggia sul loro territorio.

 

Questo il calendario delle iniziative in territorio veneto:

 

Data Regione Area / provincia Comune Spiaggia Orario iniziativa
08/10/2019 Veneto Venezia Caorle Spiaggia Brussa 15.00
09/10/2019 Veneto Venezia Bibione Zona Faro 15.00
09/10/2019 Veneto Venezia Eraclea Spiaggia Eraclea Mare, punta sud 10.00
10/10/2019 Veneto Rovigo Rosolina Porto Caleri (zona giardino botanico) 15.00
12/10/2019 Veneto Venezia Jesolo Spiaggia del Mort 15.00
12/10/2019 Veneto Venezia Jesolo Spiaggia del Faro 10.00

 

I rifiuti continuano a invadere i nostri litorali: 968 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia di cui l’81% rappresentato dalla plastica. L’usa e getta di plastica la fa da padrone: sulle 93 spiagge monitorate sono state monitorate 34 stoviglie ogni 100 metri di spiaggia (tra piatti, bicchieri, posate e cannucce) e raccolte oltre 10.000 tra bottiglie e contenitori di plastica per bevande, inclusi i tappi*.

 

Questi numeri testimoniano l’importanza della lotta all’utilizzo e alla dispersione nell’ambiente della plastica monouso. Proprio in quest’ottica nasce il progetto “Ripuliamo le spiagge”.

 

 

“Al diffondersi di un mare di plastica, Gruppo VéGé risponde con il progetto “Ripuliamo le Spiagge” e si mette in prima linea, insieme ai suoi imprenditori e dipendenti, promuovendo stili di consumo sostenibili,” – spiega Giorgio Santambrogio, amministratore delegato di Gruppo VéGé. – “Inoltre il Gruppo si è impegnato, all’interno dei punti di vendita, ad accelerare i tempi della programmata rimozione dagli scaffali delle stoviglie usa-e-getta, dismettendo definitivamente tutte le stoviglie in plastica monouso entro il 30 giugno 2020, quindi in netto anticipo rispetto all’entrata in vigore della legge che impone la loro rimozione dagli scaffali nel 2021”.

 

 

“Il coinvolgimento dei cittadini e dei consumatori è un passo fondamentale nel contrasto all’emergenza mondiale dei rifiuti in mare – dichiara Stefano CiafaniPresidente di Legambiente. Grazie a campagne di pulizia come questa, tutti possono fare un gesto concreto per l’ambiente. Al contempo, l’obiettivo è quello di prevenire l’arrivo dei rifiuti in mare e sulle spiagge, cambiando i nostri stili di vita e di consumo, quotidianamente. Il protagonismo e la responsabilità dei cittadini, insieme alle politiche dei governi nazionale e locali, delle imprese e dell’industria possono fare davvero la differenza nel ridurre i rifiuti, gestirli correttamente con l’economia circolare e arginare un fenomeno devastante per l’ecosistema marino, i suoi abitanti e l’economia del turismo”.

 

 

Per ulteriori informazioni sul progetto e per partecipare, si rimanda a: www.ripuliamolespiagge.it.

 


*Fonte Legambiente – Beach Litter 2019

Quando arte e ambiente si incontrano. Helidon e Jack, due esemplari di tartaruga Caretta Caretta sono stati curati e salvati nel Centro di Recupero tartarughe marine di Legambiente a Manfredonia e liberati in mare (guarda il video) a Mattinata (FG), grazie alla generosa donazione degli artisti Helidon Xhixha e Giacomo Jack Braglia. I due artisti hanno aderito al progetto TartaLove, adottando simbolicamente i due animali e garantendo per un anno la copertura delle spese di medicinali e cibo per tutti gli esemplari ricoverati nel Centro di Recupero.

 

La donazione si intreccia con la sensibilità artistica di Xhixha e Braglia, che hanno da poco inaugurato in Canal Grande a Venezia l’installazione The Twin Bottles: Message in a Bottle. Due grandi sculture metalliche raffiguranti due bottiglie galleggianti, per sensibilizzare sul problema dell’inquinamento dei mari del mondo.

 

Sensibilizzare sul tema inquinamento dei mari

“Con l’adozione delle due tartarughe marine – dichiarano Xhixha e Braglia – abbiamo voluto fare un gesto concreto per rafforzare ulteriormente il provocatorio messaggio ambientalista che abbiamo lanciato da Venezia con la nostra nuova opera The Twin Bottles: Message in a Bottle. Queste due enormi sculture galleggianti portano una forte attenzione sul tema dell’inquinamento dei mari del mondo contaminati dalle plastiche, argomento sempre più centrale e presente oggi nel dibattito sulla salvaguardia del pianeta e degli oceani“.

 

 

TartaLove. Il progetto di Legambiente

Per aiutare le tartarughe marine, Legambiente ha lanciato recentemente TartaLove, una campagna di raccolta fondi. Attraverso l’adozione simbolica di una tartaruga marina, l’associazione può continuare a curare questi animali, proteggere i loro nidi e sensibilizzare i pescatori affinché conferiscano le tartarughe catturate accidentalmente al più vicino Centro di Recupero.

 

 

Tartarughe salvate dalla plastica

Helidon e Jack, che hanno preso il nome dai loro benefattori, erano state pescate alcune settimane fa durante una battuta di pesca a strascico al largo di Mattinata e subito ricoverate al Centro Recupero Tartarughe Marine di Manfredonia. Lì si è scoperto che avevano ingerito oggetti di plastica che ne stavano compromettendo la vita, estremamente preziosa, trattandosi di esemplari in via d’estinzione. Da qui le cure e il loro salvataggio grazie alla donazione dei due artisti.

 

La plastica è una delle minacce più pericolose degli ultimi anni. “Sacchetti, resti di bottiglie e stoviglie, cotton fioc, lenze e imballaggi di vario tipo – commenta Stefano Di Marco, Coordinatore della campagna Tartalove di Legambiente – vengono sempre più spesso rinvenuti nello stomaco degli esemplari degli animali che, come Helidon e Jack, sono ricoverati nel Centro Recupero di Manfredonia. Qui i nostri operatori hanno documentato che più dell’80% degli esemplari recuperati ha ingoiato questi materiali. L’ingestione di questi materiali può essere letale perché può determinare la morte per soffocamento o per un blocco intestinale o ancora come nel caso dei due esemplari liberati oggi, provocare seri problemi di galleggiamento.”

Su proposta dell’assessore all’Ambiente Gianpaolo Bottacin, la Giunta regionale ha deliberato di finanziare tutte le domande collegate al bando che prevedeva contributi fino a mille euro a soggetti organizzatori di sagre e feste aperte al pubblico, nella misura in cui contribuiscano alla riduzione della produzione di rifiuti solidi urbani.

 

“Lo scorso aprile, con l’obiettivo di rafforzare la promozione della coscienza civica nella gestione dei rifiuti – spiega assessore all’Ambiente Gianpaolo Bottacin – abbiamo promosso un bando dedicato, in particolare, agli organizzatori di sagre, riconoscendo l’importanza di queste realtà che in Veneto, da sempre, costituiscono un vitale luogo di incontro per la popolazione”.

 

Le domande presentate sono state 176. Visto l’ottimo esito, abbiamo ritenuto di finanziare tutte le richieste pervenute, aumentando il budget inizialmente previsto fino ad un ammontare complessivo di 122.500 euro”.

 

“Uno smaltimento accorto dei rifiuti, oltre che evidente forma di civiltà – sottolinea Bottacin–, rappresenta prima di tutto rispetto dell’ambiente, tematica su cui è necessaria una riflessione sempre maggiore. Dimostrarsi rispettosi anche in occasione di eventi con grande affluenza di pubblico, dove elevato è anche il numero di addetti all’organizzazione, diventa quindi un ulteriore modo di promuovere una specifica cultura di difesa ambientale. Da qui l’idea di un bando specificamente rivolto a queste realtà, che vanno aiutate nella misura in cui contribuiscono alla riduzione della produzione di rifiuti”.

 

Il bando prevedeva, infatti, contributi a chi impiega stoviglie riutilizzabili, prevede somministrazione di cibi e bevande sfusi e privi di imballaggio primario o distribuiti con vuoti a rendere e chi utilizzasse stoviglie biodegradabili e compostabili qualora non fosse possibile il ricorso a stoviglie riutilizzabili. La concessione dei contributi è condizionata all’effettuazione della raccolta differenziata dei rifiuti prodotti nella rispettiva attività di ristorazione, secondo le modalità definite dal Comune del territorio di competenza.

 

La nostra Regione da tempo è in vetta a tutte le classifiche nazionali in tema di raccolta differenziata – conclude Bottacin – ma questo non ci ferma: il nostro obiettivo è consolidare con maggior forza tale primato, che si concretizza anche in piccole ma significative iniziative come questa”.

Quanti di noi hanno l’abitudine di fumarsi la sigaretta e poi gettare a terra il mozzicone? Lo spegniamo con il piede e lo lasciamo lì, imbrattando marciapiedi, tombini e spiagge, senza considerare che i mozziconi, insieme alle chewing-gum, sono tra i rifiuti più numerosi e dannosi al mondo. Se le gomme impiegano in media cinque anni per smaltirsi, i mozziconi possono arrivare fino a 12.

 

Ogni giorno sui Social o nelle riviste ci vengono sbattute in faccia immagini terribili di quello che i rifiuti stanno causando al nostro Pianeta, arrivando a raggiungerne anche i luoghi più incontaminati.

 

La situazione sta sfuggendo di mano. Negli stomaci delle balene vengono ritrovate buste di plastica. I volatili si costruiscono il nido con pezzi di plastica e cocci di vetro. Le tartarughe scambiano le buste disperse in mare per meduse e le inghiottono, andando incontro a morte certa.

 

La verità più allarmante arriva dal WWF, che informa come ogni anno vengano disperse in natura 100 milioni di tonnellate di plastica. Non è da meno Legambiente, che denuncia come mozziconi, chewing-gum, cotton-fioc, cannucce, e tutti gli oggetti monouso in genere stiano soffocando i nostri mari e le nostre spiagge.

 

Pensiamo che un solo mozzicone avvelena 500 litri d’acqua. Sempre più spesso i pesci come tonni e salmoni mangiano pesci più piccoli che hanno ingoiato filtri di sigaretta, e le sostanze chimiche ci ritornano nel piatto.

 

La plastica, così comoda, utile e poco costosa, è il peggior nemico degli animali e della natura!

 

Ecco allora le 5 piccole e semplici abitudini che tutti noi possiamo adottare salvare il Pianeta:

  1. Basta cannucce. Possiamo farne a meno.
  2. Basta acquistare prodotti singoli. Prediligiamo l’acquisto del prodotto sfuso.
  3. Basta sacchetti di plastica. Iniziamo ad adoperare una borsa riutilizzabile
  4. Basta con la plastica monouso. Troviamo gli stessi prodotti usa e getta fatti di carta
  5. Basta comprare alimenti contenuti negli imballaggi solo per comodità.

Sarà ufficialmente la prima manifestazione a Venezia che si propone come ‘Plastic Free’. La “Settimana Europea dell’Energia Sostenibile”, presentata negli uffici veneziani del Consiglio d’Europa, ha sfoggiato un prestigioso biglietto da visita: l’associazione NordEstSudOvest che organizza la Settimana (dal 17 al 24 giugno) ha ottenuto il patrocinio del ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare proprio in forza a quest’impegno a bandire durante i propri eventi in programma bottigliette d’acqua, bicchieri e quant’altro di plastica.

 

 

Da questo punto di partenza, la Settimana ha deciso di lanciare un ‘sasso nelle stagno’ con un’idea che potrebbe trovare realizzazione nella città storica che ospita 30 milioni di turisti l’anno. Potrebbero essere create, con una sperimentazione ad hoc, delle aree nelle quali siano invitati turisti e residenti a rinunciare all’uso della plastica: un segno di rispetto per la città e per tutto il pianeta.

 

 

È indubbio che negli ultimi anni si è andata consolidando nellʼopinione pubblica la consapevolezza della necessità di fare qualcosa per tutelare il nostro pianeta contro il fenomeno del riscaldamento globale e dall’inquinamento che sta avvelenando i mari e la terra. Il programma della Settimana guarda proprio a questa problematiche ponendole in un’ottica concreta, di quello che può localmente essere fatto.

 

 

Ecco allora il convegno di lunedì 17 (Hotel Tritone Best Western, in viale della stazione a Mestre, ore 16.30) su “Produrre dai rifiuti: energia sostenibile e non solo. Esperienze e progetti di economia circolare” che metterà a confronto operatori pubblici e privati dell’area veneta. Mercoledì 19 a Mestre (Centro culturale Negozio 67, via Piave 67, ore 17,30) con il convegno “Energiapulita, aria pulita: situazione e progetti nellʼarea veneta”, si analizzerà quel che può essere fatto sul risparmio energetico, mentre lunedì 24 (Hotel Bologna, via Piave 214, ore 15,30) si parlerà di “La rigenerazione del patrimonio edilizio costruito: esperienze e progetti con lʼenergia sostenibile”, che non affronterà solamente la questione dell’edilizia residenziale ma, negli interventi di architetti e urbanisti, prenderà in considerazione anche la diffusa realtà degli edifici commerciali e industriali.

 

 

Detto che venerdì 28 a Mestre (Cinema Teatro Kolbe, via Aleardi 156, ora 21,30) verrà proiettato il curioso film documentario “Karamea”, sulla possibilità di vivere diversamente da quanto non si faccia nei Paesi più sviluppati, bisogna ricordare che in collaborazione con l’ufficio Europe Direct del Comune di Venezia da lunedì 17 a venerdì 21 sarà attivo all’interno del Centro culturale Piave 67 un ‘Infopoint’ sull’energia sostenibile.

 

 

Per questo appuntamento del venerdì dedicato al tema dell’inquinamento, tema sul quale il nostro giornale intende insistere, desidero parlare di quanto l’Europa sta facendo per ridurre sino ad azzerare la travolgente quantità di plastica che investe le nostre acque e i nostri mari.

 

 

Il Parlamento europeo ha appena varato delle misure che vieteranno dal 2021 l’uso di oggetti di plastica monouso. Saranno vietati piatti e posate di plastica, cannucce, bastoncini cotonati, sacchetti di plastica e contenitori in polistirolo espanso.

 

 

Inoltre entro il 2029 dovrà essere raccolto separatamente il 90% delle bottiglie di plastica, ed entro il 2030 il 25% delle bottiglie di plastica dovrà essere confezionato con materiale riciclabile.

 

 

Da un indagine condotta da Bruxelles, l’80% dell’inquinamento è causato da plastica, prodotto che resiste al tempo ed è difficilmente degradabile, oltretutto in tempi molto lunghi. Continuamente, grandi quantità di questo materiale si ritrovano nella fauna marina finendo poi nella catena alimentare.

 

 

Esempio emblematico è quello del capodoglio trovato pochi giorni fa spiaggiato e morto a Porto Cervo, in Sardegna. Nel suo stomaco sono stati rinvenuti 22 kg di plastica, piatti monouso, buste di plastica e sacchetti condominiali: probabilmente la causa della sua morte. Per la cronaca era una femmina ed era incinta.

 

 

È stato appurato che il 95% dei rifiuti nei nostri mari è costituito da plastica. Molti sono gli animali marini, tartarughe cetacei ed uccelli, che muoiono per aver ingerito grandi quantità di microplastiche.

 

 

Il record di inquinamento da microplastiche è stato registrato nel Mediterraneo. Triste primato per il nostro mare.

Ogni venerdì, come promesso, il nostro giornale dedica un articolo sul tema della difesa dell’ambiente e contro i cambiamenti climatici. Oggi abbiamo soffermato la nostra attenzione sulla tutela e difesa della laguna veneta.

 

L’associazione La Salsola, l’associazione canoistica Arcobaleno, il WWF Venezia e la Canottieri Mestre hanno comunicato di aver lanciato l’iniziativa di pulizia straordinaria delle barene e dell’sola di Campalto, con la collaborazione di Veritas.

 

Queste associazioni informano che l’ultima mareggiata ha accumulato un quantitativo enorme di rifiuti lungo le barene di Campalto e di Tessera e la cosa ha suscitato forte preoccupazione. La situazione ha messo in evidenza che esiste un problema nella filiera della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani nell’intero bacino lagunare.

 

La classificazione del materiale spiaggiato conferma che la maggior parte degli involucri rinvenuti riguarda merci utilizzate nel settore turistico, e per la precisione del turismo giornaliero, come contenitori, bottiglie di plastica e recipienti per il cibo di strada.

 

Limitazioni all’uso della plastica

A tal proposito, il WWF segnala che la Regione Puglia ha emesso un’ordinanza per bandire dalle spiagge l’uso della plastica monouso come stoviglie, piatti bicchieri e vaschette, anticipando la direttiva europea che dal 2021 vieterà l’utilizzo di plastica monouso.

 

Il WWF auspica che anche la Regione Veneto emetta sin da ora un’ordinanza del genere valida su tutto il territorio regionale.

 

Le associazioni predette mettono in evidenza che occorre una revisione del sistema di lavorazione per il ritiro del rifiuto urbano privato, incentivando il sistema “porta a porta” nella città vecchia. Inoltre è necessaria una revisione critica che affini il sistema di raccolta rifiuti sugli spazi aperti alla pubblica frequentazione e che indaghi sulle possibili falle che possono determinare spargimenti di rifiuti.

 

Per quanto riguarda la sicurezza igienica delle superfici libere delle isole lagunari non presidiate, è da segnalare che l’isola di Campalto è invasa da rifiuti edili e urbani ingombranti, che deturpano la bellezza del luogo.

 

È necessario che le autorità comunali avviino apposite indagini per scoprire i trasgressori che con ogni probabilità si annidano tra le piccole imprese che operano nei restauri edili nel centro storico.

“Kick Plastic OUT!” è stata chiamata l’operazione condotta nel passato weekend dai giocatori del Venezia Calcio con i ragazzi dell’associazione Venice Calls e i membri di Venice Kayaks e Classic Boat Venice.

Tutto il gruppo, un centinaio di persone, a bordo di barche con motori elettrici, ha ripulito dalle plastiche cinque punti della laguna dal Tronchetto a San Piero, transitando per San Michele. In cinque ore di lavoro intenso è stata raccolta una tonnellata e mezza di rifiuti.

È sconvolgente la quantità di rifiuti e di plastiche che galleggiano nella laguna e nei canali veneziani. Secondo Legambiente, l’area del centro storico presenta una concentrazione di plastiche cinque volte superiore alla concentrazione di plastiche nell’Adriatico.

Il problema, si spiega, è causato principalmente dalla maleducazione dei turisti che gettano nei canali di tutto. Questi rifiuti vanno poi ad accumularsi in alcune sacche, che diventano così discariche a cielo aperto.

Da notare è che il 90% dei rifiuti presenti nei canali è rappresentato da plastiche, bottiglie, involucri e scatole. Ma nei fondali si trova di tutto; nei pressi dell’Isola di San Michele sono stati addirittura ripescati pezzi di televisori e computer.

Fonte: La Repubblica.it

Christian Badin, responsabile della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente, lancia il progetto “Plastic free” per il Comune di Preganziol.
“Proporremo alla prossima amministrazione comunale e al Consiglio comunale di aderire al progetto Plastic free lanciato dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Un progetto che punta a eliminare la plastica usa e getta da tutte le sedi comunali, gli uffici e le sedi connesse, comprese da tutte le scuole pubbliche”, dichiara Christian Badin.
Poi aggiunge: “Abbiamo deciso di fare questa proposta, considerando anche la quantità di plastica che si vede lungo le strade del nostro comune e per il senso civico e rispetto dell’ambiente che ci contraddistingue”.
L’obiettivo che si pone Preganziol Viva è un divieto graduale dell’uso della plastica monouso, a cominciare dalle sedi comunali e le scuole. Il divieto dell’uso di materiali plastici non compostabili sarà esteso anche alle attività ristorative e ricettive del territorio, negli eventi e nelle manifestazioni connesse a cibo e bevande.

Plastic Free Challenge

La Plastic Free Challenge è stata lanciata mesi fa dal ministro dell’Ambiente sulla scia di una direttiva del Parlamento Europeo per ridurre i rifiuti marini (il cui iter è ancora in corso), che prevede lo stop alla produzione di una serie di oggetti di plastica monouso che più inquinano le spiagge e i mari d’Europa.
Tra questi rientrano bastoncini cotonati, posate, piatti, cannucce e mescolatori per bevande, che quindi dovranno essere fabbricati esclusivamente con materiali sostenibili.
Un altro obiettivo della direttiva riguarda infatti la riduzione del consumo. Con ciò si intende la disposizione di misure per ogni Stato Membro al fine di ridurre l’uso di contenitori per alimenti e tazze per bevande in plastica e l’avvio di misure di sensibilizzazione verso i consumatori rispetto all’incidenza negativa della dispersione nell’ambiente dei prodotti e degli attrezzi da pesca in plastica, ai sistemi di riutilizzo disponibili e alle migliori prassi di gestione dei rifiuti per questi prodotti.
Questa è anche la proposta della Lista Preganziol Viva.

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Notizie da Venezia, Treviso, Mogliano e dintorni