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Parte a Treviso un percorso di formazione professionale per over 30 in cerca di occupazione.
120 ore di pratica in laboratorio e 4 mesi di tirocinio in azienda con borsa lavoro

 

La cooperativa La Esse e la Scuola Professionale Lepido Rocco propongono a Treviso il percorso di formazione professionale addetto alle lavorazioni del legno. Finanziato dalla Regione Veneto, selezionato nel quadro del POR FSE 2014-2020, Asse I Occupabilità – Work Experience, il progetto nasce dalla necessità espressa dalle aziende attive nel territorio di trovare personale specializzato, in un settore come quello del legno in forte ripresa e mette a disposizione 13 tirocini in diverse imprese della provincia di Treviso.

Come è articolato

L’intervento formativo sarà teorico e pratico e verrà realizzato da docenti della Scuola Professionale Lepido Rocco all’interno di laboratori attrezzati. Tra i temi affrontati, tecnologia di comparto, attrezzature e nozioni base sulle lavorazioni, diverse tipologie di legno, montaggio e assemblaggio di manufatti lignei, cura degli spazi e norme igieniche e di sicurezza.

 

Il percorso è articolato in 120 ore di attività formativa professionalizzante e 608 ore di tirocinio, con 4 ore di orientamento e 12 ore di accompagnamento al tirocinio. La formazione si svolgerà prevalentemente alla Scuola Professionale Lepido Rocco, nella sede di Lancenigo di Villorba. Il tirocinio sarà organizzato in aziende del settore, partner del progetto. Liniziativa è gratuita e prevede una borsa lavoro di 450 euro al mese. 

 

A chi è destinato

Destinatari sono 13 disoccupati/inoccupati, ai sensi del D.lgs. 150/2015, beneficiari e non di prestazioni di sostegno al reddito, over 30, residenti o domiciliati sul territorio regionale, che abbiano assolto l’obbligo d’istruzione o formazione professionale.
In fase di selezione verranno valutate eventuali esperienze precedenti in ambito produttivo del settore o di settori differenti, oltre a motivazione e predisposizione al ruolo.

 

Come candidarsi

Le selezioni sono aperte fino a giovedì 10 ottobre 2019.
Sono richiesti i documenti DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità) emessa dal Centro per l’Impiego, copia del documento di identità e del codice fiscale, Curriculum in formato Europass, da inviare a La Esse – [email protected]

 

Per ulteriori informazioni

Cooperativa La Esse

0422.419441

[email protected]

“Questo è l’ennesimo esempio, a cui nei prossimi mesi se ne aggiungeranno altri, di concretizzazione del nostro programma e della nostra volontà di puntare sul cosiddetto turismo esperienziale ed emozionale, confermando che il Veneto è la prima regione turistica d’Italia non solo dal punto di vista dei numeri, ma anche in termini di capacità innovativa e creatività”.
Annuncia così l’assessore regionale al Turismo l’odierna approvazione da parte della Giunta regionale del provvedimento con il quale si stabiliscono i requisiti di classificazione delle “botti” intese come nuova tipologia di struttura ricettiva in ambiente naturale.

 

“Se tra gli obiettivi del sistema turistico veneto c’è anche quello di distinguersi nel mercato, differenziando la propria offerta rispetto a quella dei concorrenti – prosegue l’assessore –, ritengo sia vincente concepire soluzioni di soggiorno che esaltino le caratteristiche del territorio, delle sue tradizioni, della vita e del lavoro di chi lo abita. Le botti proposte come alloggi originali e inconsueti, quindi, non possono che essere un ulteriore incentivo a conoscere e a esplorare soprattutto aree di grande pregio paesaggistico, ambientale e produttivo come quelle vocate all’enologia”.
La possibilità di pernottare in accoglienti camere realizzate nelle grandi botti in legno delle aziende agricole, infatti, non potrà che arricchire ulteriormente l’offerta delle nostre “Strade del Vino”, come quelle delle colline del Prosecco, candidate a diventare patrimonio Unesco, della Valpolicella o dell’area del Soave, solo per citare alcune delle aree vitivinicole venete più rappresentative e conosciute anche a livello internazionale, che stanno registrando un crescente interesse turistico e un tutt’altro che trascurabile incremento di arrivi e presenze. “I nostri ospiti – sottolinea l’assessore – potranno così vivere un’esperienza unica ed emozionante. Questa sì definibile a
pieno titolo una full immersion”.

 

Le “botti” sono classificate in una sola categoria, esclusivamente sulla base dei servizi minimi offerti ai turisti, lasciando quindi alla libera iniziativa dei titolari l’individuazione delle dotazioni e attrezzature più adeguate al particolare tipo di struttura ricettiva. La loro apertura è consentita solo in immobili o parti di essi aventi destinazione d’uso turistico ricettiva, secondo quanto stabilito dal Comune territorialmente competente. La struttura ricettiva può essere costituita da una o più unità abitative, con una capacità ricettiva massima di otto posti letto; l’unità abitativa è costituita almeno da un locale adibito a stanza da letto e da un bagno privato.
Il provvedimento, infine, per dare completa e unitaria disciplina a questa tipologia ricettiva, contiene disposizioni in materia di prescrizioni edilizie, urbanistiche, paesaggistiche, igienico-sanitarie e di sicurezza.

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