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L'adunata dei Veneti nel Mondo, ieri, in Cansiglio

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Per un giorno, l’epopea dell’emigrazione veneta (5 milioni di uomini e donne tra emigrati e loro discendenti) è tornata a vivere nella terra d’origine. Con l’ormai storica organizzazione dell’Associazione Trevisani nel Mondo, si è infatti tenuta sulla Piana del Cansiglio, a cavallo tra le province di Treviso e Belluno, la decima edizione dell’adunata dei Veneti nel Mondo, svoltasi alla presenza del Presidente della Regione Veneto Luca Zaia, dell’assessore regionale ai Flussi migratori Emanuela Lanzarin, di decine e decine di sindaci veneti, e di non meno di duemila emigrati veneti in rappresentanza delle organizzazioni provenienti dai cinque Continenti.
 
Il “Cansiglio Day” è iniziato con la sfilata dei labari delle istituzioni venete e delle decine di organizzazioni di Veneti nel Mondo, è proseguito con la messa celebrata dall’arcivescovo Alberto Bottari de Castello, di Montebelluna, già nunzio apostolico in Africa, Giappone e Ungheria, con don Canuto Toso, don Giacomo Ferrighetto e don Angelo Arman, i sacerdoti che hanno condiviso la storia dell’emigrazione veneta, e con la premiazione di tre emigranti ed esponenti del mondo associativo dei veneti nel mondo che si sono particolarmente distinti per storia, sacrifici, realizzazioni. I tre premiati, su proposta delle Associazioni venete e dei Comitati e Federazioni di veneti nel mondo, sono stati Piergiorgio Boschiero, Amalia Pavanel e Odino Soligo, cui il governatore ha consegnato il riconoscimento ‘Eccellenze venete’ 2018.
 
Piergiorgio Boschiero è nato a Fara Vicentino il 9 ottobre 1933 ed è emigrato a Montevideo (Uruguay) nel 1950, dove risiede attualmente. Ha acquisito fama in Sudamerica come qualificato esperto in materia di sicurezza e igiene industriale. Un suo manuale riguardante la prevenzione degli incidenti sul lavoro e stato adottato dal Bando de Seguros. Il 1° maggio
2013 ha ricevuto dal presidente della Repubblica la ‘stella’ al merito del lavoro con il titolo “Maestro del lavoro”. È uno dei più attivi italiani in Uruguay, è stato Presidente del Comitato Associazioni Venete dell’Uruguay (CAVU) e si interessa costantemente del benessere dei connazionali.
 

 
Amalia Pavanel è nata a Monestrol, vicino a Tolosa (Francia), da genitori di origine veneta emigrati in Francia dopo la seconda Guerra Mondiale. Trasferitasi nel 1972 in Perù, è diventata un’imprenditrice di successo nel settore dell’abbigliamento. Dal 2007 è presidente dell’Associazione peruviana Veneti nel mondo. La madre era di San Donà di Piave, il padre di Lughignano, Casale sul Sile. Ritornata in Veneto da bambina, ha vissuto presso alcuni parenti a Milano, dove si è diplomata all’Istituto per il turismo. Nel 1972 ha deciso di raggiungere una zia a Lima, in Perù, paese nel quale è diventata un’importante imprenditrice, riuscendo a coniugare famiglia e attività imprenditoriale. Dal 2000, da quando ha lasciato il lavoro, è molto attiva nell’associazionismo.
 

 
Odino Soligo, nato a Trevignano (TV) il 24 marzo 1921, si è arruolato all’inizio della Seconda Guerra Mondiale nell’Aeronautica Militare, dove si è distinto guadagnandosi la Croce e la Medaglia d’Argento al valore militare. Nel 1950 è emigrato in Canada, dapprima a Trail nel British Columbia e poi a Toronto dove, dopo aver lavorato per alcuni mesi in un’impresa edile, ne ha fondato una propria aggiudicandosi, nel giro di pochi anni, importanti appalti per la costruzione di edifici pubblici, ospedali, centrali idroelettriche. Ha dato lavoro a migliaia di opera, soprattutto italiani. Dal 1982 fa parte dell’associazionismo dei veneti nel mondo, con l’adesione prima all’Associazione Trevisani nel mondo e poi alla Federazione dei Clubs e delle Associazioni venete dell’Ontario.
 

 
Zaia ha poi visitato la mostra d’arte sulle donna e l’emigrazione, allestita per l’occasione nella chiesetta all’esterno della quale si è tenuta la cerimonia religiosa.
 
“Oggi rendiamo omaggio con orgoglio e riconoscenza – ha detto Zaia in un breve indirizzo di saluto ai presenti – a dei grandi veneti, che sono partiti dalle loro terre in un momento storico di povertà e sofferenze e hanno portato letteralmente in ogni angolo del mondo la loro onestà, la laboriosità, la voglia di contribuire alle crescita dei Paesi che li ospitavano, ed è per questo che ancora oggi le comunità venete sono amate e apprezzate ovunque. È il modello veneto dell’emigrazione – ha aggiunto – che andrebbe preso ad esempio dai flussi migratori di oggi – perché i nostri emigrati partivano non per riempire le galere o bighellonare per le strade, ma per realizzare un progetto di vita, portare lavoro, conoscenze, capacità di sacrificio, con l’unico comun denominatore del rispetto di leggi, usi e costumi delle terre che li ospitavano. Questo chiediamo oggi all’immigrazione: né più ne meno di quello che i nostri emigrati hanno saputo fare in giro per il mondo”.
 
“La Giornata dei veneti nel mondo – per l’assessore Lanzarin – è stata istituita per onorare e ricordare la grande epopea dell’emigrazione veneta che ha costituito un momento rilevante nella storia di questa regione, che tra Otto e Novecento ha visto spopolarsi interi paesi e ha pagato un prezzo alto in termini di sacrifici e di vite; ma, nel contempo ha visto anche l’orgoglioso riscatto e il successo dei tanti veneti che hanno trapiantato nei quattro continenti cultura, valori, laboriosità e talenti. Il contributo dell’emigrazione veneta allo sviluppo delle Comunità dell’America del Nord, latino-americane, australiane e del Nord-Europa è riconosciuto da tutti e onora la nostra Regione”.
 
“Vogliamo continuare a fare memoria – dice anche l’assessore – di questa storia in un’epoca in cui i flussi migratori sono tornati a essere imponenti, e coinvolgono anche tanti nostri giovani attirati delle opportunità offerte dai paesi esteri. Oggi come ieri, i veneti che emigrano nel mondo sono portatori di capacità, competenze, valori di onestà e impegno, che testimoniano la cultura e la tempra della gente veneta e la forte capacità di integrazione in contesti sociali, culturali ed economici diversi”.

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