A pochi giorni di distanza dalla violenza sessuale perpetuata a una ragazzina di 15 anni da parte di un senegalese, nella notte tra lunedì 27 e martedì 28 agosto, alcuni attivisti del partito di estrema destra “Forza Nuova” hanno appeso, simulando un’impiccagione, due manichini neri. Sono stati posizionati uno nelle vicinanze di Piazza Mazzini e l’altro su uno dei pontili vicino all’arenile dove è avvenuto lo stupro.
Sotto entrambi i manichini è stato appeso un cartello con la frase Pena di morte per gli stupratori.
La rivendicazione è apparsa sulla pagina Facebook della sezione veneta di Forza Nuova che riportiamo integralmente:
“Alla luce dei recenti fatti di cronaca, dove gli invasori africani hanno creato un’epidemia di stupri, Forza Nuova indica la chiara necessità della difesa nazionale e patriottica. Laddove questo Stato mondialista condanna a ogni genere di miseria e di pena gli italiani, i nazionalisti di Roberto Fiore danno un chiaro segnale: se qualche burocrate o massone ha deciso in qualche stanza che il popolo italiano deve morire, quello stesso popolo italiano darà dimostrazione di sapersi difendere, come mille volte ha fatto nella sua storia.
Il nostro popolo vive sotto un fuoco incrociato; gli attacchi finanziari, le marionette politicanti prone al mondialismo, i magistrati rossi; tutto questo esercito del caos sta preparandosi a muovere guerra contro questo governo che ha iniziato a portare avanti idee forzanoviste come difesa dei confini, nazionalizzazione, lotta alla finanza internazionale. Se questo esecutivo saprà resistere alla spallata del mondialismo non è dato sapere; quel che è certo è che Forza Nuova è pronta, come dimostrato durante i fatti della nave Diciotti, quando al molo l’unica forza nazionalista ad avversare il caos dei centri sociali, teppaglia del mondialismo, è stata la nostra (e dove non sono pervenuti né leghisti né grillini).
Continueremo a sostenere le iniziative di questo governo quando saranno nell’ottica dell’interesse nazionale, come sosterremo sempre nelle strade il nostro popolo contro chiunque pensi di poterlo condannare a stupri, violenze ed invasione.
Uno Stato realmente nazionale e sociale condannerebbe alla pena massima chi viene per distruggere le vite degli italiani, non gli italiani stessi che muoiono di immigrazione e di infrastrutture devastate.”
Presa di distanza e ferma condanna da parte del sindaco della città balneare Valerio Zoggia: “Non siamo a favore della violenza, siamo sempre per la legalità. A quanto ci risulta non ci sono cittadini jesolani aderenti a questo movimento, quindi è probabile che sia stato qualcuno proveniente da fuori. Si tratta comunque di ulteriore, cattiva pubblicità per la città”.
L’episodio è stato segnalato agli agenti della Digos che stanno eseguendo i dovuti accertamenti.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui
