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Damiano (PdF): “Immigrazione? Altro che Italia razzista, colpa dell’Onu”

Lorenzo Damiano, leader del Popolo della Famiglia e fondatore del movimento Pescatori di Pace, interviene su quanto sta accadendo in Italia e in Europa: “Aveva ragionare Trump, quando voleva destituire le nazioni unite. L’Italia, culla

Lorenzo Damiano, leader del Popolo della Famiglia e fondatore del movimento Pescatori di Pace, interviene su quanto sta accadendo in Italia e in Europa: “Aveva ragionare Trump, quando voleva destituire le nazioni unite. L’Italia, culla di vera
civiltà storica, politica e culturale, non può subire dall’Onu una tale ingerenza per una questione inesistente come il razzismo, un termine abusato che crea un procurato allarme che potrebbe quasi essere perseguibile legalmente se avessimo una Magistratura europea coerente.

 

Una manciata di burocrati massoni vuole imporre in tutti i modi la sua dittatura, prova ne è quanto sta accadendo in Ungheria, destabilizzando la democrazia del nostro Paese e provocando uno tsunami culturale.

 

I burocrati dell’Onu, quindi, lasciassero in pace l’Italia e si occupassero di Nazioni ridotte alla fame e in difficoltà: se facessero egregiamente il loro lavoro utilizzando al meglio le risorse a disposizione avrebbero già risolto il problema di quei Paesi, creando industrie, occupazione, democrazia. Invece i flussi migratori sono all’ordine del giorno proprio per l’incapacità di questi burocrati, servi inutili per la civiltà, di aiutarli nei loro Paesi.

 

Si preoccupassero inoltre delle emergenze sanitarie che questo tsunami migratorio sta portando: ultim’ora in Veneto il caso di un immigrato clandestino fuggito da una struttura e malato di Tbc.
Un allarme che potrebbe diffondersi anche in tutta la Regione e creare panico nella popolazione. Perché non usano i loro soldi per questi scopi, veri traguardi umanitari?

 

Damiano continua poi la sua critica: “Si rischia una guerra civile: l’Italia preferirà un domani essere difesa da nazioni che in Europa combattono realmente in nome dei veri valori, a difesa della famiglia e della fede cristiana. Il voto degli italiani va rispettato altrimenti il popolo potrebbe ribellarsi e rischieremo di arrivare al Parlamento senza il voto, non solo in Italia ma in tutta Europa. Il Veneto, culla della storia alla musica all’imprenditoria, deve essere difeso, l’Italia delle grandi opere del passato deve essere difesa. La storia è un corso e ricorso che il mondo non è mai riuscito a impedire ma noi, reagendo, possiamo bloccare il futuro nefasto che ci spetta tirando fuori la nostra vera italianità con coraggio, classe e autorità, occupandoci dei veri problemi del popolo e non mettendo in pericolo le nostre tradizioni e la nostra gente. W la nostra Italia”.

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