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In un momento storico dove l’accoglienza di persone che scappano da guerre, carestie e povertà, violenze e soprusi, sembra ridursi a puri convenevoli burocratici, riducendo al minimo le possibilità di ottenere status necessari alla permanenza nel nostro Paese, il volontariato trevigiano e Università Ca’ Foscari, attraverso Università del Volontariato, avviano un percorso nell’area “Evoluzione Sociale e crescita personale” sul tema “Accoglienza dei migranti”.

 

“Si tratta di sei incontri, due più divulgativi e aperti a tutta la cittadinanza, quattro più legati al supporto linguistico e rivolto a volontari che decidano di operare nel campo dell’accoglienza migranti – spiega Alberto Franceschini presidente di Volontarinsieme – CSV Treviso –Da sempre siamo impegnati in percorsi di approfondimento, conoscenza, abilitazione di volontari impegnati nel delicato compito di accogliere persone che migrano dal loro Paese per motivi di sopravvivenza. In questo periodo storico, dove tutto viene messo in discussione e le disposizioni Governative continuano a minare questi percorsi virtuosi, crediamo sia importante continuare a tracciare una strada di consapevolezza e responsabilità. In questo ringraziamo l’Università Ca’ Foscari e i suoi docenti per la condivisione valoriale di un percorso formativo di tale livello.”

 

 

Venerdì 1° marzo si è affrontato il tema del diritto di migrazione come diritto fondamentale dell’uomo, spiegando le differenze e le analogie tra le figure del profugo, richiedente asilo e rifugiato, insieme a Marco Ferrero Avvocato e docente dell’Università Ca’ Foscari e l’Avvocato e volontario Francesco Tartini, esperto in diritto internazionale.

 

Venerdì 8 Marzo si entrerà nel merito dei flussi migratori, per comprenderne l’andamento demografico e mettere a confronto i modelli di accoglienza, con l’operatore di progetti di accoglienza Marco Berdusco e l’assistente sociale Noemi Tintinaglia.

 

Atri quattro appuntamenti, nei lunedì di marzo/aprile, saranno dedicati al supporto linguistico volontario, presentando metodologie e strumenti per far apprendere la lingua e fornire un arricchimento del lessico e della produzione orale, soprattutto ai giovani migranti. Queste specifiche lezioni saranno coordinate da dalla docente Ca’ Foscari Paola Begotti e dalla studentessa Master ITALS Eliana Mescalchin.

 

Tutti gli incontri si svolgeranno dalle 15.00/18.00 presso il Campus universitario Ca’ Foscari Treviso.

 

Per info e iscrizioni, scrivere a: [email protected]

Quando le temperature s’intiepidiscono, i “rospisti doc” affinano le armi e si preparano a scendere in strada. Dalla metà di febbraio, mediamente, è previsto l’inizio della migrazione degli anfibi di Marca, sul Montello e ai Laghi di Revine, uno dei più importanti fenomeni migratori d’Italia, con una media di 50/60mila esemplari a stagione.

 

L’azione di salvataggio è svolta unicamente da volontari che, dall’imbrunire e per 2/3 ore a seguire, pattugliano le carreggiate per raccogliere gli anfibi e trasportarli dall’altro lato della strada affinché possano raggiungere indenni gli specchi d’acqua dove posare le uova per la riproduzione.

 

Per la zona dei laghi di Revine, che conta di 15/20mila esemplari a stagione, dal lontano 2003, l’Enpa organizza uno specifico incontro rivolto ai volontari, i cosiddetti “rospisti”, e ai neo volontari che si aggiungeranno, per illustrare loro le tecniche di salvataggio: perlustrazione, identificazione della specie, conteggio, attrezzature indispensabili e le importantissime norme di sicurezza; il tutto, con l’ausilio di tabelle, foto e filmati e tantissimi aneddoti sulle passate stagioni.

 

L’incontro informativo gratuito si terrà a Conegliano, presso la sala dell’Informagiovani di piazzale Zoppas (Biscione) venerdì 8 febbraio alle 20.30.

 

Con questo incontro, Enpa rinnova il consueto appello per la ricerca di volontari, dettato dalla sensibilità e al senso di civiltà dei singoli cittadini, a tutti coloro che disposti a fare qualcosa di concreto per la salvaguardia dell’ambiente, affinché diano una mano a salvare numerose preziosissime vite animali.

 

La novità di quest’anno è la costruzione dei primi due tunnel di attraversamento sotto-stradali (rospodotti) all’interno del progetto complessivo che riguarda il Parco Regionale dei Laghi di Tarzo-Revine; il primo, in località Colmaggiore di Tarzo, e il secondo a Revine.

 

Purtroppo gli anfibi sono una specie a grave rischio d’estinzione ovunque, a causa della distruzione e sottrazione dell’habitat e dell’inquinamento. Pagano il prezzo di essere animali piccoli, schivi e pressoché notturni, per cui la loro esistenza, ai più, è purtroppo quasi totalmente ignota con la conseguenza che si tende a sottovalutare il pregio rappresentato dalla loro presenza nell’ambiente. Ricordiamo che questi “animaletti”, oltre a essere preziosissimi per l’agricoltura cibandosi d’insetti, sono anche importantissimi bio-indicatori dello stato di salute dell’ambiente. La loro numerosa presenza è il termometro che indica lo stato di salute dell’ecosistema che li ospita, comunemente definito biodiversità.

 

È in quest’ottica che dovrebbero essere assolutamente salvaguardati ma, non sarà così fintanto che questi utilissimi animali continueranno a rimanere uccisi avvolti, come sono, dal cono d’ombra dell’informazione negata.

 

Sono creature viventi che meritano rispetto anche solamente per il fatto che sono indispensabili al mantenimento del delicatissimo equilibrio naturale.

 

Ricordiamo a chi volesse aderire al salvataggio, che lo stesso si compie lungo la carreggiata su strade molto trafficate e, a tratti, prive d’illuminazione pubblica, in condizioni meteo precarie, con forti piogge e visibilità limitata. Si consiglia quindi di fornirsi di attrezzatura e abbigliamento adeguati ad alta visibilità.

 

L’orario va da subito dopo il tramonto e si prosegue per 2-3 ore. La durata complessiva è attorno ai due mesi.

 

All’indomani dell’ennesima tragedia del mare che venerdì notte ha portato alla morte di oltre 100 profughi provenienti dalla Libia, e gli appelli inascoltati dall’imbarcazione che anche ieri notte ha atteso per oltre 15 ore un soccorso che tardava ad arrivare, il volontariato trevigiano sottolinea l’importanza di una politica che si faccia carico delle vite umane, attraverso una trattativa seria ma non spericolata, tra i leader dei Paese che si affacciano sul Mediterraneo, insieme ai colleghi Europei. 
Il mondo del volontariato torna inoltre a sottolineare l’incostituzionalità del Decreto Sicurezza, una norma che mette in discussione civiltà e sicurezza stessa.

 

“È un vero e proprio movimento quello che si sta creando, contro un’impostazione governativa  che mina i percorsi di integrazione, di umanizzazione e di accoglienza messi in atto in questi anni – spiega il Presidente di Volontarinsieme CSV Treviso, Alberto Franceschini – La CEI con il suo Presidente Bassetti, molte Diocesi, Sindaci e ANCI, Presidenti di Regione, Terzo Settore, tutti insieme per sottolineare le lacune e il vuoto normativo che lascia questo decreto. Anche la Caritas Italiana è in prima linea in questa battaglia di civiltà, con la sua nuova guida Mons. Corrado Pizziolo, Vescovo di Vittorio Veneto, al quale auguriamo un buon lavoro”.

Sotto accusa in particolare l’articolo 1, sul permesso di soggiorno per motivi umanitari, e l’articolo 13 della legge, relativo all’iscrizione all’anagrafe.

“È importante mantenere inalterati i livelli dei servizi e dei diritti riconosciuti agli stranieri entrati regolarmente nel nostro territorio, oggi relegati in uno strano limbo e penalizzati dal decreto – continua Franceschini –. Registriamo, come molti altri, una lesione dei diritti umani e del rispetto della dignità di ciascuna persona, una situazione che  genera peraltro problemi sociali nelle singole città e rende complicato l’intervento sociale da parte delle istituzioni locali e del mondo del volontariato.”

Volontarinsieme ha finanziato, per circa 25mila euro, il progetto “FIXIT” che prevede momenti di formazione e di eventuale inserimento al lavoro, in collaborazione con realtà imprenditoriali della provincia,  di giovani immigrati ospiti nelle strutture del territorio (hub o SPRAR) e in attesa dello status di rifugiato o di protezione umanitaria.

“Rischiamo di vedere vanificati tutti gli sforzi, e le risorse economiche impiegate, per avviare una vera integrazione e dare la possibilità a questi giovani di avere un futuro, anche lavorativo – sottolinea Franceschini –. È inaccettabile, poi, che parte de 35 euro procapite per richiedente asilo di cui dispongono gli enti gestori, non possano essere destinati a formazione e progetti di integrazione. La capacità di adesione di questi ragazzi a progetti di questo tipo è molto più alta al momento del loro arrivo nel nostro Paese, carichi di aspettative, di speranze, di progetti. Dopo due anni di vita vegetale, dove dormono e mangiano solamente, ci si trova di fronte a persone meno vitali, ricettive e capaci di cogliere le opportunità.”

C’è poi la questione sicurezza, all’indomani dell’approvazione del decreto che impone regole stringenti per l’inserimento dei migranti nel sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati.

“Dai primi monitoraggi tra i responsabile di servizi Sprar, dei gestori degli hub di accoglienza e le varie cooperative che gestiscono i Cas, il rischio rilevato è che molte persone si ritrovino allo sbando, senza poter essere accolto in strutture idonee, rimanendo quindi in balia delle organizzazioni criminali e di chi sfrutta il lavoro nero. È per questo che chiediamo una profonda riflessione ai nostri politici e governanti, per non fare gravi passi indietro sul percorso di accoglienza e integrazione che il nostro Paese, non senza fatica, aveva conquistato”, conclude Franceschini.

“Ciò che chiedevamo inascoltati da tempo immemore è divenuto realtà. Grazie al Ministro per il grande lavoro fatto e per la promessa mantenuta”.

Con queste parole, il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, commenta “con sollievo e soddisfazione” la decisione, comunicata dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, di chiudere definitivamente il centro di accoglienza per immigrati richiedenti asilo di Cona, in provincia di Venezia.

 

“Cona e Bagnoli aggiunge Zaia – finalmente sono chiuse. Dalle parole ai fatti non è solo uno slogan, ma diventa realtà”.

Lorenzo Damiano, leader del Popolo della Famiglia e fondatore del movimento Pescatori di Pace, interviene su quanto sta accadendo in Italia e in Europa: “Aveva ragionare Trump, quando voleva destituire le nazioni unite. L’Italia, culla di vera
civiltà storica, politica e culturale, non può subire dall’Onu una tale ingerenza per una questione inesistente come il razzismo, un termine abusato che crea un procurato allarme che potrebbe quasi essere perseguibile legalmente se avessimo una Magistratura europea coerente.

 

Una manciata di burocrati massoni vuole imporre in tutti i modi la sua dittatura, prova ne è quanto sta accadendo in Ungheria, destabilizzando la democrazia del nostro Paese e provocando uno tsunami culturale.

 

I burocrati dell’Onu, quindi, lasciassero in pace l’Italia e si occupassero di Nazioni ridotte alla fame e in difficoltà: se facessero egregiamente il loro lavoro utilizzando al meglio le risorse a disposizione avrebbero già risolto il problema di quei Paesi, creando industrie, occupazione, democrazia. Invece i flussi migratori sono all’ordine del giorno proprio per l’incapacità di questi burocrati, servi inutili per la civiltà, di aiutarli nei loro Paesi.

 

Si preoccupassero inoltre delle emergenze sanitarie che questo tsunami migratorio sta portando: ultim’ora in Veneto il caso di un immigrato clandestino fuggito da una struttura e malato di Tbc.
Un allarme che potrebbe diffondersi anche in tutta la Regione e creare panico nella popolazione. Perché non usano i loro soldi per questi scopi, veri traguardi umanitari?

 

Damiano continua poi la sua critica: “Si rischia una guerra civile: l’Italia preferirà un domani essere difesa da nazioni che in Europa combattono realmente in nome dei veri valori, a difesa della famiglia e della fede cristiana. Il voto degli italiani va rispettato altrimenti il popolo potrebbe ribellarsi e rischieremo di arrivare al Parlamento senza il voto, non solo in Italia ma in tutta Europa. Il Veneto, culla della storia alla musica all’imprenditoria, deve essere difeso, l’Italia delle grandi opere del passato deve essere difesa. La storia è un corso e ricorso che il mondo non è mai riuscito a impedire ma noi, reagendo, possiamo bloccare il futuro nefasto che ci spetta tirando fuori la nostra vera italianità con coraggio, classe e autorità, occupandoci dei veri problemi del popolo e non mettendo in pericolo le nostre tradizioni e la nostra gente. W la nostra Italia”.

Per un giorno, l’epopea dell’emigrazione veneta (5 milioni di uomini e donne tra emigrati e loro discendenti) è tornata a vivere nella terra d’origine. Con l’ormai storica organizzazione dell’Associazione Trevisani nel Mondo, si è infatti tenuta sulla Piana del Cansiglio, a cavallo tra le province di Treviso e Belluno, la decima edizione dell’adunata dei Veneti nel Mondo, svoltasi alla presenza del Presidente della Regione Veneto Luca Zaia, dell’assessore regionale ai Flussi migratori Emanuela Lanzarin, di decine e decine di sindaci veneti, e di non meno di duemila emigrati veneti in rappresentanza delle organizzazioni provenienti dai cinque Continenti.

 

Il “Cansiglio Day” è iniziato con la sfilata dei labari delle istituzioni venete e delle decine di organizzazioni di Veneti nel Mondo, è proseguito con la messa celebrata dall’arcivescovo Alberto Bottari de Castello, di Montebelluna, già nunzio apostolico in Africa, Giappone e Ungheria, con don Canuto Toso, don Giacomo Ferrighetto e don Angelo Arman, i sacerdoti che hanno condiviso la storia dell’emigrazione veneta, e con la premiazione di tre emigranti ed esponenti del mondo associativo dei veneti nel mondo che si sono particolarmente distinti per storia, sacrifici, realizzazioni. I tre premiati, su proposta delle Associazioni venete e dei Comitati e Federazioni di veneti nel mondo, sono stati Piergiorgio Boschiero, Amalia Pavanel e Odino Soligo, cui il governatore ha consegnato il riconoscimento ‘Eccellenze venete’ 2018.

 

Piergiorgio Boschiero è nato a Fara Vicentino il 9 ottobre 1933 ed è emigrato a Montevideo (Uruguay) nel 1950, dove risiede attualmente. Ha acquisito fama in Sudamerica come qualificato esperto in materia di sicurezza e igiene industriale. Un suo manuale riguardante la prevenzione degli incidenti sul lavoro e stato adottato dal Bando de Seguros. Il 1° maggio
2013 ha ricevuto dal presidente della Repubblica la ‘stella’ al merito del lavoro con il titolo “Maestro del lavoro”. È uno dei più attivi italiani in Uruguay, è stato Presidente del Comitato Associazioni Venete dell’Uruguay (CAVU) e si interessa costantemente del benessere dei connazionali.

 

 

Amalia Pavanel è nata a Monestrol, vicino a Tolosa (Francia), da genitori di origine veneta emigrati in Francia dopo la seconda Guerra Mondiale. Trasferitasi nel 1972 in Perù, è diventata un’imprenditrice di successo nel settore dell’abbigliamento. Dal 2007 è presidente dell’Associazione peruviana Veneti nel mondo. La madre era di San Donà di Piave, il padre di Lughignano, Casale sul Sile. Ritornata in Veneto da bambina, ha vissuto presso alcuni parenti a Milano, dove si è diplomata all’Istituto per il turismo. Nel 1972 ha deciso di raggiungere una zia a Lima, in Perù, paese nel quale è diventata un’importante imprenditrice, riuscendo a coniugare famiglia e attività imprenditoriale. Dal 2000, da quando ha lasciato il lavoro, è molto attiva nell’associazionismo.

 

 

Odino Soligo, nato a Trevignano (TV) il 24 marzo 1921, si è arruolato all’inizio della Seconda Guerra Mondiale nell’Aeronautica Militare, dove si è distinto guadagnandosi la Croce e la Medaglia d’Argento al valore militare. Nel 1950 è emigrato in Canada, dapprima a Trail nel British Columbia e poi a Toronto dove, dopo aver lavorato per alcuni mesi in un’impresa edile, ne ha fondato una propria aggiudicandosi, nel giro di pochi anni, importanti appalti per la costruzione di edifici pubblici, ospedali, centrali idroelettriche. Ha dato lavoro a migliaia di opera, soprattutto italiani. Dal 1982 fa parte dell’associazionismo dei veneti nel mondo, con l’adesione prima all’Associazione Trevisani nel mondo e poi alla Federazione dei Clubs e delle Associazioni venete dell’Ontario.

 

 

Zaia ha poi visitato la mostra d’arte sulle donna e l’emigrazione, allestita per l’occasione nella chiesetta all’esterno della quale si è tenuta la cerimonia religiosa.

 

“Oggi rendiamo omaggio con orgoglio e riconoscenza – ha detto Zaia in un breve indirizzo di saluto ai presenti – a dei grandi veneti, che sono partiti dalle loro terre in un momento storico di povertà e sofferenze e hanno portato letteralmente in ogni angolo del mondo la loro onestà, la laboriosità, la voglia di contribuire alle crescita dei Paesi che li ospitavano, ed è per questo che ancora oggi le comunità venete sono amate e apprezzate ovunque. È il modello veneto dell’emigrazione – ha aggiunto – che andrebbe preso ad esempio dai flussi migratori di oggi – perché i nostri emigrati partivano non per riempire le galere o bighellonare per le strade, ma per realizzare un progetto di vita, portare lavoro, conoscenze, capacità di sacrificio, con l’unico comun denominatore del rispetto di leggi, usi e costumi delle terre che li ospitavano. Questo chiediamo oggi all’immigrazione: né più ne meno di quello che i nostri emigrati hanno saputo fare in giro per il mondo”.

 

“La Giornata dei veneti nel mondo – per l’assessore Lanzarin – è stata istituita per onorare e ricordare la grande epopea dell’emigrazione veneta che ha costituito un momento rilevante nella storia di questa regione, che tra Otto e Novecento ha visto spopolarsi interi paesi e ha pagato un prezzo alto in termini di sacrifici e di vite; ma, nel contempo ha visto anche l’orgoglioso riscatto e il successo dei tanti veneti che hanno trapiantato nei quattro continenti cultura, valori, laboriosità e talenti. Il contributo dell’emigrazione veneta allo sviluppo delle Comunità dell’America del Nord, latino-americane, australiane e del Nord-Europa è riconosciuto da tutti e onora la nostra Regione”.

 

“Vogliamo continuare a fare memoria – dice anche l’assessore – di questa storia in un’epoca in cui i flussi migratori sono tornati a essere imponenti, e coinvolgono anche tanti nostri giovani attirati delle opportunità offerte dai paesi esteri. Oggi come ieri, i veneti che emigrano nel mondo sono portatori di capacità, competenze, valori di onestà e impegno, che testimoniano la cultura e la tempra della gente veneta e la forte capacità di integrazione in contesti sociali, culturali ed economici diversi”.

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