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La rassegna di carri allegorici di Carnevali di Marca è un’imponente macchina che vede ogni anno la partecipazione di migliaia di volontari ed oltre una cinquantina di associazioni

 

Saranno una ventina gli appuntamenti 2020 di Carnevali di Marca. Le celebrazioni hanno inizio con la 31° edizione della Festa della Candelora.

 

Le sfilate di carri mascherati in provincia di Treviso non si svolgeranno solo di domenica, ma anche di sabato, come a Monastier, San Vendemiano, Zenson di Piave, Santa Lucia di Piave e Zero Branco.

 

Tra le novità di Carnevali di Marca c’è l’adesione di alcuni nuovi comuni. Così le sfilate dei carri allegorici attraverseranno i centri di Carbonera, Godega di Sant’Urbano (Pianzano), Pieve del Grappa e Zenson di Piave.

 

Il martedì grasso, come da tradizione, segnerà la fine del Carnevale che si concluderà, con le sfilate finali, a Conegliano, Cornuda e a Treviso, dove l’evento è parte del Carnevale Trevigiano.

Carnevali di Marca interesserà anche la manifestazione Magie d’Inverno a San Vendemiano sabato 15 febbraio 2020 quando attraverserà il centro cittadino.

Sempre qui anche quest’anno si svolgerà la lotteria di beneficenza di Carnevali di Marca, che avrà un ricco montepremi e 50 biglietti vincenti in palio.
Di ogni biglietto venduto, 5 centesimi saranno devoluti a tre associazioni a scopo benefico segnalate dalle Amministrazioni Comunali partecipanti all’evento. È previsto un montepremi di 24.000,00 € ed il primo premio è una Opel Corsa Advance 5 porte.
L’estrazione finale avrà luogo sabato 21 marzo 2020 a San Vendemiano.

 

Sfilata dei carri allegorici a Treviso (da confermare)

Come da tradizione la sfilata di carri allegorici a Treviso attraverserà il centro storico con partenza e arrivo a Borgo Cavour alle 14.00 di martedì 25 febbraio 2020 per poi percorrere il tracciato dentro le mura cittadine, Borgo Cavour, via Canova e poi ci sarà l’attraversamento di Piazza Duomo, viale Cesare Battisti, piazza Pio X, Piazza Vittoria, via Cadorna, Corso del Popolo, via XX Settembre. La sfilata di carri mascherati si fermerà nei pressi di Piazza Aldo Moro saranno valutati da un’attenta giuria composta dagli oltre venti rappresentanti dei carri allegorici e dai negozianti dell’Associazione; ad accoglierli ci sarà anche una moltitudine di bambini e genitori tra coriandoli, stelle filanti e tanta allegria. Tutte le informazioni sulla sfilata di carri allegorici a Treviso.

Sarà il Gruppo Folcloristico Trevigiano a fare gli onori di casa col primo carro allegorico con il Re Carnevale, la regina e la sua corte. Seguiranno gli altri carri mascherati che nelle loro raffigurazioni satiriche si prenderanno beffa dei mali che affliggono la politica e più in generale il mondo di oggi.

 

Carnevali di Marca: luoghi e date

Domenica 19 gennaio 2020 dalle 14.30: sfilata dei carri allegorici a Tarzo.

Domenica 26 Gennaio 2020: a Susegana i carri mascherati sfileranno dalle ore 14.30.

Domenica 26 Gennaio 2020: a Carbonera i carri mascherati sfileranno dalle ore 14.30.

Domenica 2 Febbraio 2020: a Godega di Sant’Urbano (Pianzano) carri mascherati sfileranno dalle ore 14.30.

Domenica 2 Febbraio 2020: a Pieve del Grappa c’è il passaggio dei carri mascherati dalle 14:30.

Domenica 2 Febbraio 2020: Pieve di Soligo sarà attraversata dai carri mascherati dalle 14:30.

Sabato 8 Febbraio 2020: a Monastier si festeggia il Carnevale coi carri mascherati dalle 14:30.

Domenica 9 Febbraio 2020: a Sernaglia della Battaglia dalle ore 14.30 c’è la Sfilata dei carri allegorici.

Domenica 9 Febbraio 2020: Cordignano (Ponte della Muda) festeggia la sfilata di carri allegorici dalle 14.30.

Domenica 9 Febbraio 2020: alle ore 14.30 partirà la sfilata di maschere che attraverserà il centro di Villorba.

Domenica 9 Febbraio 2020: dalle ore 14.30 c’è la sfilata di carri allegorici a Giavera del Montello.

Sabato 15 Febbraio 2020: dalle ore 14.30 Carnevali di Marca attraverserà San Vendemiano.

Sabato 15 Febbraio 2020: alle ore 20.30 c’è la sfilata carnascialesca a Zenson di Piave.

Sabato 15 Febbraio 2020: Carnevali di Marca toccherà Santa Lucia di Piave con sfilata delle 20.30.

Sabato 15 Febbraio 2020: Carnevali di Marca toccherà Zero Branco con sfilata delle 14.30.

Domenica 16 Febbraio 2020: dalle ore 14.30 c’è la sfilata di carri allegorici a Nervesa della Battaglia.

Domenica 16 Febbraio 2020: dalle ore 14.30 c’è la sfilata di carri allegorici a Cornuda.

Domenica 23 Febbraio 2020: dalle ore 14.30 i carri mascherati arrivano a Roncade.

Domenica 23 Febbraio 2020: dalle ore 14.30 i carri mascherati attraversano il centro di Vittorio Veneto.

Martedì 25 Febbraio 2020: dalle ore 14.30 c’è la sfilata di carri allegorici a Cornuda.

Martedì 25 Febbraio 2020: dalle ore 14.30 Conegliano saluta la sfilata di carri allegorici.

Martedì 25 Febbraio 2020: dalle ore 14.30 gran finale del Carnevale 2020 con il passaggio per le vie del centro di Treviso con partenza da Borgo Cavalli.

“Mentre in provincia di Treviso vengono rilevati picchi di inquinamento da Pm10, con un picco nel capoluogo superiore nove volte ai limiti, Zaia si diverte a fare il piccolo Nerone di casa nostra, accendendo i falò dell’Epifania, i cosiddetti Panevin, diventando complice di una situazione di totale illegalità. Quando invece, vista l’emergenza, dovrebbe imporre attenzione e moderazione”. Ad affermarlo è Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico e vicepresidente della commissione Ambiente commentando i dati relativi alle polveri sottili nella Marca Trevigiana.

 

 

“Il 31 dicembre e per l’Epifania si sono registrati i livelli massimi, dovuti a fuochi artificiali e botti nel primo caso e falò nel secondo. Basti pensare che il 6 gennaio la centralina dell’Arpav di Treviso città ha toccato i 445 microgrammi per metro cubo, a fronte di un limite massimo di 50. Gran parte del Veneto, come tutta la Pianura padana, è una camera a gas: con un quadro simile bisognerebbe evitare ogni deroga e ogni fonte inquinante che vada ad aggravare il problema. Zaia però, anziché dare il buon esempio, ha preferito correre in lungo e largo la provincia di Treviso per appiccare il fuoco a quattro falò, uno dei quali, ad Arcade, è il più grande e imponente d’Italia essendo alto dieci metri. Da buon padre di famiglia, come ama spesso definirsi, dovrebbe avere la serietà e il coraggio per spiegare ai propri figli, in questo caso i cittadini trevigiani, che in certi casi anche le tradizioni possono essere messe in discussione, soprattutto se vanno ad aggravare una situazione di illegalità ed emergenza sanitaria. Ormai la tradizione genuina dei Panevin si è trasformata in una gara a chi fa il falò più alto, in una dannosa ostentazione. E cosa dire delle tonnellate di anidride carbonica sprigionate dalle fiamme proprio quando viviamo una emergenza climatica dove dall’Australia arrivano notizie e immagini che fanno piangere?”.

 

 

“La Regione – prosegue Zanoni – non può continuare a far finta di niente. In Consiglio, lo scorso 18 dicembre abbiamo approvato la Relazione sulla conformità dell’ordinamento regionale alle norme dell’Ue e risulta che il Veneto è interessato da ben quattro procedure di infrazione per violazione delle direttive comunitarie, inclusa quella sanitaria sulla qualità dell’aria. La procedura – ricorda il consigliere democratico – è aperta dal 2014 e riguarda la mancata attuazione di misure appropriate per garantire la conformità ai valori limite dei Pm10. Attualmente la Regione delega ai sindaci, con particolare riferimento ai Comuni con oltre 30mila abitanti, il compito di imporre provvedimenti per contenere l’inquinamento dell’aria. È un lavarsene le mani, vuol dire scaricare sui sindaci la patata bollente come se lo smog conoscesse i confini amministrativi e come se i Comuni meno popolosi non avessero questo tipo di problematica. È una situazione inaccettabile, già lo scorso 10 gennaio ho inoltrato una denuncia alla Commissione europea nei confronti della Regione per violazione della Direttiva sulla qualità dell’aria, poiché con il Piano dell’aria non ha adottato le misure necessarie per contrastare l’inquinamento”.

 

 

Zanoni sottolinea poi la questione sanitaria legata all’esposizione di polveri sottili: “L’Agenzia europea per l’ambiente, nel Rapporto 2018, ha determinato che in Italia muoiono prematuramente ogni anno 60.600 cittadini a causa del particolato, cifra che sale a 84.400 se consideriamo tutti gli inquinanti. Inoltre l’Oms ha individuato tra gli effetti dello smog da polveri sottili infarto, ictus, embolia, polmonare, cancro e numerose malattie a polmoni, bronchi, cuore, cervello e arterie. Malattie che colpiscono soprattutto bambini e anziani”.

 

 

“Considerato questo ‘bollettino di guerra’, sarebbe meglio organizzare feste con vin brûlé, pinza e canti popolari al posto dei fuochi – suggerisce Zanoni – Credo che se fossero adeguatamente informati e consapevoli, molti dei circa 40mila trevigiani che partecipano ai Panevin rivedrebbero le proprie posizioni. E infine sarebbe l’ora anche di ascoltare le sacrosante richieste dei rimanenti 800mila trevigiani che poi spesso si trovano nelle condizioni di non poter nemmeno arieggiare la propria abitazione o fare due passi all’aperto senza il rischio di affumicare casa e abiti”.

È stato presentato il 16° rapporto sulla presenza dei cittadini stranieri nella Marca trevigiana relativo al 2018. Anolf Cisl Belluno Treviso, Caritas di Treviso e di Vittorio Veneto, Migrantes Treviso, La Esse e Una Casa per l’Uomo, con l’apporto di Veneto Lavoro, ritengono cruciale questo lavoro di documentazione e di analisi considerandolo una parte importante del proprio compito sociale.

Il dossier infatti costituisce uno strumento significativo per chi si occupa di Politiche locali e, più in generale, per comprendere la reale evoluzione dei fenomeni migratori

 

I numeri

Come nel 2017, anche nel 2018 il numero totale di residenti stranieri è cresciuto leggermente. Il numero di stranieri residenti in provincia a fine 2018 è pari a 93.074, è cresciuto di 1.755 persone rispetto al 2017 (+1,9%). La popolazione straniera residente nella provincia di Treviso è composta da 44.973 uomini e 48.101 donne; di questi 20.522 sono minori. Per quanto riguarda i cittadini di provenienza extraUE, l’analisi dei permessi di soggiorno rileva che, nel 2018, circa il 72% del totale dei primi permessi rilasciati è da ricondurre a motivi familiari, soprattutto a ricongiungimenti familiari (dal 2012, in Veneto i primi permessi rilasciati per motivi familiari si mantengono intorno ai 10 – 12.000). Calano del 60% i primi rilasci di permessi per motivi legati alla richiesta di asilo e alla protezione umanitaria. Ancora in calo le acquisizioni di cittadinanza italiana (28,3% rispetto all’anno precedente), fenomeno verificatosi anche a livello regionale e nazionale a partire dal 2017. I 3.092 stranieri diventati cittadini italiani nel 2018 vanno a comporre gli oltre 43.000 diventati neo-cittadini italiani dal 2002 ad oggi. Come nel 2017, anche nel 2018 è aumentata in particolare la componente maschile (+1.153 uomini), anche se la componente femminile continua a rimanere prevalente (51,7%). Nella provincia di Treviso sono presenti migranti di 150 nazionalità diverse, ma la quota delle prime 10 è pari al 74% del totale. 

 

Le nazionalità

Continuano a confermarsi primi Paesi di provenienza: Romania, Cina, Marocco, Albania, Macedonia, Kosovo. Crescono i rumeni (+ 2,3%, pari a +473 persone), i cinesi (+ 2,4%, pari a +202 persone), gli indiani (+6,4%, pari a +148 persone), i senegalesi (+3,0%, pari a +82 persone) e gli ucraini (+2,4%, pari a +87 persone). Tra gli altri gruppi nazionali presenti in provincia, crescono con percentuali rilevanti, ma nettamente inferiori rispetto allo scorso anno, i nigeriani (+12,5%, pari a +264 persone), i brasiliani (+9,4% pari a +99 persone), i pakistani (+8,9% pari a +48 persone). L’aumento di molti gruppi nazionali può essere riferito a una crescita dei ricongiungimenti familiari che, dal 2017, hanno visto rilevante aumento. Calano invece altri gruppi nazionali (soprattutto di area balcanica), anche se con percentuali leggermente inferiori rispetto allo scorso anno. 

 

Nuovi nati e minori

I nuovi nati da entrambi i genitori stranieri sono stati 1.300 nel 2018; -3,8% rispetto al 2017, 55 nati in meno, una cifra inferiore alla diminuzione precedente (-66). L’incidenza percentuale sul totale dei nati resta pressoché stabile al 19,7%. La popolazione a cittadinanza straniera continua ad essere più giovane di quella italiana: il 22,0 % del totale degli stranieri, pari a 20.522 ragazzi e ragazze, sono minorenni, rispetto ad una incidenza dei minori tra gli italiani pari al 16,4%. C’è stata una lieve ripresa, pari a 311 minori in più, con un aumento relativo dell’1,5% rispetto al calo dell’1,9% del 2017, calo che si protrae dal 2013; la loro incidenza percentuale sul totale dei residenti stranieri rimane pressoché stabile al 13,2%. Nella sostanziale stabilità di questo segmento di popolazione si ipotizza concorra anche il proseguire del calo delle acquisizioni di cittadinanza italiana.

 

Scuola

Durante l’anno scolastico 2017/2018 nella provincia di Treviso gli alunni con cittadinanza non italiana sono stati 17.971, 71 in più rispetto al precedente anno scolastico. Il 70,8% di questi giovani è nato in Italia da genitori stranieri, percentuale in costante aumento. Si arresta per ora il calo iniziato nel 2013/2014, con uno 0,4% in più, sostanziale conferma delle cifre dell’anno precedente. L’incidenza percentuale sul totale degli alunni si conferma sul 13,3% (seconda dopo Verona, 14,8%, e alla pari con Padova 13,3%, con media regionale al 13,3%). Le nazionalità rappresentate erano 112.

 

I neo-cittadini italiani

Gli stranieri che hanno acquisito la cittadinanza nel 2018 sono stati 3.092, con un calo del 28,3%, pari a -1.220 persone rispetto al 2017, il 60% in meno rispetto al picco del 2016. In ogni caso, in 15 anni ben 42.462 persone sono diventate di cittadinanza italiana

 

I richiedenti asili e i titolari di protezione internazionale

A fine giugno 2018 erano presenti nei Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS) e nei posti resi disponibili dalla rete SPRAR 1.846 persone, circa un terzo in meno rispetto al 2016 (nel quale l’aumento rispetto all’anno precedente era stato invece superiore al 75%). A livello nazionale, vi è stato nel 2018 un forte calo negli arrivi via mare, con una diminuzione dell’80% rispetto al 2017 e con ovvie ricadute sulle presenze a livello locale. Nel 2018 nei due progetti SPRAR in provincia di Treviso sono transitate in totale 119 persone di 18 nazionalità differenti; i gruppi nazionali più rappresentati sono i maliani (22.7%), seguiti dai nigeriani (15.1%) e dai pachistani (10%); l’80% ha meno di 30 anni. 

 

Il lavoro

Rispetto al totale degli occupati in provincia, anche nel 2018 il peso degli stranieri si mantiene elevato, pari al 10,6%. La loro presenza è particolarmente importante nel lavoro dipendente. Il tasso di occupazione degli stranieri (15-64 anni) è del 56,1% (68,2% quello degli italiani); il tasso di disoccupazione è pari al 21,4% (8% quello degli italiani). Per quanto riguarda il lavoro dipendente, nel 2018 si sono confermate le dinamiche positive degli anni precedenti – trainate dalla forte crescita dei rapporti di lavoro a termine – con un ulteriore rafforzamento del trend positivo avviatosi nel 2015. Per gli stranieri (come anche per gli italiani) prosegue la fase di espansione occupazionale: il bilancio delle posizioni di lavoro in essere a fine 2018 è positivo per 3.700 unità (circa 5mila tra gli italiani). Nel primo semestre del 2019, invece, continua a rafforzarsi il tempo indeterminato e si ridimensiona il ricorso del lavoro a termine. I dati del terzo trimestre (a settembre 2019) confermano i trend della prima parte dell’anno.

 

Nell’insieme, il peso degli stranieri si conferma elevato in tutti gli ambiti occupazionali; è tuttavia particolarmente alto in agricoltura, nelle costruzioni ed in alcuni comparti del settore industriale (oltre che nel lavoro domestico). La prima cittadinanza per numero di assunzioni in provincia è quella rumena (circa 1/4 delle assunzioni), seguono i cinesi, gli albanesi e i marocchini. L’inserimento lavorativo dei diversi gruppi nazionali varia notevolmente e mette in evidenza alcune peculiarità settoriali. Nel lungo periodo sono inoltre evidenti trend differenziati sulla base della cittadinanza: si possono individuare comunità fortemente interessate dalla crisi che hanno registrato pesanti perdite occupazionali (ancora non recuperate) ad esempio Ghana e Marocco, gruppi in costante crescita con progressivo rafforzamento nel mercato del lavoro, ad esempio Cina, India, Romania e Albania, e cittadinanze in progressiva diminuzione come Polonia e Croazia. Le assunzioni degli stranieri nel lavoro dipendente continuano ad interessare soprattutto gli uomini, prevalentemente i profili professionali più bassi; le qualifiche più elevate, comunque contenute, sono più diffuse tra le donne che tra gli uomini. Al 30 giugno 2019 i disoccupati stranieri (domiciliati in provincia) secondo gli elenchi dei Centri per l’impiego sono circa 16.400 e rappresentano il 27% del totale degli iscritti; nel 54% dei casi si tratta di donne.

 

Un commento

«La crescita rilevata nel 2017 si conferma: anche il protrarsi del calo di acquisizioni di cittadinanza contribuisce a questo risultato, tuttavia va riconosciuto che a trainarla sono soprattutto i nuovi permessi di soggiorno per motivi familiari, la quasi totalità per ricongiungimento. Riteniamo che questo dato, insieme ai risultati delle dinamiche occupazionali, dimostri che è in ripresa la tendenza a portare in provincia la famiglia, considerato che nella Regione Veneto già dal 2013 i nuovi permessi di soggiorno per motivi familiari si sono mantenuti intorno ai 10-12.000. Il calo consistente dei permessi di soggiorno legati all’asilo o alle varie forme di protezione si ricollegano ovviamente alla politica relativa agli sbarchi. A fronte delle risultanze principali che i dati ci consegnano a fine 2018, riteniamo importante la seguente considerazione: i cittadini stranieri presenti in provincia sono ormai da tempo una componente strutturale del territorio, al netto delle difficoltà del territorio stesso per quanto riguarda le dinamiche innescate dalla crisi economica ed occupazionale del 2008 e protrattasi a lungo. Pur nella ricerca ancor oggi di possibilità migliori di lavoro e di vita all’estero, i cittadini stranieri tendono a rimanere: non si è realizzata né la fuga massiccia ipotizzata dopo i primi anni di crisi, né l’invasione di cui si torna a parlare dal tempo dell’innesco del problema umanitario nel Mediterraneo. E con coloro che rimangono, quali interventi si possono e si vogliono fare, perché diventino finalmente una risorsa di cui il territorio ha bisogno, considerato il degiovanimento che già lo scorso anno avevamo messo in luce? Quali politiche di inserimento ad una integrazione positiva sarebbero richieste per attuare questa prospettiva dalla quale tutti potremmo trarre profitto? Sono interrogativi che vanno sollevati, per poter aprire un dibattito costruttivo sul presente e sul futuro del nostro Paese».

Presepi monumentali e opere darte tutti da scoprire dal 27 dicembre al 6 gennaio

 

Un percorso dedicato alla scoperta dei Presepi monumentali e delle opere darte ospitate nelle chiese cittadine. Dal 27 dicembre al 6 gennaio il Comune di Treviso, in collaborazione con Cattedrale Treviso Eventi Arte e Cultura e UNPLI Treviso, offrirà lopportunità a cittadini e appassionati di visitare magnifiche rappresentazioni monumentali e artistiche della Natività in una Via dei Presepi” che andrà a coinvolgere ben sette luoghi sacri della Città.

 

Ogni giorno, dalle 8 alle 12 e dalle 15 alle 18.30 (la Cattedrale sarà aperta con orario continuato dalle 8 alle 18.30), sarà possibile intraprendere un viaggio nella tradizione natalizia servendosi di una vera e propria mappa, con partenza dalla Chiesa di S. Francesco, che ospita il Presepe realizzato dal Gruppo Francescano Presepisti, fino ad arrivare alla tappa finale di San Nicolò, impreziosita dal Presepe di tradizione napoletana. Lungo la Via dei Presepi, si potranno visitare inoltre la chiesa di Santa Maria Maddalena e la chiesa Cattedrale che ospiteranno le Natività, Via Giulia”, Via Lungaretta” e Via della Luce, opere di Christian Apreda – artista romano conosciuto per la sua straordinaria abilità nel ricostruire rigorosamente a mano suggestivi set di una Roma  ispirata dagli acquerelli di Ettore Roesler Franz, esponente del Realismo del tardo 800 -, Santa Maria Maggiore, con la mostra dei Presepi ospitata nel chiostro, il Presepe tradizionale del Museo diocesano (che con Ridotto a 3 euro ospita anche la straordinaria mostra 60 Paesi, 300 Presepi) e, infine, il Presepe tradizionale di SantAgnese.

 

La sede dei Vigili del Fuoco di via Santa Barbara ospiterà invece, per il 6° anno consecutivo, un Presepe ispirato alloperatività dei Pompieri e che questanno sarà dedicato agli incendi che hanno colpito la foresta Amazzonica, polmone verde della terra, simbolo di un ecosistema e di una biodiversità che i pompieri, con il loro lavoro, contribuiscono a salvare ogni giorno. Eventuali offerte saranno devolute allAssociazione Onlus Per mio figlio per il progetto Oasi di Pediatria. Il Presepe sarà visitabile tutti i giorni dal 3 dicembre 2019 al 31 gennaio 2020.

 

Al Portello Sile Spazio Culturale degli Alpini in via Tasso, piazza Garibaldi, dal 14 dicembre al 6 gennaio, si potrà visitare una suggestiva esposizione di Presepi realizzati da artigiani veneti, che rappresentano in modo tradizionale la nascita di Gesù utilizzando materiali recuperati in natura e piccoli Presepi da collezione.

 

Inoltre, lassessorato allIstruzione ha lanciato liniziativa La cesta del cuore: gli studenti delle scuole elementari e medie prepareranno un addobbo natalizio o un biglietto con un pensiero personale come augurio di Buon Natale” che saranno collocati in apposite ceste di fronte ai Presepi in omaggio ai visitatori.

 

Nellambito della valorizzazione del patrimonio artistico e culturale cittadino, la Via dei Presepi inaugura con la possibilità di prenotare (solo su prenotazione), sabato 28 dicembre, alle 15.30 una visita guidata gratuita alle chiese oggetto delliniziativa: San Nicolò, SantAgnese, Cattedrale di San Pietro, Chiesa di San Francesco, Chiesa di Santa Maria Maggiore, Chiesa di Santa Maria Maddalena (durata 2 ore circa, partecipazione gratuita, prenotazioni: IAT Treviso Centro, tel. 0422.595780). La partenza sarà dall’ufficio IAT Treviso centro, in Piazza Borsa.

 

La Via dei Presepi si concluderà venerdì 3 gennaio alle 21 nella chiesa di Santa Maria Maddalena con il concerto One World, one voice, one song a cura del Coro Gioventù In Cantata di Marostica dellAssociazione Contarini di Jacopo Cacco (entrata libera fino ad esaurimento posti).

La Marca Trevigiana offre 196 posti in Comuni e associazioni o cooperative del terzo settore

 

Ieri è finalmente uscito il bando nazionale per il servizio civile universale rivolto a giovani dai 18 ai 28 anni che siano cittadini italiani o europei oppure anche regolarmente soggiornanti in Italia. Le domande potranno essere presentate fino al 10 ottobre e il servizio effettivo comincerà a gennaio 2020.

 

Dodici mesi da impiegare a servizio della comunità ma anche di sé stessi, osservando e imparando come si lavora a servizio degli altri, con un rimborso di 433 euro mensili (esentasse), ferie, malattia, permessi studio pagati a fronte di un impegno settimanale di 25 ore.

 

«Un’opportunità importante che per molti ragazzi e ragazze ha fatto la differenza – afferma Mariarosa Barazza, presidente dell’Associazione Comuni della Marca Trevigiana -. Ho osservato che chi si è impegnato nel Servizio civile ha avuto più chance degli altri, avendo acquisito competenze e abilità che completavano il percorso di studi. Incoraggio i giovani a mettersi a disposizione: quando si dà il proprio tempo si riceve in cambio molto di più in termini di conoscenza di sé stessi e del mondo».

 

Tutti e nove i progetti che l’Associazione Comuni ha predisposto per conto dei suoi quasi 90 partner, tra cui Volontari Insieme-Centro Servizi per il Volontariato, sono stati approvati. Sono suddivisi in quattro aree: servizi socio-assistenziali (4 progetti); servizi bibliotecari e museali (3 progetti); servizi culturali, associativi, organizzazione eventi (1 progetto); servizi per l’ambiente (1 progetto).

 

I posti a disposizione sono 196, di cui un’ottantina nei Comuni e una ventina in associazioni o cooperative del Terzo Settore.

 

 

Campagna di sensibilizzazione con i fumetti sulle vetrine dei negozi del centro storico nell’ambito di Treviso Comic Book Festival

L’anno scorso i posti coperti sono stati il 70%, quest’anno si spera che la percentuale sia maggiore. Per questo è stata ideata una campagna di sensibilizzazione nell’ambito del Treviso Comic Book Festival: il fumettista Luca Genovese disegnerà dei bozzetti che verranno riprodotti sulle vetrine di una ventina di negozi del centro storico di Treviso con un messaggio per stimolare i giovani ad aderire alle opportunità offerte Servizio civile universale.

 

Si sono modificate le modalità per presentare la domanda da effettuare tramite il sito internet https://www.serviziocivile.gov.it. L’Associazione Comuni rimane a disposizione per assistere i giovani nella predisposizione della documentazione. I riferimenti sono: [email protected] e 0422.383338.

 

Dal 2006, l’Associazione Comuni Marca Trevigiana ha avviato al Servizio civile nazionale quasi 1.450 ragazzi dai 18 al 28 anni gestendo oltre 4 mila domande di aspiranti volontari e mettendo in campo 74 progetti.

Una rete di supporto e mutuo auto-aiuto dedicata soprattutto ai neo-sindaci, neo-assessori e neo-consiglieri formata da amministratori “anziani”, attraverso uno sportello messo a disposizione dall’associazione Comuni della Marca Trevigiana: è quanto ha proposto la presidente Mariarosa Barazza nel corso dell’assemblea annuale che si è tenuta nel pomeriggio di ieri al Sant’Artemio di Treviso, dove all’edificio 7 ha sede l’associazione.

 

«L’ultima tornata amministrativa – è stata l’analisi della Barazza – ha evidenziato un problema mai emerso prima nella nostra provincia, in linea con una tendenza regionale e nazionale: la minor disponibilità dei cittadini a mettersi in gioco nel fondamentale servizio di amministrare la comunità. In sei Comuni è stata presentata solo una lista, e uno di questi, dove purtroppo non è stato raggiunto il quorum, è stato commissariato. Questo ci deve spingere ancora di più a fare squadra tra amministratori locali, a sostenerci reciprocamente al di là degli schieramenti politici, per rendere meno faticoso l’impegno dell’amministrare».

 

 

La proposta

Da qui, la proposta avanzata oggi di formalizzare una rete di amministratori senior che sia di sostegno soprattutto ai “nuovi” con l’obiettivo di non farli sentire soli ma supportati nelle scelte politico-amministrative più critiche. Una sicurezza e un sostegno solidale non solo sotto il profilo tecnico (rispetto al quale l’Associazione offre già consulenza gratuita attraverso l’attività dei gruppi di lavoro) ma soprattutto umano e politico.

 

L’associazione ha infatti già da anni un panel di 12 gruppi di lavoro, formati da tecnici comunali ed esperti, che si riunisce regolarmente per analizzare i problemi della quotidianità amministrativa, ideare soluzioni, avanzare proposte operative, condividere le buone pratiche; gruppi di lavoro, coordinati dal dott. Vittorino Spessotto, che funzionano bene a supporto dell’attività amministrativa sui temi più sentiti dai Comuni: Personale/Organismi di Valutazione, Attività Produttive, Contenzioso Tributario, Contenzioso del Lavoro, Pratiche di Pensione, Lavori Pubblici, Edilizia e Territorio, MarcaContabile, Sociale, Privacy/Anticorruzione, Informatica, Ludopatie e Polizia Locale.

 

 

Sempre meno cittadini si mettono a disposizione per amministrare la propria comunità

«Amministrare un Comune comporta dei rischi di ordine penale e contabile importante, a fronte di indennità irrisorie e al taglio dei rimborsi spese e di una penalizzazione sul fronte lavorativo e della carriera, e in un clima generale di delegittimazione e sfiducia – continua Barazza -. È per questo che, come dimostra la recente tornata amministrativa, sempre meno cittadini si mettono a disposizione, candidandosi alla gestione del bene comune. È una tendenza che va invertita, perché ciò penalizza molto la qualità della nostra democrazia e della convivenza civica».

 

Il problema che oggi si sta manifestando in tutta la sua drammaticità ha radici in una serie di scelte del legislatore che, a parere dell’associazione Comuni della Marca Trevigiana, vanno riviste quanto prima.

 

Le cause

La Presidente Barazza punta il dito in particolare contro:

• decenni di tagli di spesa orizzontali ai Comuni che rendono spesso impossibile agli eletti rispettare le promesse elettorali, quel “patto di servizio” fatto con i cittadini da chi si candida;

• la carenza di personale che obbliga alcuni sindaci e amministratori ad assumere ruoli tecnici, amministrativi e contabili, non di loro competenza, per non far chiudere gli uffici comunali;

• il taglio al numero di amministratori, che costringe ciascun assessore ad accollarsi numerosi referati con le relative difficoltà, e che ha impoverito la dialettica politica nei consigli comunali;

• il cosiddetto “Spazzacorrotti” che non agevola l’eletto a continuare a mantenere incarichi nell’associazionismo locale (dallo sport alla parrocchia!) per fantomatici problemi di conflitto di interesse;

• idem per un professionista, dall’avvocato o architetto, che se entra in un Comune finisce in un ginepraio di conflitti di interesse penalizzante per la sua attività professionale: il che fa sì che molti professionisti si guardano bene prima di candidarsi;

• il taglio ai rimborsi spese;

• l’incertezza normativa, con un cambio continuo delle leggi e dei provvedimenti, che non favorisce – quando non ostacola – il lineare procedere amministrativo;

• la burocrazia asfissiante, e spesso irrazionale, che si manifesta in una pletora di adempimenti che rallenta quando non impedisce tout court l’agire amministrativo.

«Doveroso l’appello ai parlamentari trevigiani, che già si sono adoperati per portare all’attenzione del governo la piattaforma sulla finanza locale promossa dall’Associazione, affinché lavorino per trovare consenso su provvedimenti che aiutino a ridare all’Ente locale il ruolo che gli attribuisce la Costituzione italiana di pari dignità con Stato, Regioni e Province e aiutino soprattutto a rilegittimare agli occhi dei cittadini il ruolo di chi amministra, una battaglia culturale, quest’ultima, oltre che politica. Se non si interviene d’urgenza su questo fronte il rischio è un impoverimento civile senza precedenti per i nostri territori e le nostre comunità» conclude la presidente Barazza.

 

 

Photo Credits: FB @AssociazioneComuniMarcaTrevigiana

Sabato 8 giugno, l’Avis Provinciale di Treviso ha presentato in anteprima nazionale lo spot “Insieme è più bello”, interpretato da un gruppo di giovani avisini (dai 18 ai 35 anni), chiamati a veicolare la bellezza del dono con un video rivolto ai coetanei.

 

Il cortometraggio condensa in 1′ e 20” la storia di Federico e Federica, i due protagonisti. Entrambi donatori nella vita reale, fedeli alla loro amicizia nel film. Davanti alle telecamere lui vuole farle una misteriosa sorpresa. Per Federica si tratta della sua prima volta. Subentrano gli amici nei panni dei testimoni, pronti a spiegare lo stato d’animo della coppia in attesa di capire cosa accadrà. C’è grande suspense fino all’ultima scena quando Federico propone a Federica di entrare a fare parte dell’Avis. È questo il regalo che Federico aveva in serbo per la sua amica, per lei è la prima volta come donatrice Avis, accolta tra sorrisi e applausi.

 

 

 

«Il video “Insieme è più bello” è nato con la volontà di parlare ai giovani spiegando loro qual è la forza dell’Avis e la bellezza di entrare a far parte della nostra grande famiglia condividendo un impegno solidale che aiuta a fare e a farsi del bene. Lo spot è frizzante, usa parole capaci di raggiungere le nuove generazioni, cercando di trovare un linguaggio comune per toccare le corde del loro cuore» spiega entusiasta Vanda Pradal, presidente dell’Avis Provinciale di Treviso. “Insieme è più bello” lancia quindi un invito collettivo alla donazione attraverso i media tradizionali, senza tralasciare le nuove piattaforme frequentate dai giovani, Facebook, Instagram e Twitter.

 

 

Il cortometraggio, interamente girato nella Marca Trevigiana, è stato messo a punto dopo un casting promosso all’interno dell’associazione avisina individuando i potenziali attori tra coloro che hanno partecipato al concorso “I volti del dono”. Si tratta di ragazzi e ragazze tra i 18 e i 35 anni che hanno aderito all’iniziativa pubblicando sui social avisini la propria foto per fare un carico di “mi piace” e diventare testimonial della donazione. Ecco che sono diventati protagonisti dello sketch: Erika Bonotto, Francesco Cadamuro, Giovanna Gaborean, Roberto Paladin, Simone Tommasini, Federica Bottega e Federico Gerhardinger affiancati da Paola Panontin e Riccardo Acciai.

 

 

 

«Abbiamo voluto fare una selezione coerente e credibile con la parte da interpretare. Trovare solo degli attori professionisti per fare promozione senza mai aver allungato il braccio non sarebbe stato lo stesso. Per questo abbiamo voluto coinvolgere i partecipanti del concorso “I volti del dono” che sono a tutti gli effetti donatori – prosegue la presidente Pradal – La linfa vitale dell’Avis è il ricambio generazionale, abbiamo sempre bisogno di nuove leve e dobbiamo “ringiovanirci” di continuo. Per farlo occorre saper parlare ai ragazzi e alle ragazze in modo semplice, diretto, convincente e coinvolgente».

 

 

Un impegno che l’Avis Provinciale di Treviso sta portando avanti da tempo.

 

Durante l’anno scolastico 2017/2018 l’invito avisino alla donazione è entrato in 38 scuole della provincia di Treviso coinvolgendo ben 3.513 studenti dai 6 ai 18 anni.

 

Un’attenzione che dà buoni frutti: la fascia di età più attiva nella donazione di sangue va infatti dai 25 ai 40 anni e tra le 4.000 nuove idoneità annuali c’è una buona rappresentanza di under 25.

 

 

 

«Il video “Insieme è più bello” è a tutti gli effetti uno strumento didattico che può essere proposto all’interno delle scuole ma è anche formulato come un concept di comunicazione emozionale accessibile ai giovani attraverso gli altri canali digitali presenti in Rete» sottolinea Manuel Gualandi, co-direttore creativo di CGA Art Agency che ha elaborato e realizzato lo spot.

 

 

La storia di “Insieme è più bello” sembra destinata a non finire qui. «Il progetto potrebbe avere un seguito – conclude Pradal – la sfida della solidarietà è sempre aperta e noi dobbiamo essere sul pezzo, e veicolare l’importanza della donazione di sangue restando al passo con i tempi».

 

 

“Il nuovo Piano socio-sanitario regionale. Nuovo ruolo dei sindaci e del Terzo settore”: è il titolo del convegno organizzato dal Centro studi amministrativi dell’Associazione dei Comuni della Marca Trevigiana giovedì 21 marzo a partire dalle 9 presso la sede delle Provincia di Treviso (via Cal di Breda 116, sala corsi Edificio 6).

 

 

Al saluto di Mariarosa Barazza,  presidente dell’Associazione Comuni della Marca Trevigiana, seguirà l’introduzione di Manuela Lanzarin, assessore alla Sanità della Regione Veneto. Quindi interverrà Domenico Mantoan, direttore dell’Area Sanità e Sociale della Regione Veneto.

 

 

I temi affrontati saranno: principi istitutivi del nuovo Piano Socio-Sanitario, analisi dell’impatto sui cittadini, analisi dei sistemi di supporto all’erogazione di prestazioni socio-assistenziali, aspetti dell’integrazione socio-sanitaria, ruolo e funzioni dei Comuni, ruolo del Terzo Settore.

 

 

L’iniziativa si colloca all’interno del programma di formazione e aggiornamento offerto dall’Associazione agli enti associati. L’ingresso è libero e gratuito. È richiesta la prenotazione su: comunitrevigiani.it

 

 

«Il futuro dell’assistenza sanitaria sta nel potenziamento della medicina di base associata, che sgravi le strutture ospedaliere dalle prestazioni non appropriate – afferma Mariarosa Barazza. Come Comuni chiediamo un impegno maggiore da parte della Regione Veneto a investire sul territorio, incentivando e sostenendo i progetti di medicina associata. Bene la decisione dell’Ulss 2 di ridisegnare le aree di competenza della medicina di base per coprire in modo più omogeneo il territorio: auspichiamo che vada realmente nella direzione di non penalizzare le aree periferiche e gli abitanti anziani di quelle zone».

 

 

Secondo l’Associazione Comuni il nuovo Piano socio-sanitario dovrà potenziare l’integrazione socio-sanitaria, fiore all’occhiello del nostro sistema di cura della persona e di prevenzione delle malattie.

 

 

«Una delle criticità che abbiamo rilevato nella riorganizzazione delle aziende sanitarie – conclude Barazza – è l’indebolimento della tenuta del sistema territoriale, che va invece potenziato».

La missiva è partita questa mattina e contiene le 10 richieste presentate a Governo e Parlamento, sottoscritte dai primi cittadini della Marca Trevigiana per l’autonomia finanziaria degli enti locali

Comuni al collasso, la piattaforma con le 10 richieste allo Stato dell’Associazione Comuni della Marca Trevigiana, firmata e sottoscritta dai primi cittadini della nostra provincia, è stata inviata questa mattina (mercoledì 5 dicembre) al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al Ministro dell’Economia e delle Finanze Giovanni Tria, al Ministro degli Affari regionali Erika Stefani, al Ministro per i Rapporti con il Parlamento e la Democrazia diretta Riccardo Fraccaro, ai sottosegretari Massimo Bitonci e Massimo Garavaglia, al Prefetto di Treviso Maria Rosaria Laganà, ai parlamentari trevigiani, al Presidente della Regione Veneto Luca Zaia e al Presidente della provincia di Treviso, Stefano Marcon.

 

I contenuti della piattaforma sono già stati divulgati e sono noti. I Comuni trevigiani chiedono:

– la concreta attuazione del “federalismo dei costi standard”;

– la restituzione ai Comuni della “piena autonomia nel governo della leva fiscale”;

– l’aggiornamento del catasto in tutto il territorio nazionale (per avere basi imponibili realistiche);

– l’effettiva liberalizzazione degli avanzi di bilancio e la revisione di tutti quei “meccanismi bizantini” che impediscono l’utilizzo degli spazi finanziari pur in assenza di debito;

– la soppressione del sistema della Tesoreria Unica;

– la possibilità per i Comuni del ricorso all’indebitamento per investimenti di messa in sicurezza del proprio territorio;

– lo sblocco del turnover e la possibilità di nuove assunzioni su base concorsuale;

– una reale semplificazione legislativa per abbattere la “giungla normativa” vigente che ingessa l’azione amministrativa dei Comuni.

 

 

Ora la parola spetta al Governo e al Parlamento. Si sta discutendo la legge di bilancio e i sindaci trevigiani si aspettano provvedimenti concreti.

 

Nella lettera accompagnatoria, i Comuni della Marca Trevigiana chiedono «risposta affinché essi possano conservare un minimo di operatività dopo gli anni della cosiddetta “spending review”, il famigerato taglio della spesa a invarianza dei servizi, che si è rivelato un ossimoro amministrativo involontariamente comico nella sua pretesa e disastroso negli effetti: la riduzione dei diritti dei cittadini ad avere strade sicure, edifici scolastici a norma sismica, sostegno sociale negli anni della crisi e via elencando».

 

«Rifinanziare gli enti locali avrebbe due implicazioni positive – spiega la presidente Mariarosa Barazza -: investire in sicurezza su strade, ambiente e scuole, creare posti di lavoro reali e mettere le ditte che lavorano per il pubblico nelle condizioni di assumere. Ci aspettiamo che vengano accolte anche le altre richieste, tutte essenziali per la sopravvivenza dei nostri enti, in particolare la possibilità per i Comuni di assumere personale. Desideriamo vedere, a monte, un cambio di mentalità con il riconoscimento del ruolo dei Comuni nella nostra Repubblica. I Comuni pre-esistono allo Stato italiano: va maturata la consapevolezza in chi ci governa, tanto a Roma quanto a Venezia, che accogliendo le richieste dei comuni si danno risposte ai cittadini e che quindi il tema del ridare loro operatività va messo nelle priorità politiche del Paese».

 

«Nei sei anni che vanno dal 2011 al 2017, lo Stato con i tagli ai Comuni ha risparmiato soli 9 miliardi di euro, cioè una media di un miliardo e mezzo all’anno. Ne valeva la pena? – si chiede il sindaco di Montebelluna Marzio Favero, referente del Gruppo Finanza Locale dell’Associazione -. È evidente che la riattivazione dei trasferimenti ai Comuni, meglio se alla luce della spesa standard rispetto a quella storica, come stabilito dalla non attuata legge 42/2009, non sconvolgerebbe l’impianto della finanziaria e, anzi, la migliorerebbe proprio nelle misure rivolte alla crescita sollecitate dall’Europa, poiché gli enti locali potrebbero tornare alla spesa d’investimento per strutture e infrastrutture, contribuendo così a rimettere in moto il comparto delle costruzioni, che è quello che maggiormente ha sofferto negli anni della stagnazione».

 

Cosa si aspettano i sindaci trevigiani da questo Governo?

«Si aspettano per prima cosa una grande sensibilità sul tema dell’autonomia in generale e comunale in particolare – risponde il sindaco di Codognè Roberto Bet -. I Comuni da anni subiscono provvedimenti economico-finanziari che vanno in direzione opposta a quella dell’autonomia. È stato fatto un primo passo con l’inserimento nella legge di bilancio dello sblocco delle tariffe e delle aliquote, ma è ancora un piccolo avanzamento rispetto alle modifiche necessarie per dare autonomia finanziaria ai Comuni: i soldi devono restare ai cittadini sul territorio in modo che ci sia maggior controllo sulle decisioni di spesa e maggiore responsabilità da parte di chi, come noi amministratori locali, ha l’onere delle decisioni di spesa».

 

«In questa fase di interlocuzione con l’Europa, il Governo deve capire che i Comuni sono quel livello istituzionale-amministrativo che può dare la spinta in avanti più forte al Paese per evitare che finisca in recessione e, al contrario, incentivare la crescita – ragiona Pieranna Zottarelli, sindaca di Roncade – . Le necessità dei Comuni sono a supporto delle imprese e quindi a favore della crescita. I soldi che noi chiediamo indietro sono già dei Comuni, perché è con i nostri soldi che alimentiamo il Fondo di Solidarietà. E sono risorse destinate a migliorare le infrastrutture, a cominciare da quelle stradali, e dunque a far ripartire gli investimenti, che sono crollati negli ultimi anni con conseguenze negative anche sulle imprese locali. Da questo Governo ci aspettiamo autonomia, che fa rima con solidarietà e responsabilità: responsabilità nello sviluppo, che dovrà essere sostenibile e sempre più “verde”; e solidarietà al nostro territorio, visti i danni derivanti dal mal tempo, e risposte concrete per i nostri giovani. Il Veneto è già proiettato in Europa e quindi bisogna che anche i Comuni veneti vengano ascoltati».

È arrivato il freddo e già appaiono le prime brine notturne. Questa notte le temperature sono scese improvvisamente, andando sotto zero in molte località della Marca.

 

Per la cronaca, Treviso ha registrato -1.6, Vazzola -2.8, Castelfranco -1.7, Volpago -1.2 e Mogliano -0.3.

 

Chi si lamentava per il caldo anormale in questa stagione ora è accontentato: fuori per tutti maglioni e cappotti.

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