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Indignato Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, che in queste ultime ore si è visto chiudere tutte le pagine del suo movimento politico su Facebook.

 

“Il social di Zuckerberg ha mostrato il suo vero volto: la Polizia politica del noto social con un blitz ha cercato di colpire la campagna di Forza Nuova contro il governo di estrema sinistra e Bruxelles. Un modo di agire che ha tutta l’aria di essere un atto di repressione del pensiero: chi non la pensa come loro non può usufruire di una piattaforma che ormai, tra l’altro, è utilizzata da milioni di utenti anche per lavoro. Un comportamento questo ancora più grave”.

 

Roberto Fiore senza paura va avanti e promette: “Alla repressione politica di Zuckerberg risponderemo con poi piazza e più presenza sul territorio”.

“Non è l’immigrazione a tutti i costi che aiuta certi popoli, l’Europa non è il paradiso e i soldi non crescono sugli alberi”. Parola del cardinale Arinze al Catholic Herald appoggiate in pieno da Roberto Fiore, leader di Forza Nuova: “Sono sempre più forti le voci di coloro che capiscono che il ruolo dell’Europa non è quello di dissanguare l’Africa – incalza il numero uno forzanovista – ma di aiutare i popoli a costruire una vita decente per gli africani lì in Africa. Forza Nuova lo dice da 22 anni. Ora se a dirlo è un cardinale di colore, un esponente importante della Chiesa, significa che il tema non può essere riconducibile a una questione di mero “razzismo” come molti vogliono far credere ma è una questione sociale reale che va risolta affinché interi popoli o Paesi non scompaiano”.

Parte dal Sud ma si allargherà a tutta Italia la grande campagna demografica di Forza Nuova che, a partire
dal suo leader Roberto Fiore, è fortemente convinta della imprescindibile importanza di uno slancio pro vita
in tutto il Paese, confermato anche dai dati sconfortanti di città quali Reggio Calabria che fino al 2013 era
addirittura la 17° d’Italia per popolazione. “Le statistiche certificano il crollo demografico di città così
importanti. Un calo netto, disperante che non trova nessuna risposta politica”.

 

Fiore annuncia: “È per questo che Forza Nuova, nell'ambito del riscatto della città già previsto nella
conferenza del 14 luglio, lancerà una grande campagna demografica per Reggio, la Calabria e l’Italia intera. I
giovani, oggi "eroi”, che si uniscono per creare una famiglia devono avere l'apporto entusiastico di Chiesa
società e business community. La politica deve rispondere con un grande piano altrimenti scomparirà nella
vergogna: è per questo che Forza Nuova farà di tutto per creare questa importante spinta alla vita”.

I Pescatori di Pace saranno presenti all’iniziativa di riparazione del gay pride che prenderà il via la settimana dopo.

 

Lorenzo Damiano, presidente dei Pescatori di Pace e già candidato per Forza Nuova, ribadisce la sua presenza: “Ritorniamo a fare quello che facevano gli apostoli: andiamo ad evangelizzare nelle vie nelle strade. Per fortuna che l’apostolo Paolo ci ha insegnato che il tempio di Cristo è il nostro corpo: se siamo degni delle membra di Cristo allora usciamo nelle piazze, a  costo di farci insultare. Del resto nel Vangelo si dice: beati voi quando vi insulteranno e vi condanneranno a causa del mio nome. Questo è il cristiano, non quello che, pur scelto da Dio, se ne sta in poltrona e non prende posizione, oppure va contro la stessa sua missione. Mi domando: se il gay pride lo proponessero sul piazzale del Duomo o in qualche luogo parrocchiale, cosa farebbe il vescovo?”.

 

Gloria Callarelli, candidata per Forza Nuova e nel direttivo di Pescatori di Pace, chiude: “Mi è stato riferito di questo stop della chiesa. È un peccato oltre che un qualcosa di profondamente doloroso che il vicario abbia dato la disdetta ad un’iniziativa cattolica come una messa di riparazione. Cosa può esserci di scandaloso in una messa? Purtroppo il mondo è diventato pavido oltre che sordo e non difende più i valori fondamentali. E quel che è peggio è che la chiesa si è voltata dall’altra parte: la confusione regna sovrana, le pecorelle sono smarrite e i pastori dovrebbero guidarle nella giusta via. Nel frattempo che questo accada, i fedeli, che sono la vera chiesa, faranno sentire la propria voce”.

Roberto Fiore non ci sta. A cinque anni dalle accuse rivolte a un gruppo di ragazzi di area forzanovista colpevoli secondo l’accusa di aver compiuto raid razzisti nei confronti della comunità bengalese di Roma, terminate ora con un nulla di fatto, il leader di Forza Nuova scansa nuovamente le accuse e rilancia con fermezza: “Dopo cinque anni di indagine – incalza Fiore – finisce la fandonia del Bangla Tour. 4000 pagine di processo, milioni di euro di spesa, intercettazioni a tappeto durate anni cosa partoriscono? Il nulla”.

 

 

Il caso, finito regolarmente sui giornali, è stato bollato come “fake news” da Roberto Fiore, che ha dato mandato di procedere per diffamazione “contro alcuni giornalisti, tra cui quelli di Repubblica, e numerose altre testate giornalistiche che hanno tempestato l’opinione pubblica con il fake dei Bangla tour”.

 

 

Fiore, d’altra parte, chiude insistendo sul processo e lanciando una stoccata alla giustizia italiana: “Rimangono nel processo alcune accuse non confermate da testimoni o addirittura dalle vittime delle presunte aggressioni. D’altronde i giudici specializzati nella criminalizzazione di Forza Nuova qualcosa dovevano tenere in piedi per giustificare la loro paga e le loro demenziali filosofie”.

Tocca il cuore di Roberto Fiore, leader nazionale di Forza Nuova, la vicenda di Noa, la 17enne olandese che si è lasciata morire rifiutando il cibo e l’acqua: “Con Noa l’Olanda e l’Europa entrano nell’era delle barbarie. Dove è lo Stato che dovrebbe sempre e comunque tutelare i propri cittadini? Dov’è la Chiesa che dovrebbe sempre e comunque darci speranza? Con Noa in queste ore siamo morti anche noi: è morto il nostro essere genitori, madri e padri che hanno il dovere morale e l’obbligo di sorvegliare, aiutare, accompagnare i nostri giovani attraverso le sfide della vita, è morta la nostra società, incapace di regalare un futuro dignitoso e di serenità ai nostri figli, ed è morta la nostra coscienza, sacrificata insieme a Noa al cosiddetto progresso voluto e impostoci in tutti i modi, dal mondialismo”.

 

Forza Nuova, da sempre impegnata in Italia per lo Stato sociale e nel difendere le vite dei più deboli, promette battaglia in nome della vita e farà di tutto affinché il 24 settembre prossimo, giorno in cui la Cassazione si pronuncerà sul caso Marco Cappato, non venga dato il lasciapassare alla morte: “In Italia questo non deve succedere e non succederà mai: così come avvenuto con lo Ius Soli, Forza Nuova e i suoi militanti si faranno ammazzare piuttosto che fare passare l’eutanasia”.

 

 

Photo credits: FB @RobertoFiorePaginaUfficiale

Sua Eccellenza Reverendissima, Gianfranco Agostino Gardin, Vescovo di Treviso,

 

Siamo Lorenzo Damiano e Gloria Callarelli, candidati alle Europee 2019 con il movimento politico Forza Nuova.

 

Ci uniamo al coro di altre associazioni ed entità cattoliche che ci supportano. Siamo a scriverLe da cattolici e da padri e madri di famiglia. Come Lei ben saprà da molto tempo già con il movimento cattolico dei Pescatori di Pace, nato nel 2010, abbiamo da sempre manifestato la nostra contrarietà ad eventi drammatici e moralmente discutibili contro la famiglia naturale e contro la vita.

 

Siamo venuti a conoscenza del fatto che a Treviso il 29 giugno si terrà il gay pride. Un evento che non rispetta la cultura cristiana e la morale della società; ma soprattutto che rischia di scandalizzare e mettere confusione in famiglie e bambini che inevitabilmente potrebbero assistere alla manifestazione. Chiediamo a Lei quale primo cittadino della Chiesa Cattolica della provincia di Treviso, di sostenerci affinchè manifestazioni, che già altrove sono state condite da atti osceni e blasfemie, siano vietate nel nostro territorio pubblico.

 

Eccellenza Reverendissima: siamo cristiani, annunciatori della parola di Dio e non dormienti. Il silenzio contamina l’innocenza dei bambini, che visti i tempi assorbono qualsiasi tipo di crudeltà mediatica e sociale, probabilmente anche a causa di una mancanza di noi genitori.

 

Ma proprio da genitori, e da fedeli, riteniamo che la chiesa di Dio debba prendere posizione non solo dunque per difendere i più deboli, in questo caso i bambini, ma anche per difendere la parola di Dio e per guidare il proprio gregge. Perchè del silenzio risponderemo davanti a Gesù. Dobbiamo quindi rimboccarci le maniche: con il battesimo diventiamo sacerdoti, re e profeti. In altre parole soldati di Cristo che è Risurrezione e vittoria sul male.

 

Siamo qui a chiedere con un accorato appello che il rappresentante della Chiesa della Diocesi trevigiana non solo annunci la parola di Dio per le strade ma intervenga in prima persona con tutta la Diocesi per dire no a questi eventi scadenti nelle oscenità e conditi di blasfemia.

 

Confidiamo in una Sua risposta e in un Suo intervento.

 

Con ogni migliore augurio a Sua Eccellenza Reverendissima, cordialmente.

 

Lorenzo Damiano
Gloria Callarelli

Pescatori di Pace-Forza Nuova

 

1 Corinzi Cap.6, 9-10

Non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non illudetevi: né immorali, né idolàtri, né adùlteri, né depravati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né calunniatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio”.

Il candidato alle Europee 2019 per Forza Nuova, già presidente del movimento ultracattolico Pescatori di Pace, Lorenzo Damiano si scaglia contro il festival Q-Pido che per una settimana avrà in cartellone a Treviso eventi legati al mondo Lgbt e contro il gay pride.

 

“Chiediamo che il sindaco di Treviso Mario Conte blocchi questa manifestazione e, cosa ancora più grave, blocchi il gay pride del mese di giugno” è l’appello del candidato alle Europee. “Siamo invasi da una cultura che tenta in tutti i modi di rendere accettabile ciò per cui anche la Magistratura si è espressa. Meno di due giorni fa la Corte di Cassazione ha detto no alla maternità surrogata e in questi giorni a Treviso assistiamo a spettacoli ed eventi che inneggiano a due padri e a due madri. Siamo all’assurdo oltre che fuori da ogni criterio. Il corpo, soprattutto quello di una donna, non è un forno né tantomeno una macchina industriale. La donna va rispettata, la vita va rispettata, i bambini vanno rispettati e in ultimo anche la natura va rispettata”.

 

Damiano continua: “Il sindaco è stato eletto anche da una certa parte di cittadini cristiani e viene da chiedersi come è possibile che appoggi una manifestazione come quella indetta per il mese di giugno che nulla ha a che vedere con i nostri valori e con quelli espressi da una certa cultura di destra. Conoscendolo siamo sicuri che prenderà una posizione più netta rispetto a questi temi. Qualora fosse invece dato l’ok siamo pronti a manifestare con associazioni cattolico-cristiane contro un evento che non è cultura ma è una manifestazione blasfema e pornografica. Proteggiamo i nostri figli che non possono scendere in piazza ed assistere a spettacoli così diseducativi. Infine due domande: chi sovvenziona queste associazioni che fanno propaganda ideologica? E la Chiesa cosa dice? Il silenzio è consenso e i tiepidi verranno vomitati dalla bocca del Signore. È l’Apocalisse, è la Bibbia”.

 

Gloria Callarelli, nel direttivo dei Pescatori di Pace e candidata anch’essa per Forza Nuova alle Europee, chiude: “In due mesi un’overdose di eventi Lgbt a Treviso. Anche questo è uno dei motivi per cui questa Europa non ci piace. Si sprecano soldi, anche milioni, a favore di associazioni che promuovono queste politiche condite di blasfemia e cattivo gusto e non si spreca un euro per aiutare le famiglie che hanno figli o per i giovani che vogliono potersi sposare e costruirsi, in famiglia, il futuro. Pazienza i partiti e i movimenti di una certa area, ma la Lega il cui segretario va da Padre Pio a farsi fotografare e ad ogni elezione trova il tempo di essere cristiano, con o senza rosario, da che parte sta? Non si può essere di una certa cultura di destra o cattolici solo in tempo di elezioni: o questi valori li hai nel cuore o non li hai”.

A pochi giorni di distanza dalla violenza sessuale perpetuata a una ragazzina di 15 anni da parte di un senegalese, nella notte tra lunedì 27 e martedì 28 agosto, alcuni attivisti del partito di estrema destra “Forza Nuova” hanno appeso, simulando un’impiccagione, due manichini neri. Sono stati posizionati uno nelle vicinanze di Piazza Mazzini e l’altro su uno dei pontili vicino all’arenile dove è avvenuto lo stupro.

 

Sotto entrambi i manichini è stato appeso un cartello con la frase Pena di morte per gli stupratori.

 

 

La rivendicazione è apparsa sulla pagina Facebook della sezione veneta di Forza Nuova che riportiamo integralmente:

 

“Alla luce dei recenti fatti di cronaca, dove gli invasori africani hanno creato un’epidemia di stupri, Forza Nuova indica la chiara necessità della difesa nazionale e patriottica. Laddove questo Stato mondialista condanna a ogni genere di miseria e di pena gli italiani, i nazionalisti di Roberto Fiore danno un chiaro segnale: se qualche burocrate o massone ha deciso in qualche stanza che il popolo italiano deve morire, quello stesso popolo italiano darà dimostrazione di sapersi difendere, come mille volte ha fatto nella sua storia.

 

Il nostro popolo vive sotto un fuoco incrociato; gli attacchi finanziari, le marionette politicanti prone al mondialismo, i magistrati rossi; tutto questo esercito del caos sta preparandosi a muovere guerra contro questo governo che ha iniziato a portare avanti idee forzanoviste come difesa dei confini, nazionalizzazione, lotta alla finanza internazionale. Se questo esecutivo saprà resistere alla spallata del mondialismo non è dato sapere; quel che è certo è che Forza Nuova è pronta, come dimostrato durante i fatti della nave Diciotti, quando al molo l’unica forza nazionalista ad avversare il caos dei centri sociali, teppaglia del mondialismo, è stata la nostra (e dove non sono pervenuti né leghisti né grillini).

 

Continueremo a sostenere le iniziative di questo governo quando saranno nell’ottica dell’interesse nazionale, come sosterremo sempre nelle strade il nostro popolo contro chiunque pensi di poterlo condannare a stupri, violenze ed invasione.

Uno Stato realmente nazionale e sociale condannerebbe alla pena massima chi viene per distruggere le vite degli italiani, non gli italiani stessi che muoiono di immigrazione e di infrastrutture devastate.”

 

 

Presa di distanza e ferma condanna da parte del sindaco della città balneare Valerio Zoggia: “Non siamo a favore della violenza, siamo sempre per la legalità. A quanto ci risulta non ci sono cittadini jesolani aderenti a questo movimento, quindi è probabile che sia stato qualcuno proveniente da fuori. Si tratta comunque di ulteriore, cattiva pubblicità per la città”.

 

L’episodio è stato segnalato agli agenti della Digos che stanno eseguendo i dovuti accertamenti.

 

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