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Questa mattina, verso le 4, i Vigili del fuoco sono intervenuti nel canale della Giudecca a Venezia per il rovesciamento di un barchino: in salvo le tre persone finite in acqua. L’allarme è stato dato dal personale di un vaporetto ACTV, i quali si sono accorti da un faro che il barchino era capovolto all’altezza di Sacca Fisola. I Vigili del fuoco accorsi con un’autopompa lagunare individuavano a riva le due donne e un uomo che erano riuscite a raggiungere autonomamente la riva. I tre malcapitati sono stati presi in cura dal personale sanitario del SUEM e portati in pronto soccorso per dei controlli. Sul posto personale della capitaneria di porto e i carabinieri. In mattinata si valuterà il recupero dell’imbarcazione affondata.

Nel tentativo di contenere la diffusione della pandemia di COVID-19, la maggior parte dei governi ha temporaneamente chiuso le strutture educative.

Il sito dell’Unesco monitora e aggiorna quotidianamente i dati relativi alle chiusure di scuole e università, dall’inizio dell’emergenza.
Il colpo d’occhio che si scorge alla vista di questa mappa è impressionante: ad oggi, 16 aprile 2020, di tutto il planisfero solo 5 Stati sono colorati in azzurro, ovvero Bielorussia, Tagikistan, Turkmenistan, Burundi e Nicaragua. Azzurro vuol dire che le scuole sono aperte. Poi si notano tre macroaree rosa, che simboleggiano le chiusure localizzate, e queste riguardano: Nordamerica, Groenlandia, Russia e Australia. Tutto il resto del pianeta è colorato di lilla: strutture scolastiche e universitarie chiuse fino a data da destinarsi.

 

Dalla scuola per l’infanzia all’università, le chiusure globali determinano il 91% – vale a dire un miliardo e mezzo – della popolazione studentesca a casa.

Basta puntare il mouse su ciascuno Stato per leggerne i numeri: oltre i 10,8 milioni di studenti a casa in Italia, 15,4 in Francia, 15,3 in Germania, 9,7 in Spagna e così via.

 

Con qualche difficoltà iniziale, il nostro Paese ha attivato la cosiddetta teledidattica o didattica a distanza, che naturalmente non si sostituisce alle lezioni scolastiche, ma almeno permette agli insegnanti di proseguire con il programma scolastico attraverso delle piattaforme apposite in cui possono incontrare – virtualmente – i propri alunni.
Ma c’è un ma. Queste lezioni a distanza non raggiungono tutti allo stesso modo. In Italia, per esempio, un milione e mezzo di studenti ne è tagliato fuori.

 

Mentre quindi da una parte la tecnologia ci viene in aiuto, dall’altro vediamo amplificate le diseguaglianze di partenza.
A dirlo sono  i fatti e le intenzioni. In Francia, Macron ha annunciato la riapertura delle scuole a maggio e il ministro dell’Istruzione Blanquer ha precisato che verrà data precedenza agli alunni che vivono nelle zone più in difficoltà.
In Germania, gli esperti dell’Accademia leopoldina delle Scienze auspicano la riapertura delle scuole il prima possibile, a cominciare da elementari e medie (si ipotizza a gruppi di 15, per rispettare le distanze di sicurezza), concentrandosi solo sulle materie fondamentali quali tedesco, matematica e lingua straniera.

E in Italia, quali sono gli studenti più in difficoltà? Sono quelli che già alla fine della terza media hanno accumulato un ritardo difficilmente recuperabile, oppure quelli che finiscono sulle prime pagine dei giornali quando l’Invalsi pubblica il suo rapporto annuale a luglio, o ancora quelli che non raggiungono la sufficienza nei test standardizzati. Di base, parliamo di uno studente italiano su tre, ma in alcune regioni del Sud Italia sono addirittura la metà: la metà dei quattordicenni calabresi e campani non sa né leggere né scrivere, né far calcoli.

 

Mi sento di chiudere l’articolo con la stessa riflessione lasciata da Orsola Riva: “sarebbe bello che con la stessa prontezza con cui il Governo italiano ha creato una task force d’emergenza per far ripartire l’economia, si approfittasse di quest’emergenza sanitaria per attuare un ambizioso piano di rilancio della scuola pubblica”. Date le lacune soprariportate, sarebbe auspicabile mettendo in piedi un’analoga commissione di esperti dell’educazione, quali pedagogisti, logopedisti, psicologi, esperti di didattica, che ripongano grande attenzione a chi ha più bisogno.

 

Fonte: Corriere Della Sera

“Distolgo per un attimo l’attenzione dal problema che è ormai diventato, per me, vita quotidiana H24: quello del coronavirus – dichiara il Presidente della Regione Veneto -. Non posso non dire quello che penso davanti a ciò che sta accadendo, in riferimento alle scritte comparse a Vicenza. È vergognoso che esistano ancora negazionisti e antisemitismo: stiamo parlando di uno sterminio che ha riguardato più di 6 milioni di ebrei, il 70% della popolazione ebraica in Europa”.

 

In una palazzina vicino al centro storico di Vicenza è comparsa nei giorni scorsi la scritta razzista “LILIANA SEGRE AI FORNI”, accompagnata da una svastica.

Il Governatore prosegue dicendo: “Siamo davanti ad un tema, quello dell’Olocausto, che rappresenta una delle pagine più vergognose ed orride della nostra umanità. La memoria deve essere coltivata affinché questo non accada più. Il ricordo dei 75 anni dalla liberazione di Auschwitz, non dev’essere un amarcord per nostalgici, ma è quanto di più attuale di quello che si possa pensare. Quelle scritte vanno tolte dal muro e condannate, senza se e senza ma”.

 

 

Photo Credits: corrieredelveneto.corriere.it

La notte scorsa, mezz’ora prima della mezzanotte i Vigili del fuoco sono intervenuti in Corso del Popolo 227 a Mestre per un incendio appartamento in un condominio di 8 piani. Tre persone sono state evacuate dai pompieri con gli autorespiratori al piano dove sono divampate le fiamme e assistiti dal personale del Suem per avere respirato del fumo per poi essere trasferiti in ospedale. Altri tre condomini sono stati medicati dai sanitari sul posto.

 

 

Le squadre dei Vigili del fuoco arrivati sul posto con tre autopompe, due autobotti, un’autoscala e il carro aria con 20 operatori coadiuvati dal capo servizio e il funzionario di guardia sono riusciti a contenere il rogo, evitando il coinvolgimento dell’intera ala del condominio, che nel frattempo era stato evacuato. Oltre l’appartamento dove si sono sviluppate le fiamme, altri due alloggi sono stati dichiarati al momento non agibili, fino ad altre verifiche tecniche che saranno effettuate nella giornata di oggi. Le famiglie evacuate sono state ospitate in albergo e altre da familiari. Le cause dell’incendio sono al vaglio dei tecnici dei Vigili del fuoco. Le operazioni di soccorso sono terminate questa mattina alle 5.

Nel pomeriggio di lunedì 9 dicembre 2019, a Fonte (Tv), i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Castelfranco Veneto hanno individuato e sequestrato un appartamento al cui interno, da tempo, una donna cinese senza fissa dimora esercitava la prostituzione, sotto la costante gestione di una connazionale, anch’essa priva di residenza anagrafica, che è stata tratta in arresto dai militari dell’Arma.

 

 

Le indagini

Le indagini sono state avviate a seguito di numerose segnalazioni pervenute da cittadini, che avevano riscontrato un ingente andirivieni di uomini da un’abitazione di via Asolana, collocata in una palazzina composta da diversi appartamenti.

 

I movimenti sospetti hanno suggerito così ai Carabinieri di approfondire gli accertamenti che hanno permesso effettivamente di riscontrare un fiorente giro di frequentazioni maschili della casa, all’interno della quale entravano di volta in volta uomini diversi, di differenti età, che vi rimanevano per qualche decina di minuti, per poi uscire e allontanarsi.

 

 

I fatti

Così, nel primo pomeriggio del 9 dicembre 2019, nell’ambito di uno dei tanti servizi di osservazione svolti in prossimità della palazzina, i militari hanno fatto irruzione all’interno dell’appartamento, dove hanno trovato all’entrata una donna cinese 42enne e, in un’altra stanza, una connazionale 49enne che, in abiti succinti, aveva appena consumato un rapporto sessuale con un uomo 50enne della zona e attendeva l’arrivo di altri clienti.

 

I locali della casa erano infatti stati adibiti a location destinate agli incontri, con luci colorate soffuse, candele e profumatori vari, oltre a musica in sottofondo, nell’intento di rendere l’ambiente il più accogliente possibile.

 

È così venuto alla luce il fiorente giro d’affari che da diversi mesi gravitava attorno alla casa individuata dai militari, attraverso una consolidata prassi, secondo cui i clienti contattavano dapprima un numero di telefono inserito in annunci online pubblicati su siti internet dedicati, quindi si accordavano sulla natura del rapporto e raggiungevano l’abitazione seguendo le indicazioni che venivano loro fornite.

 

Una volta all’interno, trovavano ad accoglierli la maîtresse 42enne, che li accompagnava con modi gentili in una delle camere da letto, dove li attendeva la 49enne, con la quale consumavano rapporti sessuali completi per la somma di 70,00 euro.

 

 

L’arresto

I Carabinieri hanno quindi proceduto al sequestro dell’appartamento, apponendo i sigilli di legge, e accompagnato le due donne presso gli uffici della Compagnia di Castelfranco Veneto (TV), dove la maîtresse è stata tratta in arresto, nella flagranza dei reati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.
L’indagata è stata quindi associata alla Casa Circondariale di Venezia – La Giudecca, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Luciano Trevisan, 63 anni, alle 12 di ieri è stato travolto e ucciso da un’auto a Campalto, Mestre.
L’uomo stava attraversando la strada sulle strisce pedonali per gettare la spazzatura quando un veicolo noleggio con conducente lo ha scaraventato a terra violentemente.
Non c’è stato nulla da fare purtroppo, nonostante le cure prodigate dal personale Suem, subito accorso.
Via Orlanda purtroppo è spesso teatro di incidenti, nonostante i limiti di velocità imposti.

 

Fonte: Venezia Today

I fatti risalgono al pomeriggio di ieri. Un addetto alla sala Arrivi dell’aeroporto Marco Polo di Venezia, a causa del gran via vai di passeggeri, aveva per un attimo perso di vista il proprio borsello. In quel brevissimo momento di distrazione, l’oggetto era sparito, con mille euro in contati custoditi all’interno. La vittima, appena accortasi del furto, si è recata al presidio dei Carabinieri dell’aeroporto per fare denuncia. Dopo una serie di indagini di Polizia giudiziaria e aver visualizzato le immagini delle telecamere di sorveglianza, le forze dell’ordine hanno individuato il ladro.

 

Si tratta di un autista di 55 anni NCC (noleggio con conducente) che, approfittando della sua mansione, è riuscito a far sparire il borsello della vittima senza dare nell’occhio.

 

L’uomo è stato quindi fermato e, una volta messo davanti alle sue responsabilità, ha confessato il furto e restituito il denaro. Per lui è scattata una denuncia in stato di libertà per furto aggravato. Le indagini stanno proseguendo per valutare se ci siano altri soggetti coinvolti nella vicenda e per accertare l’eventuale coinvolgimento dell’uomo in altri furti analoghi avvenuti allo scalo veneziano.

 

 

Fonte: La Nuova Venezia

Martedì pomeriggio gli uomini del Commissariato San Marco, impegnati in un servizio in abiti civili, mirato al contrasto dei reati contro il patrimonio, mentre si trovavano presso il supermercato COOP di Fondamenta Santa Chiara hanno udito le grida di una cassiera che segnalava l’uscita di un giovane con della merce non pagata.

 

I poliziotti sono accorsi verso le casse e, qualificandosi, hanno intimato all’uomo di fermarsi. Questi, al contrario si è dato ad una fuga precipitosa e una volta raggiunto dopo un inseguimento fuori dal negozio, ha opposto resistenza agli Agenti, che lo hanno comunque bloccato dopo una violenta colluttazione.

 

L’autore del furto, un cittadino italiano 26enne con precedenti per reati contro il patrimonio, rapina, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, è stato arrestato per rapina. 

 

L’arresto è stato convalidato ed all’esito dell’udienza per direttissima di ieri il giudice ha applicato la misura della custodia cautelare in carcere, disponendo la traduzione dell’arrestato alla Casa Circondariale di Venezia.

Questa mattina la Squadra mobile ha eseguito un’ordinanza di applicazione congiunta dell’obbligo di dimora e dell’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria a carico di due maggiorenni. J.O. di 18 anni e P.A. di 20 anni sono ritenuti responsabili, in concorso con altri, della rapina consumata ai danni di un Minimarket etnico a Mestre lo scorso 6 aprile.

I fatti

Quel giorno, alle 20.30 circa, una decina di ragazzi è entrata nel Minimarket tentando di comprare dell’alcool. Al rifiuto del titolare, che aveva dubbi sulla loro maggiore età, il gruppo ha messo a soqquadro il negozio, ha aggredito il titolare, minacciandolo con un coltello e ha rubato l’incasso della giornata.

Le indagini

Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile e coordinate dall’A.G., hanno consentito di eseguire il 25 luglio scorso un provvedimento cautelare di collocamento in comunità a carico di un minore. Grazie anche a elementi raccolti nel corso delle attività di perquisizione condotte alcune settimane fa, sono stati identificati altri due componenti del gruppo. A carico di questi ultimi è stato emesso l’odierno provvedimento.

Le conseguenze

La misura è stata emessa dal G.I.P. presso il Tribunale Ordinario su richiesta della Procura della Repubblica e va ad inquadrarsi nella più ampia azione di contrasto intrapresa dall’A.G. e dalla Polizia di Stato al fenomeno delle Baby Gang, gruppi di giovani e giovanissimi, spesso minorenni, che negli ultimi mesi si sono resi protagonisti di molteplici azioni delittuose nella terraferma e nel centro storico veneziano.

Nella giornata di ieri, il personale del Commissariato della Polizia di Stato di Chioggia si è imbattuto in una persona che ne richiamava l’attenzione, in prossimità della Cassa di Risparmio di Venezia-Intesa San Paolo di Corso del Popolo.

 

L’utente ha informato i poliziotti che alla postazione bancomat dell’istituto di credito stava accadendo qualcosa di poco chiaro: un giovane stava cercando di raggirare un’anziana donna.

 

I fatti

Proprio in quel frangente gli operatori della Polizia di Stato hanno notato un giovane che corrispondeva alla descrizione fornita, che usciva dalla banca e, con andatura veloce, cercava di allontanarsi. L’uomo, notata la presenza della Volante, ha dapprima accelerato il passo e, successivamente, si è dato a precipitosa fuga.

 

Inseguito dagli agenti, M.A., un 27 enne brianzolo, è stato fermato in una calle vicina e trovato in possesso di una somma di denaro di 150 € e della carta bancomat intestata a una donna ultraottantenne di Chioggia. 

 

È stato accertato in seguito che il soggetto fermato, vista l’anziana signora intenta a effettuare un prelevamento di denaro, si è avvicinato a lei con una scusa, convincendola a inserire nuovamente la tessera per sincerarsi circa un eventuale malfunzionamento nell’erogazione del denaro. Così, nella concitazione e all’insaputa della signora, il malintenzionato è riuscito a prelevare dal conto di lei la somma di 150 € e a sottrarle la tessera bancomat, per poi cercare di dileguarsi dal luogo del misfatto. 

Il denaro e la carta bancomat di proprietà dell’anziana chioggiotta sono stati sequestrati e subito restituiti alla proprietaria ancora in preda allo spavento.

 

 

Innumerevoli precedenti

Il soggetto, che al suo attivo annovera una serie interminabile di precedenti per furti e reati contro il patrimonio in genere, è stato perciò arrestato dagli Agenti di Chioggia per truffa aggravata e furto aggravato. Nella mattinata odierna è stato convalidato l’arresto e disposta la misura degli arresti domiciliari presso la residenza nella provincia di Monza-Brianza.

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