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Prende il titolo da quello del suo ultimo libro, “Nostalgia degli dei”, l’incontro pubblico di giovedì 30 maggio (ore 20,45) nell’Auditorium di Santa Caterina, a Treviso, con Marcello Veneziani, invitato dai tre Rotary Club trevigiani (Treviso, Treviso Nord e Treviso Terraglio).

 

Secondo il noto filosofo, giornalista e scrittore, Civiltà, Destino, Patria, Famiglia, Tradizione, Comunità, Mito, Anima, Dio e Ritorno sono gli dei necessari di cui nutriamo nostalgia, i numi tutelari che sentiamo mancare o deperire nella vita presente. Gli dei che danno senso, sostanza e lungimiranza alla vita, dalla nascita alla morte, e anche oltre. Sono dei che proteggono e proiettano gli uomini oltre il loro io, il loro mondo e il loro tempo, riconoscendo i propri limiti, indicando orizzonti, tutori e aperture oltre la loro esistenza passeggera. Dei che fondano l’umanità oltrepassandola, sorvegliano i confini e connettono gli uomini tra loro, la realtà visibile all’invisibile, la terra al cielo. Un tempo gli dei erano raffigurati con tratti umani, coi loro sentimenti, le loro virtù e perfino i loro difetti. Gli dei di cui qui si racconta sono invece idee, principi, archetipi, metafore.

 

Sono anche i temi centrali su cui Veneziani si è interrogato nell’arco di quarant’anni e nel corso delle sue opere. Temi etici e civili, politici e filosofici necessari per rifondare la vita e darle un senso e un destino. Riallacciandosi ai temi trattati nel libro, Veneziani offrirà il suo personalissimo sguardo sul mondo contemporaneo e il suo invito a «pensare anziché limitarci a funzionare» nella vita di tutti i giorni.

Ingresso libero e gratuito.

 

Chi è Veneziani

Marcello Veneziani è nato a Bisceglie e vive tra Roma e Talamone. Proviene da studi filosofici. Ha fondato e diretto riviste, ha scritto su vari quotidiani e settimanali. È stato commentatore della Rai.

 

Si è occupato di filosofia politica scrivendo vari saggi tra i quali La rivoluzione conservatrice in Italia, Processo all’Occidente, Comunitari o liberal, Di Padre in figlio, Elogio della Tradizione, La cultura della destra e La sconfitta delle idee (editi da Laterza), I vinti, Rovesciare il 68, Dio, Patria e Famiglia, Dopo il declino (editi da Mondadori), Lettere agli italiani.

 

È poi passato a temi esistenziali pubblicando saggi filosofici e letterari come Vita natural durante dedicato a Plotino e La sposa invisibile, e ancora con Mondadori Il segreto del viandante e Amor fati, Vivere non basta, Anima e corpo e Ritorno a sud. Dopo Lettera agli italiani (2015) ha pubblicato di recente Alla luce del Mito e Imperdonabili, tutti con Marsilio, e Tramonti (Giubilei Regnani).

Il volume della giornalista veneziana in grado di raccontare la storia come una bella favola, è costituito da una raccolta di racconti, conferenze, appunti di storia, articoli giornalistici, che hanno per protagonisti personaggi di varie epoche: uomini e donne speciali come l’imperatrice Elena Augusta fino ai Finzi, editori del Corriere di Tunisi, passando attraverso la Serenissima Repubblica di Venezia.

 

Questa sera, alle 18, nella Sala delle Stagioni del Caffè Florian, il direttore artistico del Caffè Stefano Stipitivich presenta il libro di Barbara Marengo.

 

L’autrice

Barbara Marengo, moglie di un diplomatico, nutre le sue pagine di passione, vita, intelligenze, etica, rinunce, sofferenze, inquietudini ed errori; ma anche di splendidi luoghi e avvenimenti con il comune denominatore del Levante, cioè il Mediterraneo, culla di moltissime civiltà, ma anche teatro di molte guerre e divisioni.

 

I luoghi di cui parla l’Autrice sono da lei conosciuti e vissuti in prima persona: Costantinopoli, Bisanzio, l’isola di Paro nelle Cicladi, Grecia, Turchia e Tunisia. Da questa “prima linea” scaturisce il racconto della nostalgia e difficoltà di Cecilia Venier e di Cleopa Malatesta; vissute lontano da casa seppur entrambe vincenti o la sete di sapere della veneziana Elena Lucrezia Corner Piscopia prima donna laureata all’Università di Padova nel 1678 (in filosofia, non era ammissibile allora per una donna lo studio della teologia).

 

Venezia Protagonista

Venezia è comunque protagonista, punto di partenza e di arrivo delle storie raccontate; “porta del Levante”, intimamente presente nel cuore della Marengo da essere portata ovunque, con grande orgoglio di appartenenza. L’ultima storia è dedicata a Veronica Franco “cortigiana onesta” e letterata, amica del nobile Domenico Valier, che lottò in anni assai lontani per la realizzazione di una casa/rifugio per prostitute povere e in generale per la tutela delle donne più deboli.

 

Citazioni

L’Autrice riporta inoltre una frase di Veronica Franco sugli uomini. Anche noi abbiamo mani, piedi e cuore come loro, e anche se siamo delicate e tenere, ci sono uomini delicati che possono essere forti e uomini volgari e violenti che sono dei codardi. Le donne non hanno ancora capito che dovrebbero comportarsi così, in questo modo riuscirebbero a combattere fino alla morte per dimostrare ciò che è vero. Sarò la prima ad agire ergendomi a modello…

Venerdì 3 maggio alle ore 18.30, presso la libreria Feltrinelli in via Canova n.2 a Treviso, si terrà una nuova presentazione dell’ultimo romanzo dello scrittore trevigiano Marco Gottardi. Si tratta di Testamento, edito dalla CSA Editrice.
Dialoga con l’autore Alessia Ortenzio.

Testamento

Due narratori per un romanzo lirico e potente, una versione profana e allucinata delle Confessioni di Sant’Agostino contaminate con La nausea di Sartre e colorite della trasognata malinconia esistenzialista del Cortàzar di Rayuela. Una suite in tre movimenti che racconta la storia di Lorenzo, giovane di buoni ideali che da uno sperduto paesino di montagna si trasferisce a Venezia per frequentare l’università e realizzare le sue ambizioni di scrittore; ma gli anni trascorsi lontano da casa, dagli studi fino all’assunzione in una importante casa editrice, saranno densi di eventi che faranno maturare nel protagonista una sfiducia nel futuro e nell’uomo, fino a far crollare miseramente l’edificio di valori che il ragazzo aveva con sé al suo arrivo in città, trasformandolo in un disinteressato spettatore della sua stessa catastrofe.

 

In questa sorta di Éducation sentimentale cresce un romanzo che potremmo definire di anti-formazione: un grande affresco dei nostri tempi in cui i temi dell’amore, della funzione dell’arte e della vacuità del vivere sono magistralmente ricondotti alla loro essenza attraverso uno stile teso e originalissimo, assecondato nella sua purezza fino al parossismo.

 

 

Marco Gottardi

Come poeta, Marco Gottardi ha conseguito numerosi riconoscimenti in prestigiosi concorsi letterari nazionali e internazionali e ha all’attivo quattro raccolte poetiche: Scritti Novelli (2002), Perdutamente Riversi (Montedit, 2003), Incanti e Cadute (Montedit, 2005) e il canzoniere Liber Salutis (Sismondi Editore, 2012). Ha pubblicato, inoltre, il saggio Elogio dell’ubriachezza, ovvero l’arte di bere (Caratteri Mobili, 2006), la guida Vini e cicchetti. Guida alle osterie della Marca Trevigiana (De Bastiani Editore, 2016) e il romanzo Il curioso caso del signor G (Bibliotheka Edizioni, 2017). Nel 2012 ha fondato il movimento artistico-letterario dei Folli, di cui è il teorico. Testamento è il suo secondo romanzo.

Sabato 27 APRILE, alle ore 17, presso l’area INFOPOINT INFOVOX del CENTRO COMMERCIALE AUCHAN PORTE DI MESTRE, avrà luogo la presentazione del libro “Salsa, passioni e tradimenti” scritto da Giorgio Girace, scrittore locale. Modera l’incontro Pierluigi Rizziato, giornalista e scrittore.

 

Girace nasce a Salerno nel 1959 ma vive e lavora a Mestre. Appassionato di storia antica, di filosofia, ma soprattutto di ballo, ha scelto proprio questa sua passione come tema principale del suo romanzo.

 

“Salsa, passioni e tradimenti” è la storia di un amore improbabile, le cui basi poggiano sul compromesso del tradimento. Il protagonista, Glauco, è un provetto ballerino di salsa che fa quel che può per accontentare il gentil sesso ma confuso da un fallimento coniugale, si introdurrà in un vicolo cieco di falsi amori e false gioie.

 

La presentazione del libro sarà intervallata da momenti danzanti e momenti canori, performance artistico-musicali a cura delle figlie dell’autore stesso.

 

I libri sono acquistabili presso il punto vendita Feltrinelli all’interno del centro commerciale Auchan Porte di Mestre.

Incontri, dibattiti, una mostra e il lancio del concorso letterario Teen Noir dedicato ai ragazzi dai 13 ai 19 anni 

 

Treviso Giallo ha chiuso la prima edizione del festival dedicato al genere romanzo giallo e noir con mille presenze spalmate nei tre giorni di incontri e dibattiti.

 

Buona la risposta da parte del pubblico anche per la mostra dedicata all’illustratore della Marsilio Fabio Visintin, che da 20 anni realizza le immagini delle copertine dei libri per la collana Farfalle, dal titolo “Come nasce la copertina di un libro giallo e noir?”. Tra il pubblico presente all’inaugurazione della mostra (sabato 13 aprile) gli studenti del Liceo Duca degli Abruzzi.

 

 

Una dichiarazione del sindaco di Treviso Mario Conte

«Siamo molto contenti di aver ospitato il Festival Treviso Giallo, che è riuscito a catturare l’attenzione di tantissimi visitatori e appassionati di scienza, criminologia e letteratura», ha affermato Mario Conte, sindaco di Treviso.

 

Il Festival Treviso Giallo diventerà un punto di riferimento nel panorama delle rassegne letterarie a livello nazionale, e presto anche internazionale visto che sono già state annunciate per la prossima edizione collaborazioni con altri Paesi e festival», ha continuato Lavinia Colonna Preti, assessore ai Beni culturali e Turismo del Comune di Treviso. «C’è un’enorme curiosità ed interesse verso generi letterari come il giallo e il noir che spesso vengono affrontati con un approccio limitato e limitante».

 

 

Gli incontri più partecipati

Altra sala gremita quella per l’incontro dedicato a “Giallo Veneto” con gli autori Stefano Masini (Come ai nostri debitori, Linea Edizioni), Fulvio Luna Romero (Prosecco Connection, Laurana) Alberto Toso Fei (Misteri del Veneto di Linea Edizioni) e il Collettivo Norah Gelbe (Un mare di luppolo, Il Prato).

 

Sold out invece per “Giallo e investigazione” con l’ex magistrato Carlo Nordio e i big del genere letterario e noir: Roberto Ricciardi (Detective dell’arte di Rizzoli), Rosa Teruzzi (Non si uccide per amore, Sonzogno) e Pablo Trincia (Veleno, Einaudi).

 

Successo per le visite guidate gratuite di Treviso Noir, organizzate da Banca Mediolarum, che ha quadruplicato i tour guidati alla scoperta degli angoli più misteriosi di Treviso, arrivando ad attivare anche una lista d’attesa.

 

 

Il concorso Teen Noir della Linea Edizioni

«Abbiamo ricevuto la risposta positiva ed entusiasta da parte di molte persone intervenute. Per noi è un forte segnale di quanto sia importante in questo specifico momento storico per il nostro territorio puntare a leggere e interpretare la società contemporanea anche attraverso la letteratura e attraverso un genere letterario che in sé offre la chiave di lettura di molti aspetti della società contemporanea», ha spiegato Lisa Marra, organizzatrice responsabile della casa editrice Linea Edizioni.

 

Infine a partire dal 20 aprile è online il regolamento per partecipare al concorso Teen Noir, il concorso ideato da Treviso Giallo in collaborazione con la casa editrice Linea Edizioni per raccogliere racconti gialli e noir di ragazzi dai  13 ai 19 anni.

 

 

Info

Il festival dedicato al giallo e al noir, con valenza scientifica, è stato organizzato dall’Associazione Accademia della Marca Trevigiana, con il patrocinio di MiBAC – Ministero per i beni e le attività culturali, Regione del Veneto, Città di Treviso e in collaborazione con le Università degli Studi Ca’ Foscari Venezia, Università degli Studi di Trieste, Università IULM Milano, Università degli Studi dell’Aquila, Università degli Studi di Udine.

 

La valenza scientifica del Festival Letterario è supportata anche dalla presenza del Comitato scientifico composto dai maggiori esponenti e docenti delle Università e del mondo scientifico italiano: Elvio Guagnini (emerito Università di Trieste è il Presidente del Comitato), Sergia Adamo (Università di Trieste), Giulio Marra (già Università Ca’ Foscari Venezia), Pierluigi Granata (Università dell’Aquila), Francesco Sidoti (Università dell’Aquila), Fabrizio Fornari (Università di Chieti-Pescara).

 

Favola, racconto e testimonianza storica del coraggio delle donne letta attraverso la lente appassionata della ricerca e del giornalismo Una donna può tutto di Ritanna Armeni (Ponte alle Grazie 2018); un libro che narra la vicenda di alcune giovani aviatrici sovietiche sullo sfondo della seconda guerra mondiale, e della loro scelta di servire la propria patria arruolandosi e bombardando il nemico del Terzo Reich. Il libro sarà al centro del terzo appuntamento della rassegna “Parole di carta. Un libro, uno scrittore” a cura di quarantaduelinee | circolazione culturale, mercoledì 17 aprile (ore 20.45).

 

 

È il 1941: sotto la guida di Marina Raskova – una delle più importanti combattenti dell’URSS – alcune libere cittadine volano in notturna nei cieli del loro paese occupato dai tedeschi compiendo azioni militari; sganciano bombe grazie a velivoli leggeri, senza luci, apparentemente invisibili negli spostamenti. Con destrezza portano avanti per mesi la possibilità di restare defilate rispetto al conflitto eppure di fondamentale importanza per esso. L’invisibilità e non solo apre loro il successo dell’operazione, che durerà 1100 notti e 23.000 voli.

 

 

Ritanna Armeni, giornalista e autrice, ripercorre l’esperienza di alcune donne che vivono l’approccio all’emancipazione e alla libertà in un tempo precoce e aspro; questo in una realtà dove si conserva soltanto la memoria “maschile”. Quella delle “Streghe della notte” (come saranno da subito ribattezzate) è infatti un episodio determinante della storia russa. Lo conferma il discorso ardito e folle che conduce la narrazione, quello di Irina Rakobolskaja, 96 anni, la vice comandante del 588° reggimento e ultima sopravvissuta del gruppo; lì si intrecciano solidarietà, sorellanza (parola cara al femminismo) e vita.

 

 

Armeni non porta all’attenzione soltanto un fatto bellico quasi inedito ma riesce a spostare un po’ più in là i confini del libro. Fa comprendere che è proprio il punto di vista con cui la protagonista Irina si esprime la chiave che restituisce la differenza: «Ci sono i sentimenti, la sofferenza e il lutto, ma c’è anche la patria, il socialismo, la disciplina e la vittoria. C’è il patriottismo ma anche l’ironia; la rabbia insieme alla saggezza. C’è l’amicizia. E c’è – fortissima – la spinta alla conquista della parità con l’uomo; desiderata talmente tanto – e questa non è retorica – da scegliere di morire pur di ottenerla». La dimensione del “potere tutto” delle donne resiste nel loro essere coraggiose figure del quotidiano.

 

 

La rassegna inizia alle ore 20.45 in Sala Level-1, Piazza Duca d’Aosta n. 4, Mogliano Veneto; ingresso libero.

«Ho una bomba nella mia valigetta. La userò, se necessario. Voglio che si sieda accanto a me. State per essere dirottati»

 

Nuovo appuntamento con la letteratura per ragazzi. Domenica 14 aprile, alle ore 16.30 La Stanza Spazio Eventi apre le porte alla storia dell’aviazione americana, con l’ultimo romanzo “Il ladro dei cieli” di Christian Hill, ingegnere aereonautico milanese e giornalista. Ingresso libero.

 

L’autore parlerà ai giovani della vicenda che il 24 novembre 1971 sconvolse l’America con un eccezionale caso di dirottamento, ancora oggi rimasto irrisolto: D.B. Cooper si lanciò da un aereo di linea decollato dall’aeroporto di Portland (Oregon), dopo aver chiesto che venissero caricati a bordo duecentomila dollari e un paracadute.

 

Una storia ad alta quota che nel libro si intreccia alla vita del giovane Rusty Secatero, 35 anni dopo il fatto realmente accaduto. Il ragazzo di quindici anni, a capo di una banda di teppisti, deve fare i conti con una esistenza difficile, turbata in particolare dall’assenza del padre e dalla madre tossicodipendente. Tutto per lui sembra finito, ma il rapporto con il vecchio Carter gli darà una chance di riscatto: «c’è sempre un’altra possibilità».

 

L’autore

Nato a Milano da madre italiana e padre tedesco, Christian Hill ha studiato ingegneria aeronautica e nella vita si è occupato di giochi di ruolo, giornalismo, informatica e fotografia. Ha molte passioni tra le quali spiccano la scrittura, la lettura, il cinema e la musica. Fa parte del gruppo di autori Book on a Tree, colleghi e amici con cui condivide l’amore per la narrazione di storie avvincenti.

 

La Stanza Spazio Eventi

via Pescatori 23, Treviso
[email protected]
tel: 349.3768420

www.temacultura.it

Dopo la scomparsa di Cesare De Michelis, che lo ideò e fondò, Ernesto Ferrero sarà il nuovo Presidente della giuria

 

Si svolgerà a Mogliano la cerimonia di premiazione della ventisettesima edizione del Premio letterario nazionale Giuseppe Berto. Sarà, questa, la prima edizione del Premio senza Cesare De Michelis, scomparso la scorsa estate, che ne fu ideatore e fondatore nel 1988, da grande estimatore dello scrittore veneto. Il nuovo Presidente della giuria del Premio Berto 2019 sarà Ernesto Ferrero, scrittore, critico, consulente editoriale e direttore del Salone del libro di Torino dal 1998 al 2016.

 

L’associazione culturale Giuseppe Berto, nonostante l’incolmabile vuoto lasciato da De Michelis, ha deciso di proseguire nel solco tracciato assieme a lui. È stato così pubblicato il bando dell’edizione 2019, in collaborazione con gli eredi Berto, il Comune di Mogliano Veneto e il Comune di Ricadi, e il sostegno dello sponsor Colorificio San Marco.

 

Della giuria del Premio, oltre al nuovo Presidente Ferrero, fanno parte Cristina Benussi, Università di Trieste, Giuseppe Lupo, Università Cattolica del Sacro Cuore Milano e scrittore, Laura Pariani, scrittrice, e Stefano Salis, critico e giornalista del Sole 24 Ore.

 

Questa edizione è caratterizzata da un’altra novità. Il “portafoglio” del Premio aggiunge ai 5 mila euro per il vincitore anche 500 euro per gli altri quattro finalisti, quale gettone di presenza alla cerimonia finale di proclamazione del vincitore.

 

 

Caratteristiche del Premio

Il Premio mantiene la propria esclusiva peculiarità di essere riservato a scrittori esordienti. Possono pertanto parteciparvi solo opere prime di narrativa redatte in lingua italiana e pubblicate nel periodo tra il 1° maggio 2018 e il 10 maggio 2019.

 

Le opere dovranno essere inviate dagli editori alla giuria entro e non oltre il 13 maggio 2019. La giuria, selezionerà le 5 opere finaliste entro il 7 giugno 2019 e l’opera vincitrice sarà proclamata sabato 29 giugno 2019, a Mogliano Veneto.

 

Non sono ammessi rifacimenti, riedizioni, o traduzioni, ma saranno accettati il primo romanzo pubblicato in volume di un autore oppure la prima raccolta di racconti (che neanche singolarmente possono essere stati pubblicati in precedenza).

 

 

I vincitori delle precedenti edizioni

Il Premio Berto, nato nel 1988 su iniziativa di un gruppo di amici ed estimatori dello scrittore, ha raggiunto le 22 edizioni tra il 1988 e il 2010 e dopo una pausa è stato rilanciato nel 2014, in occasione del centenario della nascita dello scrittore moglianese e ripreso nel 2015.

 

Vinto nell’edizione 2018 da Francesco Targhetta, con Le vite potenziali (Mondadori), il Premio è stato trampolino di lancio per alcuni dei maggiori talenti della letteratura contemporanea, tra cui:

• Paola Capriolo con La grande Eulalia (1988)

• Michele Mari con Di bestia in bestia (1989)

• Luca Doninelli con I due fratelli (1990)

• Paolo Maurensig con La variante di Lüneburg (1993)

• Francesco Piccolo con Storie di primogeniti e figli unici (1997)

• Elena Stancanelli con Benzina (1999)

• Giuseppe Lupo con L’americano di Celenne (2001)

• Antonia Arslan con La masseria delle allodole (2004)

• Francesco Pecoraro con Dove credi di andare (2007).

Sarà Ernesto Ferrero il nuovo Presidente della Giuria del Premio Letterario nazionale Giuseppe Berto, la cui XXVII edizione è stata bandita dai promotori; Ferrero, noto scrittore, critico, consulente editoriale e storico direttore del Salone del libro di Torino dal 1998 al 2016.

 

Il dopo De Michelis

 

Sarà la prima edizione del Premio senza l’ideatore Cesare De Michelis, scomparso la scorsa estate, grande estimatore dello scrittore veneto.

L’Associazione Culturale Giuseppe Berto, nonostante l’incolmabile vuoto lasciato da De Michelis che ne era Presidente, ha deciso di proseguire nel solco tracciato assieme a lui, pubblicando il Bando dell’edizione 2019 del Premio, in collaborazione con gli eredi Berto, il Comune di Mogliano Veneto (TV) e il Comune di Ricadi (VV), e il sostegno dello sponsor Colorificio San Marco.

 

Le novità

 

Altra novità, oltre al nuovo presidente della giuria, sarà il “portafoglio” del Premio che aggiunge ai 5 mila euro per il vincitore; anche 500 euro per gli altri quattro finalisti quale gettone di presenza alla cerimonia finale di proclamazione del vincitore. Il Premio mantiene la propria esclusiva peculiarità di essere riservato a scrittori esordienti.

Come partecipare

 

Possono parteciparvi solo opere prime di narrativa redatte in lingua italiana e pubblicate nel periodo compreso tra l’1 maggio 2018 e il 10 maggio 2019.

Le opere dovranno essere inviate dagli editori alla Giuria entro e non oltre il 13 maggio 2019. La Giuria selezionerà le 5 opere finaliste entro il 7 giugno; l’opera vincitrice sarà proclamata sabato 29 giugno, a Mogliano Veneto, nel corso della cerimonia di assegnazione del Premio.

Il Berto conferma la tradizionale alternanza tra le due terre amate dallo scrittore moglianese, il Veneto, dove nacque, e la Calabria dove si stabilì negli ultimi anni della sua vita e dove è sepolto.

Il bando è disponibile assieme al regolamento anche nel sito, non sono ammessi rifacimenti, riedizioni, o traduzioni, ma saranno accettati il primo romanzo pubblicato in volume di un autore oppure la prima raccolta di racconti, che neanche singolarmente possono essere stati pubblicati in precedenza.

 

La giuria

 

Oltre al Presidente, fanno parte della giuria: Cristina Benussi, Università di Trieste, Giuseppe Lupo, Università Cattolica del Sacro Cuore Milano e scrittore, Laura Pariani, scrittrice, e Stefano Salis, critico e giornalista del Sole 24 Ore.

 

La storia del Premio

 

Il Premio Berto, nato nel 1988 su iniziativa di un gruppo di amici ed estimatori dello scrittore; oltre a De Michelis, critici illustri come Giancarlo Vigorelli, Michel David, scrittori come Dante Troisi e Gaetano Tumiati (questi ultimi avevano condiviso con Berto oltre due anni di prigionia in Texas durante la seconda guerra mondiale). Ha raggiunto le 22 edizioni tra il 1988 e il 2010 e dopo una pausa è stato rilanciato nel 2014 in occasione del centenario della nascita dello scrittore moglianese e ripreso nel 2015.

 

I vincitori

 

Il Premio, vinto nell’edizione 2018, da Francesco Targhetta, con Le vite potenziali, è stato trampolino di lancio per alcuni talenti della letteratura contemporanea; tra questi: Paola Capriolo con La grande Eulalia (1988), Michele Mari con Di bestia in bestia (1989), Luca Doninelli con I due fratelli (1990), Paolo Maurensig con La variante di Lüneburg (1993), Francesco Piccolo con Storie di primogeniti e figli unici (1997), Elena Stancanelli con Benzina (1999), Giuseppe Lupo con L’americano di Celenne (2001), Antonia Arslan con La masseria delle allodole (2004), Francesco Pecoraro con Dove credi di andare (2007).

Saranno 28, provenienti da 19 Paesi del mondo, gli scrittori ospitati da “Incroci di civiltà”, il Festival internazionale di letteratura a Venezia, giunto quest’anno alla dodicesima edizione, in programma dal 3 al 6 aprile.

 

Il calendario della ormai tradizionale iniziativa, ideata e organizzata dall’Università Ca’ Foscari Venezia – in collaborazione con Comune di Venezia, all’interno del programma ‘le Città in Festa’, e Città Metropolitana di Venezia, Fondazione di Venezia, con la partnership di BAUERs Venezia, Fondazione Musei Civici Venezia e Marsilio, è stato presentato questa mattina, a Ca’ Foscari, con una conferenza stampa alla quale è intervenuta, in rappresentanza della città, l’assessore al Turismo Paola Mar. Presenti inoltre il rettore dell’Ateneo veneziano, Michele Bugliesi, il prorettore alle Attività e rapporti culturali, Flavio Gregori, la direttrice del Festival, Pia Masiero, e il direttore della Fondazione di Venezia, Giovanni Dell’Olivo.

 

“I dialoghi con gli scrittori, la ricchezza dei loro percorsi personali e culturali, la diversità delle loro sensibilità e punti di vista – ha esordito Bugliesi – rendono questo un festival unico in Italia per i contenuti e l’esperienza che offre al pubblico. Non un salone del libro, ma un’occasione di incontro e di dialogo culturale alto e al contempo aperto e inclusivo, pienamente coerente con la tradizione del nostro Ateneo”.

 

 

Mar: “Venezia si conferma crocevia di culture”

 

“Sono ormai 12 – ha aggiunto l’assessore Mar – le edizioni di Incroci di Civiltà che l’Università Ca’ Foscari e il Comune di Venezia propongono alla città tutta, sottolineando, se ancora ce ne fosse necessità, il dialogo tra culture. Innumerevoli infatti sono stati gli scrittori provenienti praticamente da ogni dove che nelle scorse edizioni hanno partecipato a questo festival, occasioni speciali di incontro di letterature, ma direi anche e soprattutto, di mondi culturali che qui hanno trovato una città storicamente aperta al dialogo e agli ‘incroci’ tra popoli. Venezia è stata un crocevia di civiltà e indubbiamente ancora oggi veste questo ruolo, tanto che per questa edizione ben quattro degli autori invitati, provenienti da Messico, Cina, Islanda e Germania, hanno voluto vivere la nostra città immergendosi totalmente nel suo essere e quindi abitandoci in residenza, per trovare quell’ispirazione creativa che sicuramente ha fatto da stimolo e suggestione per i loro lavori”.

 

“Ringrazio tutte le istituzioni che partecipano con impegno e passione a questo festival internazionale e che ogni edizione vede sempre più numerose – ha concluso Mar – per l’entusiasmo e per la dedizione che portano a questi ‘incroci’, rinnovando ogni anno il piacere della parola e della relazione tra le genti”.

 

L’edizione 2019 del Festival, è stato sottolineato dal prorettore Gregori, avrà come specificità un focus sull’Europa, che sta vivendo un momento storico particolarmente importante e delicato. È spettato invece alla direttrice del Festival Masiero presentare il programma della kermesse: si inizia mercoledì 3 aprile, alle ore 17.30, con l’inaugurazione al Teatro Goldoni, che vedrà protagonista lo scrittore inglese Jonathan Coe. Nei giorni successivi gli incontri si sussegueranno in varie sedi, dall’auditorium in Campo Santa Margherita al Teatrino di Palazzo Grassi, dal Fondaco dei Tedeschi alla Fondazione Querini Stampalia, dall’open space della Chiesa di San Lorenzo al carcere femminile della Giudecca, dove il 6 aprile alle 11 sarà ospite Melania Mazzucco. Ospite speciale dell’evento di chiusura, sabato 6 aprile alle 18, in auditorium Santa Margherita, il celebre scrittore francese Daniel Pennac.

 

“Incroci di civiltà” sarà preceduto, anche quest’anno, dalla sezione “Verso Incroci”, il tradizionale percorso di avvicinamento ai temi del festival, che si svolgerà dal 7 al 28 marzo e proporrà sette appuntamenti.

 

Il calendario completo degli incontri, tutti a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria online (dalle ore 12 del 21 marzo), è disponibile su www.incrocidicivilta.org.

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