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Cristina Manes Portavoce del Movimento 5 Stelle Mogliano Veneto, capogruppo per cinque anni del Movimento in Consiglio Comunale, nell’imminenza delle elezioni amministrative del prossimo 26 maggio, ha rilasciato un’intervista al nostro quotidiano.

 

Consigliera Manes, quali sono le sue riflessioni sui cinque anni passati in Consiglio Comunale? Quali i risultati della sua azione politica?

Devo dire innanzitutto che per me ‘è stato un onore poter rappresentare il Movimento 5 Stelle come sua portavoce nell’istituzione moglianese. Ho cercato di declinare al meglio i valori del Movimento, attraverso la mia attività politica, nel rispetto e nell’osservanza di tutte le sue regole. Questi cinque anni li ho vissuti con determinazione, che non è mancata neppure quando ho subito forti attacchi personali da parte della maggioranza, tanto
impegno e tanto studio. I risultati? Abbiamo messo in atto il nostro programma, seppur dall’opposizione.

 

Lo testimoniano oltre 56 atti presentati, le 10 mozione approvate, gli atti ispettivi che hanno indirizzato la giunta sui nostri temi. Confrontateli con quelli degli altri gruppi consiliari che hanno fatto da spettatori in questi cinque anni! Ho lavorato sodo anche per trasferire questa “eredità”, formando la squadra che si presenterà alle imminenti elezioni, unica lista certificata del M5S in provincia di Treviso, che sto supportando.

 

Con tanta passione ho partecipato attivamente alla vita del Movimento in tutti i suoi livelli, molte mie proposte in Consiglio comunale sono state condivise da altri Consiglieri M5S del Veneto e non solo. Ora mi occupo di un progetto per le Pari Opportunità del M5S in Veneto e collaboro con un gruppo di lavoro nazionale su questo argomento.

 

Consigliera Manes, qual è il suo giudizio sul sindaco uscente?

Penso che la Sindaca uscente abbia perso una grande opportunità: con i consiglieri di opposizione avrebbe potuto avviare un dialogo costruttivo di cui ne avrebbe beneficiato l’intera cittadinanza, oltre se stessa. Ne esce una figura che amministra in modo autoritario ed autoreferenziale non applicando le regole della condivisione, un esempio su tutti? Il bilancio partecipato. Era nel programma della maggioranza, lo abbiamo chiesto con una nostra mozione e lo hanno bocciato. Ha perso una grande opportunità: ha puntato a soluzioni di facciata nei vari contesti, come specchietti per le allodole, non è entrata nel merito dei punti che sono veramente necessari per i cittadini.

 

Cosa ne pensa di questa campagna elettorale?

Ci presentiamo per vincere, come al solito corriamo da soli, contro le ammucchiate degli altri partiti. La nostra è una sfida difficile, impari, la vinceremo solo se i cittadini capiranno la differenza tra noi e gli altri. Bisogna informarsi in modo autonomo, attingendo alla fonte delle notizie, non attraverso quello che ci vogliono far credere. Oggi entrambi i candidati si intestano nostre battaglie che hanno combattuto o snobbato. Abbiamo una bella squadra che lavorerà per far emergere e soddisfare le vere priorità per i cittadini. La differenza più importante è il rapporto con la legalità, a partire dalla scelta dei nostri candidati: da noi solo incensurati e senza carichi pendenti. Ci fanno ridere le recenti levate di scudo di Bortolato (Lega) contro Arena (Pd) per il mancato rispetto delle regole in campagna elettorale: “Il bue che dice cornuto all’asino”.

 

Solo il M5S può portare la bandiera della legalità perché è l’unico ad aver fissato delle regole certe, e a farle rispettare, per i propri portavoce innanzitutto. E a Mogliano stiamo rispettando in questa, come nella scorsa competizione elettorale, le regole della campagna elettorale, a differenza di altri. Per noi moralità e legalità nelle istituzioni stanno alla base e la nostra azione in Consiglio lo dimostra. Arena sta conducendo una campagna elettorale molto spinta, inaugurando a pochi giorni dalle elezioni: parcheggi, Centro Anziani, Mercato, non preoccupandosi di quel che dice la legge.

 

Ci rendiamo conto che dopo un ulteriore contributo di 800 mila euro di soldi pubblici al Centro Anziani, il suo Presidente è candidato del Centro Sinistra in appoggio alla Sindaca/Candidata Sindaca? E questo si aggiunge al fatto che la ristrutturazione del Centro Anziani, non è ancora terminata, lo sarà solo tra qualche mese, ma questo è stato
inaugurato ad una settimana dalle elezioni dalla Sindaca, con tanto di fascia tricolore.

 

Vige il divieto per le pubbliche amministrazioni di svolgere attività di comunicazione (art. 9, c.1, della legge 22 febbraio 2000, n. 28) e di propaganda (art. 29, c. 6, della legge 25 marzo 1993, n. 81). Infatti dalla data di convocazione dei comizi elettorali (11 aprile 2019) e fino alla conclusione delle operazioni di voto, è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni.

 

Inoltre, per quanto riguarda le elezioni amministrative, nei trenta giorni antecedenti l’inizio della campagna elettorale, e cioè dal 27 marzo 2019, e per tutta la durata della stessa, è fatto divieto a tutte le pubbliche amministrazioni di svolgere attività di propaganda di qualsiasi genere, ancorché inerente alla loro attività istituzionale.

 

Il suddetto divieto, assistito dalla sanzione penale, per il principio della personalità della responsabilità penale non può che indirizzarsi direttamente ai soggetti titolari di cariche pubbliche a livello locale).

 

Ma ricordiamo tutti, anche attraverso articoli di stampa (La Tribuna di Treviso 18/05/16, Oggi Treviso 17/05/16, etc…), che Bortolato è stato condannato in primo grado dal Tribunale di Treviso nel 2016, insieme ad altri consiglieri di altri partiti/liste per aver raccolto firme false in occasione della campagna elettorale di cinque anni fa; non
sappiamo se abbia ricorso in appello o abbia sanato la sua posizione con il pagamento di una sanzione.

 

Ad ogni modo, sia il “moralizzatore” Bortolato che la Sindaca uscente hanno infranto anche questa volta come cinque anni fa, la legge, anche perché hanno affisso materiale elettorale fuori dagli spazi consentiti.

 

Infatti per la Legge 4 aprile 1956 n. 212. “Dalla data dell’avvenuta assegnazione degli appositi spazi per la propaganda elettorale e fino alla chiusura delle votazioni, è vietata: l’affissione o l’esposizione di stampati, giornali murali od altri e di manifesti, inerenti alla propaganda elettorale in qualsiasi altro luogo pubblico o esposto al pubblico, nelle vetrine dei negozi, su portoni, sulle saracinesche, sui chioschi, sui capannoni, sulle palizzate, sugli alberi, sugli autoveicoli in sosta, etc. , …… l’esposizione di materiale di propaganda elettorale nelle bacheche, vetrine o vetrinette appartenenti a partiti, movimenti o gruppi politici”.

 

Divieti che non sono stati rispettati né a destra né a sinistra. Siamo solo noi che possiamo parlare di correttezza e di rispetto delle regole! Se il buongiorno si vede dal mattino, Cittadini attenzione a chi affidate il vostro voto!

La sicurezza urbana delle aree intorno alla stazione di Mestre tra via Piave e la Miranese continua a preoccupare i residenti.
Non solo spaccio, prostituzione e microcriminalità, anche il degrado dovuto a cattivo uso degli spazi pubblici contribuisce a peggiorare la qualità della vita in queste zone della città.

 

Quotidianamente ci sono file di auto che vengono lasciate in zona vietata, alcune anche per più giorni evidentemente da chi prende il treno per andare a trascorrere il weekend a Venezia, ma questo è fonte di pericolo per l’incolumità del transito veicolare e pedonale e causa di litigi tra i frequentatori della zona.

 

La capogruppo M5S Elena La Rocca nell’interrogazione presentata all’assessore alla Sicurezza urbana fa proprie le richieste dei cittadini e, constatata l’inefficacia delle episodiche pattuglie della Polizia locale come ha riconosciuto anche il Comandante in recenti dichiarazioni ai giornali, chiede che siano stati attivati con urgenza provvedimenti alternativi a quelli sanzionatori, quali l’installazione di sistemi di protezione fisica della viabilità pedonale, al fine di garantire con efficacia e rapidità la sicurezza urbana in via Trento e nelle aree prossime alla stazione ferroviaria di Mestre.

 

     

Nella giornata di ieri, il M5S ha depositato una interrogazione che riguarda lo spostamento dell’archivio dei manoscritti antichi dal Museo Correr all’ex centro civico di via Poerio a Mestre.

 

“Riteniamo importante – dichiara la portavoce Sara Visman – un urgente confronto, con il coinvolgimento del consiglio Comunale, il mondo della cultura oltre a chi opera direttamente nella gestione di questi beni. Siamo preoccupati delle scelte fatte dall’amministrazione, ricordiamo la raccolta di libri di pedagogia della Biblioteca Bettini trasferita a Mestre presso la Vez, e ora i manoscritti della collezione Correr che sembrano destinati a lasciare la laguna. Di questo passo a Venezia resteranno solo Palazzi da utilizzare come location di eventi o da destinare ad attività ricettiva”.

Il capo gruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale di Mogliano, Cristina Manes, alla conclusione dei suoi cinque anni di mandato, tira le somme sull’attività consiliare svolta dal Movimento.

 

In primo luogo la Manes esprime un giudizio su come è stata accolta la novità a Mogliano del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale e sui rapporti avuti con la maggioranza: “Il Movimento 5 Stelle ha portato anche nell’istituzione moglianese un nuovo modo di fare politica, seppur con una sola rappresentante in Consiglio, inserendosi all’interno di rapporti di potere consolidati. La diffidenza rispetto alla novità rappresentata dall’ingresso in Consiglio Comunale di comuni cittadini ha lasciato presto il posto all’ostruzionismo, quando si è capito che la nostra presenza avrebbe dato fastidio, ponendo l’attenzione su questioni spinose e mai affrontate”.

 

“Un ostruzionismo opposto, contro di noi – prosegue la Manes – con tutti i mezzi possibili, anche con bassi attacchi mirati a sminuire la nostra persona prima ancora che la nostra azione, da parte del Presidente del Consiglio, Consiglieri di maggioranza, Sindaco e Assessori. La maggioranza si è trovata spiazzata, anche perché la nostra è stata un’opposizione soprattutto propositiva, condizione alla quale non si era abituati.”

 

“La nostra corposa attività propositiva e ispettiva – conclude la Manes – spesso ha messo in luce le contraddizioni presenti all’interno della coalizione di maggioranza. Una maggioranza, un Sindaco che non sono stati minimamente rispettosi del ruolo dei consiglieri di opposizione. Non hanno saputo cogliere le opportunità che sarebbero potute derivare da un confronto libero da pregiudizi, dando in Consiglio Comunale una perfetta rappresentazione plastica di quello che è stato il mancato rapporto tra Sindaco e cittadinanza.”

 

A seguire, la Manes espone in sintesi l’attività nei cinque anni di mandato del Movimento 5 Stelle. Sono state presentate 32 mozioni proposte, 15 interpellanze,  4 interrogazioni, 3 richieste di emendamenti e 2 proposte di regolamento.

 

Sono state dieci in totale le mozioni approvate. Tra queste:

1. trasmissione audio video del Consiglio Comunale e delle commissioni consiliari

2. 8×1000 all’edilizia scolastica

3. adesione al patto dei Sindaci e al bando per la redazione del P.A.E.S.

4. bando per interventi di efficienza e risparmio energetico pubblici edifici e reti di illuminazione pubblica

5. bando nazionale che avvii gli inceneritori esistenti e le discariche a una dismissione totale, escludendo nuovi impianti e discariche

6. devoluzione dei gettoni di presenza della seduta odierna da parte dei consiglieri, a favore delle popolazioni colpite dal tornado.

 

E ancora:

• patto con il cittadino-baratto amministrativo

 interventi comunali per la legalità e il contrasto al gioco d’azzardo patologico

• adesione del Comune di Mogliano Veneto alla campagna di sensibilizzazione delle patologie: sensibilità chimica multipla, encefalo mielite mialgica e fibromi algia, quali malattie altamente invalidanti

• adesione del Comune di Mogliano anche all’associazione Rete Italiana Città Sane-Oms

• sensibilizzazione e interventi per limitare l’uso e la dispersione della plastica usa e getta nell’ambiente: Mogliano Veneto comune Plastic-Free.

 

 

I temi affrontati dal gruppo 5 Stelle di Mogliano sono stati i seguenti: partecipazione, cittadinanza attiva, trasparenza, ambiente/salute, sicurezza, sociale, edilizia scolastica, connettività e trattati internazionali.

 

 

Foto credit: FB @cristina.manes.9

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del Movimento 5 Stelle di Venezia in merito al declassamento dell’ospedale Civile di Venezia, un argomento di cui il nostro giornale si è occupato la scorsa settimana. La Regione, sostiene il Movimento, deve rispettare la specificità di Venezia e delle isole della laguna.

 

 

Il comunicato stampa del M5S

Il Piano Socio Sanitario della Regione Veneto 2019-2013 approvato con LR n. 48 del 28.12.2018 all’art 4 prevede che “la Regione garantisce e cura assistenza e servizi socio sanitari in modo uniforme, appropriato e responsabile su tutto il territorio regionale in conformità a quanto previsto dall’art 15 della Legge statutaria regionale L.R. n1/2012, le specificità del territorio bellunese, del Polesine e lagunari”.

 

In una mozione presentata al Sindaco dai Consiglieri del Movimento 5 Stelle veneziano mette in evidenza come la Regione Veneto nella redazione delle schede ospedaliere allegate al PSSR Veneto non abbia tenuto in nessun conto la specificità di Venezia riconosciuta invece per gli ospedali degli ambiti montani e per il polesine.

 

“Questa mancata considerazione della specificità del territorio lagunare veneziano ha di fatto portato al declassamento dell’Ospedale Civile di Venezia da ospedale di rete a ospedale di base, laddove nei fatti l’Ospedale Civile è chiamato a fornire servizi di rete a una comunità insediata su un territorio ad alta specificità dovuta alla sua morfologia, alla complessità dei trasporti, ai tempi di percorrenza ed alla massiccia presenza di turisti durante tutto l’anno”.

 

“La causa del declassamento dell’Ospedale – dichiara la capogruppo del M5S Elena la Rocca – non può essere certo attribuita ai cittadini che denunciano il calo dei residenti nel centro storico e nelle isole, come invece ha dichiarato il Sindaco Brugnaro in Consiglio Comunale, il quale sostiene che siano proprio i cittadini con il loro gridare al lupo, al lupo la causa dei tagli della Regione in materia di sanità”.

 

Questo declassamento comporta una perdita di operatori sanitari, la conseguente chiusura di reparti ospedalieri e in genere lo scadere drammatico del livello degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi delle strutture sanitarie pubbliche dedicate all’assistenza per l’assistenza ospedaliera nel centro storico e nelle isole lagunari.

 

I cittadini veneziano stanno soffrendo di questa decisione, tanto da essersi mobilitati massicciamente in varie forme che i consiglieri del Movimento 5 Stelle sosterranno, chiedendo alla amministrazione comunale e in particolare al Sindaco – quali tutori della qualità del servizio reso ai cittadini a difesa della salute – di riconoscere la gravità della decisione presa dalla Regione. Chiederanno altresì a quest’ultima di rivedere subito le schede ospedaliere, partendo dal riconoscimento e dalla salvaguardia delle specificità territoriale di Venezia e delle isole della Laguna, allo scopo di garantire servizi socio sanitari appropriati alle necessità di cura e salute della comunità veneziana, del centro storico e delle isole.

Il M5S ha rivolto un’interrogazione al sindaco Luigi Brugnaro, per fare chiarezza sul futuro del Compendio di Villa Hèriot.
Svariate vicissitudini avevano infatti visto il compendio denominato “Villa Hèriot” e comprendente la villa Padronale, la Depandance, il giardino e un altro piccolo edificio, diventare oggetto in vendita da parte dell’ex Commissario Straordinario Vittorio Zappalorto. Un’azione poi non portata a termine per le massicce proteste delle associazioni e dei cittadini e per vizi di procedura.
Il M5S vuole evidenziare la situazione in cui si trova l’Università Internazionale dell’Arte (UIA) con sede nella villa padronale. La scuola ha chiesto, a più riprese, di sottoscrivere una nuova Concessione con il Comune di Venezia per il proseguo dell’attività di formazione di tecnici del restauro visto che la prima determinazione risaliva al lontano 1997 ma a tutt’oggi non si è mossa foglia.
“Vorremmo sapere perché – dichiara la consigliera Sara Visman – a fronte di richieste di incontro con l’assessore al Patrimonio, da parte del presidente dell’Università, non vi sia stata nessuna risposta. Troviamo altresì poco lungimirante non interloquire con soggetti che hanno come obiettivo quello di formare esperti nel campo del restauro, figure preziose, riconosciute internazionalmente, in un contesto come quello veneziano ricco di opere da tutelare. Sappiamo che gli studenti che provengono anche da altri paesi, quando passano qui anni a formarsi, a volte si innamorano del luogo e trovando opportunità di lavoro possono anche stabilirvicisi”.
Il M5S intende, per trasparenza, portare l’amministrazione a esprimersi su questa situazione, auspicando oltremodo che venga scongiurato un nuovo inserimento nel Piano delle alienazioni del suddetto compendio, non cedendo all’appetito di fare cassa a discapito di questo  bene pubblico.

Con la presentazione di quasi una ventina di emendamenti al testo del Regolamento sul nuovo “contributo di accesso” alla Città Antica (espressione infelice con cui si indica Venezia e le sue isole), i Consiglieri del Movimento Cinque Stelle propongono di aggiustare il tiro rispetto all’eccesso di esenzioni e riduzioni previste da Brugnaro per rispettare quanto “ordinatogli” da Zaia e Confindustria.

 

Una prima importante proposta dei consiglieri Visman e Scano è quella di cancellare completamente lo sconto previsto per i turisti che alloggeranno in strutture ricettive fuori dal Comune ma all’interno della Regione Veneto.

 

«Perché mai dovremmo favorire alberghi e campeggi che non sostengono l’oneroso costo della raccolta rifiuti di Venezia? E, di conseguenza, sfavorire la permanenza presso le nostre strutture ricettive? I fucsia costruiscono hotel in ogni angolo e poi s’ingegnano per farli lavorare meno? Pura follia!», così sentenzia un agguerrito Davide Scano.

 

I due consiglieri propongono poi di inserire nell’elenco dei vettori, per la riscossione del contributo, anche hotel e società di parking che offrano il servizio accessorio di trasporto da e per Piazzale Roma.

 

Altra proposta è quella di incrementare l’importo previsto per le giornate col bollino verde da 3 a 4 euro e di inserire, tra le esenzioni, l’ipotesi di arrivo a Venezia per partecipare ad una celebrazione, laica o religiosa, che coinvolga almeno un residente.

 

Sempre in materia di esenzioni si propone di mantenere l’esenzione per i veneti ma “limitatamente ai giorni feriali: la presenza di molti uffici pubblici giustifica tale esenzione. Nei giorni festivi, per le scampagnate fuori porta o le chiassose feste di “addio al celibato” anche i veneti dovranno contribuire, quota parte, a salvaguardare Venezia.

 

La consigliera Elena La Rocca invece propone di equiparare coloro che soggiornano in B&B e appartamenti ad uso turistico agli hotel, all’interno del territorio comunale, ai fini dell’esenzione dal contributo (che si applica in alternativa all’imposta di soggiorno).

 

Infine, Sara Visman si sofferma sulle premesse della delibera, tentando di darle maggior “anima” col seguente inciso: “in linea con le finalità di spesa individuate alla fine dell’art. 4, comma 3 bis, D.Lgs. n. 23/2011, il gettito del contributo di accesso non dovrà essere impiegato esclusivamente per sopperire agli extra-costi legati al turismo ma, soprattutto, per interventi atti ad alzare il livello qualitativo della vita dei residenti e la ricostituzione del tessuto sociale cittadino. Gli abitanti sono parte del patrimonio culturale della Città…”.

Il Movimento Cinque Stelle di Mogliano Veneto ha organizzato una serata informativa rivolta alla cittadinanza, con la presenza dei portavoce del Movimento Cinque Stelle in Comune, Regione e al Parlamento.

 

In questa occasione, la portavoce del M5S in Consiglio comunale, Cristina Manes, presenterà un report dell’attività consiliare svolta nel corso dei cinque anni di mandato.

 

“Riteniamo che il resoconto dell’attività svolta nelle istituzioni, sia un atto dovuto nei confronti dei cittadini che ci hanno votato e della cittadinanza tutta. A Mogliano, ci siamo presentati all’elettorato con un programma che abbiamo perseguito dai banchi dell’opposizione, portando risultati concreti che sono agli atti del Consiglio comunaleNe vogliamo dar conto ai cittadini, perché da cittadini informati possano giudicare il nostro operato e compiere al meglio le loro scelte. Le chiacchiere le lasciamo agli altri.

 

Come Portavoce del M5S, ho avviato con gli attivisti  il percorso per la formazione della lista per le prossime elezioni amministrative. Prima di presentare le candidature in Comune, dobbiamo ottenere, come previsto da nostre regole interne, la certificazione dal Movimento Cinque Stelle.

 

Non mi ricandido alle prossime elezioni comunali ma il mio impegno all’interno del Movimento continua e continuerà.

 

Stiamo formando una nuova squadra di cittadini che si presenterà al vaglio dell’elettorato moglianese con un programma basato sui punti rappresentati dalle 5 stelle del Movimento.

I cittadini che vorranno partecipare a questo progetto sono i benvenuti”, ha dichiarato la Manes.

 

Si parlerà anche di questo venerdì 22 febbraio alle 20.30 presso la sala del Quartiere Est, in Galleria A. Moro 12, a Mogliano Veneto. Interverranno per il Senato Orietta Vanin e Giovanni Endrizzi, per il Consiglio Regionale Erika Baldin e Simone Scarabel, che ci aggiorneranno sulla loro attività e sulle novità introdotte dal Governo.

Di seguito pubblichiamo un comunicato stampa ricevuto in redazione da Sara Visman, che accompagna la pubblicazione di un’interrogazione agli assessori Luigi Brugnaro, Renato Boraso e Simone Venturini – competenti per Commercio, Mobilità e Sviluppo del territorio -, nella quale si chiede di illustrare cosa sia stato fatto per sostenere il mercato di Sacca Fisola.

 

 

Dopo sei mesi dall’approvazione di ben due ordini del giorno proposti dal M5S e votati, uno all’unanimità e uno a larghissima maggioranza, l’amministrazione pare dimenticarsi di intervenire per rivitalizzare il mercato settimanale di Sacca Fisola.

 

I consiglieri e gli assessori, molto ben disposti, durante le sedute di Consiglio Comunale in diretta streaming, ad accogliere le richieste di attenzione degli operatori del mercato contenute nelle mozioni, non pare abbiano dato seguito alle richieste con azioni concrete.

 

Neppure la proposta di delibera, presentata dal gruppo consigliare del M5S, che autorizza la trasformazione di un posteggio del mercato da “non alimentare” ad “alimentare” ha trovato posto nella nutrita agenda della maggioranza, e nemmeno in quella dei Presidenti delle Commissioni competenti. Gli stessi operatori, nel mese di dicembre avevano inoltrato tramite PEC una richiesta di incontro con l’sssessore Boraso e i dirigenti del Settore Commercio sulle stesse tematiche, ovviamente la comunicazione è rimasta lettera morta.

 

“Siamo stati propositivi e concreti con azioni a sostegno dell’offerta commerciale per i residenti di Sacca Fisola e per rivitalizzare il mercato settimanale. Pensate che la proposta di delibera è sul tavolo delle Commissioni competenti da settembre, ma l’Amministrazione non se ne occupa, è troppo impegnata ad aiutare la residenza in terraferma, permettendo ulteriore consumo di suolo agricolo a quei proprietari terrieri che vogliano costruire la casa ai figli mentre, le isole, vengono abbandonate. Veniamo accusati continuamente dalla maggioranza di non essere propositivi e di dire sempre no, è vero invece che quando proponiamo ci ignorano e non si muove foglia”, dichiara la consigliera Sara Visman e continua: “Con questa interrogazione intendo riportare sul tavolo la questione e, se all’Amministrazione non interessa l’argomento, almeno si abbia il coraggio di affermarlo davanti ai cittadini di Sacca Fisola invece di fingere che non esistano”.

Il M5S, da sempre schierato a difesa delle aree agricole e boschive e soprattutto dell’enorme consumo di suolo a fini commerciali del territorio comunale, appoggia la richiesta promossa dal comitato dei cittadini di Tessera C.R.I.A.A.Ve, che chiede di trovare degna dimora a quegli alberi che saranno strappati alla terra dove dimorano da decenni, per fare spazio a ulteriori aree a parcheggio. È proprio questo, infatti, uno degli obiettivi descritti nel Masterplan 2021 per l’espansione dell’aeroporto Marco Polo di Tessera, che sarà realizzato da SAVE.

 

Secondo quanto riportato dai criteri in nome dei quali SAVE dichiara di operare per la sostenibilità ambientale della nuova aerostazione, si legge che “dal punto di vista di strutture e infrastrutture, l’impegno delle ricerche e degli studi progettuali è stato rivolto alla minima occupazione di suolo rispetto alla capacità necessaria per i flussi di passeggeri e merci dello scalo”.

Tuttavia il M5S non ci sta e ha depositato una mozione rivolta al Sindaco, affinché si faccia portavoce del disagio dei cittadini di Tessera e ricordi a SAVE la responsabilità che nutre verso il territorio che la ospita.

 

La preoccupazione del M5S riguarda il patrimonio verde di circa 1.200 esemplari, costituito in gran parte da alberi di pregio, per fare posto (molto probabilmente) a una riga di pioppi, come già fatto in un intervento precedente.

 

Nell’area dell’ex vivaio, sono presenti pini, cedri, faggi, querce, ippocastani, frassini, cipressi e molte altre essenze, che attualmente creano uno scudo naturale al continuo innalzamento dell’inquinamento atmosferico e acustico per tutti i cittadini che abitano nelle adiacenze dell’aerostazione.

Il M5S insiste che il Sindaco – quale responsabile della salute dei cittadini veneziani – possa e debba intervenire per la salvaguardia di tutto ciò che contribuisce a preservare un habitat salubre e gradevole.

 

La difesa di questo patrimonio arboreo rappresenta pertanto un punto focale della questione. “Se così non fosse, il patrimonio arboreo non sarebbe riconosciuto come fondamentale e difeso attraverso leggi specifiche a tutti i livelli amministrativi, da quelli locali a quelli internazionali”, commenta la consigliera comunale Sara Visman.

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