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Quando si parla di Instagram ci si scontra con pareri e teorie diversi. Secondo alcuni può essere utile solo alle aziende che hanno prodotti facili da vendere. Secondo altri le potenzialità sono sfruttabili anche per settori meno diffusi come i B2B.

Viene allora spontaneo chiedersi: “Instagram è utile per la mia attività?”Per capire l’importanza di essere presente su questo social network è bene analizzare nel dettaglio quale è il comportamento degli utenti e per cosa lo utilizzano.

Secondo uno studio, gli utenti usano Instagram per cercare ispirazione e idee nuove riguardo le proprie passioni e i propri interessi, così come per trovare nuovi prodotti o servizi. La maggior parte di loro, dopo aver visto un’immagine compie un’azione, per esempio visita il sito, acquista un prodotto nello shop online, si iscrive alla newsletter…

 

Instagram – insieme a Facebook – è uno dei social network più utilizzati al mondo, con circa un miliardo di utenti attivi al mese, 19 milioni solo in Italia. Oggi qualsiasi azienda che si rispetti investe buona parte del proprio budget su Instagram, e includere Instagram nella propria strategia di Marketing è un’ottima idea per 5 motivi.

 

1. Instagram è basato sullo storytelling

Tutti amiamo le storie, ne siano continuamente attratti. Da un punto di vista di business, raccontare una storia coinvolgente è un ottimo modo per creare una connessione emotiva con il pubblico, condividere novità e aggiornamenti.
I contenuti visivi sono il modo migliore per raccontare il brand al pubblico e creare una relazione.

 

2. Ci consente di individuare un pubblico profilato

Dal 2016, esiste la possibilità di creare un profilo business, uno strumento estremamente utile per accedere ai dati statistici e ricavare così maggiori informazioni sui follower.

Il pubblico può essere inoltre profilato usando hashtag rilevanti per il settore di riferimento e lavorando su contenuti esclusivi, focalizzati su uno specifico ambito. Inoltre, investendo un minimo di budget si possono creare delle inserzioni ad hoc in modo da ampliare la nostra fanbase e raggiungere un numero maggiore di potenziali clienti.

Un profilo aziendale permette di creare inserzioni pubblicitarie. Dal momento che Instagram è proprietà di Facebook, è possibile impostare le sponsorizzazioni  o direttamente da Instagram oppure dal Business Manager di Facebook.

 

3. Una strategia di marketing richiede visual content 

Per la sua natura visual, Instagram ha il più alto tasso di coinvolgimento medio rispetto ai principali canali Social, ed è arrivato a battere persino Facebook e Twitter. Le foto e i video infatti sono i contenuti con il più alto tasso di interazione online. Per questo Instagram è una piattaforma importantissima per coinvolgere i fan e fare in modo che interagiscano con i contenuti pubblicati, ed entrare in relazione con il nostro business.

 

4. È perfetto per analizzare le mosse dei concorrenti

Solitamente i profili business sono pubblici. Questo ci consente di ottenere una grande quantità di informazioni sulle attività dei nostri concorrenti.
Dall’analisi delle loro attività possiamo capire che tipo di approccio usano per interagire con un target simile al nostro, quali sono i contenuti più interessanti per la loro community e gli hashtag usati.
Il confronto è utile per individuare nicchie scoperte nel nostro settore, scegliere un tono di voce che ci permetta di differenziarci dagli altri e creare dei contenuti unici e distintivi.

 

5. È un bacino di feedback e statistiche

Instagram è una miniera di informazioni utili sui nostri clienti, per questo va sfruttato al meglio.

Il primo passo è lavorare sulle statistiche che abbiamo a disposizione grazie al profilo business. Osservando i post e le storie che gli utenti pubblicano sulla piattaforma possiamo avere preziosi feedback sui nostri prodotti, sul modo in cui è percepito il nostro brand  e sugli interessi del nostro pubblico.

In molti casi gli utenti stanno già condividendo le loro esperienze con i prodotti acquistati da noi, commentando con amici e follower: cerchiamo allora di sfruttare queste informazioni per capire quali sono i punti di forza del nostro brand e chi sono i fan più attivi, che potrebbero diventare testimonial.

 

Concludendo, aprire un profilo Instagram e sfruttare al massimo tutte le potenzialità che offre è consigliato a tutte le aziende.

 

La Webtechnet di Mogliano Veneto è una web agency specializzata in strategia digitale e web marketing. Uno dei servizi che offre consiste nella definizione di piani editoriali e campagne ADV efficaci per accrescere la community dei propri clienti sui Social Network.

Quale momento migliore dell’inverno con i suoi colori freddi e l’atmosfera mistica, per riscoprire alcuni dei capolavori delle nostre belle città europee? Molte opere d’arte di inestimabile valore sono racchiuse in musei, a volte a pochi passi da dove viviamo, a volte sono la scusa perfetta per un weekend all’estero. Con un semplice scatto, si possono portare questi capolavori sempre in tasca…per mostrare la foto perfetta agli amici su Instagram, con un sacco di hashtag naturalmente!

 

Holidu, il motore di ricerca per case vacanza, ha deciso di stilare una lista dei musei più famosi su Instagram, comparando la classifica del 2018 con l’anno appena passato, e per ispirare tutti quei sognatori che amano l’arte e sono disposti a viaggiare per scattare la foto perfetta.

 

Musei Vaticani, Roma: #388.110 hashtag

Al primo posto, per il secondo anno consecutivo, i musei Vaticani si aggiudicano la medaglia d’oro, superando i 388mila hashtag. Questi musei ospitano una delle raccolte più grandi al mondo e sono il risultato di collezioni di grandi papi nel corso dei secoli. I 7 km di gallerie affrescate sono, inoltre, tra le più visitate di tutta la penisola e alcuni dei capolavori, tra questi, il Giudizio Universale affrescato da Michelangelo, nella meravigliosa Cappella Sistina. Rispetto all’anno scorso c’è stato un incremento del 29%.

 

Galleria degli Uffizi, Firenze: #367.131 hashtag

Al secondo posto non poteva non esserci uno dei musei più famosi e importanti al mondo con un totale di 367.131 hashtag: gli Uffizi. L’edificio, progettato dal Vasari, venne inaugurato nel 1581. Famosi pittori dell’epoca si occuparono di affrescare le bellissime stanze e, col passare del tempo, la collezione artistica si è arricchita notevolmente con opere provenienti dal Medioevo fino all’età moderna. Tra i capolavori più amati, le bellissime stanze del Botticelli. L’incremento di hashtag rispetto all’anno scorso è del 28%.

 

Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Roma: #149.825 hashtag

Al terzo posto si trova il Maxxi di Roma, che si aggiudica la medaglia di bronzo collezionando quasi 150mila hashtag. I lavori di questo enorme edificio, dedicato alla pittura e all’architettura del XXI sec., vennero affidati all’architetto Zaha Hadid. Il museo, inaugurato nel 2010, oggi ospita innumerevoli opere di arte contemporanea di artisti italiani e internazionali: tra questi, il sudafricano William Kentridge e gli italiani Maurizio Cattelan e Alighiero Boetti. In questo caso c’è stato quasi un 20% in più di foto e hashtag nel 2019.
Palazzo Pitti, Firenze: #109.601 hashtag Si torna a Firenze per il quarto posto dei musei più instagrammati, a Palazzo Pitti per l’esattezza, che si aggiudica quasi 110mila hashtag. Questo edificio pieno di storia ha ospitato ben tre dinastie e oggi dà spazio a quattro musei: il Tesoro dei Granduchi, la Galleria Palatina e gli Appartamenti Reali ed Imperiali, la Galleria d’Arte Moderna e il Museo della Moda e del Costume. Nella Galleria Palatina, è possibile ammirare capolavori di Raffaello e Tiziano. Anche qui un incremento notevole del 24%.

 

Museo Ferrari, Maranello: #59.392 hashtag

I musei racchiudono opere d’arte di inestimabile valore, sia che si tratti di dipinti, sculture o…automobili! Ebbene sì, per molti anche alcune auto possono essere considerate opere d’arte a tutti gli effetti. Il Museo Ferrari, inaugurato nel 1998 a Maranello, si aggiudica, infatti, un posto nella Top10, con quasi 60mila hashtag. I visitatori potranno scoprire i 90 anni di storia del Cavallino Rampante e fotografare non solo auto, ma anche premi e documenti d’epoca. L’incremento di hashtag anno per anno è stato del 25%, niente male vero?

 

Pinacoteca di Brera, Milano: #55.240 hashtag

Al quinto posto, vicinissima al Museo Ferrari, si trova la Pinacoteca di Brera, aperta al pubblico nel 1776, che guadagna ben due posizioni in classifica, con l’incremento più alto della Top 9: 31% di hashtag in più. Questa galleria, che raccoglie dipinti di epoche diversissime tra loro, mostra alcuni degli esempi più importanti di pittura dell’Italia settentrionale, e si aggiudica ben 55.240 hashtag. Tra i capolavori esposti: Il “Cristo morto” di Andrea Mantegna, il “Quarto stato” di Pellizza da Volpedo e “Il bacio” di Francesco Hayez.

 

Galleria Borghese, Roma: #54.783 hashtag

Spodestata dal quinto posto, la lussuosa Galleria Borghese difende un dignitosissimo sesto posto con quasi 55mila hashtag. La collezione di dipinti e sculture, unica al mondo, specialmente per le opere esposte del Bernini e di Caravaggio, è stata iniziata da una ricca famiglia di Siena, diventando nel tempo vastissima e piena di pezzi unici. I visitatori potranno lasciarsi affascinare anche dalle decorazioni delle stanze e dai bellissimi giardini su cui affaccia la villa, che meritano certamente un selfie!

 

Musei Capitolini, Roma: #49.421 hashtag

La struttura museale civica più importante di Roma, i Musei Capitolini, guadagna tre posizioni rispetto all’anno scorso, con un incremento del 29% e un totale di più di 49mila hashtag. Inaugurati nel 1734, i Musei Capitolini sono considerati il primo museo al mondo e sono frutto di collezioni di molti papi, nel corso dei secoli. Tra i capolavori che si possono ammirare, c’è la statua equestre di Marco Aurelio, di cui una copia si trova nella piazza del Campidoglio, e la Lupa Capitolina, risalente al V sec. a.C.

 


Museo del ‘900, Milano: #47.206 hashtag

Inaugurato nel 2010, il Museo del’900 di Milano nasce con lo scopo di “diffondere la conoscenza dell’arte del Novecento”, come si può leggere sul sito ufficiale, e si aggiudica il nono posto, perdendo qualche posizione rispetto all’anno precedente, ma portando a casa più di 47mila hashtag. All’interno delle stanze è possibile ammirare dipinti di diverse correnti artistiche, tra queste: le Avanguardie internazionali, il Futurismo e l’Arte Povera. Tra gli artisti più importanti figurano Boccioni, Modigliani e De Chirico.

 

Museo Nazionale del Cinema, Torino: #46.293 hashtag

Il Museo Nazionale del Cinema di Torino, con più di 46mila hashtag, si aggiudica l’ultimo posto nella Top 9 dei musei più popolari su Instagram, perdendo una posizione rispetto all’anno scorso. Incorniciato della spettacolare Mole Antonelliana, simbolo di Torino, questo museo è unico per la sua organizzazione espositiva a spirale e il percorso magico che viene offerto a tutti gli amanti della settima arte. Inaugurato nel 2000, questo spazio espositivo unisce divulgazione scientifica in un connubio interattivo unico.

 

 

Dalla 10ma alla 20esima posizione

Poco distante dalla Top 9 figurano altri bellissimi musei, sparsi in tutta la penisola. All’undicesimo posto c’è, infatti, il Museo egizio di Torino, secondo solo a quello de Il Cairo, con 20mila hashtag, seguito dal Museo archeologico nazionale di Napoli con più di 18mila hashtag, con l’incremento più alto della Top 20 (51% rispetto all’anno scorso) e poco distanti dal Museo nazionale di Capodimonte, quasi 16mila hashtag. Segue la Galleria Sabauda di Torino, con quasi 15.400 hashtag e un incremento del 46% rispetto all’anno scorso, seguita dal secondo museo automobilistico in classifica, il Museo Lamborghini, con quasi 15mila hashtag. Al 16esimo posto ci sono le Cappelle medicee di Firenze. Chiudono la Top 20 il Museo d’arte moderna e contemporanea di Rovereto, la Peggy Guggenheim Collection di Venezia, il Museo delle Scienze di Trento e il Museo dell’Opera del Duomo a Firenze.

 

La champions league europea: Parigi e Londra vincono ancora su tutti Il Louvre di Parigi non ha rivali e si aggiudica nuovamente la medaglia d’oro europea con ben 4.123.988 hashtag, seguito dal Tate Modern, con 1.051.776 hashtag, e l’Hermitage di San Pietroburgo, che guadagna una posizione e si aggiudica la medaglia di bronzo con 675.282 hashtag. Al quarto posto il British Museum di Londra, seguito dal Rijksmuseum di Amsterdam e dal Musée d’Orsay di Parigi. A seguire i Musei Vaticani e la Galleria degli Uffizi a Firenze. Chiudono la Top 10 europea la Fondation Louis Vuitton e il Victoria and Albert Museum di Londra.

 


La classifica è stata creata contando gli hashtag per ogni museo sul social network Instagram, tenendo conto di massimo tre hashtag per ogni museo, tra quelli con più foto e menzioni (gennaio 2020) e comparando i risultati con i dati estratti a fine 2018.

Due anni fa, Kashlee Kucheran ha lasciato la sua carriera nel settore immobiliare, venduto casa e si è sbarazzata del 90% delle sue cose in modo da poter viaggiare per il mondo a tempo pieno. Da allora, lei e suo marito hanno visitato Europa, Sud America, Asia e il Medio Oriente, documentando ogni fase del loro viaggio. Fino a quando non è diventata ossessionata da Instagram.

 

La sua ossessione per la piattaforma ha cambiato il modo in cui vedeva il mondo – e non per il meglio. E stava cambiando anche il modo in cui viaggiava. Inizialmente presentava i suoi viaggi su Instagram come un modo per documentarli. Era meglio di un diario di viaggio, perché era visuale e perché coinvolgeva altre persone. Ha reso le sue avventure più interattive e nel frattempo riceveva feedback e consigli sui luoghi che stava visitando. Inoltre è stato un ottimo modo per rimanere in contatto con amici e famiglia. È stato soprattutto divertente per il primo anno, fino a che, lentamente, la piattaforma è diventata sempre più un modo per criticare e giudicare se stessa.

 

Il problema è iniziato quando mi è resa conto di quanti “influencer” di viaggio esistessero e che ognuno pubblicasse costantemente scatti incredibili che raccoglievano migliaia di “Mi piace”.
Quando ha iniziato a confrontare i loro post – e le reazioni che ricevevano – con i suoi, la sua autostima è crollata. Determinata a migliorare il suo profilo, ha ritoccato di tutto, dai programmi di viaggio alle routine quotidiane nella speranza di catturare più follower. Ha iniziato a pensare alle destinazioni in termini di capacità di Instagram, piuttosto che di interesse a visitarle. Tra pianificare uno scatto, scegliere il vestito da indossare, prepararsi, truccarsi, scattare e modificare dozzine e dozzine di foto, scrivere la didascalia perfetta, pianificare il momento migliore per pubblicare, e poi rispondere ai commenti che riceveva, le ci volevano letteralmente ore per creare un singolo post su Instagram. Fino a che si è resa conto che la sua ossessione per Instagram si era avventurata in un territorio malsano. È successo mentre organizzava uno scatto di colazione a letto in un hotel a Bali.

 

La maggior parte delle persone si sveglia e ordina il servizio in camera con il sonno ancora negli occhi e il viso senza trucco. Non per lei. Si è fatta una doccia, truccata completamente, arricciata i capelli, per poi rovinarli un pò in modo che sembrassero più “naturali”, ammassato le coperte e i cuscini e sistemato il treppiede. Dopo aver ordinato molto più cibo di quanto potesse mangiare, ha dolorosamente posato in centinaia di modi innaturali per raggiungere il massimo degli “obiettivi per la colazione”. Un’ora e 400 foto più tardi, il cibo era stantio, il caffè era freddo e Kashlee si sentiva tutt’altro che rilassata. Tra la pianificazione degli scatti e lo scorrimento inutile del feed, trascorreva circa cinque ore al giorno su Instagram. Cioè 35 ore a settimana, 150 ore al mese, 1.825 ore all’anno.

 

Instagram è diventato rapidamente il suo più grande impegno, senza ricompensarla. Il suo account è cresciuto a malapena, anche se si stava impegnando per un lavoro a tempo pieno. Scattare foto fantastiche ha smesso di essere un hobby e qualcosa che le piaceva davvero, e rapidamente è diventato un lavoro ossessivo e consumante. Ma era pietrificata che se non avesse partecipato al gioco Instagram e non avesse “aumentato” il suo livello di contenuti visivi, sarebbe rimasta indietro. È diventata invidiosa e depressa, confrontandosi continuamente con gli altri. Si è convinta di aver solo bisogno di un paio di “Mi piace” in più, qualche altro seguito e qualche altro commento prima che potesse avere lo stesso successo degli altri follower da cui si ispirava. Quindi, invece di allontanarsi da Instagram, ha promesso di lavorare ancora di più. Si è fatta i capelli e ha comprato un nuovo costume da bagno. È tornata a Bali per soggiornare in un famoso hotel della lista dei desideri e tentare di ottenere il massimo delle cascate tropicali. Invece di godersi il lussuoso resort con la sua piscina a sfioro irreale e la spa di classe mondiale, ha dedicato la sua intera giornata a scattare foto che avrebbero stupito su Instagram. Dopo aver esaminato foto e video ripresi per oltre sei ore, si è sentita completamente scoraggiata. Non c’era una foto, o un video, che la soddisfacesse.

 

Presto, non solo ha iniziato a postare meno, ma è rimasta praticamente paralizzato dall’ansia di Instagram. Invece di avventurarsi per esplorare la città in cui si trovava, ha cominciato a chiudersi in una stanza d’albergo e non fare nulla. Si è resa conto di aver dimenticato per cosa stava facendo tutto questo. Aveva venduto casa e quasi tutto ciò che possedeva per viaggiare. Non l’aveva fatto per ottenere attenzione, fama o fortuna e sicuramente non per il tentativo di padroneggiare o superare in astuzia gli algoritmi dei social media. Quindi, si è chiesta: “Come viaggeresti se Instagram non esistesse?”. Se Instagram fosse improvvisamente scomparso e non fosse stata così presa da ottenere gli scatti, gli angoli e i video perfetti, avrebbe davvero vissuto quel momento.

 

Inoltre, era arrivata al punto in cui era nauseata da quanto fosse falso tutto ciò che vedeva sui social media. Le persone che affermano di voler essere “più autentiche” sono le stesse che pubblicano (presumibilmente) foto candide che, in realtà, presentano scatti che sono stati messi in scena in modo aggressivo e hanno impiegato ore, se non giorni, per perfezionarsi. Alcuni influencer sono persino arrivati al punto di prenotare sessioni in appartamenti progettati appositamente per fungere da sfondo elegante per le loro foto (assolutamente non spensierate e disinvolte). Niente di tutto ciò è autentico. Le ragazze che sorridono accanto a piatti della colazione raffermo e non consumati non si godono un pasto. Kashlee lo sapeva, perché era stata una di loro. Le coppie che posano per ore in affollate località turistiche per ottenere un perfetto colpo Instagram non stanno vivendo il tempo della loro vita. Sono sudate, stressate, stanche e completamente cieche rispetto alla cosa di cui stanno cercando di farsi un’idea. Queste foto ci fanno desiderare una vita che semplicemente non esiste. E poi, quando non riusciamo a raggiungerla, ci sentiamo male per noi stessi. Ora Kashlee ha un accordo con se stessa quando si tratta di Instagram. Non ha pubblicato nulla su Instagram da oltre un mese, ma pensa di essere presto pronta a riprovare, ovviamente in maniera diversa. Prima regola: scatti autentici. E ora si gode di più i suoi viaggi.

 

Versione estesa: “I Was Spending 5 Hours A Day On My Instagram Obsession And It Ruined My Life” by Kashlee Kucheran, Huffington Post

La “Treviso incantata” per le festività natalizie sarà protagonista del contest fotografico “Fotografa, Disegna, Vola” organizzato dal Comune di Treviso insieme a C&C Consulting di Treviso, Apple Premium Reseller, pensato per coinvolgere i più giovani e raccontare ogni angolo della città – dai quartieri al centro storico – con le loro luci, colori, e la suggestiva atmosfera che contraddistingue il periodo più atteso dell’anno.

 

Da oggi, mercoledì 21 novembre, per partecipare al concorso, aperto a tutti, basterà fotografare con il proprio smartphone uno scorcio natalizio di Treviso e postare la foto sul proprio profilo Instagram con l’hashtag #3visoincanta ed il tag @cec_consulting, condividendole anche sulla pagina FB e Instagram @ForestaIncantataTreviso.

 

Il concorso si concluderà domenica 2 dicembre, alle 13. Una giuria composta anche da un fotografo professionista selezionerà le 10 foto che avranno riportato più Like e, di queste, verranno decretate le prime 3 posizioni. Il primo classificato vincerà un Drone DJI TELLO, il secondo un Buono Sconto del valore di 50 euro spendibile in qualsiasi Centro C&C Consulting convenzionato e il terzo un’iTunes Card del valore di 25 euro.

 

La premiazione avverrà domenica 2 dicembre alle 17 presso la La Loggia Incantata. Grande novità del Natale trevigiano La Loggia Incantata prende vita alla Loggia dei Cavalieri che, dal 30 novembre al 6 gennaio, ospiterà ogni giorno spettacoli e concerti dedicati, show cooking a cura di chef stellati e degustazioni gratuite di birre artigianali e vini del territorio. Durante l’evento di premiazione si potrà anche assistere, alla presenza di un pilota professionista, di una dimostrazione di volo di un drone in gabbia di sicurezza.

 

In questo periodo, il capoluogo trevigiano è investito da una ricca agenda di appuntamenti.

 

 

 

INFO UTILI

Quando: Domenica 2 dicembre alle 17.00

Dove: La Loggia Incantata, Loggia dei Cavalieri, Via Martiri della Libertà 48, 31100 Treviso (ambiente riscaldato da funghi)

Come: Evento gratuito e aperto a tutti

Contatti: www.comune.treviso.it | Tel. 0422.658653

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