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“Spacciatori di droga e mafiosi iniziano la giornata con una sonora sconfitta, la gente per bene con una bella soddisfazione. Grazie e complimenti agli inquirenti e ai Carabinieri”.
Lo dice il Presidente della Regione Veneto, congratulandosi per un’importante operazione contro la criminalità portata a termine dai Carabinieri tra il Veneto e la Puglia, che ha portato a eseguire una ventina di ordinanze cautelari per associazione di tipo mafioso e associazione finalizzata al traffico di droga e alle estorsioni.
“Un po’ ovunque tira un’aria nuova di legalità e non passa giorno che non si registri qualche vittoria contro il crimine – aggiunge il Governatore – il che è un segnale importantissimo di risposta alla richiesta di sicurezza e lotta al crimine che viene dalla popolazione. Altri spacciatori, malavitosi ed estorsori tolti dalla piazza. Oggi la giornata comincia bene”.

Si è svolta a Mestre la cerimonia di premiazione della seconda edizione del concorso “La cultura della legalità e l’impegno dei giovani per la sua promozione”.

 

Promosso dalla Regione e dall’Ufficio scolastico regionale del Veneto, il concorso è rivolto agli studenti delle classi terze, quarte e quinte degli istituti superiori veneti.

 

“Attraverso la realizzazione di questo progetto – ha sottolineato l’assessore alla Sicurezza della Regione del Veneto – si riafferma la necessità di continuare tutti a tenere alta la guardia. Un invito rivolto in particolare ai giovani, veri protagonisti di una società libera, sana e coesa”.

 

L’iniziativa ha origine da un’innovativa legge regionale del 2012 e ha lo scopo di stimolare gli studenti a formulare proposte per far crescere la consapevolezza dei gravi pericoli rappresentati dal crimine organizzato e mafioso e dalla corruzione e per favorire la cultura della legalità e della cittadinanza responsabile.

 

Gli istituti premiati

In questa edizione sono stati premiati:

• Liceo “Alvise Cornaro” (provincia di Padova)
• Liceo classico linguistico musicale “A. Pigafetta” (provincia di Venezia)
• ITS “Ceccato” (provincia di Vicenza)
• IS di Feltre (provincia di Belluno)

• Liceo Scienze Umane “Duca D’Aosta (provincia di Padova)
• IPSEOA “Pietro Abano” (provincia di Padova)
• IPS “G.Medici” (provincia di Verona)
• ITIS “Ceccato” (provincia di Vicenza).

Il Comune di Spinea ha aderito ufficialmente, alla “XXIV Ed. della Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”, a Padova; questo dopo le recenti inchieste che hanno svelato la presenza capillare di organizzazioni criminali mafiose anche nell’economia e nei territori del Nordest.

 

 

Per questo è importante tenere gli occhi aperti, e continuare a costruire gli anticorpi nelle scuole (negli ultimi anni Libera ha svolto nelle elementari e medie laboratori in oltre 20 classi), nella società civile e nella comunità. Alla marcia hanno partecipato il Sindaco Checchin, il consigliere comunale Giovanni Litt e le associazioni del Tavolo Intercomunale per la Pace.

 

 

L’obiettivo della manifestazione è quello di diffondere la cultura della legalità; l’evento è previsto per martedì 9 Aprile alle ore 18, grazie alla collaborazione con Libera e il Tavolo Intercomunale per la Pace. Presso il Cinema Bersaglieri si terrà un pubblico confronto sulla lotta alla mafia, ricordando che l’antimafia appartiene a tutti i cittadini e a tutte le forze politiche che hanno avuto ed hanno la capacità e la volontà di non piegarsi al ricatto mafioso.

 

 

All’incontro parteciperanno il Sindaco Silvano Checchin, il referente di Libera Veneto Roberto Tommasi e il giornalista d’inchiesta Maurizio Dianese.

Mafia come M. La criminalità organizzata nel Nordest spiegata ai ragazzi è il libro scritto dai componenti dell’Associazione Cosa Vostra, diretta da giovani laureati e laureandi che collaborano con Repubblica.it (Blog Mafie) e pubblicato dalla casa editrice Linea Edizioni. Il volume è impreziosito dalla prefazione di Franco La Torre, figlio dell’Onorevole Pio La Torre, primo firmatario della proposta di legge che introdusse il reato di associazione di stampo mafioso nel codice penale; inoltre vede la postfazione di Attilio Bolzoni, giornalista di Repubblica e scrittore che da oltre trent’anni segue le vicende di mafia. Con i contributi di giornalisti e le testimonianze dei familiari delle vittime innocenti di mafia; Mafia come M si rivolge a tutti coloro interessati a saperne di più sul fenomeno della criminalità organizzata nel Nordest.

 

 

Com’è affrontato il tema

Mafia come M affronta un argomento che si è rivelato di forte attualità nel Nordest: la presenza delle mafie. E lo fa rivolgendosi agli studenti del Triveneto, dove per lo più opera Cosa Vostra, arrivata ormai al quarto anno della sua attività. Fin dalla sua fondazione, l’associazione si è posta l’obiettivo di parlare ai giovani e di sensibilizzarli riguardo ai temi come la mafia e la legalità. Così nasce il progetto di Mafia come M, redatto per conoscere il mondo della criminalità organizzata, dando un mezzo per comprenderla e, quindi, investigarne le varie forme in cui essa si presenta.

 

 

Il volume si apre con una domanda: “Che cos’è la mafia?” Un quesito, questo, che i componenti di Cosa Vostra pongono all’inizio di tutti gli incontri realizzati con gli studenti. Anche se la domanda può sembrare semplice, le risposte non sono mai scontate. L’interesse evidenziato dai ragazzi di comprendere in maniera più approfondita il sistema e il fenomeno mafiosi sono il motore di questo volume; esso si presenta come un vademecum per l’analisi della criminalità organizzata nel Nordest.

 

 

L’obbiettivo del libro

L’obbiettivo è anche quello di andare oltre la “Mafia del Brenta”, ma senza dimenticarla né stigmatizzarla come un fenomeno meramente criminale. E così, con una profonda ricerca storica, nel libro si legano fatti passati di cronaca giudiziaria, come il caso Verona “Bangkok d’Italia” e l’indagine degli anni Ottanta della Procura di Trento, le operazioni “Luna Park” e “Cadore”, gli interessi economici dei Lo Piccolo di Palermo, i sequestri di persona e i mafiosi mandati al “confino” nel Nordest, alle recenti indagini contro esponenti della Camorra e della ‘Ndrangheta: le inchieste degli ultimi anni come “Aemilia”, “Jonny”, “Gambling”, “Stige”, “Valpolicella”, “Fiore Reciso”, “At Least” hanno coinvolto esponenti della società civile, come avvocati, commercialisti, imprenditori, funzionari pubblici e privati. Ed è questa la mafia che si vuole spiegare ai più giovani. Senza temere di fare nomi: ci sono i vari Donadio, Giglio, Multari, ecc. Ci sono le loro aziende che hanno operato in maniera del tutto normale in un territorio che spesso ha sottovalutato e anzi negato la presenza del crimine organizzato di stampo mafioso, ritenendosi talvolta e con colpa innocente.

 

 

Com’è descritta

Mafia come M traccia in maniera puntuale la genesi delle mafie che si sono stanziate nel Nordest. Mafie che ancora oggi tendono a non essere considerate dalla popolazione come fenomeni reali e pericolosi, nonostante le inchieste e le operazioni della magistratura. Il rischio ancora oggi è quello di pensare che il crimine organizzato esista e agisca soltanto nel Sud Italia o che, comunque, convenga. Ma non solo: il volume tocca argomenti come le mafie straniere, l’ecomafia, il riciclaggio di denaro sporco e le false fatturazioni, i beni confiscati e la corruzione e, tramite il ricordo delle vittime di mafia, con alcune testimonianze dirette dei familiari, vuole incentivare una maggiore consapevolezza nei confronti del fenomeno criminale, così che le future generazioni possano portarne avanti la memoria e mantenere vivo l’interesse per una giustizia nei loro confronti, come ribadito anche dalla frase simbolo scelta dai ragazzi di Cosa Vostra: “È un libro di incontri che vuole dare speranza, laddove è gettato il seme della conoscenza”.

All’alba di oggi, i Carabinieri di Padova e la Guardia di Finanza di Venezia hanno iniziato una vasta operazione anti ‘ndrangheta. Sono ben 33 le ordinanze di custodia cautelare dovute alle indagini eseguite dalla procura distrettuale antimafia di Venezia nei confronti di appartenenti a un’organizzazione criminale.

 

I reati contestati sono molto gravi: vanno da associazione di stampo mafioso, a estorsione, violenza, usura, sequestro di persona, riciclaggio ed emissione di fatture false.

 

Il blitz coinvolge più regioni italiane. Nel Veneto sono in corso perquisizioni a Treviso, Vicenza, Padova, Belluno e Rovigo.

 

“Mentre attendiamo i particolari, che verranno resi noti più tardi, è già chiaro che siamo di fronte a una nuova importante operazione contro la criminalità organizzata nel Veneto. Una conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, dell’efficienza della procura distrettuale antimafia di Venezia guidata da Bruno Cherchi e del coordinamento delle forze dell’ordine sul campo, che ci regalano questa belle notizie. La giornata comincia bene”.

 

A diro è il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, appresa la notizia della vasta operazione anti ‘ndrangheta condotta in Veneto.

 

“Che si tratti di criminalità organizzata o no – aggiunge Zaia – questi figuri devono capire che il Veneto è terra di onestà e di legalità, che non sopporta i delinquenti e che è supportata da Inquirenti e Forze dell’Ordine tenaci, preparati, duri quanto serve. Pane duro da masticare per il crimine, che lo sarà ogni giorno di più. Vale a dire tolleranza zero”.

“Come ho sempre e in svariate occasioni affermato, le infiltrazioni mafiose vanno uccise, annientate, azzerate!! Concetti che ho ribadito non più tardi di una settimana fa anche a un seminario organizzato dalla Prefettura di Venezia sugli impianti di trattamento rifiuti a cui ho partecipato in veste di relatore. Peccato che in tale circostanza non ci fosse il senatore Ferrazzi. Probabilmente ha perso una buona occasione per scoprire, tra le altre cose, ad esempio che gli incendi in Veneto dal 2014 al 2017 sono stati ventisette, numeri decisamente inferiori ad altre regioni del Nord Italia come Lombardia e Piemonte; senza ovviamente scomodare altre realtà come la Campania o il Lazio. I dati ufficiali inoltre evidenziano che negli ultimi venticinque anni su base provinciale il numero di incendi che hanno coinvolto sostanze classificate come rifiuti vede ai primi tre posti Napoli, Roma e Palermo, mentre la prima provincia del Nord è Torino al nono posto. Nessuna provincia veneta in posizioni rilevanti. Ma ciò non vuol dire che stiamo sottovalutando il problema. Anzi.”

 

Questa la replica secca e basata su numeri concreti con cui l’assessore regionale all’Ambiente e Protezione civile Gianpaolo Bottacin rimanda al mittente le “dichiarazioni con cui il senatore tenta strumentalmente di far passare il Veneto per quello che non è”.

 

“È vero invece – aggiunge – l’esatto contrario di quanto goffamente Ferrazzi vorrebbe far credere: la Regione Veneto garantisce il massimo supporto agli inquirenti nella lotta agli illeciti ambientali senza se e senza ma. Cosa che forse non è così  scontata da altre parti d’Italia. Pertanto non provi neppure per scherzo a farci passare per discoli o per quelli che sottovalutano il problema”.

 

“Non a caso da tempo abbiamo attivato una convenzione con i Carabinieri dei Nuclei Operativi Ecologici, a cui garantiamo massimo supporto e collaborazione, e successivamente ulteriori convenzioni con i Carabinieri Forestali e con i Vigili del Fuoco. Non solo: come Regione, proprio a seguito di queste positive collaborazioni per la lotta agli illeciti, abbiamo promosso un tavolo interistituzionale, che è stato avviato su mia iniziativa nel 2018 in materia di emergenze ambientali, a cui partecipano oltre a Carabinieri dei NOE e Vigili del Fuoco, Arpav, Università di Padova e Anci. Tavolo che, proprio in sede di audizioni della Commissione Ecoreati, è stato definito dal comandante del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco un modello virtuoso da esportare a livello nazionale… Forse Ferrazzi, pur facendo parte della Commissione, anche in quell’occasione come in altre era un po’ distratto”.

 

“Non posso poi non trovare davvero imbarazzante – puntualizza Bottacin – l’affermazione in cui il senatore  dubita del fatto che il sottoscritto non avrebbe capito che il Veneto e i Veneti si proteggono denunciando i crimini e i criminali, facendo emergere gli enormi danni al nostro territorio: è proprio ciò che infatti noi stiamo facendo a differenza di molte altre realtà. Basterebbe ricordare in tal senso che quando CNR-IRSA segnalò nel 2013 il caso della presenza dei PFAS in varie regioni, l’unica che individuò subito l’origine dell’inquinamento e fece la denuncia in Procura è stata proprio la Regione Veneto. Delle altre Regioni che, a quanto mi risulta, non hanno ancora fatto denuncia il senatore sa qualcosa? E’ interessato a sapere o, nel suo ruolo di commissario della Commissione Ecoreati, preferisce non sapere e non approfondire? Ha dimenticato tutta la corposa documentazione che noi, a differenza di altri, abbiamo mandato alla Procura per favorire le indagini?”

 

“Respingendo ogni insinuazione o ricostruzione non veritiera – conclude Bottacin – ribadisco pertanto che la Regione Veneto ha da sempre garantito, e continuerà a farlo, la massima collaborazione agli organi giudiziari e alle forze dell’ordine nella lotta agli illeciti ambientali e nell’individuazione dei colpevoli, tanto che nessuno, nemmeno il senatore Ferrazzi, credo possa pensare che il Veneto sia una Regione che sta dormendo su questo fronte. Con l’occasione, ringrazio invece nuovamente la Procura Antimafia e tutte le forze dell’ordine per le brillanti operazioni appena concluse”.

Ruzzante (Liberi e Uguali): «Metodi mafiosi in Veneto, Salvini intervenga»

 

«Solidarietà e vicinanza all’ex assessore di Cittadella Filippo De Rossi, dopo le minacce ricevute via posta che tirano in ballo anche i suoi affetti familiari. Una gravissima lettera intimidatoria, come ha detto il sindaco di Cittadella, da malavita organizzata: la sua preoccupazione è la nostra preoccupazione». Così il consigliere regionale Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), che nella giornata di ieri ha presentato un’interrogazione regionale per chiedere al Presidente Zaia di intervenire presso il Ministero dell’Interno al fine di promuovere e stimolare le necessarie verifiche.

 

«Cosa sta succedendo in Veneto – si domanda Ruzzante – se a Cittadella si arriva a questo? Quello di De Rossi, purtroppo, non è un caso isolato: l’associazione “Avviso Pubblico” ha registrato 19 episodi di intimidazione e minaccia nei confronti degli amministratori locali veneti nel 2017, quasi il doppio dell’anno precedente». «Il ministro dell’Interno – conclude Ruzzante – invece di occuparsi sempre e solo dei migranti, si occupi della sicurezza nei nostri territori, lasci il mare alle leggi internazionali e si prenda cura della nostra terra. Mentre si tiene in ostaggio il dibattito pubblico paventando il rischio che donne e bambini in fuga dalla guerra e dalla miseria seminino il panico, un amministratore pubblico in uno dei luoghi più ricchi del Nordest si trova a denunciare ai Carabinieri una lettera anonima che prende di mira la sua bambina di neanche due anni e che ora dovrà convivere con il terrore quando verrà accompagnata al parco. Quando avremo un Ministro che si occupi delle vere sicurezze in questo Paese e nei nostri paesi?».

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, in considerazione degli eventi promossi in diversi contesti per celebrare il 70° anniversario della Costituzione italiana, ha voluto evidenziare l’importanza della nostra Carta Costituzionale e i valori che ne costituiscono l’essenza, attraverso una serie di iniziative di carattere laboratoriale organizzate per la data odierna, nei locali dell’ISI Pertini di Lucca. Il titolo dell’evento, fortemente caldeggiato dal ds, prof.ssa Daniele Venturi, è: “Insieme per la Legalità. Incontro con Giovanni Impastato”.

 

Giovanni Impastato, fondatore di “Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato” e autore del libro Oltre i Cento Passi, dopo la morte del fratello ha intensificato il suo impegno civile, condotto con coraggio e con gravi rischi personali, nella sensibilizzazione e nel contrasto alla criminalità organizzata.

 

La mattinata è stata finalizzata all’approfondimento del fenomeno criminale sia attraverso gli elaborati realizzati dagli studenti (letture di poesia accompagnate da composizioni musicali; progettazioni grafico – digitali; creazioni di vignette estemporanee da offrire agli ospiti presenti) sia mediante il confronto tra i presenti e l’autore Giovanni Impastato.

 

Proiettati anche alcuni momenti particolarmente significativi tratti dal film “I Cento Passi” e dello spettacolo teatrale “Lirio Abbate e Pif ricordano Peppino Impastato”.

 

Alla manifestazione sono intervenuti via Skype l’on. Elisabetta Barbuto, Commissione Giustizia, e l’on. Piera Aiello, Commissione Antimafia; saranno presenti anche il sindaco di Lucca, prof. Alessandro Tambellini e alcuni referenti dell’ass. Libera.

 

 

Fonte immagine: www.scuolainforma.it

Oggi, 23 maggio, ricorre la Giornata della legalità, dedicata alla memoria di tutte le persone cadute vittime della mafia. Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime un proprio pensiero in merito, proponendo di inserire tale ricorrenza in un programma di attività più ampio all’interno delle scuole.

 

 

Commemorare le stragi di mafia, come quella di Capaci o quella dei Georgofili, nell’ambito delle numerose iniziative scolastiche, che hanno luogo in tutto il Paese, è senz’altro lodevole, ma rischia di non raggiungere i risultati attesi, poiché, tali iniziative, vanno sempre inserite in ben più ampi progetti riguardanti la legalità.

 

La lotta a tutti i comportamenti deviati deve diventare un argomento di grande importanza all’interno delle scuole, qualcosa di imprescindibile nei programmi di studio dei giovani fin dalla tenera età per comprendere quanto sia importante la legalità e il rispetto delle regole. Certamente, la prima arma per combattere la mafia è non dimenticare, continuando a ripudiare l’illegalità in tutte le sue forme, da quelle più gravi a quelle più banali e semplici della vita quotidiana, come guidare senza le cinture o gettare rifiuti per terra. Il rispetto della legalità deve essere appreso con impegno e perseveranza. Dobbiamo renderci conto che parlare di legalità, partendo dal fenomeno mafioso, non è sempre una strategia corretta; ricordiamo infatti che la mafia è un fenomeno complesso che esige la conoscenza della storia di alcuni territori, ma anche di sofisticati meccanismi di corruzione dei sistemi economici e politici.

 

Il rischio concreto è che in queste giornate della memoria, si consegni agli studenti “un’antimafia retorica e parolaia”, come la definisce il Procuratore Roberto Scarpinato. Una narrazione tragica e, nello stesso tempo, semplice e pacificata, che si può riassumere nei seguenti termini: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino furono assassinati perché, con il loro lavoro di integerrimi magistrati, culminato con il maxiprocesso, erano il simbolo di uno Stato che aveva sferrato un colpo mortale a Cosa nostra, mandando in frantumi, il mito della sua invincibilità. I carnefici, i portatori del male di mafia, sono stati identificati e condannati. Hanno i volti noti di coloro che l’immaginario collettivo ha già elevato a icone assolute e totalizzanti della mafia: Totò Riina e Bernardo Provenzano. Una minoranza che rappresenta il male, all’interno di una società costituita da un’assoluta maggioranza di onesti. Il male, dunque, è fuori di noi.

 

La realtà invece, è ben diversa, infatti la linea di confine non è mai così netta, e a sporcarsi le mani sono stati i colletti bianchi, politici, magistrati, vertici dei servizi segreti, avvocati, medici, commercialisti. Chi ha vissuto queste tragiche vicende di persona ne esce spesso spaesato, non potendosi riconoscere in una simile narrazione degli eventi. Ma anche gli studenti ne traggono una memoria superficiale.
Ecco che allora, potrebbe essere più utile spiegare in modo più approfondito, le ragioni storiche della nascita delle organizzazioni criminali, la relazione tra povertà di un territorio, l’assenza delle istituzioni e la proliferazione delle mafie. Ricordare per esempio, il maxiprocesso come un monumento giuridico, cosa accadeva prima e cosa è accaduto dopo di esso. Si potrebbe riflettere sui cambiamenti delle organizzazioni criminali e sulla loro presenza capillare in tutto il territorio nazionale.

 

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene opportuno inserire la ricorrenza del 23 maggio in un programma di attività più ampio che consenta di:
– promuovere e rafforzare la consapevolezza che la legalità è il pilastro della convivenza civile
– mettere in sinergia le istituzioni, le associazioni, le agenzie educative del territorio in un percorso di convergenza verso la scuola
– proporre ai giovani delle figure di riferimento del passato e del mondo odierno.

– sviluppare nei giovani, il senso di responsabilità e delle conseguenze delle azioni scorrette come il progetto sperimentale “Aziende giuste”.
– conoscere la storia dei fatti drammatici che hanno interessato il nostro paese, e le conseguenze sul territorio, a livello economico, politico e sociale.

Il 23 maggio, giornata della memoria della strage di Capaci, avrà luogo una serata di riflessione al Liceo, con la testimonianza di Mariella Bagarella, direttamente da Corleone.

 

 

“La mafia esiste, e anche chi la combatte”. Lo hanno imparato gli studenti della 4° B del Liceo scientifico Berto di Mogliano che hanno studiato il fenomeno, i fatti, sono andati a Palermo in viaggio di istruzione per raccogliere testimonianze, incontrare associazioni  e pezzi della società civile che contro la mafia si battito e ora restituiscono a tutta la città il frutto del loro lavoro.

 

 

Lo faranno mercoledì, il 23 maggio, giornata impressa nella storia del nostro Paese perché quel giorno nel 1992 fu compiuta la strage di Capaci, che uccise Giuseppe Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

 

 

Lo faranno nel loro Liceo, a partire dalle 20.00, con l’inaugurazione, alla presenza del Sindaco Carola Arena, del “Giardino dei Giusti”, dedicando uno degli alberi alla memoria di tutti i giusti caduti vittime della mafia. I ragazzi poi (alle 20.30) metteranno in scena per i loro compagni del Liceo e per la cittadinanza un racconto delle loro esperienze attraverso la narrazione delle testimonianze ascoltate.

 

 

Il loro lavoro precederà un incontro (alle 21.30) con Marilena Bagarella che arriverà direttamente a Mogliano da Corleone, uno dei luoghi simbolo in negativo della mafia grazie a lei diventato luogo simbolo della lotta alla mafia. Nata e cresciuta a Corleone, formatrice e consulente nella progettazione di interventi educativi e sociali, presidente dell’Associazione Culturale “Il Germoglio”, si occupa soprattutto di educazione alla legalità e attivazione di reti tra enti no profit. Dal 2008 è responsabile didattica del Laboratorio della Legalità a Corleone, uno dei beni confiscati alla mafia.

 

 

“Quello dei ragazzi del Liceo Berto è un percorso di impegno civile di grande spessore e grazie alle loro testimonianze tutti noi moglianesi saremo in grado di capire un po’ di più cosa significa per la Sicilia la presenza della mafia. Un fenomeno che però non è circoscritto nella sola isola, ma che ha da tempo attivato la propria infiltrazione anche nel nostro tessuto economico e sociale. Quindi il loro lavoro non è solo importante ai fini didattici, ma può essere la scintilla per una presa di coscienza e un impegno in prima persona contro ogni attacco alla legalità”, commentano il sindaco Carola Arena e l’assessore alle Politiche educative Daniele Ceschin.

 

 

L’evento, che è patrocinato anche da Avviso Pubblico, si inserisce in un percorso di educazione alla legalità avviato dall’amministrazione comunale, assieme alla cerimonia in programma l’8 giugno sempre al Berto, in occasione della festa delle repubblica, durante la quale verrà donato ai ragazzi di quarta e quinta un testo di Calamandrei a corredo della costituzione che sarà per l’occasione spiegata dallo storico Borghi.

 

 

Per il prossimo anno scolastico è allo studio la realizzazione di un calendario civile, con una quindicina di eventi che coinvolgeranno le scuole di ogni ordine e grado per costruire un percorso di storia contemporanea col quale ricordare alcuni dei momenti fondamentali del nostro recente passato, e creare occasioni di riflessione sui valori fondamentali dell’agire umano, identificabili attraverso una serie di parole chiave: diritti, doveri, regole, responsabilità, differenze, identità, cittadinanza, partecipazione.

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