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Tutti possono segnalare luoghi belli per far ripartire l’economia del turismo

 

Il comparto del turismo teme il collasso e la ripartenza prevede distanziamento sociale e problemi di reddito per molti. In questo senso SharryLand è uno strumento utile, perché indica mete in mezzo alla natura e in luoghi rurali, esperienze per tutte le tasche e meraviglie poco note.

 

Ripensare alla rinascita del turismo, creando insieme la grande Mappa delle Meraviglie dell’Italia da scoprire

SharryLand è nata in tempi non sospetti per creare la grande Mappa delle Meraviglie dell’Italia da scoprire. Ora lancia una “Chiamata all’Italia” per coinvolgere tutti nella spinta verso la ripartenza, puntando sul bene più prezioso del nostro Paese: il patrimonio culturale diffuso, le nostre innumerevoli Meraviglie artistiche, paesaggistiche e culturali.

 

Tutti possono partecipare

Con la “Chiamata all’Italia” SharryLand invita tutti a segnalare, da casa, i  tesori dell’Italia fuori dalle classiche rotte turistiche, da vivere e gustare dopo il lockdown: bellezze naturali e artistiche, specialità eno-gastronomiche, musei insoliti, borghi antichi…
L’appello è rivolto a tutti coloro che amano l’Italia: appassionati del turismo lento e delle arti, curiosi alla ricerca di ispirazioni per il tempo libero e tutti coloro che con la loro professionalità ci fanno vivere appieno un territorio: guide,  cuochi, artigiani, enti, associazioni… E c’è spazio anche per le aziende che ci tengono a restituire valore al loro territorio.

 

Come partecipare: in 3 azioni

1. “Mappiamo l’Italia”. Tutti possono partecipare. Con la registrazione si aderisce alla “chiamata”, da casa. L’invito è raccontare meraviglie nascoste o raccontare se stessi nel profilo. Lo scopo è innescare un passaparola all’insegna dello stupore.
2. “Diventiamo Paladini”. Questa azione è dedicata alle aziende che desiderano attivarsi per il loro territorio: diventando paladini della Mappa delle Meraviglie, cioè sostenendo economicamente la creazione della Mappa, non solo si porta beneficio al territorio scelto, ma si diventa ambasciatori dell’Italia nel mondo.
3. “Scopriamo la Mappa”. Un grande evento a risonanza nazionale che racconterà meraviglie e progetti territoriali avviati grazie ai paladini e darà voce a chi fa la differenza: persone resilienti, istituzioni, comuni “Amici di SharryLand”,
esperti e testimonial d’eccezione.

 

 

Photo Credits: sharry.land

Un dibattito dal respiro internazionale per fare il punto sulle modalità di tutela e fruizione del luogo simbolo di Venezia in cui arte, storia e fede convivono da 900 anni: “San Marco, la Basilica nel Terzo Millennio” è il convegno che avrà luogo il 13 aprile 2019 alle ore 15.30 a Palazzo Ducale a Venezia, su iniziativa della Procuratoria di San Marco.

 

 

I temi

 

La mezza giornata di lavori si compone di un momento di riflessione sulle condizioni attuali della basilica di San Marco, su cosa è stato fatto in questi anni per mantenere il suo splendore, e di una tavola rotonda che guarderà al suo futuro, alle nuove modalità di tutela e di fruizione sostenibile ed inclusiva. Verrà evidenziato il ruolo della Procuratoria nella gestione del monumento, e dell’aiuto da parte di Stato e privati, a partire dalle iniziative già intraprese a quelle in via di progettazione.

 

La notevole pressione turistica (nel 2018 sono stati 5,5 milioni i visitatori entrati in basilica) costituisce insieme un’opportunità ed un rischio: essa impone l’urgenza di pensare a una “fruizione sostenibile” del patrimonio di San Marco che lo renda godibile anche per le generazioni future in un suo rinnovato messaggio culturale e spirituale, in un mondo che è radicalmente cambiato e si appresta ad affrontare sfide globali. Quasi fosse un simbolo di queste sfide, l’acqua alta è causa di aggressioni crescenti negli ultimi anni, dovute ad eventi climatici sempre più estremi e frequenti (l’episodio del 29 ottobre scorso è solo l’ultimo di questi). L’invasione dell’acqua salata mette a rischio mattoni, marmi, mosaici, colonne, e richiede interventi mirati e straordinari di salvaguardia.

Questi ed altri i temi che saranno affrontati nel convegno.

 

I presenti

 

I lavori saranno introdotti dagli interventi di Carlo Alberto Tesserin, Primo Procuratore di San Marco; S.E.R. Mons. Francesco Moraglia, Patriarca di Venezia; arch. Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia; on. Gianluca Forcolin, vice Presidente della Regione del Veneto; on. Vincenzo Zoccano, Sottosegretario di Stato per la famiglia e disabilità.

Gli argomenti

 

A seguire, sul tema “Tutelare, conservare ed innovare: la Basilica di San Marco come organismo vivente”, vi saranno le relazioni degli architetti Mario Piana, attuale Proto della Basilica di San Marco, e di Ettore Vio, proto emerito, che per l’occasione presenterà la pubblicazione da lui curata “San Marco. La Basilica di Venezia. Arte, storia, conservazione”, un’opera di grande cura editoriale in tre volumi, edita da Marsilio, che raccoglie i contributi di oltre 60 studiosi, massimi esperti della materia.

 

 

Saggi e splendide immagini ripercorrono con rigore scientifico la storia della Basilica e dei suoi capolavori d’arte, permettendo di scoprirne anche gli angoli più remoti. I tre volumi di Marsilio rappresentano una fotografia precisa e millimetrica dello stato di salute della basilica oggi, alla luce degli studi più recenti in ambito spirituale, religioso, artistico e architettonico, sociale, nonché un punto di riferimento fondamentale sugli interventi di restauro compiuti negli ultimi anni con le migliori tecnologie disponibili.

 

La tavola rotonda “Le sfide del terzo millennio” sarà condotta dal giornalista Bruno Vespa. Interverranno: il dott. Pierfrancesco Pacini, Presidente dell’Associazione Fabbricerie Italiane; Mons. Antonio Meneguolo, già Arcidiacono del Capitolo della Basilica di S. Marco; l’ing. Pierpaolo Campostrini, Direttore CORILA e Procuratore di San Marco; l’arch. Emanuela Carpani, Soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio per il Comune di Venezia e laguna; il prof. Peter Schreiner, bizantinista all’Università di Colonia e Monaco.

La giornata si chiuderà con il concerto di musica sacra in Basilica “Passio Christi”, diretto dal maestro Marco Gemmani, a cura della Cappella Marciana.

Ha riaperto i battenti, dopo i recenti lavori di restauro, la chiesa di San Beneto, gioiello del Sestiere di San Marco a Venezia, chiusa da quasi 40 anni.

 

La cerimonia ufficiale del taglio del nastro si è svolta questa mattina alla presenza, tra gli altri, dell’Assessore comunale al Turismo, Paola Mar, del presidente della Municipalità di Venezia Murano Burano, Andrea Martini, del delegato patriarcale ai Beni culturali di Venezia, don Gian Matteo Caputo, del presidente metropolitana di CNA Venezia, Giancarlo Burigatto, di Roberto Strumendo di Edilcassa Veneto, che ha finanziato i lavori, e dei rappresentanti della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna, Francesco Trovò e Maria Cristina Dossi.

 

Con questo progetto – ha sottolineato Mar, nel ringraziare tutte le realtà coinvolte – si recupera il concetto stesso di bottega artigiana, del trasmettere saperi antichi, e si annulla la distanza tra la scuola e il cantiere. Interventi come questi sono la testimonianza che la città sa fare rete e lavorare insieme per poter restituire alla collettività luoghi storici, ma a volte quasi dimenticati come la chiesa di San Beneto. Un’operazione sperimentale che mi auguro possa fare da prototipo ad altre iniziative simili”.

 

Il progetto di restauro, ideato da Cna (Confederazione nazionale artigianato) di Venezia in collaborazione con la Diocesi, ha previsto una fase teorica di 12 ore nella quale sono stati spiegati i beni oggetto di intervento dal punto di vista storico-comparativo, le tecniche di realizzazione dei singoli manufatti, i materiali costitutivi degli stessi e le tecniche di restauro da utilizzare, e una pratica in cantiere di 208 ore, circa 26 giorni. Gli interventi, che hanno interessato la pavimentazione della navata centrale e degli altari e la manutenzione degli altari stessi, sono stati realizzati da cinque ditte artigiane locali che hanno lavorato fianco a fianco, mettendo a disposizione le proprie specifiche competenze nell’ambito del restauro artistico, delle opere di edilizia, della gestione e tutela del legno, della costruzione e del ripristino di pavimenti alla veneziana, della pittura.

 

E’ una grande gioia – ha aggiunto Martini – poter rientrare dopo molti anni in un questo luogo importante per la città, un gioiello che torna a splendere grazie alla maestria e al lavoro sinergico di varie realtà veneziane che operano nell’artigianato. Un artigianato che per Venezia è molto importante e che va sostenuto e tutelato perché possa proseguire”.

 

Sulla necessità di trasmettere capacità e competenze artigiane, coinvolgendo sempre di più i giovani, si sono concentrati gli interventi di Burigatto e Strumendo, mentre Trovò ha messo l’accento sull’importanza del “saper fare”, senza il quale non ci può essere conservazione del patrimonio artistico, storico e culturale della città.

 

La chiesa di San Beneto – ha infine precisato Caputo – è ora aperta al pubblico, anche se al momento non c’è ancora un programma preciso di visite e di utilizzo per il culto.

 

Arriva a Mestre il Roadshow dedicato alla pianificazione successoria. 11 tappe in tutta Italia per promuovere la cultura finanziaria

 

Il Roadshow di Widiba, dedicato alla pianificazione successoria, ha l’obiettivo di generare conoscenza e consapevolezza nei cittadini sul tema al fine di pianificare il trasferimento del patrimonio in maniera efficace. Oggi è necessario avere il quadro completo di tutte le variabili che hanno impatti sul patrimonio nel lungo termine e sul suo trasferimento alle generazioni future.

L’appuntamento è per domani, venerdì 23 novembre alle ore 19.00 presso l’Hotel Laguna Palace.

 

L’evento, organizzato in collaborazione con Eurovita, vedrà l’intervento di Roberto Di Mario e Stefano Da Rin, Area Manager e District Manager di Widiba, e di Nicolò Alberio di Eurovita.

 

“Occuparsi della successione significa divenire consapevoli delle esigenze e delle problematiche dei soggetti coinvolti nel passaggio generazionale e individuare gli strumenti a disposizione e le azioni utili per la tutela del patrimonio – dichiara Roberto Di Mario -. Oggi è necessario avere il quadro completo di tutte le variabili che hanno impatti sul patrimonio nel lungo termine e sul suo trasferimento alle generazioni future. Un’efficace pianificazione successoria permette di ottimizzare il passaggio del patrimonio, di evitare liti ereditarie, di limitare le imposte di successione e di lasciare alle persone care i risparmi”.

 

L’ incontro è gratuito e aperto a tutti previa prenotazione all’indirizzo email [email protected]

 

Per maggiori informazioni https://www.widiba.it/pianificazionesuccessoria.

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