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Incontri, dibattiti, una mostra e il lancio del concorso letterario Teen Noir dedicato ai ragazzi dai 13 ai 19 anni 

 

Treviso Giallo ha chiuso la prima edizione del festival dedicato al genere romanzo giallo e noir con mille presenze spalmate nei tre giorni di incontri e dibattiti.

 

Buona la risposta da parte del pubblico anche per la mostra dedicata all’illustratore della Marsilio Fabio Visintin, che da 20 anni realizza le immagini delle copertine dei libri per la collana Farfalle, dal titolo “Come nasce la copertina di un libro giallo e noir?”. Tra il pubblico presente all’inaugurazione della mostra (sabato 13 aprile) gli studenti del Liceo Duca degli Abruzzi.

 

 

Una dichiarazione del sindaco di Treviso Mario Conte

«Siamo molto contenti di aver ospitato il Festival Treviso Giallo, che è riuscito a catturare l’attenzione di tantissimi visitatori e appassionati di scienza, criminologia e letteratura», ha affermato Mario Conte, sindaco di Treviso.

 

Il Festival Treviso Giallo diventerà un punto di riferimento nel panorama delle rassegne letterarie a livello nazionale, e presto anche internazionale visto che sono già state annunciate per la prossima edizione collaborazioni con altri Paesi e festival», ha continuato Lavinia Colonna Preti, assessore ai Beni culturali e Turismo del Comune di Treviso. «C’è un’enorme curiosità ed interesse verso generi letterari come il giallo e il noir che spesso vengono affrontati con un approccio limitato e limitante».

 

 

Gli incontri più partecipati

Altra sala gremita quella per l’incontro dedicato a “Giallo Veneto” con gli autori Stefano Masini (Come ai nostri debitori, Linea Edizioni), Fulvio Luna Romero (Prosecco Connection, Laurana) Alberto Toso Fei (Misteri del Veneto di Linea Edizioni) e il Collettivo Norah Gelbe (Un mare di luppolo, Il Prato).

 

Sold out invece per “Giallo e investigazione” con l’ex magistrato Carlo Nordio e i big del genere letterario e noir: Roberto Ricciardi (Detective dell’arte di Rizzoli), Rosa Teruzzi (Non si uccide per amore, Sonzogno) e Pablo Trincia (Veleno, Einaudi).

 

Successo per le visite guidate gratuite di Treviso Noir, organizzate da Banca Mediolarum, che ha quadruplicato i tour guidati alla scoperta degli angoli più misteriosi di Treviso, arrivando ad attivare anche una lista d’attesa.

 

 

Il concorso Teen Noir della Linea Edizioni

«Abbiamo ricevuto la risposta positiva ed entusiasta da parte di molte persone intervenute. Per noi è un forte segnale di quanto sia importante in questo specifico momento storico per il nostro territorio puntare a leggere e interpretare la società contemporanea anche attraverso la letteratura e attraverso un genere letterario che in sé offre la chiave di lettura di molti aspetti della società contemporanea», ha spiegato Lisa Marra, organizzatrice responsabile della casa editrice Linea Edizioni.

 

Infine a partire dal 20 aprile è online il regolamento per partecipare al concorso Teen Noir, il concorso ideato da Treviso Giallo in collaborazione con la casa editrice Linea Edizioni per raccogliere racconti gialli e noir di ragazzi dai  13 ai 19 anni.

 

 

Info

Il festival dedicato al giallo e al noir, con valenza scientifica, è stato organizzato dall’Associazione Accademia della Marca Trevigiana, con il patrocinio di MiBAC – Ministero per i beni e le attività culturali, Regione del Veneto, Città di Treviso e in collaborazione con le Università degli Studi Ca’ Foscari Venezia, Università degli Studi di Trieste, Università IULM Milano, Università degli Studi dell’Aquila, Università degli Studi di Udine.

 

La valenza scientifica del Festival Letterario è supportata anche dalla presenza del Comitato scientifico composto dai maggiori esponenti e docenti delle Università e del mondo scientifico italiano: Elvio Guagnini (emerito Università di Trieste è il Presidente del Comitato), Sergia Adamo (Università di Trieste), Giulio Marra (già Università Ca’ Foscari Venezia), Pierluigi Granata (Università dell’Aquila), Francesco Sidoti (Università dell’Aquila), Fabrizio Fornari (Università di Chieti-Pescara).

 

Favola, racconto e testimonianza storica del coraggio delle donne letta attraverso la lente appassionata della ricerca e del giornalismo Una donna può tutto di Ritanna Armeni (Ponte alle Grazie 2018); un libro che narra la vicenda di alcune giovani aviatrici sovietiche sullo sfondo della seconda guerra mondiale, e della loro scelta di servire la propria patria arruolandosi e bombardando il nemico del Terzo Reich. Il libro sarà al centro del terzo appuntamento della rassegna “Parole di carta. Un libro, uno scrittore” a cura di quarantaduelinee | circolazione culturale, mercoledì 17 aprile (ore 20.45).

 

 

È il 1941: sotto la guida di Marina Raskova – una delle più importanti combattenti dell’URSS – alcune libere cittadine volano in notturna nei cieli del loro paese occupato dai tedeschi compiendo azioni militari; sganciano bombe grazie a velivoli leggeri, senza luci, apparentemente invisibili negli spostamenti. Con destrezza portano avanti per mesi la possibilità di restare defilate rispetto al conflitto eppure di fondamentale importanza per esso. L’invisibilità e non solo apre loro il successo dell’operazione, che durerà 1100 notti e 23.000 voli.

 

 

Ritanna Armeni, giornalista e autrice, ripercorre l’esperienza di alcune donne che vivono l’approccio all’emancipazione e alla libertà in un tempo precoce e aspro; questo in una realtà dove si conserva soltanto la memoria “maschile”. Quella delle “Streghe della notte” (come saranno da subito ribattezzate) è infatti un episodio determinante della storia russa. Lo conferma il discorso ardito e folle che conduce la narrazione, quello di Irina Rakobolskaja, 96 anni, la vice comandante del 588° reggimento e ultima sopravvissuta del gruppo; lì si intrecciano solidarietà, sorellanza (parola cara al femminismo) e vita.

 

 

Armeni non porta all’attenzione soltanto un fatto bellico quasi inedito ma riesce a spostare un po’ più in là i confini del libro. Fa comprendere che è proprio il punto di vista con cui la protagonista Irina si esprime la chiave che restituisce la differenza: «Ci sono i sentimenti, la sofferenza e il lutto, ma c’è anche la patria, il socialismo, la disciplina e la vittoria. C’è il patriottismo ma anche l’ironia; la rabbia insieme alla saggezza. C’è l’amicizia. E c’è – fortissima – la spinta alla conquista della parità con l’uomo; desiderata talmente tanto – e questa non è retorica – da scegliere di morire pur di ottenerla». La dimensione del “potere tutto” delle donne resiste nel loro essere coraggiose figure del quotidiano.

 

 

La rassegna inizia alle ore 20.45 in Sala Level-1, Piazza Duca d’Aosta n. 4, Mogliano Veneto; ingresso libero.

«Ho una bomba nella mia valigetta. La userò, se necessario. Voglio che si sieda accanto a me. State per essere dirottati»

 

Nuovo appuntamento con la letteratura per ragazzi. Domenica 14 aprile, alle ore 16.30 La Stanza Spazio Eventi apre le porte alla storia dell’aviazione americana, con l’ultimo romanzo “Il ladro dei cieli” di Christian Hill, ingegnere aereonautico milanese e giornalista. Ingresso libero.

 

L’autore parlerà ai giovani della vicenda che il 24 novembre 1971 sconvolse l’America con un eccezionale caso di dirottamento, ancora oggi rimasto irrisolto: D.B. Cooper si lanciò da un aereo di linea decollato dall’aeroporto di Portland (Oregon), dopo aver chiesto che venissero caricati a bordo duecentomila dollari e un paracadute.

 

Una storia ad alta quota che nel libro si intreccia alla vita del giovane Rusty Secatero, 35 anni dopo il fatto realmente accaduto. Il ragazzo di quindici anni, a capo di una banda di teppisti, deve fare i conti con una esistenza difficile, turbata in particolare dall’assenza del padre e dalla madre tossicodipendente. Tutto per lui sembra finito, ma il rapporto con il vecchio Carter gli darà una chance di riscatto: «c’è sempre un’altra possibilità».

 

L’autore

Nato a Milano da madre italiana e padre tedesco, Christian Hill ha studiato ingegneria aeronautica e nella vita si è occupato di giochi di ruolo, giornalismo, informatica e fotografia. Ha molte passioni tra le quali spiccano la scrittura, la lettura, il cinema e la musica. Fa parte del gruppo di autori Book on a Tree, colleghi e amici con cui condivide l’amore per la narrazione di storie avvincenti.

 

La Stanza Spazio Eventi

via Pescatori 23, Treviso
[email protected]
tel: 349.3768420

www.temacultura.it

Dopo la scomparsa di Cesare De Michelis, che lo ideò e fondò, Ernesto Ferrero sarà il nuovo Presidente della giuria

 

Si svolgerà a Mogliano la cerimonia di premiazione della ventisettesima edizione del Premio letterario nazionale Giuseppe Berto. Sarà, questa, la prima edizione del Premio senza Cesare De Michelis, scomparso la scorsa estate, che ne fu ideatore e fondatore nel 1988, da grande estimatore dello scrittore veneto. Il nuovo Presidente della giuria del Premio Berto 2019 sarà Ernesto Ferrero, scrittore, critico, consulente editoriale e direttore del Salone del libro di Torino dal 1998 al 2016.

 

L’associazione culturale Giuseppe Berto, nonostante l’incolmabile vuoto lasciato da De Michelis, ha deciso di proseguire nel solco tracciato assieme a lui. È stato così pubblicato il bando dell’edizione 2019, in collaborazione con gli eredi Berto, il Comune di Mogliano Veneto e il Comune di Ricadi, e il sostegno dello sponsor Colorificio San Marco.

 

Della giuria del Premio, oltre al nuovo Presidente Ferrero, fanno parte Cristina Benussi, Università di Trieste, Giuseppe Lupo, Università Cattolica del Sacro Cuore Milano e scrittore, Laura Pariani, scrittrice, e Stefano Salis, critico e giornalista del Sole 24 Ore.

 

Questa edizione è caratterizzata da un’altra novità. Il “portafoglio” del Premio aggiunge ai 5 mila euro per il vincitore anche 500 euro per gli altri quattro finalisti, quale gettone di presenza alla cerimonia finale di proclamazione del vincitore.

 

 

Caratteristiche del Premio

Il Premio mantiene la propria esclusiva peculiarità di essere riservato a scrittori esordienti. Possono pertanto parteciparvi solo opere prime di narrativa redatte in lingua italiana e pubblicate nel periodo tra il 1° maggio 2018 e il 10 maggio 2019.

 

Le opere dovranno essere inviate dagli editori alla giuria entro e non oltre il 13 maggio 2019. La giuria, selezionerà le 5 opere finaliste entro il 7 giugno 2019 e l’opera vincitrice sarà proclamata sabato 29 giugno 2019, a Mogliano Veneto.

 

Non sono ammessi rifacimenti, riedizioni, o traduzioni, ma saranno accettati il primo romanzo pubblicato in volume di un autore oppure la prima raccolta di racconti (che neanche singolarmente possono essere stati pubblicati in precedenza).

 

 

I vincitori delle precedenti edizioni

Il Premio Berto, nato nel 1988 su iniziativa di un gruppo di amici ed estimatori dello scrittore, ha raggiunto le 22 edizioni tra il 1988 e il 2010 e dopo una pausa è stato rilanciato nel 2014, in occasione del centenario della nascita dello scrittore moglianese e ripreso nel 2015.

 

Vinto nell’edizione 2018 da Francesco Targhetta, con Le vite potenziali (Mondadori), il Premio è stato trampolino di lancio per alcuni dei maggiori talenti della letteratura contemporanea, tra cui:

• Paola Capriolo con La grande Eulalia (1988)

• Michele Mari con Di bestia in bestia (1989)

• Luca Doninelli con I due fratelli (1990)

• Paolo Maurensig con La variante di Lüneburg (1993)

• Francesco Piccolo con Storie di primogeniti e figli unici (1997)

• Elena Stancanelli con Benzina (1999)

• Giuseppe Lupo con L’americano di Celenne (2001)

• Antonia Arslan con La masseria delle allodole (2004)

• Francesco Pecoraro con Dove credi di andare (2007).

Sarà Ernesto Ferrero il nuovo Presidente della Giuria del Premio Letterario nazionale Giuseppe Berto, la cui XXVII edizione è stata bandita dai promotori; Ferrero, noto scrittore, critico, consulente editoriale e storico direttore del Salone del libro di Torino dal 1998 al 2016.

 

Il dopo De Michelis

 

Sarà la prima edizione del Premio senza l’ideatore Cesare De Michelis, scomparso la scorsa estate, grande estimatore dello scrittore veneto.

L’Associazione Culturale Giuseppe Berto, nonostante l’incolmabile vuoto lasciato da De Michelis che ne era Presidente, ha deciso di proseguire nel solco tracciato assieme a lui, pubblicando il Bando dell’edizione 2019 del Premio, in collaborazione con gli eredi Berto, il Comune di Mogliano Veneto (TV) e il Comune di Ricadi (VV), e il sostegno dello sponsor Colorificio San Marco.

 

Le novità

 

Altra novità, oltre al nuovo presidente della giuria, sarà il “portafoglio” del Premio che aggiunge ai 5 mila euro per il vincitore; anche 500 euro per gli altri quattro finalisti quale gettone di presenza alla cerimonia finale di proclamazione del vincitore. Il Premio mantiene la propria esclusiva peculiarità di essere riservato a scrittori esordienti.

Come partecipare

 

Possono parteciparvi solo opere prime di narrativa redatte in lingua italiana e pubblicate nel periodo compreso tra l’1 maggio 2018 e il 10 maggio 2019.

Le opere dovranno essere inviate dagli editori alla Giuria entro e non oltre il 13 maggio 2019. La Giuria selezionerà le 5 opere finaliste entro il 7 giugno; l’opera vincitrice sarà proclamata sabato 29 giugno, a Mogliano Veneto, nel corso della cerimonia di assegnazione del Premio.

Il Berto conferma la tradizionale alternanza tra le due terre amate dallo scrittore moglianese, il Veneto, dove nacque, e la Calabria dove si stabilì negli ultimi anni della sua vita e dove è sepolto.

Il bando è disponibile assieme al regolamento anche nel sito, non sono ammessi rifacimenti, riedizioni, o traduzioni, ma saranno accettati il primo romanzo pubblicato in volume di un autore oppure la prima raccolta di racconti, che neanche singolarmente possono essere stati pubblicati in precedenza.

 

La giuria

 

Oltre al Presidente, fanno parte della giuria: Cristina Benussi, Università di Trieste, Giuseppe Lupo, Università Cattolica del Sacro Cuore Milano e scrittore, Laura Pariani, scrittrice, e Stefano Salis, critico e giornalista del Sole 24 Ore.

 

La storia del Premio

 

Il Premio Berto, nato nel 1988 su iniziativa di un gruppo di amici ed estimatori dello scrittore; oltre a De Michelis, critici illustri come Giancarlo Vigorelli, Michel David, scrittori come Dante Troisi e Gaetano Tumiati (questi ultimi avevano condiviso con Berto oltre due anni di prigionia in Texas durante la seconda guerra mondiale). Ha raggiunto le 22 edizioni tra il 1988 e il 2010 e dopo una pausa è stato rilanciato nel 2014 in occasione del centenario della nascita dello scrittore moglianese e ripreso nel 2015.

 

I vincitori

 

Il Premio, vinto nell’edizione 2018, da Francesco Targhetta, con Le vite potenziali, è stato trampolino di lancio per alcuni talenti della letteratura contemporanea; tra questi: Paola Capriolo con La grande Eulalia (1988), Michele Mari con Di bestia in bestia (1989), Luca Doninelli con I due fratelli (1990), Paolo Maurensig con La variante di Lüneburg (1993), Francesco Piccolo con Storie di primogeniti e figli unici (1997), Elena Stancanelli con Benzina (1999), Giuseppe Lupo con L’americano di Celenne (2001), Antonia Arslan con La masseria delle allodole (2004), Francesco Pecoraro con Dove credi di andare (2007).

Saranno 28, provenienti da 19 Paesi del mondo, gli scrittori ospitati da “Incroci di civiltà”, il Festival internazionale di letteratura a Venezia, giunto quest’anno alla dodicesima edizione, in programma dal 3 al 6 aprile.

 

Il calendario della ormai tradizionale iniziativa, ideata e organizzata dall’Università Ca’ Foscari Venezia – in collaborazione con Comune di Venezia, all’interno del programma ‘le Città in Festa’, e Città Metropolitana di Venezia, Fondazione di Venezia, con la partnership di BAUERs Venezia, Fondazione Musei Civici Venezia e Marsilio, è stato presentato questa mattina, a Ca’ Foscari, con una conferenza stampa alla quale è intervenuta, in rappresentanza della città, l’assessore al Turismo Paola Mar. Presenti inoltre il rettore dell’Ateneo veneziano, Michele Bugliesi, il prorettore alle Attività e rapporti culturali, Flavio Gregori, la direttrice del Festival, Pia Masiero, e il direttore della Fondazione di Venezia, Giovanni Dell’Olivo.

 

“I dialoghi con gli scrittori, la ricchezza dei loro percorsi personali e culturali, la diversità delle loro sensibilità e punti di vista – ha esordito Bugliesi – rendono questo un festival unico in Italia per i contenuti e l’esperienza che offre al pubblico. Non un salone del libro, ma un’occasione di incontro e di dialogo culturale alto e al contempo aperto e inclusivo, pienamente coerente con la tradizione del nostro Ateneo”.

 

 

Mar: “Venezia si conferma crocevia di culture”

 

“Sono ormai 12 – ha aggiunto l’assessore Mar – le edizioni di Incroci di Civiltà che l’Università Ca’ Foscari e il Comune di Venezia propongono alla città tutta, sottolineando, se ancora ce ne fosse necessità, il dialogo tra culture. Innumerevoli infatti sono stati gli scrittori provenienti praticamente da ogni dove che nelle scorse edizioni hanno partecipato a questo festival, occasioni speciali di incontro di letterature, ma direi anche e soprattutto, di mondi culturali che qui hanno trovato una città storicamente aperta al dialogo e agli ‘incroci’ tra popoli. Venezia è stata un crocevia di civiltà e indubbiamente ancora oggi veste questo ruolo, tanto che per questa edizione ben quattro degli autori invitati, provenienti da Messico, Cina, Islanda e Germania, hanno voluto vivere la nostra città immergendosi totalmente nel suo essere e quindi abitandoci in residenza, per trovare quell’ispirazione creativa che sicuramente ha fatto da stimolo e suggestione per i loro lavori”.

 

“Ringrazio tutte le istituzioni che partecipano con impegno e passione a questo festival internazionale e che ogni edizione vede sempre più numerose – ha concluso Mar – per l’entusiasmo e per la dedizione che portano a questi ‘incroci’, rinnovando ogni anno il piacere della parola e della relazione tra le genti”.

 

L’edizione 2019 del Festival, è stato sottolineato dal prorettore Gregori, avrà come specificità un focus sull’Europa, che sta vivendo un momento storico particolarmente importante e delicato. È spettato invece alla direttrice del Festival Masiero presentare il programma della kermesse: si inizia mercoledì 3 aprile, alle ore 17.30, con l’inaugurazione al Teatro Goldoni, che vedrà protagonista lo scrittore inglese Jonathan Coe. Nei giorni successivi gli incontri si sussegueranno in varie sedi, dall’auditorium in Campo Santa Margherita al Teatrino di Palazzo Grassi, dal Fondaco dei Tedeschi alla Fondazione Querini Stampalia, dall’open space della Chiesa di San Lorenzo al carcere femminile della Giudecca, dove il 6 aprile alle 11 sarà ospite Melania Mazzucco. Ospite speciale dell’evento di chiusura, sabato 6 aprile alle 18, in auditorium Santa Margherita, il celebre scrittore francese Daniel Pennac.

 

“Incroci di civiltà” sarà preceduto, anche quest’anno, dalla sezione “Verso Incroci”, il tradizionale percorso di avvicinamento ai temi del festival, che si svolgerà dal 7 al 28 marzo e proporrà sette appuntamenti.

 

Il calendario completo degli incontri, tutti a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria online (dalle ore 12 del 21 marzo), è disponibile su www.incrocidicivilta.org.

Domani alle ore 10 al Centro Civico del Parco Bissuola-Albanese si svolge il workshop “Attenti al libro: quale biblioteca dei ragazzi?”

Entra nel vivo, con il workshop sul tema dei servizi bibliotecari per giovani adulti di domani, 14 dicembre alle ore 10, – sala conferenze del Centro civico del Parco Bissuola – la serie di iniziative, laboratori, eventi che il Comune di Venezia e il Settore Cultura – Rete Biblioteche Venezia sta organizzando in quanto soggetto titolare del Piano di interventi in materia di politiche giovanili, promosso dalla Regione del Veneto con il bando ex DGR n. 1392 del 29 agosto 2017. 

 

L’appuntamento, curato dalla Rete Biblioteche Venezia in collaborazione con la cooperativa Sumo, rientra nel progetto Biblioteca 4.0.

 

Il workshop di domani presso l’auditorium del Centro civico del parco sarà aperto ai cittadini e dal titolo “Attenti al libro: quale biblioteca dei ragazzi?. L’incontro è organizzato con l’obiettivo di raccogliere idee, esperienze e suggerimenti su quali siano le caratteristiche che una biblioteca deve avere per diventare un punto di riferimento per i ragazzi tra i 14 e i 20 anni.

 

Interverranno numerosi esperti dell’argomento provenienti da diverse città ed esperienze italiane e estere, insieme a due classi del Liceo Stefanini. I giovani studenti, dopo aver discusso in classe sul tema del workshop, riporteranno le loro valutazioni a tutta la platea presente. Tra i relatori il sociologo Stefano Laffi, di Codici ricerche, autore di La congiura contro i giovani. Crisi degli adulti e riscatto delle nuove generazioni (2014), Micaela Mander, insegnante, autrice di La biblioteca che piace ai ragazzi (2017), il biblio-educatore della Holden di Ravenna Luca Mandorlini con Kingsley Ngadiuba, i docenti Guido Borelli dello IUAV e Monica Calcagno dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.

 

Il Piano giovani concluderà le attività in aprile 2019, ma l’attenzione verso la fascia di età 15-20 anni è appena iniziata e avrà continuità nelle biblioteche della Rete, in particolare in Biblioteca VEZ con rassegne dedicate nella prossima primavera.

 

All’interno del workshop verrà riservato uno spazio ai rappresentanti degli studenti per riportare il dibattito e le riflessioni emerse in classe.

 

È gradita la conferma di partecipazione scrivendo a: [email protected]

 

I relatori:

Stefano Laffi – Sociologo, Codici |Ricerca e intervento

Micaela Mander – Insegnante

Francesca Romana Grasso – Pedagogista, Edufrog

Luca Mandorlini – Bibliocreativo, Collaboratore della Biblioteca Classense, con Kingsley Ngadiuba– Autore bibliotecario

Guido Borelli – Professore, IUAV Venezia

Monica Calcagno – Professoressa Ca’ Foscari Venezia

 

 

La cerimonia di premiazione sabato 20 ottobre al Museo di Santa Caterina di Treviso

Andrà in scena sabato 20 ottobre alle ore 16 presso l’Auditorium del museo di Santa Caterina a Treviso la cerimonia di premiazione del premio letterario San Paolo, con la partecipazione del sindaco Conte e dell’assessore alla Cultura Colonna Preti.

 

Il concorso, giunto alla XXI edizione biennale, ha visto la partecipazione di scrittori e poeti da ogni parte d’Italia. Sono oltre duecento le opere pervenute, suddivise in quattro sezioni, unite da un tema particolarmente evocativo: Frontiera tra viaggio, sogno e identità.

 

Il premio letterario San Paolo, oltre al patrocinio della Regione Veneto, della Provincia di Treviso, della Città di Treviso e della Fondazione Cassamarca, continua a beneficiare dell’apprezzamento e della generosità di artisti trevigiani tra cui Bruna Brazzalotto, Toni Buso, Stefano Cusumano, Franco Fonzo, Maurizio Marzaro, Giuseppe Nicoletti e Antonio Zuccon che parteciperanno all’evento.

 

Nel corso del pomeriggio saranno premiati i vincitori dell’edizione 2018 con buoni acquisto La Feltrinelli e letti alcuni passi significativi delle opere premiate con intermezzi musicali a cura di Michelangelo e Elisabetta Ghedin.

In chiusura aperitivo nel suggestivo chiostro del Museo, offerto dalla Cantina Pizzolato.

 

Cancellato l’evento in programma alle 17.30 ai Musei Civici di Santa Caterina con ospite Cristina Comencini, a causa di problemi familiari che non consentono alla scrittrice e regista di allontanarsi da Roma

 

 

Il sabato di CartaCarbone inizia con il “Deposito bagaglio”. A Palazzo dei Trecento dalla 10 fino a sera, l’artista MARAKE proporrà un’installazione-performance relazionale che inviterà i visitatori della quinta edizione del festival letterario dell’autobiografia e dintorni di Treviso a depositare i pensieri pesanti o ingombranti. Naturalmente la direzione declina ogni responsabilità in caso di furto, danneggiamento oppure oblio.

Alle 10 alla Sala Frate Sole di Piazza San Francesco Antonio G. Bortoluzzi conduce “Il laboratorio in tasca”, workshop di lettura e scrittura creativa a cura della scuola “Il Portolano”, basato sulle pagine di alcuni grandi scrittori: Calvino, Fenoglio, Meneghello, Parise, Rigoni Stern e una scrittrice premio Nobel per un percorso letterario in cerca delle voci che fanno innamorare e mostrano un mondo narrativo.

Alle 10.30 alla BRaT di Piazza Rinaldi laboratorio-performance per bambini e adulti: “Il giardiniere gentile” è un’installazione per poesia, voci e musica elettronica che farà suonare la natura ai partecipanti. La parola delle poesie di Silvia Salvagnini diventerà strumento musicale e performativo, come accadrà con gli elementi naturali presenti in scena, che verranno utilizzati per un inaspettato concerto finale per fiori e foglie.

Siamo tutte ragazze madri è il titolo del libro di Saveria Chemotti che sarà presentato da Daniela Rossi alle 10.30 a Palazzo dei Trecento. Si tratta del terzo e ultimo romanzo di una trilogia che racconta la storia delle donne italiane del Novecento, puntando il dito contro la mistica della maternità per mostrare il senso della genealogia femminile. Essere madri, secondo Chemotti, vuol dire custodire un lascito di saperi e pratiche da consegnare alle generazioni successive. E in fondo siamo tutte ragazze madri: perché prima di una donna è venuta un’altra donna e dopo di lei ne verrà un’altra ancora. La presentazione sarà accompagnata dalle letture di Silvia Battistella e dalle improvvisazioni musicali di Silvano Borin.

Torna la sezione dedicata alla poesia alle 11 a Palazzo Di Francia con Anatomie della luce / Dolore minimo. Ospiti – presentate da Giovanna Frene e Paola Bellin – saranno Maria Sole Ariot e Giovanna C. Vivinetto.

Spazio alla narrativa autobiografica alle 11 a TRA – Ca’ dei Ricchi, con la giornalista Elena Mattiuzzo che presenta Fortunato Cerlino e il suo romanzo unico, vivissimo, scintillante di intelligenza creativa Se vuoi vivere felice, ambientato a Pianura, nella periferia di Napoli, negli anni Ottanta. In quello che tutti chiamano il Far West.

Alle 11.30 alla Casa Albergo Salce è tempo di VAD – Vite Abilmente Diverse. Ospite della nuova sezione di CartaCarbone sarà Gianluca Nicoletti, giornalista, scrittore, conduttore radiofonico e televisivo, speaker di Radio 24 ed editorialista del quotidiano “La Stampa”. Io, figlio di mio figlio è il titolo del suo ultimo libro, che sarà presentato da Giovanni Berti. Dopo aver contribuito con i suoi due memoir a diffondere una nuova cultura sull’inclusione sociale delle persone neuro diverse, Nicoletti con il suo ultimo lavoro compie un inaspettato salto in avanti: tra le poche certezze che la scienza ha sull’autismo c’è quella della componente ereditaria e l’autore si sottopone a una serie di test neurologici per stabilire se anche lui è autistico. La risposta è positiva.

Alla stessa ora a Ca’ dei Carraresi, nell’ambito della mostra fotografica “I cani sono come gli umani, solo con più capelli” di Elliott Erwitt – si terrà l’evento di narrativa “Scrivere da cani. Passeggiata narrativa tra cacche e guinzagli” di Paolo Zardi e Alberto Trentin, che interrogheranno scrittori di grande e piccola taglia per parlare di stili e stillicidi linguistici. Perché, in fondo, cos’hanno fatto di male i cani per farsi metafora del brutto scrivere?

Narrativa autobiografica alle 12 a Palazzo dei Trecento, con “Il Veneto come carta d’identità. Il reportage in Piovene, Comisso, Parise”: Saveria Chemotti, Annalisa Bruni ed Elisabetta Baldisserotto rileggeranno i reportage dall’estero dei tre grandi scrittori, evidenziandola loro appartenenza e la loro fedeltà alla terra natia.

Alle 14 alla Sala Frate Sole laboratorio a cura della scuola “Il Portolano” condotto da Matteo B. Bianchi, scrittore, editore e autore televisivo. Titolo dell’iniziativa “Le vite degli altri”. La nostra identità si sviluppa raccontando le nostre esperienze, ma anche quelle degli altri: quante persone abbiamo incontrato nella nostra vita? di quante avremmo voluto scrivere? come si affronta la biografia di una persona che può diventare il personaggio di un racconto?

Alle 15 a TRA – Ca’ dei Ricchi CartaCarbone tributa Claudia Vio, scrittrice e amica mestrina recentemente scomparsa. Bruna Graziani, Silvia Battistella, Saveria Chemotti, Elisabetta Baldisserotto e altre amiche leggeranno stralci dei suoi testi narrativi e dei ricordi di coloro che l’hanno conosciuta e soprattutto amata. Una donna “Unica, davvero” che ha lasciato una traccia e un’eredità indelebile nella città di Mestre e nel cuore di tanti.

Sezione VAD alle 15.30 alla Casa Albergo Salce con la presentazione di Come quando la piscina dorme, libro di Stefania Nanni e Maria Ghiddi che racconta il bellissimo percorso inclusivo di Luca, bambino nato con il superpotere della fragilità. Presenta Marina Santi.

Ancora narrativa, sempre alle 15.30, alla Chiesa di San Gregorio con Elena Sbrojavacca che presenta Iacopo Barison, autore di “Le stelle cadranno tutte insieme”, libro che racconta il legame fra tre ragazzi che abbandonano la provincia con il solo obiettivo di diventare famosi.

Alla 16 alla BRaT è di nuovo tempo di laboratori con la compagnia L’Aprisogni. “… arrivano dal prato!” è dedicato ai bambini dai cinque ai dieci anni. Conducono Cristina Cason e Paolo Saldari.

Si gioca alle 16 alla Libreria Universitaria di San Leonardo con iCartonauti: un laboratorio in cui i partecipanti contribuiscono collettivamente alla scrittura di una narrazione, sviluppando competenze di tipo relazionale e sociale.

Sempre alle 16 a Palazzo Rinaldi il critico letterario e insegnante Nicola De Cilia, accompagnato da Antonia Arslan e Maria Gregorio, presenta “Saturnini, malinconici, un po’ deliranti”, ritratto di una regione (il Veneto) che è sempre stata piena di umori ipocondriaci, lunatici, malinconici, attraverso le parole dei suoi protagonisti culturali: Andrea Zanzotto, Luigi Meneghello, Giovanni Comisso, Goffredo Parise, Nico Naldini e molti altri.

Continua a essere un grande successo nelle librerie L’animale femmina, romanzo della scrittrice padovana Emanuela Canepa, vincitrice all’unanimità del Premio Calvino 2017. Canepa sarà a Palazzo dei Trecento alle 16.30, presentata da Mauro Bompadre e Annarosa Maria Tonin.

Ancora narrativa alle 17 a TRA – Ca’ dei Ricchi con la presentazione di Yoko Ono: Dichiarazioni d’amore per una donna circondata d’odio” di Matteo B. Bianchi. Alternando aneddoti, ricordi personali e un percorso biografico, l’autore – presentato da Enzo Rammairone – traccia un ritratto originale e appassionato dell’artista, cantante, regista, pacifista e attivista.

Alle 17.30 a Palazzo Di Francia protagonista è la poesia con Silvia Salvagnini e Monica Matticoli. Le poetesse – presentate dal docente, poeta e scrittore Andrea Breda Minello e dal giornalista e poeta Roberto Lamantea – porteranno le loro raccolte Il seme dell’abbraccio e L’irripetibile cercare.

Alle 18 alla BRaT il laboratorio “Storia Belòria” con canti, filastrocche, ninne e giochi dell’area veneta. A cura di Rachele Colombo, è dedicato ad un pubblico sia di bambini che di adulti.

La narrativa di Ermanno Cavazzoni è protagonista alla Chiesa di San Gregorio alle 18La galassia dei dementi è il titolo del suo libro, colmo di fantascienza ironica, sfrenata e surreale, dove il futuro appare sospetto e un po’ inquietante, un posto stranamente familiare. Presenta l’evento Valentina Sturli.

 

Alle 18.30 a Palazzo dei Trecento narrativa autobiografica con la presentazione del libro di Roberto Alajmo L’estate del ‘78, indagine sulla propria madre, condivisa con il lettore che viene esortato ad appropriarsi del suo passato, ad affrontare con lui il mistero del susseguirsi delle generazioni umane.

Poesia alle 19 a TRA – Ca’ dei Ricchi con Tiziano Scarpa e i suoi due ultimi libri: le poesie Le nuvole e i soldi e le storie in rima Una libellula di città, testi coinvolgenti, spassosi, intimi e profondi.

Giulia Zandonadi e Luca Quarin presentano alle 19.30 a Palazzo Di Francia l’evento di narrativa autobiografica che ha come protagonista Michele Orti Manara e il suo Il vizio di smettere, autobiografia plurale di una generazione eclettica, un secondo esordio scritto con una penna lieve e mediato da uno sguardo infantile che si va disingannando un po’ controvoglia.

Sempre di autobiografia si parlerà alle 20.30 ai Musei Civici di Santa Caterina con il giornalista e scrittore Edoardo Pittalis e il cantautore e cantastorie Gualtiero Bertelli“1948, l’anno che ha cambiato la storia degli italiani” è il titolo della ricostruzione che Pittalis fa nella storia popolare di un’Italia ancora ferita dalla guerra e che cerca a fatica di risollevarsi. Dalle elezioni che regalano valanghe di voti alla Democrazia Cristiana, passando per pallottole sparate contro il segretario comunista Palmiro Togliatti, il rischio di una guerra civile e memorabili imprese sportive. L’anno nel quale nacque l’Italia di oggi.

Alle 21.20 all’auditorium Stefanini protagonista è il teatro con “Mio eroe”, scritto e interpretato dalla sempre superba Giuliana Musso, che affronta un tema arduo, dalle infinite sfumature, partendo dal dolore delle madri dei cinquantatre militari italiani caduti in Afghanistan. Musso supera la retorica militaristica che ci impedisce di ragionare sulla guerra quando siamo di fronte al feretro coperto dal tricolore e affonda con la forza dei sentimenti in una più autentica ricerca di verità. Il tema della pace e della maternità risuonano per quello che ancora sono: pubblicamente venerati e segretamente dileggiati.

Si ricorda che tutti gli eventi sono a ingresso libero e senza necessità di prenotazione fino a esaurimento posti. Il programma completo del festival è disponibile online sul sito.

Dal fiume alle pareti più impervie, passando per i boschi “che suonano”, il fil rouge di questa edizione era il legame uomo – paesaggio, che diventa valorizzante per entrambi

 

Sono stati finalmente annunciati nel corso della conferenza stampa a Palazzo Giacomelli, sede di Assindustria Veneto Centro a Treviso, i vincitori dell’edizione 2018 del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” per la letteratura di montagna, alpinismo, esplorazione – viaggi, ecologia e paesaggio, artigianato di tradizione e Finestra sulle Venezie: sono l’alpinista Maurizio Zanolla (conosciuto come Manolo) con Eravamo immortali (Fabbri Edizioni, 2018) nella sezione “Alpinismo: imprese, vicende storiche, biografie e guide”, il ricercatore e divulgatore Alessandro Tasinato con Il fiume sono io (Bottega Errante Edizioni, 2018) in “Ecologia e paesaggio” e la musicista e artigiana Francesca Gallo con Phisa Harmonikòs (Kellermann Editore, 2018) in “Artigianato di tradizione”.

 

    

 

Come da tradizione, i vincitori saranno premiati nel corso della serata conclusiva sabato 17 novembre al Parco Gambrinus di San Polo di Piave (Treviso), con inizio alle ore 16.30. In tale occasione la Giuria dei quaranta lettori, composta da personalità provenienti da vari ambiti della cultura, con votazione e spoglio in diretta assegnerà il Super Premio “La Voce dei Lettori” di 3.000,00 euro a uno dei tre vincitori delle altrettante sezioni di gara.

 

Assegnato anche il Premio speciale della Giuria all’opera Agneléze Erèra Pizzòcco. Monti della destra Mis a cura di Pietro Sommavilla e Paolo Bonetti (Fondazione Giovanni Angelini – Centro Studi sulla Montagna). E non è mancato nemmeno il Premio Honoris Causa, che sarà consegnato a Don Luigi Ciotti sempre sabato 17 novembre in occasione della cerimonia conclusiva al Parco Gambrinus.

 

 

La cerimonia di premiazione sarà anticipata venerdì 9 novembre da una serata al Parco Gambrinus di San Polo di Piave (Sala Veranda) promossa in collaborazione con Confartigianato del Veneto in omaggio al regista Ermanno Olmi, del quale sarà proiettato il film “Artigiani veneti”: interverranno il presidente del Premio Roberto De Martin, il presidente di Confartigianato Veneto Agostino Bonomo, il sociologo Ulderico Bernardi e l’architetto e storico dell’arte Amerigo Restucci, moderati dal giornalista Salvatore Giannella.

 

Sabato 10 novembre alle 9.30, invece, nella sala teatrale dell’oratorio “Don Bosco” di San Polo di Piave, si terrà inoltre la cerimonia delle premiazioni con l’assegnazione del “Premio Letterario Giuseppe Mazzotti Ragazzi” che, giunto alla sua VIII edizione, coinvolge gli studenti delle classi terze delle scuole secondarie di primo grado degli Istituti Comprensivi Statali del Comprensorio Opitergino – Mottense e in parte del Coneglianese.

 

Quest’anno il Premio “Giuseppe Mazzotti” Juniores avrà una propria finale, slegata dal Premio Gambrinus: i ragazzi vincitori della sezione letteraria e della sezione video saranno protagonisti della cerimonia in programma sabato 27 ottobre alle 16.00 a Palazzo dei Trecento, a Treviso.

 

 

I vincitori del Premio Gambrinus

Le opere vincitrici sono state selezionate dalla Giuria, composta da scrittori, divulgatori, docenti universitari e alpinisti, presieduta quest’anno dalla giornalista Alessandra Viola.

A concorrere, 122 volumi inviati da 65 case editrici italiane: un numero notevole ma soprattutto di elevata qualità.

Sono quattro i libri premiati, uno per sezione e uno destinatario del Premio Speciale della Giuria, tra i quali emerge un legame inaspettato: tutti, infatti, pur in modo molto diverso, trattano del legame uomo – paesaggio che diviene per entrambi valorizzante.   

 

 

È il caso di Eravamo immortali, autobiografia di uno dei protagonisti assoluti di quella nuova arrampicata che ha visto la luce tra gli anni Settanta e Ottanta, Maurizio Zanolla, alias Manolo, vincitore nella sezione “Alpinismo”: grazie alla libertà gli regala, per Manolo la montagna diviene un mondo verticale da scoprire con responsabilità. Il libro è l’autobiografia dell’alpinista, la storia di un ragazzo che ama la vita, il mettersi alla prova, il sentirsi libero, un ragazzo d’altri tempi nato in anni in cui si possedeva poco o nulla e gli emigranti eravamo noi. Un ragazzo ribelle, anzi quasi selvaggio ma anche, e forse proprio per questo, dotato di una sensibilità non usuale.

 

 

 

Un analogo legame uomo – natura è esaltato in Io sono il fiume di Alessandro Tasinato, scelto per la sezione “Ecologia e paesaggio”, un’indagine narrativa che ha come cuore la Rabiosa (oggi Fratta – Gorzone), il fiume mortalmente inquinato dal distretto conciario di Chiampo Arzignano e poi interessato dal cantiere dell’Autostrada Valdastico Sud. Un romanzo che si addentra nel territorio, nel mondo del lavoro e in quello più intimo di Nino Franzin, il protagonista, che ha vissuto la giovinezza in simbiosi con la Rabiosa. Gli studi, la laurea, il miraggio di un’importante carriera lo costringono a dare le spalle all’acqua. Sarà la vita di un piccolo embrione a fargli incontrare di nuovo i destini di un fiume che non c’è più.

 

 

 

Il rispetto e la sintonia con gli alberi dai quali si ricavano preziosi strumenti musicali è un tema portante anche per Francesca Gallo, musicista e artigiana trevigiana costruttrice di fisarmoniche autrice di Phisa Harmonikòs, premiato nella sezione “Artigianato di tradizione”. Dentro ogni fisarmonica c’è storia, leggenda, vita quotidiana, incontri e passioni, manualità, antiche sapienze, complicità professionale: l’autrice avrebbe potuto anche non scrivere questo libro, continuando a fare il suo mestiere sino alla fine naturale come è stato per tante altre botteghe, ma la voglia di raccontare il lavoro è stata più forte (prefazione del giornalista Paolo Rumiz).

 

 

Premio Speciale della Giuria. Assegnato nell’ambito nella sezione “Alpinismo” all’opera Agneléze Erèra Pizzòcco. Monti della destra Mis a cura di Pietro Sommavilla e Paolo Bonetti: il gruppo dei Monti della destra Mis (Agneléze, Erèra e Pizzòcco) rappresenta uno scrigno di naturalità e insieme un territorio ampiamente percorso dall’uomo nel passato e quindi ricco di sentieri e di toponimi, purtroppo oggi poco conosciuto e frequentato. La guida descrive dettagliatamente, anche con cartine inedite disegnate a mano, la rete dei sentieri, intensamente battuti da cacciatori, pastori, boscaioli, soldati, così da farli rivivere, e recupera i toponimi e oronimi dell’area che altrimenti sarebbero andati perduti. 

 

Premio Honoris Causa. “Sono felice di dedicare la mia vita a saldare la terra con il cielo”: sono parole di Don Luigi Ciotti, prete combattente in prima linea contro tutte le mafie, fondatore del “Gruppo Abele” e ideatore di “Libera”, destinatario del premio per il suo impegno verso l’ambiente. L’ambiente, la terra, per Don Ciotti è alla base di ogni cosa e non va sottovalutato in ogni attività degli uomini: il linguaggio dell’ambiente è il linguaggio della cultura e della vita, riflettere sempre sui diversi aspetti del degrado ambientale significa capire le ragioni culturali e politiche che mettono a rischio la sopravvivenza del nostro pianeta.

 

Premio “Giuseppe Mazzotti” Juniores. Il concorso cadetto sostenuto da Montura – Tasci s.r.l. e dedicato agli studenti degli istituti superiori di Triveneto, Slovenia e Croazia, in questa XI edizione ha invitato i ragazzi a sviluppare il tema “La scoperta del paesaggio” con un elaborato scritto o con un video.

Nella sezione letteraria sono risultati vincitori Alexia Cautis della classe III B Classico del Liceo Ginnasio Statale “Antonio Canova” di Treviso con Topografie dell’anima (prima classificata), Davide Zago della classe V A dell’Istituto Scarpa di San Donà di Piave, Venezia, con Le ceneri di Ulisse (secondo classificato) e Chiara Meneghetti della classe V B del Liceo Artistico di Vittorio Veneto, Treviso, con La notte (terza classificata).

Nella sezione video salgono invece sul podio la classe III BLS del Liceo Scientifico Scienze Applicate dell’Istituto di Istruzione Superiore “Gabriele D’Annunzio” di Gorizia con Il Paesaggio di una vita (primo premio), la classe IV A del Liceo Scientifico Dante International College di Vittorio Veneto, Treviso, con Sì deambulare (secondo premio) e Neeraj Kumar della classe II E del Liceo Artistico di Treviso con Loris Corbo della classe IV BEA dell’Istituto Tecnico Industriale Statale “Max Planck” di Lancenigo di Villorba, Treviso, con La natura del paesaggio (terzo premio).

 

 

 

Il Premio è promosso dall’Associazione “Premio Letterario Giuseppe Mazzotti” e ne è main sponsor Intesa Sanpaolo, è patrocinato e sostenuto da Touring Club Italiano, Club Alpino Italiano, Regione del Veneto, Reteventi Provincia di Treviso, Comune di San Polo di Piave, Montura – Tasci s.r.l., Confartigianato del Veneto, Camera di Commercio Treviso-Belluno, Parco Gambrinus, Valcucine – Driade S.p.A. – FontanaArte S.p.A – Toscoquattro S.r.l, Stiga S.p.A.,  Consorzio Tutela Prosecco Doc – Consorzio Vini Venezia, Fondazione “Americo e Vittoria Giol”, Dieffebi S.p.A., Azienda Agricola Antonio Facchin, Eclisse S.r.l., Latteria Soligo, Acqua Pejo S.r.l., Greenova Italia S.r.l., Assindustria Veneto Centro, Confraternita del Raboso, Magis S.p.A., Umana S.p.A., Fondazione Mazzotti, Fondazione Giovanni Angelini, Associazione Bioforest.

 

 

Per ulteriori informazioni:

Segreteria del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”

tel. 0422.855609

[email protected]

www.premiomazzotti.it

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