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Giornata di raccolta fondi a favore della sclerosi laterale amiotrofica per vivere la magia della vendemmia con degustazioni, merenda in “caneva” e momenti di intrattenimento

 

È tempo di vendemmia alla cantina Le Manzane, nel cuore delle terre del Prosecco Superiore. Si prepara il vino che verrà e anche quest’anno sarà due volte buono perché con i fondi raccolti si aiuta la ricerca sulla SLA. Torna domenica 8 settembre 2019 la vendemmia solidale, una grande festa aperta a tutti in programma, dalle 9.00 alle 16.00, tra i vigneti della tenuta di San Pietro di Feletto (TV). Il ricavato della manifestazione, giunta all’ottava edizione, sarà devoluto alla onlus Revert per la cura della sclerosi laterale amiotrofica, grazie a un progetto sviluppato in collaborazione con l’impresa sociale Edipo Re.

 

La vendemmia è un rito dal fascino ancestrale, una delle esperienze più vere e suggestive che si possano vivere. Domenica 8 settembre tutti possono trasformarsi in vignaioli per un giorno e trascorrere una giornata tra le Colline del Prosecco Superiore – proclamate il 7 luglio di quest’anno Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO – in un’atmosfera magica e d’altri tempi, godendosi lo spettacolo tra i filari e i profumi che sprigiona l’uva appena raccolta in una rilassante domenica settembrina.

 

Tra gli “apprendisti” vignaioli anche il Campione del Mondo di Tiramisù, Andrea Ciccolella

La giornata inizierà con la vendemmia, proseguirà con la musica dal vivo e i giochi di strada per i più piccoli, l’aperitivo a base di Prosecco Superiore Docg accompagnato da uno sfizioso finger food di pesce, una ghiotta merenda in “caneva” e si concluderà con il momento più atteso da tutti i golosi, una sfida dedicata al tiramisù, il dolce italiano più famoso al mondo, nato a pochi chilometri di distanza dalle Colline del Prosecco Superiore. Chi vincerà? La ricetta originale o la ricetta creativa? Sarà una giuria, sorteggiata tra i partecipanti alla vendemmia solidale, a decretare quale sarà il tiramisù più buono con un presidente d’eccezione: il Campione del Mondo di Tiramisù 2017, il feltrino Andrea Ciccolella. Alla fine l’irresistibile dolce al cucchiaio sarà servito a tutti.

 

Alcuni dati sulla SLA

La sclerosi laterale amiotrofica (SLA) è una malattia ad evoluzione progressiva che colpisce le cellule nervose cerebrali e del midollo spinale che permettono i movimenti della muscolatura volontaria. Ne sono affette 7 mila persone in Italia. Ogni anno si contano 3 nuovi malati ogni 100 mila persone, pari a circa 1.500 nuovi casi.

 

L’associazione Revert Onlus

L’associazione Revert Onlus nasce nel 2003 per finanziare, promuovere e incentivare la ricerca per trovare una cura alle malattie neurodegenerative. Al momento la sperimentazione clinica su pazienti affetti da SLA, condotta dal prof. Angelo Vescovi, è una delle più avanzate nel panorama scientifico internazionale. Revert è la prima associazione non profit al mondo ad aver effettuato trapianti di cellule staminali cerebrali prive di problematiche etiche.

 

L’edizione 2019 della vendemmia solidale sarà presentata venerdì 6 settembre 2019 a Isola Edipo, rassegna che si svolge tra la fine di agosto e i primi dieci giorni di settembre al Lido di Venezia durante la Mostra del Cinema, a bordo e attorno all’Edipo Re, la storica imbarcazione che Pier Paolo Pasolini ha condiviso con il pittore Giuseppe Zigaina. I vini della cantina Le Manzane saranno presenti al Social Food Festival, uno spazio degustazione nel cuore della mostra con prodotti a kilometro etico come il prosecco solidale che sarà stappato durante la festa finale della Biennale.

 

In sette edizioni sono stati raccolti 65 mila euro. I fondi sono stati destinati a progetti di ricerca o per aiutare persone in difficoltà.

L’evento è aperto a tutti.

I posti in cantina sono limitati e su prenotazione. Per iscrizioni telefonare allo 0438.486606 o scrivere a [email protected].

PROGRAMMA DELLA 8ª VENDEMMIA SOLIDALE

Festa e beneficenza nella Terra del Prosecco Superiore

Ore 9.00 – Apertura della giornata di vendemmia solidale, accoglienza e registrazione degli ospiti all’ingresso, distribuzione dei braccialetti a ricordo dell’evento.

Ore 9.30 – Inizio vendemmia solidale.

Ore 11.30 – Musica dal vivo con il gruppo Segnali Caotici e Alberto Ceschin.

Ore 12.00 – Aperitivo con Prosecco Superiore Docg accompagnato da uno sfizioso finger food di pesce in collaborazione con Ca’ del Poggio Ristorante & Resort.

Ore 13.00 – Pranzo in caneva. A seguire momento tiramisù con il Campione del Mondo Andrea Ciccolella.

Ore 16.00 – Ringraziamento agli ospiti, saluti e chiusura attività.

Durante la giornata momenti di intrattenimento e giochi di strada.

 

Partner, sponsor e patrocini

I partner e gli sponsor che hanno condiviso gli obiettivi benefici della vendemmia solidale 2019 sono: Antenna Tre, Arti Grafiche Conegliano, Banca Prealpi SanBiagio, Battistella Capsule, Dersut Caffe’, Foto Francesco Galifi, Generalvetri, Icas, Ideeuropee, Ristorante Relais Ca’ del Poggio, Rotas, S. Bernardo Tappi Spumante e S’Paul n’ Co. Design.

L’iniziativa è patrocinata dalla Regione del Veneto, dalla Provincia di Treviso e dai Comuni di San Pietro di Feletto, Conegliano e Valdobbiadene con il sostegno del Consorzio Tutela del Vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco, dell’associazione di promozione sociale XI di “Marca” e del Club n° 40 Frecce Tricolori Conegliano.

La Regione Veneto raddoppia i fondi regionali messi a disposizione quest’anno per la prevenzione delle predazioni da lupi e altri grandi carnivori. Con l’affidamento odierno ad AVEPA di ulteriori 62 mila euro, la Giunta regionale del Veneto, su proposta dell’assessore all’Agricoltura Giuseppe Pan, ha portato quest’anno a 120 mila euro le risorse del fondo regionale per la prevenzione dei danni causati a greggi e mandrie dall’assalto dei grandi carnivori.

 

 

Nel 2019 già accertati 148 capi uccisi e 26 dispersi 

Nel primo semestre 2019 gli attacchi del lupo in Veneto hanno causato la morte di 148 capi di bestiame (in prevalenza ovini e caprini), il ferimento di 13 e la dispersione di altri 26. Dati che, al momento, sembrano in leggera flessione rispetto al 2018, quando su base annua si registrarono 400 capi di bestiame uccisi, 50 feriti e 125 dispersi per un totale di 196 eventi di predazione, venti in più rispetto al 2017. Quest’anno particolarmente bersagliata risulta essere l’area della Lessinia, dove tra maggio e giugno, in poco più di un mese, il lupo ha attaccato e ucciso per 25 volte.

 

 

“Come sempre la Regione garantisce l’indennizzo al 100% di tutti i danni diretti e indiretti subìti a causa delle predazioni da lupo e da altri grandi carnivori: abbiamo già stanziato per quest’anno 200.000 euro a tale scopo”, conferma l’assessore Pan – “e accelerato al massimo le pratiche di indennizzo: risultano già  istruite tutte le istanze pervenute nel 2019, per un valore complessivo di 61.461 euro, di cui 43.591 già impegnati, e sono già state liquidate con quasi 10 mila euro le 15 istanze relative a predazioni avvenute a fine 2018 ma pervenute ad inizio anno”.

 

Assessore Pan: “Più prevenzione. Nell’80% dei casi il bestiamo non era protetto”

“Di fronte alla minaccia arrecata dal lupo alle attività di pascolo e di allevamento all’aperto la Regione assicura tutte le risorse necessarie e il massimo sforzo per velocizzare i tempi e aiutare gli allevatori nelle pratiche di indennizzo – prosegue Pan – ma ricordo che oltre l’80 per cento delle predazioni è avvenuto nei confronti di bestiame privo di qualsiasi forma di protezione o contenuto in recinzioni non adeguate. Per cui torno ad invitare pastori e allevatori a investire negli strumenti di prevenzione: oltre alle proprie risorse, la Regione mette a disposizione un milione di euro del Programma di sviluppo rurale nel biennio 2019-2020 per sostenere, sempre al 100%, le spese degli allevatori per recinzioni mobili, semipermanenti e fisse, dissuasori acustici e sistemi di allarme. Il bando per presentare domanda di finanziamento (Misura 4.4.3) resta aperto sino al 3 settembre”.

 

La Regione conferma anche la presenza diretta di 4 tecnici e di uno sportello dedicato nelle aree montane e pedemontane più a rischio per fornire informazioni, consulenza e orientamento agli allevatori nella programmazione e installazione delle misure di prevenzione e nella predisposizione delle istanze di finanziamento.

 

“Indennizzi, misure di prevenzione ed esperti localizzati nelle aree più a rischio, a servizio degli allevatori, sono le misure che la Regione ha attivato, nell’ambito delle proprie competenze e di concerto con le categorie interessate, al fine di contenere i danni causati dal lupo e dagli sporadici – al momento – esemplari di orso presenti nel nostro territorio. Ma condivido la preoccupazione del modo agricolo e degli allevatori in quota per la sopravvivenza delle attività di malga e il benessere di greggi e mandrie al pascolo. Tuttavia ulteriori e più efficaci strategie di contenimento della presenza del lupo potranno essere adottate solo se autorizzate dal Piano nazionale di gestione della specie: Piano di competenza del ministero dell’Ambiente e che il Veneto, insieme ad altre regioni, sta attendendo da anni e continua a sollecitare in tutte le sedi istituzionali, anche attraverso il puntuale aggiornamento dei dati sull’attività predatoria”.

La Regione Veneto conferma anche quest’anno i contributi per le famiglie di persone con handicap psicofisici che fanno ricorso ai metodo di riabilitazione neurocognitiva non offerti dal servizio sanitario nazionale. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore al Sociale Manuela Lanzarin, ha assegnato alle 9 Ulss del territorio regionale 700mila euro per contribuire alle spese delle famiglie che si fanno carico di cure riabilitative secondo le metodiche Doman, Vojta, Fay, Aba o Perfetti,  caratterizzate da stimolazioni intensive e senza soluzione di continuità, rivolte in particolare a pazienti cerebrolesi o a persone affette da patologie dello spettro autistico.

 

“Dal 1999 – dichiara l’assessore Lanzarin – la legislazione regionale del Veneto ha riconosciuto la validità di questi metodi riabilitativi e assegna un contributo a sostegno delle famiglie che vi fanno ricorso. Negli ultimi due anni abbiamo elevato la somma disponibile da 500 a 700mila euro, per venire incontro alle crescenti esigenze delle famiglie, in particolare quelle interessate dalle problematiche delle sindromi autistiche. Nel 2017 sono state 350 le famiglie che hanno avuto accesso ai fondi, la maggior parte dei quali utilizzati per il metodo ABA (Applied Behaviour Analysis). Quest’anno a ricevere il contributo regionale, che in media arriva a coprire il 46 per cento delle spese documentate, sono 418 famiglie”.

 

Il numero più consistente di beneficiari si concentra nel Padovano con 107 famiglie nell’Ulss 6 Euganea. Seguono l’Ulss 3 Serenissima (89 beneficiari), l’Ulss 8 Berica (72) e l’Ulss 2 della Marca Trevigiana (66). Perl’Ulss 9 scaligera sono 26 le famiglie che riceveranno il contributo, 22 nell’Ulss Pedemontana, 21 nell’Ulss polesana, 9 nell’Ulss bellunese e 6 nell’Ulss 4 del Veneto Orientale.

 

“Il Veneto ha fatto da battistrada nell’offrire copertura assistenziale a quanti si affidano a questi metodi intensivi di riabilitazione neurocognitiva, facendosi carico con risorse del proprio bilancio di una spesa non coperta dal servizio sanitario nazionale – conclude l’assessore – Di fronte alle evidenze dei risultati, e alla domanda crescente di trattamento per persone che hanno subito lesioni cerebrali o sono affette da sindromi delle spettro autistico la Regione ha allargato la ‘rosa’ dei metodi riabilitativi riconosciuti per la loro efficacia specifica e, attraverso le Ulss, assicura la copertura dell’intero territorio regionale”.

Sabato 8 dicembre un evento straordinario di solidarietà

 

Venezia si stringe attorno a tutte quelle comunità che la terribile ondata di maltempo delle settimane scorse ha ferito indelebilmente. Un gesto di solidarietà che si concretizzerà sabato 8 dicembre alle ore 18.00 quando il sipario del Teatro La Fenice di Venezia si alzerà per lasciare il palcoscenico al concerto “Musica per le nostre montagne”. Un evento di beneficenza a cura di Bepi de Marzi finalizzato a raccogliere fondi che il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, consegnerà poi nelle mani del presidente della Regione, Luca Zaia.

 

“Venezia, nella sua concezione serenissima di Stato da Mar e Stato da Tera, intende dimostrare tutta la propria vicinanza a quei territori abitati da tante comunità che, con orgoglio, si sono già rimboccate le maniche ma che hanno bisogno del nostro concreto aiuto – commenta il sindaco Brugnaro -. Per questo motivo, già nei giorni dell’emergenza, ho voluto dare un segno tangibile dello stretto legame che ci lega aprendo le porte di una tra le nostre eccellenze, il Teatro la Fenice, che, per la prima volta, ospiterà Cori che arrivano proprio da quelle montagne così profondamente colpite. Sarà un evento che sottolineerà direttamente la vicinanza della nostra Città e di tutto il territorio metropolitano a chi è in difficoltà. Venezia dimostrerà tutta la sua generosità anche in questa occasione. Uniti possiamo dimostrare di superare anche le avversità – conclude il primo cittadino – ed è per questo che confido nella vostra sensibilità nel partecipare numerosi ad un evento che, senza ombra di dubbio, resterà indelebile nel nostro cuore”.

 

“Ho raccolto subito l’intuizione del sindaco Brugnaro – spiega il soprintendente Fortunato Ortombina – La Fenice è il tempio del canto e nel tempio del canto non può mancare il canto delle montagne. Il concerto prevede l’esecuzione di arie d’opera e di canzoni alpine, proprio per omaggiare quel patrimonio musicale di intere generazioni, la vita quotidiana sulle montagne e il rapporto delle persone con la natura e la vita. I brani saranno interpretati dal coro femminile Col di Lana diretto da Anna Devich, dal coro misto di Agordo diretto da Roberta Conedera e dal coro maschile Marmolada diretto da Claudio Favret. Inoltre interpreteranno alcune arie il soprano Chiara Isotton e il terone Walter Fraccaro che saranno accompagnati da Ulisse Trabacchin al pianoforte”.

 

La vendita dei biglietti singoli sarà possibile sul sito del Teatro La Fenice o attraverso il canale di Vela Spa.

Un particolare canale sarà riservato alle aziende e società del territorio, alle quali viene rivolto l’invito di acquistare carnet di 10 biglietti ciascuna rivolgendosi a [email protected]; tel. 041.2722699.

 

Inoltre, per aderire alla proposta e ottenere ulteriori informazioni sulla serata, il call center di Vela Spa è a disposizione al numero 041.24.24 tutti i giorni dalle 9:00 alle 18:00.

La situazione del mercato permanente San Michele di Mestre non è tra le più rosee. Il degrado che vi regna è grande, mucchi di cassette maleodoranti abbandonate nel mezzo agli stalli, il senso di abbandono da patte delle autorità è evidente e non esiste nessun controllo da parte dei vigili.

 

Per la massiccia presenza di extracomunitari, la presenza costante dei Vigili urbani è necessaria, come necessario è un intervento per un attento e fondamentale restauro di tutto il complesso.

 

Nel mercato permanente mestrino operano 53 commercianti e tutti sono in attesa del restauro e che l’ordine e le regole vengano fatte rispettare.

 

Il commerciante di carne Dante Cavaina, storico macellaio del mercato mestrino, da tempo denuncia alle autorità la situazione e oggi esterna il suo disappunto al nostro giornale: “È giunta l’ora che si proceda al restauro del mercato mestrino. Il degrado ormai è tanto, l’abbandono della struttura è evidente, non c’è nessun controllo da parte dei vigili. Qui ci vuole la presenza di una guardia, ci vuole un po’ di ordine e che tutti rispettino le regole”.

 

“Sono anni che si parla del restauro e della copertura di tutta la struttura – continua Dante – Ben quattro anni fa sono giunti dall’Unione europea 500 mila euro per il rinnovo del mercato di Mestre, ma nulla si è visto, dove sono finiti i soldi?”

 

“Dai restauri di via Verdi e di Riviera XX settembre sono avanzati 1.200.000 euro destinati, si disse, alla riparazione del canale che scorre vicino al mercato e per fare un ponte sempre sul canale. Sono stati impiantati solo 200 pali nel canale e lì tutto si è fermato”.

 

“Sono arrivati alcuni mesi fa da Roma un mucchio di soldi per Venezia – conclude – Due miliardi sono destinati per rifare il mercato di Mestre, che sia la volta buona? Speriamo”.

Domani, martedì primo maggio, alle ore 9.28, partirà dalla stazione ferroviaria di Mestre un treno storico con locomotiva a vapore e carrozze d’epoca chiamate “centoporte” con destinazione Feltre. Effettuerà alcune fermate intermedie a Spinea (9.40) e Treviso (10.11).

 

A bordo potranno salire solo i passeggeri muniti di regolare biglietto acquistato presso l’associazione.

 

Durante la sosta a Feltre, il treno potrà essere visitato e si potranno fare delle meravigliose foto all’interno delle carrozze.

 

L’ affascinante treno, ricco di storia, attraverserà la Marca Trevigiana per accompagnare i viaggiatori alla Città di Feltre, dove potranno visitare il Teatro de la Sena (detto anche piccola “Fenice” in quanto progettato dall’architetto Selva, lo stesso della Fenice di Venezia), la galleria Rizzarda d’Arte Moderna, il museo civico e l’area archeologica.

 

L’iniziativa “AVAPORE”, che si ripete per il terzo anno, è stata organizzata dall’Avapo di Mestre, in collaborazione con la Fondazione Fs e il Gruppo Federmodellistico mestino. I proventi raccolti sono destinati a sostenere l’attività dell’Associazione Volontari Assistenza Pazienti Oncologici.

 

Tutte le informazioni sull’iniziativa sono reperibili sul sito dell’Avapo di Mestre.

La ruggine sta corrodendo il MOSE. La corrosione ha colpito principalmente le cerniere delle paratoie di San Nicolò ferme in fondo al mare da anni.

I problemi sono stati rilevati anche dal Consorzio Venezia Nuova, che ha individuato molti punti di criticità e per sistemarli occorrono 100 milioni di euro.

Altri 28 milioni sono necessari per sostituire le porte subacquee della conca di navigazione di Malamocco. I soldi però non ci sono.

Insomma il MOSE costruito per salvare Venezia dalle acque alte rischia di annegare la città nei debiti.

Fonte: La Nuova Venezia

Con l’approvazione del Consuntivo 2017 maggiori risorse destinate a finanziare interventi importanti per la città

 

Una somma rilevante da impegnare in importanti progetti per la città! Si tratta di oltre tre milioni di euro, parte dell’avanzo di amministrazione di complessivi 15,3 milioni, risultanti dalla chiusura a consuntivo del bilancio 2017 del Comune. Di questi 15 milioni, quasi 11 costituiscono fondi accantonati (crediti di dubbia esigibilità per 5,6 milioni, fondi rischi per passività potenziali per 5,1 milioni, oltre a 86 mila euro per indennità e rinnovi contrattuali), 182 mila euro sono vincolati, 957 mila euro sono destinati a investimenti e 3,3 milioni sono fondi liberi di cui l’amministrazione ha deciso l’utilizzo con la variazione apportata al bilancio 2018. Il rendiconto dimostra il rispetto dei vincoli di finanza pubblica e degli equilibri di bilancio nel corso della gestione 2017.

 

Il conto consuntivo 2017, prima di approdare alla discussione del Consiglio comunale giovedì 26 aprile, verrà presentato lunedì 23 aprile alle commissioni.
“Nonostante la necessità di accantonare il 70 per cento dell’avanzo a fondo rischi, ci siamo impegnati a investire comunque risorse sufficienti a realizzare alcuni degli obiettivi di programma che abbiamo con la città. Certo, sarebbe meglio poter disporre di una quota maggiore dell’avanzo, ma la realtà è diversa da come qualcuno male informato racconta in giro. Non c’è un tesoro da spendere e c’è la necessità di essere prudenti per salvaguardare gli equilibri di bilancio anche per gli anni futuri. Abbiamo anche dovuto decidere di accantonare in un fondo rischi 5.695.332,25 di euro che Banca Intesa San Paolo ha già versato, in base all’esecuzione della sentenza di primo grado del Tribunale di Milano sul derivato, in attesa di una sentenza definitiva”, dichiara il sindaco Carola Arena.

 

Una parte consistente dell’avanzo spendibile subito, per l’esattezza 3.328.000,00 euro sarà destinata, con la variazione al bilancio, a investimenti nel territorio, implementando gli importi di alcune opere già presenti nel programma pluriennale opere pubbliche approvato a dicembre 2017 e nello specifico: il terzo stralcio del progetto sicurezza (asfaltature secondo un piano complessivo, con completamento di tratti di piste ciclabili e attraversamenti pedonali in sicurezza), per 600 mila euro, che si aggiungono ai 700 mila già stanziati nel bilancio di previsione 2018, per un totale di 1,3 milioni; la ristrutturazione del centro sociale e realizzazione della sala del commiato (+30.000,00 euro) per un totale di 180.000,00 euro; l’ampliamento e la ristrutturazione del centro anziani (+650.000,00 euro) per un totale di 800.000,00 euro.

 

Saranno anche introdotte nuove opere quali la riorganizzazione degli edifici comunali – scuola media di via Gagliardipalestra polifunzionale per euro 780.000,00 euro; progettazione del compendio di Villa Longobardi – la nuova biblioteca per 600.000,00 euro. Inoltre, 40 mila euro andranno impegnati nella manutenzione straordinaria di impianti sportivi e 32 mila euro per la realizzazione di una rampa per disabili presso la caserma dei carabinieri.

 

“Questi investimenti, assieme a quelli programmati per la spesa corrente, indicano chiaramente che la nostra amministrazione ha deciso di investire tutte le risorse disponibili in opere che concretamente miglioreranno la qualità della vita dei cittadini moglianesi. Anziani, studenti, sportivi, oltre alle famiglie in difficoltà cui sono destinate risorse aggiuntive per i progetti dei servizi sociali, sono i destinatari di tutti gli interventi. Purtroppo l’eredità che abbiamo ricevuto dalle amministrazioni che ci hanno preceduto pesa come un macigno sulla situazione finanziaria del Comune, limitando la nostra operatività che da questo avanzo 2017 ha ricevuto una rigenerante boccata di ossigeno”, conclude il sindaco Carola Arena.

Il MoVimento Cinque Stelle Mogliano Veneto si esprime in merito all’abbandono del progetto SFMR, per il miglioramento del sistema ferroviario metropolitano regionale. Di seguito diffondiamo il loro comunicato:

 

La Giunta Regionale abbandona il progetto SFMR, che prevedeva l’adeguamento a standard metropolitano delle linee ferroviarie per un efficiente sistema integrato di trasporto pubblico, per l’impossibilità di finanziarlo.

 

Ribadiamo che il trasporto su ferro è fondamentale per soddisfare le esigenze di mobilità del Veneto, ridurre l’inquinamento ambientale, il traffico e l’incidentalità sulla rete stradale; la mobilità sostenibile è una delle nostre stelle. Questa Giunta regionale invece investe in strade e autostrade: per questo scopo i soldi pubblici non mancano mai.

 

All’assemblea pubblica su SFMR, tenutasi ieri in Municipio a Mestre, erano presenti alcuni esponenti del M5S, tra cui la senatrice Orietta Vanin: “Negli ultimi 15 anni, come emerge dal dossier di Legambiente Pendolaria 2017 sui trasporti, i finanziamenti statali hanno premiato per il 60% gli investimenti in strade e autostrade e solo per il 13% le reti metropolitane e le Regioni stanno sulla scia nazionale. Bisogna assolutamente cambiare rotta e noi ci impegniamo a farlo. Occorre un piano della mobilità sostenibile condiviso con i cittadini.

 

Siamo inoltre preoccupati per il blocco dei cantieri per la realizzazione delle stazioni SFMR della Gazzera (sulla linea Mestre-Treviso) e di via Olimpia (sulla Mestre-Trieste) che rischia di trasformare sottopassi e percorsi già realizzati in opere incompiute, senza prospettiva di sviluppo, abbandonate al completo degrado.Registriamo l’assoluto abbandono di quelli che dovevano essere secondo questo progetto i nodi strategici per i servizi alla città”.

 

Presente anche Cristina Manes, portavoce del M5S di Mogliano Veneto che dichiara: “La realizzazione di una mobilità sostenibile appare gravemente compromessa nel Veneto, e Mogliano subisce le dirette conseguenze di queste decisioni della Giunta Zaia, con la cancellazione della stazione a Marocco, prevista dal progetto SFMR. In tutto ciò la Regione ha le sue responsabilità, ma il nostro Comune ne ha altre: è evidente l’assenza di concrete politiche locali che perseguano questo obiettivo: nessuno può sentirsi chiamato fuori dall’attuare azioni per un futuro sostenibile.

 

Si inizi quindi da queste priorità per individuare linee guida e obiettivi chiari e mirati per gli investimenti futuri! Dopodichè gli amministratori, anche quelli dei comuni, mettano in atto loro azioni per i servizi alla cittadinanza, la riduzione dell’inquinamento nei territori e lo stop a nuovo cemento.”

 

Dei 5,9 miliardi di euro previsti dal piano originale degli interventi, per la realizzazione di questa infrastruttura, in venti anni sono stati realizzati soprattutto sottopassi, parcheggi, nuove stazioni (9 sulle 37 previste), acquisto di nuovi treni (24 sui 120 preventivati), adeguamento di fermate (22 su 162), ed eliminati passaggi a livello (66 su 407) per un valore di un miliardo e 20 milioni di euro. Molto cemento e asfalto, un po’ meno binari. Oggi tutto si ferma. Mentre la Corte dei Conti apre un’inchiesta.

 

La Regione, per la realizzazione di SFRM era legata alla Net Engineering spa da un rapporto contrattuale esclusivo e vincolante, oggetto di varie revisioni, che lo hanno reso pesantemente oneroso: si necessitava di consulenze di Net Engineering anche per affidare a RFI la soppressione di un passaggio a livello, e la società stessa prendeva un obolo ogni volta che la Regione ordinava un treno.

 

Non ci dimentichiamo poi che alcuni protagonisti della storia di S.F.M.R. sono noti alle cronache per diverse vicende giudiziarie, come Angelo Balducci in qualità di Consulente Tecnico d’Ufficio nominato nei primi due arbitrati delle Imprese Astaldi S.p.A.; l’Impresa di costruzioni Ing. E. Mantovani S.p.a., implicata negli scandali Expo 2015 e M.O.SE Venezia; Ing. Renato Chisso e Giancarlo Galan.

 

[email protected]

www.moglianoveneto5stelle.it/

 

“Prosegue l’impegno della Regione Veneto nel riqualificare il patrimonio scolastico,
con particolare attenzione alla scuola dell’obbligo e della prima infanzia, statale o
paritaria: grazie alle risorse che abbiamo messo a disposizione, è possibile scorrere le graduatorie approvate a giugno dello scorso anno e finanziare così altri 41 interventi di ampliamento, completamento e sistemazione di edifici scolastici”.

 

A dare notizia di un nuovo finanziamento complessivo di circa 1 milione e 496 mila
euro per l’edilizia scolastica è l’assessore regionale all’Istruzione Elena Donazzan.
“Il provvedimento approvato oggi dalla Giunta regionale – spiega Donazzan – fa
riferimento a un bando dello scorso anno e prevede l’assegnazione di contributi a 28
soggetti pubblici, per un ammontare di 1 milione e 16 mila euro, e a 13 soggetti
privati, per circa 480 mila euro”.

 

La deliberazione dispone, inoltre, il differimento alla fine dell’anno in corso del
termine per produrre la richiesta di erogazione del contributo, salvo eventuale ulteriore proroga su motivata richiesta dell’Ente beneficiario entro il termine di scadenza.

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