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Il totem del coltello

2 minuti di lettura

Sempre più omicidi e femminicidi con questo semplice strumento casalingo

Nella realtà in cui siamo immersi, i recenti casi di cronaca ci hanno particolarmente turbato perché non riusciamo a capire le ragioni dei delitti e questo ci fa sentire più vulnerabili ma, nello stesso tempo, nasce in noi il bisogno di saperne di più per poter comprendere.

In noi viene meno il senso dei fatti e restiamo attoniti e disorientati di fronte a tanta ferocia che sembra non avere età. 

Il coltello è un semplice oggetto che fa parte della nostra quotidianità. Così come le forbici da cucina. Lo maneggiamo tutti i giorni, è nel nostri cassetti, ci prepariamo il cibo da mettere in tavola, su quelle tavole dove oggi il silenzio tra coloro che vi siedono intorno, è un modo di vivere come ombre, senza sapere cosa passi nella mente di chi abbiamo di fronte.

Quei coltelli, oggetti quotidiani che maneggiamo senza pensare, facendo operazioni ripetute per preparare i pasti e per cibarci, sono diventati oggi qualcosa da mettere in tasca, da esibire ai compagni di scuola, da tirar fuori per impressionare, colpire, uccidere.  

Gli omicidi

Gli omicidi che hanno come strumento un coltello sono numerosissimi, forse perché è a portata di mano, è facile prenderlo, metterlo in tasca per minacciare e poterlo usare. Anche i giovani ed i giovanissimi lo utilizzano come arma da esibire di fronte ai compagni, al clan avversario fino alla rissa o all’aggressione.

Scomparso nel tempo il senso che questo oggetto poteva avere quando era uno strumento necessario  per il lavoro o per realizzare alcuni oggetti di uso comune o piccole opere d’arte, oggi viene spesso utilizzato come mezzo di attacco che ci fa sentire forti mentre si minaccia o si toglie la vita a qualche altro che magari si ama ma si vuole punire, oppure un semplice sconosciuto incontrato per caso.

Riportiamo di seguito alcuni casi di cronaca che hanno fatto scalpore:

  • Roua Nabi 34anni uccisa ieri a coltellate davanti ai figli dall’ex marito  malgrado lui avesse il braccialetto elettronico.
  • Sharon Verzeni, barista a Brembrate, uccisa da Moussa Sangare senza nessun movente. “Ho visto Sharon e l’ho uccisa” ha confessato.
  • Vincenza Saracino di Preganziol, Ester Palmieri, Saida Hammouda, Giulia Cecchettin, Giulia Tramontano incinta di 7 mesi, Pierina Paganelli.
  • Padre, madre e un figlio di 12 anni trovati morti accoltellati nella loro casa a Paderno Dugnano, nel Milanese. È stato il primogenito 17enne della coppia a sterminare la famiglia.
  • Melania Rea uccisa nel 2011 dal marito Salvatore Parolisi nel bosco di Colle San Marco a Ripe di Civitella.

Chiaramente l’elenco non è esaustivo ma cita  solo alcuni fatti tra i più clamorosi. Non va dimenticato che, a Mestre venerdì 20 settembre, Giacomo Gobbato è stato ucciso mentre cercava di salvare una donna da un’aggressione.

Chiara non voleva essere mamma

La giovane mamma Chiara Petrolini di 22 anni residente a Traversetolo, in provincia di Parma, negava agli altri e a se stessa la maternità e non voleva essere mamma. I 2 bimbi sono stati uccisi dalla madre appena partoriti, recidendo il cordone ombelicale con le forbici prese in casa. Un altro oggetto di uso comune diventato strumento di morte. Non è stata fatta la registrazione della nascita e della morte, i bimbi non hanno avuto un nome, sono stati sotterrati nel giardino come a volte si fa con i propri animali d’affezione.

É la normalità che sembra accompagnare ogni atto. La normalità del vivere quotidiano dopo aver ucciso, oppure la corsa folle per depistare e scappare dalle proprie responsabilità.

Noi tutti, che seguiamo impotenti questi eventi terribili, cerchiamo di capire tanta ferocia senza avere alcuna chiave di lettura. Restano solo un grande smarrimento e tante domande senza risposta. 

Crediti fotografici: Fanpage.it, Vanity Fair Italia, SPORT.it

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