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Sabato 25 gennaio (alle 20.45) proiezione alla Parrocchia San Michele Arcangelo: un viaggio con l’artigiana e fisarmonicista Francesca Gallo tra la natura e le persone colpite dal fortunale del 2018

 

Dopo il successo della serata a San Donà di Piave, “La voce del bosco”, il docufilm di Dimitri Feltrin sui boschi e le genti delle montagne bellunesi colpite nel 2018 dalla tempesta Vaia, arriva sabato 25 gennaio (ore 20.45) alla Parrocchia San Michele Arcangelo di Quarto d’Altino (piazza San Michele, 50).

 

A margine della proiezione, Francesca Gallo, protagonista del film e ultima artigiana in Italia a realizzare a mano armoniche a mantice, si esibirà in un breve concerto dedicato agli alberi che cantano.
Alla serata sarà presente il regista Dimitri Feltrin.

 

Il racconto e le immagini de “La voce del bosco” ci portano tra le valli, lungo i sentieri, sull’orlo dei dirupi, nei borghi abitati da poche decine di abitanti, al cospetto di alberi sconosciuti ai più, ma carichi di valori simbolici, storici e affettivi. Con Francesca, ascolteremo il bosco e scopriremo i suoi alberi, quelli che cantano. Ammireremo il ritratto delicato, poetico, del mondo dolomitico agordino, e più in generale della montagna bellunese: viva, dignitosa, laboriosa, burbera e saggia. Osservando le montagne, tenteremo di ascoltare e comprendere la voce del bosco.

 

L’ingresso alla proiezione è libero con offerta consigliata a partire da euro 5,00.

Prenotazioni su www.eventbrite.com.

Il ricavato verrà destinato alla ricostruzione dei sentieri agordini della Val Biois.
Info: Marina 345.5804078

 

 

“La voce del bosco” (ITA – 2019)

regia Dimitri Feltrin
con Francesca Gallo

 

Il film ha il patrocinio di Provincia di Belluno, Provincia di Treviso, Unione Montana Agordina, Comune di Belluno, Comune di Treviso e Associazione Culturale Martondea, con la collaborazione di Fondazione Benetton Studi Ricerche; patrocini: Provincia di Belluno, Provincia di Treviso, Unione Montana Agordina, Comune di Belluno, Comune di Treviso.

 

Nell’autunno del 2018 la montagna bellunese è stata messa alla prova dal maltempo, ma la sua cultura continua a radicarsi tra le valli, grazie a donne e uomini che si impegnano a mantenerla viva. La celebre artigiana e fisarmonicista Francesca Gallo ci accompagna in un viaggio alla scoperta degli alberi e della cultura agordina, fatta di musica, danze e antichi mestieri. Un lavoro di comunità che fa risuonare, limpida e vitale, La Voce del Bosco. Francesca costruisce fisarmoniche nella sua piccola bottega di Treviso, ereditata da papà Luciano, che le ha trasmesso la passione per la musica tradizionale e per il lavoro artigiano. È rimasta l’ultima artigiana in Italia a realizzare completamente a mano armoniche a mantice, fisarmoniche e organetti in legno. Le sue creature sono ambite da fisarmonicisti del panorama internazionale e finiscono sui palcoscenici più importanti del mondo, ma nascono nel bosco. L’attività di Francesca, infatti, inizia dall’individuazione di quelli che lei stessa definisce “gli alberi che cantano”, quegli alberi che successivamente trasformerà in strumenti musicali. Francesca seleziona i “suoi” alberi nei boschi dell’Agordino, una delle zone più colpite dall’ondata di maltempo che nell’autunno del 2018 ha messo a dura prova la montagna veneta, distruggendone buona parte del patrimonio arboreo. Francesca ci accompagna in un viaggio alla scoperta delle donne e degli uomini che in quelle terre hanno scelto non solo di fissare la propria dimora e di radicare la propria esistenza, ma anche di coltivarne i mestieri, di valorizzarne la cultura, di rigenerarne le tradizioni. Tra essi c’è Attilio, sapiente artigiano del legno, che con le travi recuperate dei tabià di Cogul del XVI secolo realizza piccole ma incredibili sculture. C’è Paolo, giovane e vivace liutaio, che ha scelto di svolgere la propria attività nella pace di Garès. E poi ci sono Antonia, che ha riscoperto l’arte della filatura e della tessitura e la trasmette alle giovani donne agordine; il Tita, che scava il legno fino a ricavarne gli “Olt da Riva”, le grottesche maschere in legno da sfoggiare a carnevale. C’è Dunio, il celebre muralista che narra nelle sue opere le storie della vallata; c’è Sara, giovane ricercatrice che indaga il rapporto tra letteratura e montagna. E c’è anche Mayra, che ha voluto mantenere il pascolo del nonno, scontrandosi con le quotidiane difficoltà della vita in montagna. Vecchi e giovani, donne e uomini, tutti con storie diverse da portarsi dietro, ma tutti che si muovono ai margini del bosco e che ogni giorno lo vivono e ne ascoltano la voce. Quella voce che sgorga, gioiosa e malinconica, affascinante e inquietante, dall’opera di donne e uomini che continuano a legarsi tra di loro in forma di comunità. Quella stessa comunità che si manifesta, vitale e unita, durante la Zinghenesta, il carnevale che anima le strade e le piazze di Falcade e Canale d’Agordo.

 

Dimitri Feltrin

Giornalista e videomaker di Trevignano (TV). Nato nel 1979, si laurea in Lettere, indirizzo teatro e spettacolo, nel 2004. Segue un corso di qualifica da operatore di ripresa e inizia immediatamente a lavorare per produzioni televisive. Nel marzo del 2005 contribuisce a fondare il Tg Treviso di Rete Veneta, dove assume il ruolo di cronista – che svolge sempre con la sua telecamera al seguito – e redattore. Nel 2009 diventa giornalista professionista. Dal 2011 lavora come libero professionista nel campo del giornalismo e delle produzioni audiovisive. Nel 2017 consegue la laurea magistrale in Antropologia culturale a Bologna. Attualmente ricopre la carica di vicesindaco a Trevignano (TV).
Ha realizzato due reportage di viaggio, documentando i progetti dell’Associazione Culturale Ostrega!: Ostrega! in tour (2010), trasmesso in 10 puntate da Rete Veneta, e Ostrega! – Fino alla fine del mondo (2012), trasmesso dall’emittente Antenna 3 Nordest. Ha diretto e prodotto i documentari Il doCUEOmentario, Il lato nascosto dei Los Massadores (2013); La Ragazza delle scarpe (2014), Il Viandante del Sole (2014), Cresceranno le siepi (2016), Asfalto (2018).

 

Francesca Gallo

Nasce a Treviso nel 1976, si diploma in canto lirico nel 2002 presso il conservatorio di Castelfranco Veneto (TV), studia fisarmonica fin da bambina.
All’età di sedici anni si appassiona alla musica di tradizione orale e per gioco comincia un recupero di canzoni, storie di vita, testi inediti andando a intervistare le persone semplici, quelle che apparentemente non avevano nulla di interessante da raccontare. In bicicletta, con la fisarmonica in spalla e il registratore in tasca ha fatto migliaia di km in oltre due decenni di recupero. Nel 2004 è partita per Belgio e Canada sempre con registratore, fisarmonica e i soldi per una telefonata. Centinaia di ore di registrazione, centinaia di storie di vita raccolte, centinaia di canzoni recuperate a morte certa. Francesca è figlia di Luciano Gallo, costruttore di fisarmoniche, fondatore del marchio “Galliano”. Al fianco del padre nella sua piccola bottega artigiana, ha passato anni e condiviso con lui la passione per la musica tradizionale, tanto da arrivare a maturare la decisione di riprendere l’attività paterna per salvare un mestiere che altrimenti sarebbe andato perduto. Dal 2011, infatti, ha riportato in vita i due marchi di produzione “Galliano” e “Ploner” e la omonima bottega, situata nel quartiere di Fiera, alle porte di Treviso, unica bottega artigiana col 90% di autonomia, almeno a livello nazionale, per la costruzione di fisarmoniche, organetti, armoniche a mantice.

 


L’appuntamento è promosso dal Presidio Laudato Sì di Altino, punto di aggregazione e di riferimento per le persone che vogliono approfondire e vivere la propria vocazione ecologica integrale. È presente nel territorio con tre “Tende”: l’unità pastorale di Altino – Portegrandi – Quarto d’Altino, il monastero di Marango e la biofattoria didattica Rio Selva a Preganziol.

Hanno collaborato alla realizzazione della serata, Distretto di Economia Solidale “Oltreconfin”, CSA Veneto, Amico Albero di Mestre, Mountain Wilderness, Ecoistituto Veneto Alex Langer di Michele Boato.

Mercoledì 15 gennaio alle ore 18.30, nell’auditorium degli spazi Bomben di Treviso (via Cornarotta 7), la Fondazione Benetton Studi Ricerche presenta il film documentario Un luogo amico. 150 anni della Fondazione Querini Stampalia a Venezia (2019, 40’), diretto e curato da Francesca Molteni.

 

La proiezione sarà introdotta da Marco Tamaro, direttore della Fondazione Benetton, Marigusta Lazzari, direttore della Fondazione Querini Stampalia, Francesco Dal Co, storico dell’architettura, direttore scientifico della divisione Architettura di Electa.

 

 

Cos’è la Fondazione Querini Stampalia

C’è un luogo a Venezia che dal 1869 rinnova la sua vocazione, è la Fondazione Querini Stampalia. Un luogo di acqua, di canali, di stanze, di libri, di opere e capolavori dell’ingegno, dell’arte, dell’architettura. Un film lo racconta in occasione dei suoi 150 anni, ripercorre la storia e l’identità, il presente e il futuro di una istituzione che ha accompagnato, in alcuni casi anticipato, la vita economica, politica e sociale di Venezia, e del Palazzo che la ospita, e che oggi continua a leggere i segni dei tempi dal suo “involucro” antico e moderno, “casa” della Biblioteca, del Museo, di esposizioni, incontri, mostre, concerti, e dell’archivio privato della famiglia Querini.

 

Il film si basa su nuove riprese realizzate ad hoc e sul materiale d’archivio che documenta la storia della Fondazione e del Palazzo, arricchiti dalle testimonianze esclusive di tanti, autorevoli esponenti del mondo della cultura, dell’arte e dell’architettura – Chiara Bertola, Francesco Bonami, Mario Botta, Giorgio Busetto, Giorgio Camuffo, Renata Codello, Michele Coppola, Marino Cortese, Francesco Dal Co, Michele De Lucchi, Nicholas Herdon, Joseph Kosuth, Marigusta Lazzari, Michelina e Valeriano Pastor, Giovanna Nepi Sciré, Marco Paladini, Giandomenico Romanelli, Tiziano Scarpa, Kiki Smith, Angela Vettese.

 

Promosso dalla Fondazione Querini Stampalia e prodotto da Muse Factory of Projects, il film è un progetto originale realizzato in occasione dei 150 anni della Fondazione Querini Stampalia, con la fotografia di Alvise Tedesco e la voce narrante di Sandro Lombardi, uno degli artisti più carismatici e poliedrici del panorama teatrale italiano.
Montaggio: Anna Pastorelli. Coordinamento generale: Sara Bossi, Fondazione Querini Stampalia, Venezia.

 

 

Informazioni

Fondazione Benetton Studi Ricerche
0422.5121,
www.fbsr.it
L’ingresso è libero.

Nell’ambito della XXX edizione del Premio Carlo Scarpa, dedicata a I giardini del tè di Dazhangshanla Fondazione Benetton Studi Ricerche, con la collaborazione del Sole Luna Festival, propone due documentari che raccontano la Cina. Due viaggi nel tempo e nello spazio dei suoi paesaggi contrastanti e nei mosaici della sua umanità. 

 

Giovedì 25 luglio e giovedì 1° agosto alle ore 21, nell’auditorium delle Gallerie delle Prigioni di Treviso, la Fondazione Benetton Studi Ricerche, con la collaborazione del Sole Luna Festival, propone due serate di cinema documentario sulla Cina

 

Dopo la proiezione di Mingong, film documentario di Davide Crudetti, giovedì 1° agosto alle ore 21 sarà proiettato Blank Lands (Italia 2016, 82’): un docufilm del collettivo Blank Lands.

 

Tutte le epoche e storie hanno le loro terre bianche, territori non tracciati sulle mappe, avvolti dal mistero. Le terre bianche della Cina degli anni trenta erano le remote regioni ai confini occidentali, abitate nell’immaginario collettivo da “barbari cannibali”.

 

Zhuang Xueben, un giovane fotografo di Shanghai, fu il primo a raccontarle con migliaia di fotografie e ricchi diari, raccolti in dieci anni di viaggio, a partire dal 1934. Il suo lavoro all’epoca aprì una finestra su una Cina poco conosciuta, spesso inesplorata e avvolta da pregiudizi, rivelando la bellezza delle culture locali: Tibetani, Yi, Qiang, Tu, Salar sono solo alcuni dei gruppi etnici con i quali entrò in contatto e che riuscì a svelare con sguardo curioso e umano. Prima di sparire: inghiottito dai tumulti della rivoluzione culturale, il suo nome e il suo lavoro sono riemersi solo recentemente.

Oltre al cinema

Gli appuntamenti sono organizzati nel contesto della mostra documentaria e di arte contemporanea The Ground We Have in Common, realizzata dalla Fondazione Benetton e dalle Gallerie delle Prigioni, e dedicata alla trentesima edizione del Premio Carlo Scarpa, che quest’anno vede protagonisti I giardini del tè di Dazhangshan e il tema della cura della terra bene comune. 

Nei giorni delle due proiezioni, la mostra The Ground We Have in Common sarà visitabile dalle ore 15 fino alla fine dell’evento.

 

L’esposizione, a cura di Patrizia Boschiero e Nicolas Vamvouklis, aperta fino a domenica 1° settembre 2019 (martedì-venerdì ore 15-19, sabato e domenica ore 10-13 e 15-19, ingresso libero), affianca alla componente documentaria l’esposizione di opere d’arte contemporanea. Partendo dall’esplorazione del paesaggio dei giardini del tè di Dazhangshan, il percorso mette in luce il contesto geografico e architettonico di un territorio che è storicamente il cuore delle coltivazioni della pianta del tè e della produzione della bevanda che ne deriva, la sua valenza storica e culturale. La mostra ripercorre inoltre idee e temi che hanno attraversato alcune delle precedenti edizioni del Premio Carlo Scarpa, con opere d’arte, materiali d’archivio, testi, fotografie, pubblicazioni e video. Unendo ricerca artistica e indagine paesaggistica, l’esposizione si snoda tra contributi di natura diversa ed esplora i linguaggi scelti da artisti contemporanei che indagano la nozione di giardino in senso ampio e quella della cura della terra.

 

Ingresso libero sia alle proiezioni che alla mostra.

Per maggiori informazioni: Fondazione Benetton, tel. 0422.5121, www.fbsr.it 

Tunisia, street-art e proteste: il documentario “Les amoureux des bancs publics – la strada che resiste con l’arte” arriva in anteprima a Venezia. Questa sera, alle 19, presso il cinema Giorgione arriva l’anteprima veneziana del documentario “Les amoureux des bancs publics – la strada che resiste con l’arte” di Gaia Vianello e Juan Martin Baigorria, prodotto da SUNSET con il patrocinio di Amnesty International e GVC Onlus. Girato nell’arco di un anno a partire dagli attentati terroristici del Bardo, il lungometraggio documenta il viaggio on the road tra i movimenti artistici e culturali della Tunisia, nati sulla scia di quei giorni in cui – sette anni fa – i tunisini scesero in strada nel nome di una karama (dignità) comune e condivisa.

 

Dalla capitale alle zone più povere ed emarginate del paese, un racconto delle storie di impegno e lotta che continuano, in uno stato dove in tanti si sono ripiegati nell’amara delusione per le molteplici speranze disattese e i sogni non realizzati.

 

Un viaggio che pone un’importante riflessione sul ruolo della creatività, della cultura, e dell’arte per creare una “democrazia reale e collettiva”, per sostenere un processo transizionale che veda l’inclusione e la partecipazione di tutte le classi sociali e di tutte le appartenenze politiche e religiose, e per dare ai giovani un’alternativa concreta alle istanze più radicali del paese.

 

Ad approfondire a margine delle proiezioni sarà presente in sala la regista Gaia Vianello.

Trailer: https://vimeo.com/213199572

 

 

Il documentario sarà visibile stasera, venerdì 11 maggio, al cinema Giorgione di Venezia e lunedì 14 maggio al cinema Dante di Mestre.

Biglietti: 5 € prezzo unico

Informazioni: Circuito Cinema Venezia, [email protected]it

In occasione della Giornata Mondiale della Terra, esce al cinema, solo per tre giorni, da domenica 22 fino a martedì 24 aprile: Earth – Un giorno straordinario.

 

Il film, che è l’attesissimo seguito di Earth – La Nostra Terra, è un viaggio stupefacente che rivela l’eccezionale potenza della natura.

 

Narrata da Diego Abatantuono con umorismo, intimità, emozione e superlative riprese cinematografiche, Earth – Un Giorno Straordinario è un’affascinante avventura sul grande schermo: una finestra sul mondo naturale che segue il percorso del sole tra immagini mozzafiato di oceani, ghiacciai, isole, monti e altri luoghi incontaminati; raccontando le piccole e appassionanti sfide quotidiane degli animali protagonisti.

Info, prenotazioni e prevendite:

Tel. 041 2383111

www.imgcinemas.it

Lunedì 19 marzo (ore 20.00), l’IMG Cinemas Candiani di Mestre presenta “Rumble: Il grande spirito del rock”, un documentario diretto da Catherine Bainbridge e Alfonso Maiorana che racconta il ruolo che hanno giocato i nativi americani nella storia della musica rock.

 

“Rumble: Il grande spirito del rock” è risultato vincitore del premio Best Music Documentary al Boulder International Film Festival 2017 e dello Special Jury Prize al Sundance Film, per la categoria World Cinema – Documentary.
Charlie Patton (pioniere del blues), Mildred Bailey (stella del jazz) e Jimi Hendrix sono tra i grandi nomi della musica popolare americana che hanno provveduto a mantenere vivo il patrimonio musicale dei nativi americani e che hanno attraverso esso creato una musica inconfondibile, resistendo al tentativo di pulizia della cultura indigena operato in tutto il Paese.
Usando storie poco conosciute, aneddoti inediti, spezzoni audio e video e interviste con leggende viventi, Catherine Bainbridge e Alfonso Maiorana dimostrano come alcune delle più celebri canzoni statunitensi abbiano radici nelle antiche melodie e armonie degli Indiani.

 

Biglietti:

Intero € 10.00

Ridotto (over 60 e studenti) € 8.00

Img card € 7.00.

 

Info, prenotazioni e prevendite:
Tel. 041 2383111
www.imgcinemas.it

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